EMR 61.7
L’Evangelo come mi è stato rivelato
Citazione
61.7 «Pietà, Signore! Questo mio figlio è muto per un demonio che lo vessa».
«E questo mio fratello è simile a bestia immonda, e si avvoltola nel fango e mangia escrementi. A questo lo porta un maligno spirito e, non volendo, fa cose immonde».
Gesù va verso il gruppo che lo implora. Alza le braccia e ordina: «Uscite da costoro. Lasciate a Dio le creature sue».
Fra urla e strepiti si guariscono i due infelici. Le donne che li conducevano si prostrano benedicendo.
«Andate alle case e siate riconoscenti a Dio. La pace a tutti. Andate».
La folla se ne va, commentando i fatti. I quattro discepoli si serrano al Maestro.
«Amici, in verità vi dico che in Israele sono tutti i peccati, e i demoni vi hanno messo dimora. Né sono uniche possessioni quelle che fanno mute le labbra e spingono a vivere da bruti, mangiando lordure. Ma le più vere e numerose sono quelle che fanno muti i cuori all’onestà e all’amore, e fanno dei cuori una sentina di vizi immondi. Oh! Padre mio!». Gesù si siede accasciato.
«Sei stanco, Maestro?».
«Non stanco, Giovanni mio. Ma desolato per lo stato dei cuori e per la poca volontà di emendarsi. Io sono venuto… ma l’uomo… l’uomo… Oh! Padre mio!…».
«Maestro, io ti amo, noi tutti ti amiamo…».
«Lo so. Ma tanto pochi siete… e il mio desiderio di salvare è tanto grande!».
Gesù ha abbracciato Giovanni e tiene il capo sul suo. È triste. Pietro, Andrea, Giacomo, attorno a Lui, lo guardano con amore e tristezza.
E la visione cessa così.