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Luoghi del Vangelo come mi è stato rivelato

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EMR 11

L’Evangelo come mi è stato rivelato

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Titolo del capitolo: Maria confida il suo voto al Sommo Sacerdote.

Data della visione: domenica 3 settembre 1944

Calendario:novembre dell'anno 7 (Elul 3754).

Luogo (mappa) : Gerusalemme

Ciclo: Matrimonio con Giuseppe

Riassunto: Maria rientra nella sua cella con altre vergini. Quando sta per entrare nella sua stanza, una padrona le dice che il sommo sacerdote vuole vederla. Così va a trovare il sacerdote, Zaccaria e Anna di Fanuel. Simon ben Boethos le dice che conosce la sua santità e vorrebbe che restasse nel Tempio a pregare il Signore ogni mattina. Ma la Legge dice il contrario e lei deve sposarsi. Egli la rassicurò, dicendole che non aveva dimenticato che lei apparteneva alla stirpe di Davide e che, poiché non conosceva nessuno, si sarebbero affidati a Dio per scegliere il suo marito. Maria confidò allora il suo voto di verginità al sommo sacerdote, che le chiese quando lo avesse adempiuto. La Madre del Signore si immerse nei suoi ricordi per rispondergli. Gli disse che non era contraria al matrimonio, ma che voleva comunque rimanere vergine. Il sommo sacerdote le disse che Dio le avrebbe dato un marito, che sarebbe stato santo perché lei si era affidata all'Altissimo. La donna racconta al futuro marito il suo voto.

Contenuti del capitolo: 11.1: Maria Valtorta è deliziata dal sorriso di Maria in mezzo a un bombardamento. 11.2: Maria torna nella sua cella con le vergini. 11.3: Il Pontefice le ricorda che deve sposarsi. 11.4: Ma Maria si è promessa al Signore e racconta come. 11.5: Dirai a tuo marito il tuo voto.

EMR 11.2

L’Evangelo come mi è stato rivelato

Citazione

Maria è sempre nel Tempio. E ora esce, fra altre vergini, dal Tempio vero e proprio.

Deve esserci stata qualche cerimonia, perché odore di incensi si sparge per l’aria tutta rossa per un bel tramonto, che direi di autunno avanzato, perché un cielo già dolcemente stanco, come lo è in un ottobre sereno, si incurva sui giardini di Gerusalemme, nei quali il giallo ocra delle foglie prossime a cadere mette delle chiazze biondo-rosse fra il verde-argento degli ulivi.

La schiera, anzi lo sciame candido delle vergini, traversa il cortile posteriore, sale la gradinata, varca un porticato, entra in un altro cortile meno splendido, quadrato e che non ha altre aperture fuor di quella da cui si accede in esso. Deve essere quello dedicato ad accogliere le piccole dimore delle vergini adibite al Tempio, perché ogni fanciulla si dirige alla sua cella come una colombella al suo nido, e pare proprio uno stormo di colombe che si separi dopo esser stato unito a raccolta. Molte, potrei dire tutte, parlano fra loro, prima di lasciarsi, a voce bassa ma giuliva. Maria tace. Soltanto, prima di separarsi dalle altre, le saluta con affetto e poi si dirige alla sua stanzetta, in un angolo, a destra.

EMR 12

L’Evangelo come mi è stato rivelato

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Titolo del capitolo: Giuseppe scelto come sposo della Vergine.

Data della visione: lunedì 4 settembre 1944

Calendario:venerdì 23 dicembre 7 d.C.

Luoghi (mappa) : Gerusalemme

Ciclo: Matrimonio con Giuseppe

Sommario: Il sommo sacerdote riunì gli uomini della tribù di Davide al Tempio. In questo capitolo apprendiamo che chiese a tutti di portare un ramo di mandorlo. Da questo gruppo sarebbe stato scelto il marito della Vergine. Tutti sono curiosi e Zaccaria è presente. Il sommo sacerdote finalmente arriva e rivela che uno dei rami è sbocciato in pieno inverno e che è quello che sposerà Maria. Giuseppe viene scelto come fortunato e il sommo sacerdote manda a chiamare la futura Madre di Cristo. Nel frattempo, Simon ben Boethos rivela che Maria ha fatto un voto. Giuseppe deve aiutare l'Onnipuro a dirglielo. Al suo arrivo, tutti si ritirano e i due fidanzati si conoscono. Giuseppe parla della casa di Nazareth, di Anna, di Gioacchino e questo dà fiducia alla Vergine. Il marito le dice che è un nazista, e questo la incoraggia a dirgli il suo voto, che lui accetta: le chiede persino di unire il suo voto al suo. Infine, San Giuseppe dice che si occuperà della casa di Nazareth finché Maria non lascerà definitivamente il Tempio.

Contenuto del capitolo: 12,1: Raduno di uomini in abito da festa. 12,2: Giuseppe parla con un vecchio. 12.3: Un levita porta un fascio di rami secchi con un ramo fiorito. 12.4: Giuseppe viene designato sposo di Maria grazie al ramo miracolosamente fiorito. 12.5: Il Pontefice presenta Giuseppe a Maria. 12.6: Giuseppe è un nazirita. 12.7: Maria affida la sua consacrazione a Dio a Giuseppe, che l'accetta. Vivranno in castità. 12.8: A Nazareth, la coppia vive separata e Giuseppe si occupa di tutto.

EMR 12.1

L’Evangelo come mi è stato rivelato

Citazione

12.1 Vedo una ricca sala dal bel pavimento e tende e tappeti e mobili d’intarsio. Deve ancora far parte del Tempio, perché in essa vi sono sacerdoti, fra cui Zaccaria, e molti uomini di ogni età, ossia dai venti ai cinquant’anni, su per giù.

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La stanza dove viene scelto il marito di Maria.

EMR 12.6

L’Evangelo come mi è stato rivelato

Citazione

«La casa, tu lo sai, è intatta, meno che nella parte che fu abbattuta per ordine consolare per fare, del viottolo, via ai carriaggi di Roma. Ma la campagna, quella che t’è rimasta, perché tu sai… la malattia del padre ha consumato molto tuo avere, è un poco trascurata. Sono oltre tre primavere che gli alberi e le viti non conoscono cesoia di ortolano, e la terra è incolta e dura. Ma gli alberi che ti hanno visto piccina vi sono ancora e, se me lo permetti, io subito mi occuperò di loro».

«Grazie, Giuseppe. Ma tu già lavori…».

«Lavorerò al tuo orto nelle prime e nelle ultime ore del giorno. Ora il tempo di luce si allunga sempre più. Per la primavera voglio sia tutto in ordine per la tua gioia. Guarda, questo è un ramo del mandorlo che sta contro casa. Ho voluto cogliere questo… — si entra per ogni dove dalla siepe rovinata, ma ora la rifarò solida e forte — ho voluto cogliere questo pensando che, se io fossi stato il prescelto — non lo speravo perché sono nazareo e ho ubbidito perché ordine di Sacerdote, non per desiderio di nozze — pensando, dicevo, che tu avresti avuto gioia ad avere un fiore del tuo giardino. Eccotelo, Maria. Con esso ti dono il mio cuore, che come esso è fiorito sino ad ora solo per il Signore, ed ora fiorisce per te, sposa mia».

EMR 13

L’Evangelo come mi è stato rivelato

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Titolo del capitolo: Matrimonio della Vergine con Giuseppe, istruito dalla Sapienza affinché sia il custode del Mistero.

Data della visione e della dettatura: martedì 5 settembre 1944

Calendario: 6 marzo d.C.

Luogo (mappa) : Gerusalemme

Ciclo: Matrimonio con Giuseppe

Sintesi: Giuseppe e Maria sono fidanzati al Tempio di Gerusalemme. Maria è bellissima con il suo corredo da sposa. Le vergini intorno a lei sono estasiate dalla sua bellezza e le sue amanti vengono in soccorso della loro protetta. Le fanciulle se ne vanno e arriva Elisabetta. Le racconta del corredo nuziale disegnato da Anna e la Vergine parla poi di Giuseppe, descritto come un giovane santo. Arriva lo sposo e i due fidanzati si incontrano di nuovo. Giuseppe è superbo e le dice di aver pensato al voto della Vergine. Lo comprende e si unisce a lei in un naziréat perpetuo. Il sommo sacerdote allora li promette in matrimonio. Dopo di che, Maria e Giuseppe lasciano Gerusalemme per andare a Nazareth... Gesù fa poi un dettato sul suo padre putativo.

Contenuto del capitolo: 13,1: La bellezza di Maria nelle vesti nuziali. 13.2: I suoi compagni la ammirano. 13.3: Le tue vesti sono la carezza di tua madre. 13.4: Giuseppe arriva con le sue vesti più belle. Il suo discorso di benvenuto. 13.5: Giuseppe parla del voto di castità assoluta. 13.6: Il Pontefice presiede le nozze. 13.7: Gli sposi partono in carrozza con Zaccaria ed Elisabetta. 13.8: Elogio della Sapienza. 13.9: Giuseppe, custode della Sposa e del Figlio di Dio. 13.10: Giuseppe, un nuovo Aronne che ha creduto senza vedere. 13.11: Giuseppe, esempio corredentore di purezza, fedeltà e amore perfetto.

EMR 14

L’Evangelo come mi è stato rivelato

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Titolo del capitolo : La coppia arriva a Nazareth

Data della visione: 6 settembre 1944

Calendario:6 marzo d.C.

Luogo (mappa) : Nazareth

Ciclo: Matrimonio con Giuseppe

Sommario: Maria descrive Nazareth. Maria torna nella sua città dopo aver vissuto per anni nel Tempio. È promessa sposa di Giuseppe, che l'accompagna insieme a Zaccaria ed Elisabetta. Nazareth festeggia con loro. Arrivano alla casa e Giuseppe, Zaccaria ed Elisabetta le mostrano la casa e il giardino di Gioacchino. La Vergine incontrò anche Alfeo, Maria di Cleofa e i suoi figli. Poi incontra Sarah e suo figlio Alphée, il fidanzato di Anna. Giuseppe fece il giro della casa con la moglie e il fratello di lei venne a sapere che non si sarebbero celebrate subito le nozze. Il fratello rimase sorpreso e Giuseppe rispose che non avrebbero celebrato la cerimonia fino al compimento del sedicesimo anno di età di Maria. Il futuro santo le fece allora promettere che lo avrebbe chiamato ogni volta che avesse avuto bisogno di lui. La famiglia si congedò e Zaccaria decise di lasciare Elisabetta perché insegnasse alla cugina come essere una perfetta casalinga. Questo permetterà anche a Maria di decorare la casa a suo piacimento.

Contenuti del capitolo: 14,1: La strada attraverso le colline della Galilea. 14,2: Ingresso trionfale a Nazaret. 14,3: Giuseppe indica da lontano la casa di Maria. È lui che lavorerà lì. 14,4: Maria accoglie Alfeo e Sara. 14,5: Giuseppe si offre a Maria come confidente. 14,6: Il matrimonio avrà luogo quando lei avrà sedici anni. 14,7: Elisabetta rimarrà per un po' di tempo con la cugina.

EMR 14.1-2

L’Evangelo come mi è stato rivelato

Citazione

14.1 Il più azzurro cielo di un mite febbraio si stende sulle colline di Galilea. Le dolci colline che in questo ciclo della Vergine fanciulla non ho mai visto, e che mi sono ormai così familiari all’occhio come se fra esse io fossi nata.

La via maestra, fresca per nuova pioggia caduta forse la notte passata, non ha polvere, ma neppure ha fango. È compatta e pulita, come fosse una via cittadina, e si snoda fra due siepi di biancospini in fiore. Una nevicata che sa di amarognolo e di bosco, spezzata dalle mostruose agglomerazioni dei cactus, dalle foglie grasse a paletta, tutte irte di pungiglioni e decorate delle enormi granate dei frutti bizzarri, nati senza stelo in cima alle foglie che, per colore e forma, evocano sempre in me profondità marine e boschi di coralli e meduse, o altre bestie dei mari profondi.

Oltre le siepi — la cui funzione è di recingere le proprietà dei singoli, per cui si allungano in ogni senso, facendo un bizzarro disegno geometrico di curve e di angoli, di rombi, losanghe, quadrati, semicircoli, triangoli dalle acutezze o ottusità più inverosimili, un disegno tutto spruzzato di bianco, come un nastro capriccioso che avessero steso così, per gioia, lungo le campagne e sul quale volano, pigolano, cantano a centinaia uccellini d’ogni specie, nella gioia dell’amore e nell’opra dei nidi da ricostruire — oltre le siepi, la campagna, coi grani in erba, qui già più alti che nelle campagne di Giudea, e prati tutti in fiore, e su essi — in risposta alle leggere nuvolette del cielo che il tramonto fa rosee, fa di un lilla tenue, di un viola pervinca, di un opalino tinto d’azzurro, di un arancio-corallo — a cento e cento, le nuvole vegetali degli alberi da frutto, bianche, rosee, rosse, in tutte le sfumature del bianco, rosa e rosso.

Al lieve vento della sera sfarfallano e cadono i primi petali dagli alberi fioriti, e sembrano sciami di farfalline in cerca di polline sui fiori del campo. E, fra albero ed albero, festoni di vite ancor nuda, che solo nei sommi dei festoni, dove più colpisce il sole, hanno uno schiudersi innocente, stupito, palpitante delle prime foglioline.

Il sole tramonta placido nel cielo, così mite nel suo azzurro che la luce fa ancor più chiaro, e lontano ne brillano le nevi dell’Hermon e di altre cime lontane.

[...]

Case, ormai, perché Nazareth già si mostra, stesa sull’ondulazione della sua collina. Presa da sinistra dal sole occiduo, mostra il bianco delle sue casette, larghe e basse, che la terrazza sormonta, pennellato di rosa. E alcune, colpite in pieno, paiono presso ad un incendio, tanto la facciata si fa rossa di sole che accende anche l’acqua delle gore e dei pozzi bassi, quasi senza parapetto, da cui salgono cigolando le secchie per la casa o le ghirbe per l’ortaglia.

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Marzo dell'anno -6

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EMR 14.3.5.6

L’Evangelo come mi è stato rivelato

Citazione

«Poco, vedi, ti è rimasto», dice Zaccaria. «La malattia del padre tuo fu lunga e costosa. E costose le spese per riparare il danno fatto da Roma. Vedi? La strada ha portato via i tre principali ambienti e la casa si è ridotta, e per farla più ampia, senza spese soverchie, fu presa una parte del monte che fa grotta. Gioacchino vi teneva le provviste e Anna i suoi telai. Tu farai ciò che credi».

«Oh! che sia poca cosa non importa! Sempre mi basterà. (...) »

Le casse pesanti sono scaricate e portate in casa. Si entra. E riconosco ora la casetta di Nazareth quale è poi nella vita di Gesù.

Maria ora si è levato il manto e il velo, perché, meno i fiori di mirto, ha ancora la veste di nozze. Esce nell’orto in fiore. E guarda, e sorride e, sempre tenuta per mano da Giuseppe, fa un giro nell’orto. Pare riprenda possesso del luogo perduto.

E Giuseppe mostra le sue fatiche: «Vedi? Qui ho fatto questo scasso per raccogliere l’acqua piovana, ché queste viti hanno sempre arsura. A questo ulivo ho risegato i rami più vecchi per dargli vigore, e ho messo a dimora questi meli perché due erano morti. E poi là ho messo dei fichi. Quando saranno cresciuti ripareranno la casa dal troppo sole e da sguardi curiosi. La pergola è quella antica. Non ho fatto che cambiare i pali marciti e lavorare di cesoie. Darà molta uva, spero. E qua, guarda», e la conduce orgoglioso verso la costa che si alza a ridosso della casa e che fa limite al brolo dal lato di tramontana, «e qua ho scavato una grotticella e l’ho rinforzata e, quando saranno attecchite queste piantine, sarà quasi uguale a quella che avevi. Non vi è la sorgente… ma spero portarne un filo. Lavorerò nelle lunghe sere estive, mentre ti verrò a trovare…».

(...) «Questo è lo stanzone nel monte. Se credi, ne farò la mia officina quando verrò. È unito, ma non nella casa. Così non darò disturbo di rumori e di disordine. Se però vuoi diversamente…».

«No, Giuseppe. Va benissimo così».

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Maria torna a Nazareth dopo aver vissuto per anni nel Tempio. È promessa sposa a Giuseppe, che l'accompagna insieme a Zaccaria ed Elisabetta.

EMR 16

L’Evangelo come mi è stato rivelato

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Titolo del capitolo : L'Annunciazione

Data della visione: mercoledì 8 marzo 1944

Calendario: mercoledì 21 febbraio 5 d.C. (15 Adar I 3756).

Luogo (mappa) : Nazareth

Ciclo: Nascita e infanzia di Gesù Cristo

Sommario: Questo capitolo racconta l'Annunciazione. Maria sta pregando a Nazaret: sta pregando Dio per la venuta del suo Messia. Proprio mentre lo fa, arriva l'arcangelo Gabriele. Tutto avviene come raccontano i Vangeli.

Contenuto del capitolo: 16,1: Maria corre via con il sorriso sulle labbra. 16,2: canta e prega per la venuta del Messia. 16.3: Appare l'arcangelo Gabriele. 16.4: Il dialogo tra Gabriele e Maria.