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Note del tema

Religione ebraica, caste, riti e feste al tempo di Cristo

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Comfort di lettura

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EMR 174.15 · Volume 3

L’Evangelo come mi è stato rivelato

Citazione

Gesù dice intanto a Pietro di smontare la sua tettoia.

«Ma… ce ne andiamo proprio?».

«Sì».

«Perché è venuta lei?…».

«Sì. Ma non lo dire ad alcuno e specie allo Zelote. Ne rimarrebbe afflitto per Lazzaro. Non posso permettere che la parola di Dio sia fatta scherno di pagani…».

«Capisco, capisco…».

«Allora però capisci anche un’altra cosa».

«Quale, Maestro?».

«La necessità di tacere in certi casi. Mi raccomando. Tu sei tanto caro, ma sei anche talmente impulsivo da uscire in osservazioni pungenti».

«Capisco… non vuoi per Lazzaro e Simone…».

«E per altri ancora».

«Pensi che ce ne saranno oggi?».

«Oggi, domani e dopodomani e sempre. E sempre sarà necessario sorvegliare l’impulsività del mio Simone di Giona. Vai, vai a fare quanto ti ho detto».

Pietro se ne va, chiamando in suo aiuto i compagni.

Dettaglio

Dopo l'arrivo di Maria Maddalena, allora grande peccatrice, Gesù annunciò la loro partenza dai Corni di Hattin, dove si erano fermati per qualche giorno.

Annotazione

- Pensi che ci sarà oggi?

- Oggi, domani e dopodomani, sempre.

Gesù si riferisce senza dubbio ai farisei, che cercano di fare osservazioni poco caritatevoli.

EMR 174.17-18 · Volume 3

L’Evangelo come mi è stato rivelato

Citazione

«Maestro, io ti vorrei dire che oggi è venerdì e che questa gente… non so se potrà procurarsi cibo in tempo per domani o raggiungere le case», dice Bartolomeo.

«È vero! È venerdì!», dicono in diversi.

«Non importa. Dio provvederà. Ma lo diremo loro».

Gesù si alza e va al suo nuovo posto, in mezzo alla folla sparsa fra i boschetti.

«Per prima cosa ricordo che è venerdì. Ora Io dico che chi teme di non poter giungere in tempo alle case e non può giungere a credere che Dio darà domani cibo ai suoi figli, può ritirarsi subito, di modo che il tramonto non lo colga per via».

Su tutta la folla si alzano una cinquantina di persone. Tutti gli altri restano dove sono.

174.18 Gesù sorride e comincia a parlare.

Dettaglio

Lo scriba Giovanni fa parte della folla menzionata in questo estratto (come confermerà nel prossimo capitolo).

Annotazione

È la vigilia del sabato e la legge del riposo sabbatico proibisce a chiunque di viaggiare dopo le 18.00, l'inizio del giorno successivo. Lo scriba Giovanni è tra coloro che vanno, come spiega nel capitolo successivo.

EMR 174.18 · Volume 3

L’Evangelo come mi è stato rivelato

Citazione

È vero che è detto che i deformi non possono più servire Dio nel Tempio. Ma oltre la vita i deformi per nascita, che siano santi, o i deformi per virtù, diverranno belli più degli angeli e serviranno Dio, amandolo nella gioia del Cielo.

EMR 175.3-5 · Volume 3

L’Evangelo come mi è stato rivelato

Citazione

La gente si stringe al Maestro, un cerchio che non si vuole aprire a nessun costo. Ma intanto il sole è calato e si inizia il riposo del sabato. I paesi sono lontani. Ma la gente non rimpiange paesi, non cibi, nulla. Se ne preoccupano però gli apostoli e lo dicono a Gesù. Anche i discepoli anziani sono in pensiero. Ci sono le donne e i bambini, e se la notte è tiepida, e soffice è l’erba dei prati, le stelle non sono pane, né si fanno cibarie i sassi delle prode.

Gesù è l’unico che non se la prende. La gente intanto mangia i suoi avanzi come nulla fosse, e Gesù lo fa notare ai suoi:

«In verità vi dico che costoro sono da più di voi! Guardate con che spensieratezza dànno fine a tutto. Ho detto loro: “Chi non può credere che domani Dio darà cibo ai suoi figli si ritiri”, ed essi sono rimasti. Dio non smentirà il suo Messia e non deluderà chi spera in Lui».

Gli apostoli si stringono nelle spalle e non si occupano d’altro.

La sera scende dopo un gran rosso di tramonto, placida e bella, e il silenzio della campagna si distende su tutte le cose, dopo l’ultimo coro degli uccelli. Qualche fruscio di vento e poi un primo volo muto di uccello notturno insieme alla prima stella e al primo gracidare di un ranocchio.

I bambini dormono già. Gli adulti parlano fra loro e ogni tanto qualcuno va dal Maestro a chiedere qualche schiarimento.

175.4

Di modo che non fa stupore quando, attraverso ad un sentiero fra due campi di grano, si vede venire una persona imponente d’aspetto, di abiti e di età. Dietro di lui sono degli uomini. Tutti si volgono a guardarlo e se lo indicano bisbigliando. Il sussurro corre da gruppo a gruppo, si riaccende e si spegne. I gruppi più lontani si accostano attirati dalla curiosità.

L’uomo di nobile aspetto raggiunge Gesù, che seduto ai piedi di un albero ascolta degli uomini, e lo saluta profondamente. Gesù si alza subito e risponde con pari rispetto al saluto. I presenti sono tutta attenzione.

«Ero sul monte e forse Tu hai pensato che io non avessi fede perché me ne andavo per tema di un digiuno. Ma io me ne andavo per altro motivo. Volevo essere fratello fra i fratelli, il fratello maggiore. Vorrei dirti il mio pensiero in disparte. Puoi udirmi? Non ti sono nemico, per quanto io sia uno scriba».

«Andiamo un poco lungi…», e se ne vanno in mezzo ai grani.

«Volevo provvedere al cibo dei pellegrini e sono sceso per ordinare di panificare per una moltitudine. Vedi che sono nello spazio legale, poiché questi campi mi appartengono e da qui alla vetta si può fare in sabato. Sarei venuto domani coi servi. Ma ho saputo che Tu sei qui con la folla. Ti prego di permettermi di provvedere nel sabato. Altrimenti troppo mi spiacerebbe avere rinunciato alle tue parole per nulla».

«Per nulla mai, perché il Padre ti avrebbe compensato con le sue luci. Ma Io ti ringrazio e non ti deludo. Solo ti faccio osservare che la folla è molta».

«Ho fatto accendere tutti i forni, anche quelli usati per essiccare derrate, e riuscirò ad avere pane per tutti».

«Non è per questo. Dico per la quantità di pane…».

«Oh! Non mi scomoda. Lo scorso anno ebbi molto grano.

Quest’anno Tu vedi che spighe. Lasciami fare. Sarà la migliore sicurezza sulla mia campagna. E poi, Maestro… Tu mi hai dato un tal pane oggi… Tu sì che sei Pane dello spirito!…».

«Sia allora come tu vuoi. Vieni che lo diremo ai pellegrini».

«No. Tu lo hai detto».

«E sei scriba?».

«Sì. Lo sono».

«Il Signore ti porti dove il tuo cuore merita».

«Comprendo ciò che non dici. Vuoi dire: alla Verità. Perché in noi è molto errore e… e molto malanimo».

«Chi sei?».

«Un figlio di Dio. Prega il Padre per me. Addio».

«La pace sia con te».

175.5

Gesù ritorna lentamente verso i suoi mentre l’uomo se ne va coi suoi servi.

«Chi era? Che voleva? Ti ha detto qualcosa di spiacevole?

Ha malati?». Le domande assalgono Gesù.

«Chi sia non so. Ossia so che è un animo buono e questo mi…».

«È Giovanni lo scriba», dice uno della folla.

«Ebbene, Io lo so ora perché tu lo dici. Egli voleva semplicemente essere il servo di Dio presso i suoi figli. Pregate per lui, perché domani noi tutti mangeremo per sua bontà».

«È un giusto veramente», dice uno.

«Sì. Non so neppure come possa essere amico di altri», commenta un altro.

«Fasciato di scrupoli e di regole come un neonato, ma non è cattivo», termina un terzo.

«Sono i suoi campi questi?», chiedono in molti non della zona.

«Sì. Credo che il lebbroso fosse uno dei suoi servi o contadini. Ma lo sopportava nelle vicinanze, e credo lo sfamasse anche».

La cronaca continua e Gesù se ne astrae chiamando vicino i suoi dodici, ai quali chiede: «Ed ora che vi devo dire per la vostra incredulità? Non ha messo il Padre un pane per noi tutti nelle mani di uno che, per casta, mi è nemico? Oh! uomini di poca fede!… Ma andate fra i soffici fieni e dormite. Io vado a pregare il Padre perché vi apra i cuori e a ringraziarlo per la sua bontà. La pace a voi».

E se ne va alle prime pendici del monte. Là si siede e si raccoglie nella sua orazione. Alzando gli occhi vede il gregge delle stelle che gremiscono il cielo, abbassandoli vede il gregge dei dormienti stesi sui prati. Nient’altro. Ma è tale la gioia che ha nel cuore, che pare trasfigurarsi in luce…

Dettaglio

Gesù è sceso dal Monte delle Beatitudini e una folla lo segue. Gli apostoli sono preoccupati di come verranno sfamati. Questo capitolo mostra un caso pratico di fiducia nella Provvidenza e nella bontà del Padre.

Annotazione

Nel frattempo, il sole è tramontato. È l'inizio del riposo sabbatico. Il riposo sabbatico inizia alle 18 del venerdì. Dai corni di Hattin alla pianura, percorsero dai 5 ai 6 km, ovvero circa un'ora e mezza di cammino. Come abbiamo visto nel capitolo precedente, partirono verso le 15.00/15.30. Quindi sono circa le 17.00.

Ho detto loro: "Chi non può credere che domani Dio darà da mangiare ai suoi figli, deve andarsene", ed essi sono rimasti. Dio non rinnegherà il suo Messia e non deluderà coloro che sperano in lui. Cfr. il capitolo precedente. Maria Valtorta nota addirittura che solo una cinquantina di persone se ne andarono in quel momento.

Non vi sono ostile, anche se sono uno scriba. Gli scribi che non sono ostili a Gesù sono rari. Dei 24 membri di questo collegio, solo 5 erano segretamente favorevoli a Gesù. La maggior parte degli altri 19 era ostile o indifferente.

Si vede che sono nello spazio legale perché questi campi mi appartengono, e da qui alla cima è un percorso che si può fare di sabato. Quindi sono proprio all'ingresso della pianura, a circa 1 km dalla cima di Arbel. Le regole pratiche per l'applicazione della distanza del sabato erano e restano complesse. Tuttavia, la condizione di base, stabilita ai tempi di Salomone, rimane il divieto di allontanarsi più di 2.000 cubiti (circa 900 metri) dai limiti della propria proprietà o di una città. Come sottolinea Maria Valtorta, la vetta è l'ultimo limite accettabile per lo scriba.

EMR 175.4 · Volume 3

L’Evangelo come mi è stato rivelato

Citazione

«E sei scriba?».

«Sì. Lo sono».

«Il Signore ti porti dove il tuo cuore merita».

«Comprendo ciò che non dici. Vuoi dire: alla Verità. Perché in noi è molto errore e… e molto malanimo».

«Chi sei?».

«Un figlio di Dio. Prega il Padre per me. Addio».

«La pace sia con te».

Dettaglio

Gesù parla con Giovanni di Cafarnao.

EMR 176.3 · Volume 3

L’Evangelo come mi è stato rivelato

Citazione

«La volontà di Dio ci ha trattenuti in questo luogo perché andare oltre, dopo il già fatto cammino, sarebbe stato ledere i precetti e dare scandalo. E ciò mai non sia finché il nuovo Patto non sarà scritto.

È giusto santificare le feste e lodare il Signore nei luoghi della preghiera. Ma tutto il creato può essere luogo di preghiera se la creatura sa farlo tale con la sua elevazione al Padre. Fu luogo di preghiera l’arca di Noè alla deriva sui flutti, e luogo di preghiera il ventre della balena di Giona. Fu luogo di preghiera la casa del Faraone quando Giuseppe vi visse[1] e la tenda di Oloferne per la casta Giuditta. E non era tanto sacro al Signore il luogo corrotto dove viveva schiavo il profeta Daniele, sacro per la santità del suo servo che santificava il luogo, da meritare le alte profezie[2] del Cristo e dell’Anticristo, chiave dei tempi d’ora e dei tempi ultimi? Con più ragione santo è questo luogo che coi colori, coi profumi, con la purezza dell’aria, la ricchezza dei grani, le perle delle rugiade, parla di Dio Padre e Creatore, e dice: “Credo. E voi vogliate credere perché noi testimoniamo Iddio”. Sia dunque la sinagoga di questo sabato, e leggiamovi le pagine eterne sopra le corolle e le spighe, avendo a lampada sacra il sole.

Vi ho nominato Daniele. Vi ho detto: “Sia questo luogo la nostra sinagoga”. Ciò richiama il gioioso “benedicite” dei tre santi fanciulli fra le fiamme della fornace: “Cieli ed acque, rugiade e brine, ghiacci e nevi, fuochi e colori, luci e tenebre, folgori e nuvole, monti e colline, tutte le cose germinate, uccelli, pesci e bestie, lodate e benedite il Signore, insieme agli uomini di umile e santo cuore”. Questo il riassunto del cantico santo che tanto insegna agli umili e santi. Possiamo pregare e possiamo meritare il Cielo in ogni luogo. Lo meritiamo quando facciamo la volontà del Padre.

Dettaglio

Era l'alba, la mattina del sabato (EMV 176,1). Gesù si reca dai dormienti che si stanno svegliando e dalla folla che lo ha seguito, perché vuole santificare "questo giorno santo con la parola di Dio" (EMV 176,2).

Annotazione

Arrivati a questo punto, andare oltre avrebbe significato violare i precetti e scandalizzare. Per rispetto del precetto che limita i viaggi sabbatici, basato su Esodo 16,29.

L'arca di Noè alla deriva sulle onde era un luogo di preghiera, così come il ventre della balena di Giona. Cfr. Genesi 7, 7 e Giona 2, 2.

Gen 7, 7: "Noè entrò nell'arca con i suoi figli, sua moglie e le mogli dei suoi figli per sfuggire alle acque del diluvio".

Giona 2, 2: " E dalle viscere del pesce Giona pregò Yahweh, il suo Dio".

Anche la casa del faraone era così quando Giuseppe vi abitava, così come la tenda di Oloferne lo era per la casta Giuditta. Cfr. Genesi 39, 2 e 41, 40, nonché Giuditta 12, 5 e Giuditta 13, 4-5.

Gen 39, 2: Yahweh era con Giuseppe, che faceva prosperare ogni cosa; egli abitava nella casa del suo padrone, l'egiziano.

Gen 41, 40: Il faraone disse a Giuseppe: "Ecco, ti ho costituito capo di tutto il paese d'Egitto". "

Gdt 12, 5: entrando, chiese di poter uscire di notte e prima del giorno per pregare e invocare il Signore.

Gdt 13, 4-5: Oloferne giaceva sul suo letto in stato di ubriachezza. Giuditta aveva detto alla sua serva di stare fuori dalla stanza e di fare la guardia.

E non era forse veramente sacro al Signore il luogo corrotto in cui il profeta Daniele viveva come schiavo, sacro per la santità della sua serva che lo santificò al punto da meritare le alte profezie di Cristo e dell'Anticristo, chiavi del presente e degli ultimi tempi? Daniele 1, 21 | Daniele 7, 2-14 | Daniele 9, 24-27 | Daniele 12, 5-12.

Dan 1, 21: Daniele rimase lì fino al primo anno del re Ciro.

Dan 7, 2-14: Daniele parlò e disse: "Vidi di notte nella mia visione, ed ecco che i quattro venti del cielo spazzavano il grande mare e quattro grandi bestie uscivano dal mare, diverse l'una dall'altra. La prima era simile a un leone e aveva ali d'aquila. Io vidi, finché non gli furono strappate le ali, fu sollevata da terra, si alzò in piedi come un uomo e gli fu dato un cuore d'uomo. Ed ecco un'altra bestia, una seconda bestia, simile a un orso, con uno dei fianchi eretto e tre costole nella bocca tra i denti; e le dissero: "Alzati, mangia molta carne". Dopo questo guardai, ed ecco un'altra bestia simile a un leopardo; aveva sul dorso quattro ali come un uccello, e la bestia aveva quattro teste; e le fu dato il dominio. Poi guardai nelle visioni notturne ed ecco una quarta bestia, terribile e spaventosa e molto forte; aveva grandi denti di ferro; divorava e faceva a pezzi e il resto lo calpestava; era diversa da tutte le bestie che l'avevano preceduta e aveva dieci corna. Guardai le corna ed ecco che un altro piccolo corno sorse in mezzo a loro e tre delle prime corna furono strappate da esso; ed ecco che questo corno aveva occhi come quelli di un uomo e una bocca che diceva grandi cose.

Guardai finché non furono posti dei troni e si sedette un vecchio. La sua veste era bianca come la neve e i capelli del suo capo erano come lana pura. Il suo trono era di fiamme di fuoco; le ruote erano di fuoco ardente. Un fiume di fuoco scorreva davanti a lui; migliaia di migliaia lo servivano e miriadi di miriadi stavano davanti a lui. Il Giudice si sedette e i libri furono aperti. Guardai finché la bestia fu uccisa e il suo corpo fu distrutto e dato alle fiamme del fuoco. Anche al resto delle bestie fu tolto il dominio e la durata della loro vita fu fissata a un tempo e a un momento.

Guardai nelle visioni notturne, ed ecco che venne come nelle nubi un Figlio d'uomo, che si avvicinò al vegliardo e lo condussero davanti a lui. Gli fu dato il dominio, la gloria e il regno, e tutti i popoli, nazioni e lingue lo servivano. Il suo dominio è un dominio eterno che non passerà e il suo regno non sarà mai distrutto.

Dn 9, 24-27: Settanta settimane sono state stabilite per il tuo popolo e per la tua città santa, per sigillare la prevaricazione, per sigillare i peccati e per espiare l'iniquità, per introdurre la giustizia eterna, per sigillare la visione e il profeta e per ungere il Santo dei Santi. Sappiate dunque e comprendete: dall'inizio della parola di costruire Gerusalemme fino a un unto, un sovrano, ci sono sette settimane e sessantadue settimane; ed essa sarà costruita, in piedi e incinta, nell'afflizione dei tempi. E dopo sessantadue settimane, un unto sarà tagliato fuori e non ci sarà nessuno per lui. E il popolo di un principe che verrà distruggerà la città e il santuario, e la sua fine sarà nel diluvio, e fino alla fine ci sarà la guerra, che è decretata per la devastazione. Egli stringerà un'alleanza solida con un gran numero di persone per una settimana, e a metà della settimana interromperà il sacrificio e l'oblazione, e un distruttore verrà sull'ala delle abominazioni, finché la distruzione e le cose decretate si riverseranno sui devastati.

Dan 12,5-12: Io, Daniele, guardai ed ecco che altri due uomini stavano in piedi, uno su una riva del fiume e l'altro sull'altra riva del fiume. 6Uno di loro parlò all'uomo vestito di lino, che stava sopra le acque del fiume: "Fino a quando finiranno queste cose meravigliose? "E udii che l'uomo vestito di lino, che era sopra le acque, alzava la mano destra e la sinistra verso il cielo e giurava, per colui che vive in eterno, che sarà per un tempo e un tempo e mezzo e che quando la forza del popolo santo sarà stata spezzata, allora tutte queste cose avverranno. Io udii, ma non capii e dissi: "Signore, quale sarà la fine di queste cose? "Ed egli disse: "Va', Daniele, perché le parole sono sigillate fino al tempo della fine. Ci saranno molti che saranno purificati, puliti e messi alla prova; i malvagi faranno il male e nessun malvagio capirà; ma gli intelligenti capiranno. Dal momento in cui il sacrificio continuo sarà interrotto e l'abominio del distruttore sarà eretto, ci saranno milleduecentonovanta giorni. Beato chi aspetta e arriva a milletrecentotrentacinque giorni!".

Ti ho chiamato Daniele. Ti ho detto: "Questo luogo sia la nostra sinagoga". "Egli ci ricorda il gioioso "Benedite" dei tre bambini santi in mezzo alle fiamme della fornace: cfr. Daniele 3, 52-90.

Dn 3, 52-90 : Benedetto sei tu, Signore, Dio dei nostri padri, degno di essere lodato, glorificato ed esaltato in eterno. Benedetto il tuo nome santo e glorioso, degno di essere lodato ed esaltato per sempre. Benedetto sei tu nel tempio della tua santa gloria, degno di suprema lode e gloria per sempre. Benedetto sei tu sul trono del tuo regno, degno di suprema lode ed esaltazione per sempre. Benedetto sei tu, il cui sguardo penetra negli abissi e che siedi sui Cherubini, degno di suprema lode ed esaltazione per sempre. Benedetti voi nel firmamento del cielo, degni di lode e gloria in eterno.

Benedite il Signore, voi tutte opere del Signore; lodatelo ed esaltatelo per sempre. Angeli del Signore, benedite il Signore, lodatelo ed esaltatelo per sempre. Cieli, benedite il Signore, lodatelo ed esaltatelo per sempre. Acque e tutto ciò che è sopra i cieli, benedite il Signore; lodatelo ed esaltatelo per sempre. Potenze del Signore, benedite il Signore; lodatelo ed esaltatelo per sempre.

Sole e luna, benedite il Signore, lodatelo ed esaltatelo per sempre. O stelle del cielo, benedite il Signore; lodatelo ed esaltatelo per sempre. Pioggia e rugiada, benedite il Signore, lodatelo ed esaltatelo per sempre. Venti di Dio, benedite il Signore, lodatelo ed esaltatelo per sempre.

Fuoco e calore, benedite il Signore; lodatelo ed esaltatelo per sempre. Freddo e calore, benedite il Signore; lodatelo ed esaltatelo per sempre. Rugiada e gelo, benedite il Signore; lodatelo ed esaltatelo per sempre. Gelo e brina, benedite il Signore; lodatelo ed esaltatelo per sempre. Ghiaccio e neve, benedite il Signore, lodatelo ed esaltatelo per sempre.

Notte e giorno, benedite il Signore, lodatelo ed esaltatelo per sempre. Luce e tenebre, benedite il Signore; lodatelo ed esaltatelo per sempre. Lampi e nubi oscure, benedite il Signore; lodatelo ed esaltatelo per sempre. La terra benedica il Signore, lo lodi e lo esalti per sempre!

Montagne e colline, benedite il Signore; lodatelo ed esaltatelo per sempre. Le piante che crescono sulla terra benedicano il Signore, lo lodino e lo esaltino per sempre. Fontane, benedite il Signore; lodatelo ed esaltatelo per sempre. Mari e fiumi, benedite il Signore; lodatelo ed esaltatelo per sempre.

Mostri e tutto ciò che si muove nelle acque, benedite il Signore; lodatelo ed esaltatelo per sempre. Uccelli dell'aria, benedite il Signore, lodatelo ed esaltatelo per sempre. Bestie selvatiche e greggi, benedite il Signore; lodatelo ed esaltatelo per sempre. Figli degli uomini, benedite il Signore, lodatelo ed esaltatelo in eterno. Israele, benedite il Signore, lodatelo ed esaltatelo per sempre!

Sacerdoti del Signore, benedite il Signore, lodatelo ed esaltatelo per sempre. Servi del Signore, benedite il Signore, lodatelo ed esaltatelo per sempre. Spiriti e anime dei giusti, benedite il Signore, lodatelo ed esaltatelo per sempre. Santi e umili di cuore, benedite il Signore, lodatelo ed esaltatelo per sempre. Anania, Azaria e Misael, benedite il Signore, lodatelo ed esaltatelo in eterno.

Perché ci ha fatti uscire dagli inferi e ci ha liberati dal potere della morte; ci ha salvati dal mezzo della fornace ardente e ci ha tratti dal mezzo del fuoco. Lodate il Signore, perché è buono, perché la sua misericordia dura per sempre. Voi tutti, uomini pii, benedite il Signore, il Dio degli dei; lodatelo e celebratelo, perché la sua misericordia dura in eterno.

EMR 177.4

L’Evangelo come mi è stato rivelato

Citazione

Gesù lo guarda andare e poi si rivolge ai presenti e dice:

«In verità vi dico che non ho trovato tanta fede in Israele. Oh! è pur vero[1]! “Il popolo che camminava nelle tenebre vide * una gran luce. Sopra coloro che abitavano nell’oscura regione di morte la Luce è spuntata”, e ancora: “Il Messia, alzata la sua bandiera sulle nazioni, le riunirà”. Oh! Regno mio! Veramente a te affluiranno in numero sterminato! Più che tutti i cammelli e i dromedari di Madian e di Efa, e i portatori d’oro e incenso di Saba, più che tutti i greggi di Cedar e gli arieti di Nabaiot saranno numerosi coloro che verranno a te, ed il mio cuore si dilaterà di gioia vedendo venire a Me i popoli del mare e le potenze delle nazioni. Me aspettano le isole per adorarmi, e i figli degli stranieri edificheranno le mura della mia Chiesa della quale sempre staranno aperte le porte ad accogliere i re e la forza delle nazioni ed a santificarli in Me. Questo che Isaia ha visto, ecco si compirà! Io vi dico che molti verranno da oriente e occidente e sederanno con Abramo, Isacco e Giacobbe nel Regno dei Cieli, mentre i figli del Regno saranno gettati nelle tenebre esteriori, dove sarà pianto e stridor di denti».

«Tu dunque profetizzi che i gentili saranno pari ai figli d’Abramo?».

«Non pari: superiori. Non vi rincresca che perché ciò è vostra colpa. Non Io, ma i Profeti lo dicono, ed i segni già lo confermano.

Dettaglio

Gesù ha appena guarito il servo del centurione romano, come riportato nel Vangelo.

Annotazione

Libro di Isaia, 9, 1

Is 9, 1 : Il popolo che camminava nelle tenebre ha visto una grande luce e la luce ha illuminato coloro che vivevano nella terra dell'ombra della morte.

Libro di Isaia 11, 10-12

Is 11, 10-12 : In quel giorno avverrà che la radice di Iesse, innalzata come vessillo per i popoli, sarà cercata dalle nazioni e la sua dimora sarà gloriosa. In quel giorno il Signore stenderà una seconda volta la mano per riscattare il resto del suo popolo, il resto delle terre di Assiria e di Egitto, di Patros, Etiopia, Elam, Sennaar, Hamath e delle isole del mare. Innalzerà uno stendardo per le nazioni, radunerà i reietti d'Israele, riunirà i dispersi di Giuda dalle quattro estremità della terra.

Libro di Isaia 60, 5-10

Is 60, 5-10 : Allora lo vedrai e sarai raggiante; il tuo cuore sussulterà e si dilaterà, perché le ricchezze del mare verranno a te, i tesori delle nazioni verranno a te. Moltitudini di cammelli ti copriranno, i dromedari di Madian e di Efa; verranno tutti quelli di Saba, portando oro e incenso, e proclameranno le lodi di Jahvè. Tutte le greggi di Cedar saranno riunite a te; i montoni di Nabaioth ti serviranno; saliranno sul mio altare come offerta gradita e io glorificherò la casa della mia gloria.

Chi sono questi che volano come nuvole, come colombe verso la loro colombaia? Perché le isole sperano in me e le navi di Tarshish verranno per prime, per riportare i tuoi figli da lontano, con il loro argento e il loro oro, per onorare il nome di Jahvé, il tuo Dio, e il Santo d'Israele, perché ti ha glorificato. I figli degli stranieri costruiranno le tue mura e i loro re saranno tuoi servi, perché ti ho colpito nella mia ira, ma nella mia benevolenza ho avuto compassione di te.

EMR 178.2 · Volume 3

L’Evangelo come mi è stato rivelato

Citazione

Sono già in vista della riva quando, dopo un’accanita lotta, un uomo di media età e di civile condizione si accosta al Maestro e per attirare la sua attenzione lo tocca sulla spalla.

Gesù si volge e si ferma chiedendo: «Che vuoi?».

«Sono scriba. Ma ciò che c’è nelle tue parole non è paragonabile a quanto è nei nostri precetti. Ed io ne sono conquistato. Maestro, io più non ti lascio. Ti seguirò dovunque andrai.

Quale è la tua via?».

«Quella del Cielo».

«Non dico quella. Ti chiedo: dove vai? Dopo questa, quali sono le tue case perché io ti possa sempre trovare?».

«Le volpi hanno delle tane e gli uccelli i nidi. Ma il Figlio dell’uomo non ha dove posare il capo. Mia casa è il mondo, là dovunque vi sono spiriti da istruire, miserie da sollevare, peccatori da redimere».

«Da per tutto, allora».

«Lo hai detto. Potresti tu fare ciò che questi minimi fanno per amor mio, tu, il dottore d’Israele? Qui ci vuole sacrificio e ubbidienza, e carità verso tutti, spirito d’adattamento, su tutto, con tutti. Perché la condiscendenza attira. Perché chi vuol curare deve curvarsi su ogni piaga. Dopo ci sarà la purezza del Cielo. Ma qui siamo nel fango e occorre strappare al fango, su cui posiamo i piedi, le vittime già sommerse. Non rialzare le vesti e scostarsi perché lì è più alto il fango. La purezza deve essere in noi. Saturi di essa in modo che nulla più possa entrare. Puoi tutto questo?».

«Lasciami provare, almeno».

«Prova. Io pregherò perché tu ne sia capace».

Annotazione

Vangelo di Matteo 8, 18-22

Mt 8, 18-22 : Quando Gesù vide una folla intorno a sé, diede ordine di passare dall'altra parte. Si avvicinò uno scriba e gli disse: "Maestro, ti seguirò dovunque tu vada". Ma Gesù gli disse: "Le volpi hanno delle tane, gli uccelli del cielo dei nidi, ma il Figlio dell'uomo non ha dove posare il capo".

Vangelo di Luca 9, 57-58

Lc 9, 57-58 : Lungo la strada, un uomo disse a Gesù: "Ti seguirò dovunque tu vada". Gesù gli disse: "Le volpi hanno delle tane e gli uccelli del cielo dei nidi, ma il Figlio dell'uomo non ha dove posare il capo".

EMR 179.4 · Volume 3

L’Evangelo come mi è stato rivelato

Citazione

Nel popolo eletto si dovrebbero trovare da per tutto spiriti pronti a ricevere questo Messia nella cui attesa si sono consumati d’ansia i Patriarchi e i Profeti, questo Messia venuto finalmente, preceduto e accompagnato da tutti i segni profetizzati, questo Messia la cui figura spirituale si delinea sempre più chiara attraverso i miracoli visibili sulle membra e sugli elementi, e i miracoli invisibili sulle coscienze che si convertono e sui gentili che si volgono al Dio vero. Invece così non è. E la prontezza nel seguire il Messia è fortemente ostacolata proprio nei figli di questo popolo e, doloroso a dirsi, lo è tanto più quanto più si sale nelle classi più alte di esso. Non dico questo per scandalizzarvi. È per indurvi a pregare ed a riflettere.

Perché avviene questo? Perché i gentili e i peccatori fanno più strada sulla via mia? Perché essi accolgono quanto Io dico, e gli altri no? Perché i figli d’Israele sono ancorati, anzi, sono incrostati come ostriche perlifere al banco su cui sono nate. Perché sono saturati, ricolmati, obesi della loro sapienza, e non sanno fare largo alla mia col gettare il superfluo per fare posto al necessario. Gli altri non hanno questa schiavitù. Sono poveri pagani, o poveri peccatori, disancorati come nave alla deriva, sono dei poveri che non hanno tesori propri ma solo fardelli di errori o di peccati, dei quali si spogliano con gioia non appena riescono a comprendere cosa è la Buona Novella e sentono il suo miele corroborante ben diverso dal disgustoso miscuglio dei loro peccati.

EMR 179.4 · Volume 3

L’Evangelo come mi è stato rivelato

Citazione

I figli d’Israele sono ancorati, anzi, sono incrostati come ostriche perlifere al banco su cui sono nate.

Annotazione

La pesca delle perle è stata praticata intorno al Golfo Persico fin dall'antichità. Le perle sono menzionate da Strabone (Libro XVI, 3 - Arabia - Golfo Persico).