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Note del tema

Fatti sulla vita pubblica di Gesù Cristo

Pagina 20 di 83

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EMR 78.8

L’Evangelo come mi è stato rivelato

Citazione

78.8 Un vecchio dice: «Odi, Signore. Un tempo, molto tempo fa, al tempo dell’editto, giunse sin qui notizia che era nato a Betlemme il Salvatore… ed io vi andai con altri… Vidi un piccolo Bambino, in tutto uguale agli altri. Ma lo adorai, per fede. Poi seppi che vi è uno, santo, di nome Giovanni. Quale è il Messia vero?».

«Colui che tu adorasti. L’altro è il suo Precursore. Grande santo agli occhi dell’Altissimo. Ma non Messia».

«Tu eri?».

«Io ero.»

Parole chiave

EMR 78.8

L’Evangelo come mi è stato rivelato

Citazione

«Ho ottantaquattro anni… la strada è sul finire. Non speravo più incontrare la Grazia di Dio. Ma ti ho trovato, invece… ed ora non desidero più di vedere altra luce che non sia la tua… Sì. Ti vedo quale sei sotto questa veste di pietà che è la carne che hai preso. Ti vedo! Udite la voce di colui che nel morire vede la Luce di Dio!».

La gente si affolla intorno al vegliardo ispirato che è nel gruppo di Gesù e che, non più sorreggendosi sul bastoncello, alza le braccia tremule, la testa tutta canuta, dalla barba lunga e bipartita, una vera testa da patriarca o profeta.

«Io vedo Costui: l’Eletto, il Supremo, il Perfetto, qui sceso per forza d’Amore, risalire alla destra del Padre, tornare Uno con Lui. Ma ecco! Non Voce ed Essenza incorporea, come Mosè vide l’Altissimo e come la Genesi dice lo conoscessero i Primi e seco Lui parlassero nel vento della sera. Come vera Carne lo vedo salire all’Eterno. Carne sfolgorante! Carne gloriosa! Oh! pompa di Carne divina! Oh! bellezza dell’Uomo Dio! È il Re! Sì. È il Re. Non di Israele: del mondo. E a Lui si inchinano tutte le regalità della Terra e ogni scettro e corona si annulla nel fulgore del suo scettro e dei suoi gioielli. Un serto, un serto ha sulla sua fronte. Uno scettro, uno scettro ha nella sua mano. Sul petto ha un razionale: perle e rubini di uno splendore non mai visto sono in esso. Fiamme ne escono come da una fornace sublime. Ai polsi sono due rubini, e una fibbia di rubini è sui suoi piedi santi. Luce, luce dai rubini! Guardate, o popoli, il Re eterno! Ti vedo! Ti vedo! Salgo con Te… Ah! Signore! Redentore nostro!… La luce cresce nel mio occhio dell’anima… Il Re è decorato del suo Sangue! Il serto è una corona di sanguinanti rovi, lo scettro è una croce… Ecco l’Uomo! Eccolo! Sei Tu!… Signore, per la tua immolazione abbi pietà del tuo servo. Gesù, alla tua pietà consegno il mio spirito».

Il vecchio, sin allora ritto, tornato giovane nel fuoco del profetare, si accascia di improvviso e cadrebbe se Gesù, pronto, non lo sorreggesse contro il suo petto.

«Saul!».

«Muore Saul!».

«Aiuto!».

«Correte».

«Pace intorno al giusto che muore», dice Gesù, che lentamente si è inginocchiato per poter sostenere meglio il vecchio sempre più pesante.

Si fa silenzio. Poi Gesù lo depone completamente al suolo. E si drizza.

«Pace al suo spirito. È morto vedendo la Luce. Nell’attesa, e breve sarà, vedrà già il volto di Dio e starà felice. Non vi è morte, ossia separazione dalla vita, per coloro che morirono nel Signore».

78.9 La gente, dopo qualche tempo, si allontana commentando. Restano i maggiorenti, Gesù, i suoi e il sinagogo.

«Ha profetato, Signore?».

«I suoi occhi hanno visto la Verità. Andiamo».

EMR 79.1

L’Evangelo come mi è stato rivelato

Citazione

«Dove li troviamo i pastori?».

«A cinque miglia da Ebron, sulle rive del fiume di cui chiedevi».

«Oltre quel colle, allora».

«Oltre».

«È molto caldo. L’estate… Dove andiamo dopo, Maestro?».

«In un luogo ancor più caldo. Ma vi prego di venire. Viaggeremo di notte. Le stelle sono tanto chiare che non vi è tenebra. Vi voglio mostrare un luogo…».

«Una città?».

«No… Un luogo… che vi farà capire il Maestro… forse meglio delle sue parole».

EMR 79.6

L’Evangelo come mi è stato rivelato

Citazione

79.6 «Ma forse quella donna vuole redimersi ed ha bisogno di essere ammaestrata…», obbietta ancora Giuda.

«In lei sono già tante scintille atte a suscitare l’incendio in cui può ardersi il suo vizio e rimanere l’anima rinverginizzata dal pentimento. Poco fa vi ho parlato di lievito che si sparge per la farina e la fa santo pane. Udite una breve parabola. Quella donna è farina. Una farina in cui il Maligno ha mescolato le sue polveri di inferno. Io sono il lievito. Ossia la mia parola è il lievito. Ma se troppa pula è nella farina, o se sassi e rena vi è mescolata, e cenere con essa, può farsi il pane anche se il lievito è buono? Non può farsi. Occorre che pazientemente si levi dalla farina pula, cenere, sassi e rena. La Misericordia passa e offre il crivello… Il primo: quello fatto da brevi verità fondamentali. Quali sono necessarie per esser comprese da uno che è nella rete della completa ignoranza, del vizio, del gentilesimo. Se l’anima lo accoglie, comincia la prima purificazione. La seconda avviene col crivello dell’anima stessa, che confronta il suo essere con l’Essere che si è rivelato. E ne ha orrore. E inizia la sua opera. Per una operazione sempre più minuta, dopo i sassi, dopo la rena, dopo la cenere, giunge anche a levare quello che è già farina, ma con granelli ancor pesanti, troppo pesanti per dare ottimo pane. Ora eccola tutta pronta. Ripassa allora la Misericordia e si immette in quella farina preparata – anche questa è preparazione, Giuda – e la solleva e la fa pane. Ma è operazione lunga e di “volontà” dell’anima. Quella donna… quella donna ha già in sé quel minimo che era giusto darle e che le può servire a compiere il suo lavoro. Lasciamo lo compia, se vorrà farlo, senza turbarla. Tutto turba un’anima che si lavora: la curiosità, gli zeli inconsulti, le intransigenze come le eccessive pietà».

Dettaglio

Gesù fa una parabola su Aglaia.

EMR 79.7

L’Evangelo come mi è stato rivelato

Citazione

«E noi?».

«Voi? Verrete, l’ho detto, per vedere la mia preparazione. Anche Io mi sono preparato alla missione».

«Andando da un rabbi?».

«No».

«Da Giovanni?».

«Ne presi solo il battesimo».

«E allora?».

«Betlemme ha parlato con le pietre ed i cuori. Anche lì dove ti porto, Giuda, le pietre ed un cuore, il mio, parleranno e ti daranno risposta».

Dettaglio

Gesù dà le sue istruzioni ai pastori Elia, Levi, Giuseppe e Isacco dopo averli trovati. A questo punto, Giuda interviene e chiede cosa farà il gruppo apostolico.

EMR 79.8

L’Evangelo come mi è stato rivelato

Citazione

Elia, che ha portato latte e pane scuro, dice: «Ho cercato, mentre attendevo, e con me ha cercato Isacco, di persuadere quelli di Ebron… Ma non credono, non giurano, non vogliono che Giovanni. È il loro “santo” e non vogliono che quello».

«Peccato comune a molti paesi e a molti credenti presenti e futuri. Guardano l’operaio e non il padrone che ha mandato l’operaio. Chiedono all’operaio senza neppur dirgli: “Di’ al tuo padrone questo”. Dimenticano che l’operaio c’è perché c’è il padrone, e che è il padrone che istruisce l’operaio e lo rende atto al lavoro. Dimenticano che l’operaio può intercedere. Ma uno solo può concedere: il padrone. In questo caso, Dio e il suo Verbo con Lui. Non importa. Il Verbo ne ha dolore, ma non rancore. Andiamo».

La visione ha termine.

EMR 80

L’Evangelo come mi è stato rivelato

Dettaglio

Gesù arriva sul luogo delle tentazioni, accompagnato da Giovanni, Giuda e Simone lo Zelota. È un luogo desolato. Giuda pensava di essere lì solo da poche ore, ma il Signore gli dimostrò che si sbagliava. Gli spiegò che era venuto lì per prepararsi alla sua Missione. L'Iscariota pensava di essere stato con alcuni maestri e rabbini, ma chi può insegnare qualcosa alla Parola di Dio?

Gesù spiegò poi che gli uomini hanno un destino e che devono scegliere tra l'Amico o Satana. Infine, suggerì agli apostoli di rimanere qui per qualche giorno per insegnare loro il potere della penitenza. Giovanni e Simone lo Zelota accettarono prontamente. Giuda era meno entusiasta, ma non osava andarsene.

Dopo qualche giorno, la visione di Maria continuò. Gesù spiegò che il suo soggiorno nel deserto era durato quaranta giorni ed era avvenuto durante l'inverno. Spiega il suo battesimo, impartito da Giovanni, e poi la tentazione del diavolo. In particolare, parla della sua natura di Dio-Uomo e risponde anche alla domanda di Giuda se potesse essere tentato o meno. Alla fine del suo discorso, chiede ai discepoli di non dire a Maria dell'ostilità del mondo verso Gesù. Avrebbe sofferto troppo...

EMR 80.2-3.5

L’Evangelo come mi è stato rivelato

Citazione

Mi scuote la voce del mio Gesù: «Ed eccoci giunti dove volevo». Mi volgo. Lo vedo alle mie spalle, fra Giovanni, Simone e Giuda, presso la costa rocciosa del monte, là dove giunge un sentiero… sarebbe meglio dire: là dove un lungo lavoro di acque, nei mesi di pioggia, ha graffiato il calcare scavando nei secoli un canale appena disegnato, che sarà scolo alle acque delle cime e che ora è via per le capre selvatiche più che per gli uomini.

Gesù si guarda intorno e ripete: «Sì, qui vi volevo portare.

Qui il Cristo si è preparato alla sua missione».

«Ma qui non c’è nulla!».

«Non c’è nulla, l’hai detto».

«Con chi eri?».

«Col mio spirito e col Padre».

«Ah! fu sosta di poche ore!».

«No, Giuda. Non di poche ore. Di molti giorni…».

«Ma chi ti serviva? Dove dormisti?».

«Avevo a servi gli onagri che nella notte venivano a dormire nella loro tana… in questa, dove Io pure m’ero intanato… Avevo a serve le aquile che mi dicevano: “È giorno” col loro grido aspro, partendo per la preda. Avevo ad amici le piccole lepri che venivano a rodere le erbe selvagge quasi ai miei piedi… Mi era cibo e bevanda ciò che è cibo e bevanda del fiore selvaggio: la rugiada notturna, la luce del sole. Non altro».

«Ma perché?».

«Per prepararmi bene, come tu dici, alla mia missione. Le cose ben preparate riescono bene. Tu lo hai detto. E la mia cosa non era la piccola, inutile cosa di far brillare Me, Servo del Signore, ma di far comprendere agli uomini ciò che è il Signore e, attraverso questa comprensione, farlo amare in spirito di verità. Misero quel servo del Signore che pensa al suo trionfo e non a quello di Dio! Che cerca averne utile, che sogna mettersi in alto su un trono fatto… oh! fatto degli interessi di Dio, avviliti sino a toccare il suolo, essi che sono celesti interessi. Non è più servo, costui, anche se ne ha l’aspetto esterno. È un mercante, un trafficante, un falso che inganna sé, gli uomini e vorrebbe ingannare Dio… uno sciagurato che si crede principe ed è schiavo… È del Demonio, il suo re di menzogna. Qui, in questa tana, il Cristo per molti giorni visse di macerazioni e preghiera per prepararsi alla sua missione.

80.3

E dove vorresti fossi andato a prepararmi, Giuda?».

Giuda è perplesso, disorientato. Risponde infine: «Ma non saprei… Pensavo… da qualche rabbi… presso gli esseni… non so».

«E potevo trovare un rabbi che mi dicesse più di quanto mi diceva la Potenza e la Sapienza di Dio? E potevo Io – Io Verbo eterno del Padre, Io che ero quando il Padre creò l’uomo e so di quale spirito immortale e animato, e di quale potenza di giudizio libero e capace, abbia il Creatore dotato l’uomo – andare ad attingere scienza e capacità da quelli che negano l’immortalità dell’anima negando la finale risurrezione, e negano la libertà d’azione dell’uomo addossando virtù e vizi, azioni sante e malvagie, al destino che dicono fatale e non vincibile? Ah! no. (...)

Qui sono venuto. Ho preso la mia anima di Figlio dell’uomo e me la sono lavorata con gli ultimi tocchi, finendo il lavoro di trent’anni di annichilimento e di preparazione per andare perfetto al mio ministero. Ora Io vi chiedo di stare meco qualche giorno, in questa tana. Sarà sempre meno desolata la sosta, perché saremo quattro amici che fanno forza contro le tristezze, le paure, le tentazioni, le necessità della carne. Io ero solo. Sarà sempre meno penosa, perché ora è estate e qui, in alto, vi è il vento delle cime a temperare il calore. Io vi venni al finir della luna di tebet, e rigido era il vento che scendeva dalle nevi della vetta. Sarà sempre meno tormentosa, perché più breve e perché abbiamo ora quel minimo di cibo che può dare conforto alla nostra fame, e nelle piccole ghirbe di pelle che vi ho fatto dare dai pastori vi è tant’acqua da bastare per questi giorni di sosta. Io… io ho bisogno di strappare due anime a Satana. Non vi è che la penitenza che lo possa. Vi chiedo aiuto. Sarà formazione anche per voi. Imparerete come si strappano le prede a Mammona. Non tanto con le parole, quanto col sacrificio… Le parole!… Il frastuono satanico impedisce che siano udite… Ogni anima preda del Nemico è avvolta in turbini di voci infernali… Volete rimanere con Me? Ma se non volete, andate. Io resto. Ci ritroveremo a Tecua, presso il mercato».

«No, Maestro, io non ti lascio», dice Giovanni; mentre Simone contemporaneamente esclama: «Tu ci elevi volendoci teco in questa redenzione». Giuda… non mi pare molto entusiasta. Ma fa buon viso al… destino e dice: «Io resto».

«Prendete allora le ghirbe e le sacche e portatele dentro e, prima che il sole arda, spezzate legna e accumulatela presso lo spacco. La notte è rigida anche d’estate, qui, e non tutte le bestie sono buone. Un ramo lo accenderete subito. Là, di quella pianta di acacia gommosa. Brucia bene. Guarderemo fra le fessure per cacciare col fuoco aspidi e scorpioni. Andate»…

Dettaglio

Cristo si preparò alla sua missione.

Tebet: mese a cavallo tra dicembre e gennaio.

EMR 80.3

L’Evangelo come mi è stato rivelato

Citazione

«E dove vorresti fossi andato a prepararmi, Giuda?».

Giuda è perplesso, disorientato. Risponde infine: «Ma non saprei… Pensavo… da qualche rabbi… presso gli esseni… non so».

«E potevo trovare un rabbi che mi dicesse più di quanto mi diceva la Potenza e la Sapienza di Dio? E potevo Io – Io Verbo eterno del Padre, Io che ero quando il Padre creò l’uomo e so di quale spirito immortale e animato, e di quale potenza di giudizio libero e capace, abbia il Creatore dotato l’uomo.»

EMR 80.3-4

L’Evangelo come mi è stato rivelato

Citazione

«Avete un destino. Sì. Lo avete. Nella mente di Dio che vi crea è un destino per voi. Ve lo desidera il Padre. Ed è destino d’amore, di pace, di gloria: “la santità d’esser suoi figli”. Questo il destino che, presente alla mente divina dal momento nel quale col fango fu fatto Adamo, presente sarà sino all’ultima creazione di anima d’uomo. Ma non vi violenta il Padre nella vostra condizione di re. Il re, se prigione, non è più re, è un reietto. Voi re siete perché liberi nel vostro piccolo regno individuale. Nell’io. In esso potete fare ciò che volete, come volete.

80.4 Di fronte e ai confini del vostro piccolo regno avete un Re amico e due potenze nemiche. L’Amico vi mostra le regole che Egli ha date per far felici quelli che sono suoi. Ve le mostra. Vi dice: “Eccole. Con queste è sicura l’eterna vittoria”. Ve le mostra, Egli, il Saggio e Santo, perché voi possiate, se volete farlo, praticarle e averne gloria eterna. Le due potenze nemiche sono Satana e la carne. Nella carne metto la vostra e quella del mondo, ossia le pompe e seduzioni del mondo, ossia la ricchezza, le feste, gli onori, i poteri che dal mondo e nel mondo si hanno e che non sempre si hanno onestamente e meno ancora si sanno usare onestamente se, per un complesso di cause, ad essi l’uomo perviene.

Satana, maestro della carne e del mondo, parla anche per esso e per la carne. Anche lui ha le sue regole… Oh! se le ha! E poiché l’io è fasciato di carne e la carne tende alla carne come le scaglie di ferro tendono alla calamita, e poiché il canto del Seduttore è più dolce di gorgheggio di usignolo in amore fra raggi di luna e profumo di roseti, più facile è andare verso queste regole, piegare verso queste potenze, dire loro: “Vi considero amiche. Entrate”. Entrate… Avete mai visto un alleato che resti onesto sempre, senza chiedere il cento per uno per un aiuto dato? Così fanno esse. Entrano… E divengono padroni. Padroni? No, aguzzini. Vi legano, o uomini, al loro banco di galera, vi ci incatenano, non vi lasciano più alzare il collo dal loro giogo, e la loro sferza vi riga a sangue se cercate sfuggir loro. O farsi ferire sino a giungere ad esser un ammasso di carne frantumata, così inutile, come carne, da esser respinta dal loro piede crudele, o morire sotto di loro.

Se sapete darvi quel martirio, darvi quel martirio, ecco allora che passa la Misericordia, l’Unica che può ancora aver pietà di quella ripugnante miseria della quale il mondo, uno dei padroni, ha ora schifo e sulla quale l’altro padrone, Satana, invia le sue frecce di vendetta. E la Misericordia, l’Unica che passa, si china, la raccoglie, la medica, la risana e le dice: “Vieni. Non temere. Non ti guardare. Le tue piaghe non sono più che cicatrici, ma sono così innumerevoli che ti farebbero orro re, tanto ti deturpano. Ma Io non ti guardo quelle, guardo la tua volontà. Per essa volontà buona sei così segnata. Perciò Io ti dico: ti amo. Vieni con Me”, e la porta nel suo Stato. Allora voi capite che Misericordia e Re amico sono una stessa persona. Ritrovate le regole che Egli vi aveva mostrate e che voi non avete voluto seguire. Ora lo volete… e giungete alla pace della coscienza prima, alla pace di Dio dopo.

Ditemi, allora. Questo destino fu imposto da Un Solo per tutti, o fu individualmente voluto da ognuno per sé?».

«Fu da ognuno voluto».

«Bene giudichi, Simone.»

Dettaglio

Una visione più ampia della creatura, regina del Creato, del destino dell'uomo, della sua libertà e del suo libero arbitrio.