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Note del tema

Luoghi del Vangelo come mi è stato rivelato

Pagina 2 di 51

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EMR 5.1

L’Evangelo come mi è stato rivelato

Citazione

«L’acqua, sperata da tanto e che da tre giorni pareva proprio vicina, non è ancora venuta, e la campagna brucia. Buon per noi che vi è la sorgente vicina ed è così ricca d’acque. Ho aperto i canali. Poco sollievo per le piante, che hanno le foglie vizze e coperte di polvere. Ma quel tanto da tenerle in vita. Se piovesse!…». Gioacchino, con l’ansia di tutti gli agricoltori, scruta il cielo, mentre Anna, stanca, si sventola con un ventaglio che pare fatto con una foglia secca di palma, intrecciata con fili multicolori che la tengono rigida.

La parente dice: «Là, oltre il grande Hermon, sorgono nubi veloci. Vento di settentrione. Rinfrescherà e forse darà acqua».

«È tre giorni che si leva e poi cade col sorger della luna. Farà così ancora». Gioacchino è sconfortato.

(...) [Stanno tornando a casa quando una tempesta si abbatte sulla regione e poi si calma].

Il temporale cade di colpo, dopo un ultimo fulmine così violento che sbatte contro le pareti i tre uomini; e sul davanti della casa, nel suolo dell’orto, resta a suo ricordo una buca nera e fumante. E mentre un vagito, che pare il lamento di una tortorina che per la prima volta non pigoli più ma tubi, viene da oltre la porta di Anna, un enorme arcobaleno stende la sua fascia a semicerchio su tutta l’ampiezza del cielo. Sorge, o per lo meno pare sorgere, dalla cima dell’Hermon che, baciata da una lama di sole, pare di alabastro di un bianco rosa delicatissimo; si alza fino al più terso cielo di settembre e, valicando per spazi detersi da ogni impurità, sorvola le colline di Galilea e la piana che appare, fra due alberi di fico, che è a sud, e poi ancora un altro monte; e sembra posare la sua punta estrema all’estremo orizzonte, là dove un’aspra catena di monti chiude ogni altra veduta.

Annotazione

Il Grande Hermon o Monte Hermon (2.814 metri sul livello del mare), visibile da Nazareth, dista 95 km in direzione nord-est.

Nello stesso momento, un immenso arcobaleno si estende a semicerchio su tutto il cielo. Emerge, o almeno sembra emergere, dalla cima del Monte Hermon che, sotto la carezza del sole, appare di un colore alabastro del più delicato bianco-rosato. Da Nazareth (alt. +400/450 m), se ci giriamo di spalle al sole che tramonta (azimut 278° quella sera) per poter osservare un arcobaleno, abbiamo il Monte Hermon (+2800 m) a sinistra, il Lago di Tiberiade (-200 m), la pianura e le colline della Galilea (da 0 a +100 m) di fronte, e i Monti Ebal (+938 m) e Garizim (+868 m) a destra.

In circostanze favorevoli, l'arcobaleno può essere doppio e, eccezionalmente, anche triplo.

La fisica ci dice che un arcobaleno può essere visto solo al mattino o alla sera. Copre un campo da 80° a 84,8° se è singolo, e da 102° a 107,4° se è doppio.

Un semplice goniometro posto su una mappa della Palestina, punto zero su Nazareth e perpendicolare all'azimut 278°, può verificare la straordinaria plausibilità di questa descrizione: sarebbe falsa in qualsiasi altro periodo dell'anno, dato l'orientamento del sole al tramonto.

EMR 5.2

L’Evangelo come mi è stato rivelato

Citazione

5.2«Soffri?».

«No. Ma sento quella gran pace che ho sentito nel Tempio quando mi fu fatta grazia, e che ho sentito ancora quando seppi d’esser madre. È come un’estasi. Un dolce sonno del corpo, mentre lo spirito giubila e si placa in una pace senza paragone umano. Ti ho amato, Gioacchino, e quando sono entrata nella tua casa e mi sono detta: “Sono sposa di un giusto”, ho avuto pace, e così tutte le volte che il tuo provvido amore aveva cure per la tua Anna. Ma questa pace è diversa. Vedi, io credo che è una pace come quella che dovette invadere, come olio che si spande e molce, lo spirito di Giacobbe, nostro padre, dopo il suo sogno[13] d’angeli; e, meglio ancora, simile alla pace gioiosa dei Tobia dopo che Raffaele si manifestò loro. Se mi vi sprofondo, nel gustarla essa sempre più cresce. È come io salissi per gli spazi azzurri del cielo… e, non so perché, da quando io ho in me questa gioia pacifica, io ho un cantico in cuore, quello del vecchio Tobia. Mi pare sia stato scritto per quest’ora… per questa gioia… per la terra d’Israele che la riceve… per Gerusalemme peccatrice e ora perdonata… ma… — ma non ridete dei deliri di una madre… — ma quando dico: “Ringrazia il Signore per i tuoi beni e benedici il Dio dei secoli, affinché riedifichi in te il suo Tabernacolo”, io penso che colui che riedificherà nella Gerusalemme il Tabernacolo del Dio vero sarà questo che sta per nascere…, e penso ancora che non più della Città santa, ma della mia creatura sia profetizzata la sorte quando il cantico dice: “Tu brillerai di luce splendida, tutti i popoli della Terra a te si prostreranno, le nazioni verranno a te portando doni, adoreranno in te il Signore e terranno come santa la tua terra, perché dentro di te invocheranno il Grande Nome. Tu sarai felice nei tuoi figli, perché tutti saranno benedetti e si riuniranno presso il Signore. Beati quelli che ti amano e gioiscono della tua pace!…”

Dettaglio

Anne sta per partorire.

Annotazione

Libro della Genesi 28, 12

Gen 28, 12: Sognò un sogno ed ecco che una scala era posta sulla terra e la sua cima arrivava fino al cielo; ed ecco che su di essa salivano e scendevano gli angeli di Dio e in cima ad essa stava Yahweh.

Libro di Tobit 12, 15-21

Tob 12, 15-21 : "Io sono l'angelo Raffaele, uno dei sette che stanno davanti al Signore. "Quando udirono queste parole, furono terrorizzati e caddero a terra con il volto tremante. E l'angelo disse loro: "La pace sia con voi! Non abbiate paura. Perché quando ero con voi, ero lì per volontà di Dio; perciò beneditelo e cantate le sue lodi. Vi è sembrato che io abbia mangiato e bevuto con voi, ma mi sono nutrito di un cibo invisibile e di una bevanda che l'occhio dell'uomo non può raggiungere. È giunta dunque l'ora che io ritorni a colui che mi ha mandato; ma voi, benedite Dio e proclamate tutte le sue meraviglie". "Quando ebbe detto questo, fu nascosto alla loro vista e non lo videro più. Allora si prostrarono con la faccia a terra per tre ore e benedissero Dio, poi si alzarono e raccontarono tutte le sue meraviglie".

Libro di Tobit 13, 1-18

Tb 13, 1-18 : Il vecchio Tobia aprì la bocca e benedisse il Signore, dicendo: "Tu sei grande, o Signore, in tutta l'eternità e il tuo regno si estende per tutti i secoli. Perché tu punisci e salvi, conduci alla tomba e ne riporti indietro, e non c'è nessuno che possa sfuggire alla tua mano. Rendete grazie al Signore, figli di Israele, e lodatelo davanti alle nazioni. Perché vi ha dispersi tra le nazioni che non lo conoscono, perché raccontiate loro le sue meraviglie e facciate loro conoscere che non c'è altro Dio che lui solo, Dio onnipotente. Egli ci ha puniti a causa delle nostre iniquità e ci salverà a causa della sua misericordia. Considerate come ci ha trattato, beneditelo con timore e tremore e glorificate il Re dei secoli con le vostre azioni.

Quanto a me, voglio benedirlo in questo Paese dove sono prigioniero, perché ha fatto risplendere la sua gloria su una nazione criminale. Pentitevi dunque, peccatori, e fate giustizia davanti a Dio, confidando che egli avrà misericordia di voi! Quanto a me, mi rallegrerò in lui con tutta l'anima. Benedite il Signore, popolo eletto, celebrate giorni di gioia e cantate le sue lodi!

Gerusalemme, città di Dio, il Signore ti ha punito per le opere delle tue mani. Glorifica il Signore con le tue opere buone e benedici il Dio dei secoli, perché costruisca in te il suo santuario, perché richiami a te tutti i prigionieri e perché tu possa gioire nei secoli dei secoli. Risplenderai di una luce splendente e tutte le nazioni della terra ti adoreranno. Le nazioni verranno a te da terre lontane, portando doni; adoreranno il Signore tra le tue mura e considereranno la tua terra come un santuario, perché invocheranno il grande Nome che è in mezzo a te. Maledetti saranno quelli che ti disprezzano, condannati quelli che ti bestemmiano; benedetti quelli che ti edificano. E gioirete dei vostri figli, perché saranno tutti benedetti e riuniti al Signore. Beati tutti coloro che ti amano e si rallegrano della tua pace.

Benedici il Signore, o anima mia, perché egli, il Signore nostro Dio, ha liberato la sua città, Gerusalemme, da tutti i suoi problemi. Sarò felice se ci sarà ancora una discendenza della mia razza che vedrà lo splendore di Gerusalemme! Le porte di Gerusalemme saranno costruite con zaffiri e smeraldi, e tutto il muro delle sue mura con pietre preziose. Pietre bianche e immacolate formeranno il selciato delle sue piazze e nelle sue strade si canterà: Alleluia! Sia benedetto il Signore che ha dato a Gerusalemme questa gloria e che regni su di lei nei secoli dei secoli! Amen! "

EMR 6

L’Evangelo come mi è stato rivelato

Dettaglio

Titolo del capitolo : Purificazione di Anna e offerta di Maria, la bambina perfetta per il Regno dei Cieli.

Data della visione e del dettato: lunedì 28 agosto 1944

Calendario: martedì 25 novembre dell'anno 21 a.C.

Vecchio calendario giuliano: martedì 27 settembre dell'anno 21 d.C.

Calendario ebraico: 30 Kisleu 3741

Luogo (mappa) : Gerusalemme (Tempio di Gerusalemme)

Ciclo: Nascita e infanzia della Vergine Maria

Sommario: Anna si reca a presentare la figlia al Tempio, accompagnata da Gioacchino, Elisabetta e Zaccaria. I genitori, felici, si sono vestiti per l'occasione. Ben presto Anna parla con Elisabetta e la moglie di Gioacchino le confida che tra tre anni darà il suo Fiore al Signore. Per compiere questo eroico sacrificio, ricorderà che Dio le ha dato Maria. Si dirà anche che la sua bambina sta pregando per loro e che il Signore sarà suo Padre anche dopo la loro morte. Finalmente arrivano al Tempio e lì Anna si purifica. Il gruppo si reca nel luogo in cui Anna ha esaudito il suo desiderio e lì incontra Anna di Fanuel, che sarà la maestra di Maria al Tempio.

Gesù fa poi un dettato e spiega che la Vergine ardeva per venire a Dio. Torna sulla frase "Lasciate che i bambini piccoli vengano a me"; poi insiste sull'amore di Maria, che è stato costante per tutta la sua vita. I suoi occhi sono pacifici e gentili, e lo stesso vale per i santi che, come la loro Madre celeste, hanno uno sguardo che è "luce per l'anima".

Contenuti del capitolo: 6.1: Gioacchino, Anna, Zaccaria ed Elisabetta si recano al Tempio. 6.2: Anna darà a Dio ciò che viene da lui. 6.3: La purificazione di Anna. 6.4: La consacrazione di Maria e il primo contatto con Anna di Phanouel. 6.5: Fra tre anni sarai qui anche tu, mio Giglio. 6.6: Ecco il Bambino perfetto, dal cuore di colomba, semplice e puro. 6.7: L'occhio puro, pacifico e benevolo che possiedono i puri, i santi, coloro che sono innamorati di Dio.

Edizione precedente: Volume 1, capitoli 9 e 10

EMR 6.3.5

L’Evangelo come mi è stato rivelato

Citazione

6.3 Le mura del Tempio sono raggiunte.

«Mentre andate alla porta di Nicanore, io vado ad avvertire il sacerdote. E poi verrò io pure», dice Zaccaria. E scompare dietro ad un arco che immette in un cortilone cinto da portici.

La comitiva continua ad inoltrare per le successive terrazze. Perché, non so se l’ho mai detto, il recinto del Tempio non è su terreno piano, ma sale, a scaglioni successivi, sempre più in alto. Ad ogni scaglione si accede mediante gradinate, ed in ogni scaglione sono cortili e portici e portali lavoratissimi, di marmo, bronzo e oro.

Prima di raggiungere il posto prefisso, si fermano per liberare dagli involti le cose portate, ossia delle focacce, mi pare, larghe e basse e molto unte, della farina bianca, due colombi in una gabbiuzza di vimini e delle grosse monete d’argento, certe patacche così pesanti che per fortuna allora non c’erano tasche. Le avrebbero sfondate.

Ecco la bella porta di Nicanore, tutta un lavoro di ricamo nel bronzo pesante laminato d’argento.

[...]

Ora Anna è purificata.

6.5 «Vorrei dare l’offerta al Tempio e andare là dove vidi la luce lo scorso anno».

Vanno, accompagnati da Anna di Fanuel. Non entrano nel Tempio vero e proprio; si capisce che, essendo donne e trattandosi di una bambina, non vanno neppure là dove andò Maria per offrire il Figlio. Ma, da ben presso alla porta spalancata, guardano nell’interno semiscuro, da cui vengono dolci canti di fanciulle e brillano lumi preziosi che spandono una luce d’oro su due aiuole di testoline velate di bianco, due vere aiuole di gigli.

«Fra tre anni anche tu sarai là, mio Giglio», promette Anna a Maria, che guarda come affascinata verso l’interno e sorride al canto lento.

EMR 7

L’Evangelo come mi è stato rivelato

Dettaglio

Titolo del capitolo : La piccola Maria con Anna e Gioacchino. La Sapienza del Figlio è già sulle sue labbra.

Data della visione e della dettatura: martedì 29 agosto 1944

Calendario: agosto dell'anno 18 a.C.

Calendario ebraico: Ab 3743

Luogo (mappa) : Nazareth

Ciclo: Nascita e infanzia della Vergine Maria

Sommario: Anna è con Maria a Nazaret. La bambina gioca in giardino e le porta dei fiori. Le racconta la storia di ciascuno di essi e la madre si stupisce di ciò che dice, quando Maria menziona Salomone, per esempio. La bambina risponde che le sembra di averlo sempre saputo e vuole che Anna le racconti una storia sulla venuta dell'Emmanuele. La bambina le chiese poi quando sarebbe avvenuta la profezia; volle anche sapere se Dio avrebbe potuto abbreviare il tempo di attesa se lei avesse pregato molto, molto, molto. Alla fine Anna rispose affermativamente e l'Immacolata dichiarò che avrebbe pregato e sarebbe rimasta vergine affinché la sua richiesta fosse esaudita. La futura Madre di Gesù rivela anche il suo desiderio di servire la donna che porterà il Salvatore e, qualche istante dopo, chiede ad Anna come il Signore possa salvarla se lei non pecca. Gioacchino risponde che il Salvatore l'ha salvata in anticipo. Infine, la famiglia felice parla del Tempio, al quale Maria si unirà presto, e promette di pregare per i suoi cari genitori. Dopo questo capitolo, Gesù fa un dettato sulla precoce saggezza di sua Madre, parlando della ragione e dell'intelligenza, un dono che Dio aveva fatto ai nostri Primi Genitori.

Contenuto del capitolo: 7.1: La piccola Maria porta dei fiori ad Anna. 7.2: Per ogni fiore si immagina una storia. 7.3: Quanto tempo ci vorrà per avere Emmanuele? 7.4: Mi farò vergine per affrettare la sua venuta. 7.5: Come può salvarmi se non pecco? 7.6: Quando mi porterai al Tempio? 7.7: Bambini spiritualmente precoci. 7.8: La ragione è una delle cose che ci rende più simili a Dio. 7.9: Maria era la Super Eva, il capolavoro dell'Altissimo.

Vecchia edizione: Volume 1, capitoli 11 e 12

EMR 8

L’Evangelo come mi è stato rivelato

Dettaglio

Titolo del capitolo:Maria accolta nel Tempio. Nella sua umiltà, non sapeva di essere la donna piena di Sapienza.

Data della visione e della dettatura: 30 agosto 1944

Calendario: lunedì 3 ottobre dell'anno 18 a.C.

Vecchio calendario giuliano: lunedì 5 ottobre 18 a.C.

Calendario ebraico: 10 Tishri 3744.

Luogo (mappa) : Gerusalemme

Ciclo: Nascita e infanzia della Vergine Maria

Sommario: Anna, Gioacchino e Maria si trovano a Gerusalemme perché Maria deve entrare nel Tempio. Gioacchino e Anna sembrano aver pianto molto, ma cercano di mostrare il meno possibile le loro lacrime al bambino. Incontrano Elisabetta, che li invita in una casa amica. Anna le dice che non le dispiaceva consegnare Maria al Tempio e che non aveva cambiato idea, ma che il suo cuore di madre stava soffrendo. Lo stesso vale per Gioacchino. Zaccaria, che arriva, e sua moglie cercano di consolarli come possono. Poi si rimettono in cammino. Arriva il sommo sacerdote e Maria ha l'opportunità di fare il suo voto. Poi entra nel Tempio di Gerusalemme. Il capitolo si conclude con Gesù che dice che sua Madre possiede la Sapienza.

Contenuto del capitolo: 8,1: Cammino lento e triste per le strade di Gerusalemme. 8,2: Sosta. Anna confida il suo dolore a Elisabetta. 8.3: Zaccaria incoraggia Gioacchino e Anna. 8.4: Anna lascia alla giovane Maria il suo velo da sposa. 8.5: Maria chiede la benedizione dei suoi genitori. Arrivo al Tempio. 8.6: Il Sommo Sacerdote accoglie l'Agnello immacolato. 8.7: La preghiera dell'"umile ancella". 8.8: Anche tu, Maria, "cammina alla mia presenza e sii perfetta per questo".

Edizione precedente: Volume 1, capitoli 13 e 14

EMR 8.5-6

L’Evangelo come mi è stato rivelato

Citazione

Valicano tre cortili e tre atri sovrapposti. Eccoli ai piedi del vasto cubo di marmo incoronato d’oro. Ogni cupola, convessa come una mezza arancia enorme, sfolgora al sole che ora, sul mezzodì, cade a perpendicolo sul vasto cortile che circonda il fabbricato solenne, ed empie il vasto piazzale e l’ampia scalinata che conduce al Tempio. Solo il portico che fronteggia la scalinata, lungo la facciata, è in ombra, e la porta altissima di bronzo e oro è ancor più scura e solenne in tanta luce.

Maria pare ancor più di neve fra il gran sole. Eccola ai piedi della scalinata. Fra padre e madre. Come deve battere il cuore a quei tre! Elisabetta è a fianco di Anna, ma un poco indietro, di un mezzo passo.

8.6 Uno squillo di trombe argentine e la porta gira sui cardini, che pare diano suono di cetra nel girare sulle sfere di bronzo. Appare l’interno con le sue lampade nel profondo, ed un corteo viene dall’interno verso l’esterno. Un pomposo corteo fra suoni di trombe argentee, nuvole d’incenso e luci.

Dettaglio

Maria, Anna e Gioacchino sono nel Tempio. L'Immacolata Concezione entrerà e diventerà una vergine consacrata.

Annotazione

Attraversano tre cortili e tre portici sovrapposti. Dal recinto esterno, si attraversano in realtà 3 porte per raggiungere il cortile delle donne. Sarà interessante vedere il sito dedicato a : "Il tempio Beth Hamikdach di Gerusalemme" e il capitolo 5 delle "Leggi della casa eletta" (Beth Habe'hirah) di Maimonide. Maimonide, di nome Rabbi Moshe ben Maimon (רבי משה בן מימון), noto come il Rambam (30 marzo 1135, Cordova - 13 dicembre 1204, Fostat), è stato un filosofo e teologo ebreo, Nagid (capo della comunità) degli ebrei d'Egitto e medico alla corte di Saladino. Fu una figura importante dell'ebraismo rabbinico ed ebbe una notevole influenza sulla filosofia medievale. I cristiani lo conoscono come Mosè Maimonide e i musulmani come Mussa bin Maimun ibn Abdallah al-Kurtubi al-Israili.

Qui si trovano ai piedi di un vasto cubo di marmo coronato d'oro. Il Tempio ha la forma di un grande cubo, raggiunto da una scalinata monumentale di 15 gradini circolari, circondati in cima da punte d'oro.

Ogni cupola, convessa come un'enorme metà arancione, brilla al sole di mezzogiorno. Maimoid descrive le cupole degli edifici annessi alla Corte d'Israele, ma i modelli recenti del Tempio non mostrano alcuna cupola. La presenza di cupole "splendenti" è citata più volte da Maria Valtorta in EMV 53,1 e EMV 169,7. Ciò è forse confermato dal "fuoco" in questa citazione di Maimoid: "A destra del Tempio, un grande padiglione, la Casa del Fuoco, è riconoscibile per la cupola che lo sovrasta".

La gigantesca porta di bronzo e oro appare ancora più cupa e solenne. La Porta di Nikanor, rivolta a est, è ben in ombra da mezzogiorno in poi. In EMV 6.3 Maria Valtorta descrive "un'opera di ricamo in bronzo massiccio laminato d'argento" e non d'oro. Queste porte di bronzo, realizzate ad Alessandria, erano un dono di Nicanor. Furono lasciate così com'erano quando tutte le altre porte di legno del Tempio furono successivamente ricoperte d'oro e d'argento (Flavio Giuseppe, Guerre Giudaiche, V, 5, 3). Ma il loro bronzo continuò a brillare "come l'oro".

EMR 10

L’Evangelo come mi è stato rivelato

Dettaglio

Titolo del capitolo : Il cantico di Maria. Ricordava ciò che la sua anima aveva visto in Dio.

Data della visione e della dettatura: sabato 2 settembre 1944

Calendario: estate del 9 a.C.

Luogo (mappa) : Gerusalemme

Ciclo: Nascita e infanzia della Vergine Maria

Sintesi: Maria deve avere circa dodici anni. Sta pregando e cantando un inno. Poi si immerge in una preghiera ancora più ardente e nel frattempo arriva Anna di Phanuel. L'Immacolata la saluta e inizia una conversazione tra le due donne. Parlano della sua verginità, della Legge che la obbliga a sposarsi e del suo voto di rimanere sempre vergine. Parlarono anche del Messia che doveva venire. Maria aveva già intuito che sarebbe stato il Martire e che era necessaria una grande purezza per prepararsi alla sua venuta. Ella rivela di essere vergine, non perché spera di essere la Madre del Signore, ma perché la purezza ha un valore immenso agli occhi dell'Altissimo.

Infine, Gesù fa un dettato e rivela che Maria si ricordò di Dio. Il Maestro spiega che lo spirito ha la capacità di ricordare, di vedere e di prevedere. Dio ha dato all'uomo l'intelligenza, ma non tutta la conoscenza è buona e, inoltre, le capacità umane sono limitate. Tuttavia, lo Spirito può parlarci e istruirci, ma per possedere lo Spirito Santo abbiamo bisogno della Grazia. Anche i santi si ricordano di Dio", disse Gesù, prima di continuare il suo dettato su Maria, che era piena di Grazia e che quindi viveva nello Spirito.

Contenuti del capitolo: 10.1: Maria cuce e canta un inno. 10.2: Anna di Fanuel sorpresa dall'apparizione di Maria. 10.3: La presenza di Dio in Maria. 10.4: Il suo desiderio di rimanere vergine. 10.5: L'attesa del Messia si abbrevia. Mi metterò totalmente al suo servizio. 10.6: Sarà l'Uomo dei dolori. 10.7: Tutti ubriachi della Presenza invisibile. 10.8: Maria si è ricordata di Dio. 10.9: Partecipazione all'Intelligenza Suprema. 10.10: Piena di Grazia. 10.11 : Tutto viene da un'altra fonte, osserva Maria Valtorta, che si rassicura.

Edizione precedente: Volume 1, capitolo 16

EMR 10.1 · Volume 1

L’Evangelo come mi è stato rivelato

Citazione

(...) Cuce in una stanzetta piccina piccina e tutta bianca, dalla cui finestra spalancata si vede l’edificio imponente e centrale del Tempio e poi tutta la discesa delle gradinate, dei cortili, dei portici e, oltre le mura della cinta, la città colle sue vie e case e giardini e, in fondo, la cima gibbosa e verde del monte Uliveto.

EMR 10.3

L’Evangelo come mi è stato rivelato

Citazione

10.3 «Pregavi? Non ti basta mai la preghiera?».

«La preghiera mi basterebbe. Ma io parlo con Dio. Anna, tu non puoi sapere come io me lo sento vicino. Più che vicino, in cuore. Dio mi perdoni tale superbia. Ma io non mi sento sola. Tu vedi? Là, in quella casa d’oro e di neve, dietro alla doppia Cortina, è il Santo dei santi. Né mai alcun occhio, che non sia quello del Sommo Sacerdote, può fissarsi sul Propiziatorio, sul quale riposa la gloria del Signore. Ma io non ho bisogno di guardare con tutta l’anima venerabonda quel doppio Velo trapunto, che palpita alle onde dei canti verginali e dei leviti e che odora di preziosi incensi, come per forarne la compagine e veder tralucere la Testimonianza. Sì che la guardo! Non temere che io non la guardi con occhio venerabondo come ogni figlio d’Israele. Non temere che l’orgoglio mi acciechi facendomi pensare ciò che or ti dico. Io la guardo, né vi è umile servo nel popolo di Dio che guardi più umilmente la Casa del suo Signore come io la guardo, convinta d’esser la più meschina di tutti. Ma che vedo? Un velo. Che penso oltre il Velo? Un Tabernacolo. Che, in quello? Ma se mi guardo in cuore, ecco, io vedo Dio splendere nella sua gloria d’amore e dirmi: “T’amo”, e io gli dico: “T’amo”, e mi liquefò e mi ricreo ad ogni palpito del cuore in questo bacio reciproco… Sono in mezzo a voi, maestre e compagne care. Ma un cerchio di fiamma mi isola da voi. Entro il cerchio, Dio e io. Ed io vi vedo attraverso al Fuoco di Dio e così vi amo… ma non posso amarvi secondo la carne, né mai alcuno potrò amare secondo la carne. Ma solo Questo che mi ama, e secondo lo spirito.