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Note del tema

Luoghi del Vangelo come mi è stato rivelato

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EMR 16.1

L’Evangelo come mi è stato rivelato

Citazione

Ciò che vedo. Maria, fanciulla giovanissima, quindici anni al massimo all’aspetto, è in una piccola stanza rettangolare. Una vera stanza di fanciulla. Contro una delle due pareti più lunghe è il giaciglio: un basso lettuccio senza sponde, coperto di alte stuoie o tappeti. Si direbbe che sono stesi o su una tavola o su un traliccio di canne, perché stanno molto rigidi e senza curve come avviene nei nostri letti. Contro l’altra parete, una scansia con una lucerna ad olio, dei rotoli di pergamena, un lavoro di cucito piegato con cura, pare un ricamo.

Di fianco a questa, verso la porta che è aperta sull’orto, ma velata da una tenda che palpita ad un leggero vento, è seduta su uno sgabello basso la Vergine. Fila del lino candidissimo e morbido come una seta. Le sue piccole mani, solo di poco più scure del lino, prillano sveltamente il fuso. Il visetto giovanile, e tanto tanto bello, è lievemente curvo e lievemente sorridente, come se accarezzasse o seguisse qualche dolce pensiero.

Vi è molto silenzio nella casetta e nell’orto. Vi è molta pace tanto sul viso di Maria quanto nell’ambiente che la circonda. Pace e ordine. Tutto è lindo e ordinato, e l’ambiente, umilissimo nel suo aspetto e nelle suppellettili, quasi nudo come una cella, ha un che di austero e regale per il grande nitore e la cura con cui sono disposte le stoffe sul lettuccio, i rotoli, il lume, la piccola brocca di rame presso al lume, con entro un fascio di rami fioriti, rami di pesco o di pero. Non so. Sono certo di alberi da frutto di un bianco lievemente rosato.

EMR 18

L’Evangelo come mi è stato rivelato

Dettaglio

Titolo del capitolo: Maria annuncia a Giuseppe la maternità di Elisabetta e affida a Dio il compito di giustificare la sua.

Data della visione e del dettato: sabato 25 marzo 1944 (festa dell'Annunciazione).

Calendario: mercoledì 21 febbraio d.C.-5

Luogo (mappa): Nazareth

Ciclo: Nascita e infanzia di Gesù

Sintesi: Maria è sola nella sua casa di Nazareth. Probabilmente è la sera dell'Annunciazione. Prega, poi mangia in modo molto semplice. Giuseppe arriva dopo che lei ha finito e la moglie lo accoglie. Le porta uva e uova, che vuole dare a Maria. La Pienezza della Grazia si accorge che non ha mangiato e gli porta il necessario: rifiuta solo le uova, che sono per Maria e solo per lei. Il patriarca della Sacra Famiglia mangia e parlano insieme. Giuseppe racconta la sua giornata e poi, quando c'è silenzio, Maria prende la parola per dirgli che sua cugina è diventata madre. Giuseppe è sorpreso e le chiede come l'abbia saputo, poi, quando Maria risponde, gli chiede il permesso di andare a trovare Elisabetta. Giuseppe risponde affermativamente, ma le chiede di aspettare qualche giorno perché deve andare a Gerusalemme. Così si recarono lì insieme. In seguito, Giuseppe tornò a casa, ma sarebbe stato più facile per lui accompagnarla nella Città Santa. Maria lo ringraziò e poco dopo il futuro padre di Gesù partì. Maria lo lasciò andare, poi sospirò e pregò, senza dubbio per il dolore di non potergli rivelare il suo segreto.

Maria poi dette una dettatura a Maria e le disse che dopo essere tornata in sé, durante l'estasi dell'Annunciazione, il suo primo pensiero fu per Giuseppe. Non aveva più paura in presenza di suo marito, ma come poteva dirgli che era madre? Fu lo Spirito Santo a ordinarle di tacere e l'Onnipotente portò alla perfezione la sua fiducia creaturale. Si abbandonò a Dio e sperimentò il suo primo dolore come corredentrice. Ci raccomanda di lasciare che Dio difenda la nostra reputazione...

Contenuto del capitolo: 18.1: Maria si prepara per la cena. 18.2: Arriva Giuseppe. 18.3: Lo fa mangiare. 18.4: Parlano di tutto e di niente. 18.5: Maria va ad aiutare Elisabetta che è incinta. 18.6: La coppia si separa. 18.7: Cosa devo dire a Giuseppe? 18.8: Lascia che sia io a giustificarti. 18.9: Il mio primo dolore come Corredentrice. 18.10: Affida a Dio la cura della tua reputazione.

EMR 18.1

L’Evangelo come mi è stato rivelato

Citazione

18.1 Mi appare la casetta di Nazareth, e Maria è in essa. Maria giovinetta come quando l’Angelo di Dio le apparve. Il solo vedere mi fa l’anima piena del profumo verginale di quella dimora. Del profumo angelico che ancora permane nell’ambiente dove l’Angelo ha ventilato le sue ali d’oro. Del profumo divino che si è tutto concentrato su Maria per fare di Lei una Madre e che ora da Lei si effonde.

È sera, perché le ombre cominciano a invadere l’ambiente dove prima era scesa tanta luce di Cielo.

Maria, in ginocchio presso il suo lettuccio, prega con le braccia incrociate sul seno e col volto molto curvato verso terra. È ancora vestita come lo era al momento dell’Annuncio. Tutto è come allora. Il ramo fiorito nel suo vaso, le suppellettili nello stesso ordine. Soltanto la rocca e il fuso sono appoggiati in un angolo, col suo pennacchio di stame l’una, col suo lucido filo avvolto intorno l’altro.

Maria cessa di pregare e si alza, col volto acceso come da una fiamma. La bocca sorride ma il pianto fa lucido il suo occhio azzurro. Prende il lume ad olio e con la pietra focaia lo accende. Guarda che tutto sia ordinato nella cameretta. Raddrizza la coperta del lettuccio, che si era spostata. Aggiunge acqua nel vaso del ramo fiorito e lo porta fuori, nel fresco della notte. Poi rientra. Prende il ricamo piegato sul mobile a scansia e il lume acceso, ed esce chiudendo la porta.

Fa pochi passi nell’orticello, costeggiando la casa, e poi entra nella stanzetta dove ho visto avvenire l’addio di Gesù a Maria. La riconosco, benché manchi ora di qualche suppellettile che vi era allora. Maria scompare, portando seco il lume, in un altro piccolo ambiente presso a questo, ed io resto lì con l’unica compagnia del suo lavoro posato sull’angolo del tavolo. Odo il passo leggero di Maria andare e venire, l’odo smuovere dell’acqua come chi lava qualche cosa, poi rompere dei rametti, capisco che è legna spezzata dal suono che fa. Sento che accende il fuoco.

Poi torna. Esce nel giardinetto. Rientra con delle mele e delle verdure. Posa le mele sul tavolo, in un vassoio di metallo inciso, mi pare rame bulinato. Torna in cucina (certo di là è la cucina). Ora la fiamma del focolare si proietta gioconda dalla porta aperta sin qua dentro e fa una danza d’ombre sulle pareti.

Passa qualche tempo e Maria torna con un pane piccolo e bruno e una ciotola di latte caldo. Si siede e bagna delle fettine di pane nel latte. Mangia quieta e adagio. Poi, lasciando metà tazza di latte, entra di nuovo in cucina e torna con le verdure, sulle quali versa dell’olio, e le mangia col pane. Si disseta col latte. Poi prende una mela e la mangia. Una cena da bambina.

EMR 19

L’Evangelo come mi è stato rivelato

Dettaglio

Titolo del capitolo: Maria e Giuseppe vanno a Gerusalemme.

Data della visione: lunedì 27 marzo 1944

Calendario: martedì 19 marzo d.C.-5

Luogo (mappa) : Partenza da Nazareth e viaggio verso Gerusalemme

Ciclo: Nascita e infanzia di Gesù

Sintesi: Giuseppe e Maria partono per Gerusalemme. Partono da Nazaret con due asini. Giuseppe ha portato con sé una sorta di portabagagli e Maria lo ringrazia per questa lungimiranza. Si mettono in cammino proprio mentre sta sorgendo l'alba. I due viaggiatori incontrano un pastore che conduce il suo gregge: ha in braccio un agnellino appena nato, che piange per la madre, ma lei segue con attenzione il suo piccolo. Il gregge passò e Giuseppe e Maria si rimisero in cammino. Arrivati in campagna, dicono poco. Le strade si fanno più affollate man mano che si avvicinano alle frazioni, ma la coppia non presta attenzione a nessuno di quelli che incontra. Si fermano appena in tempo per un forte acquazzone, che si trasforma in una pioggia leggera. Giuseppe, attento, si assicura che Maria non prenda freddo. Poi riprendono il viaggio.

Contenuto del capitolo: 19,1: Giuseppe viene a prendere Maria con due asini grigi. 19,2: Al mattino presto incontra un gregge di pecore e un agnello. 19.3: Un viaggio tranquillo su strade più frequentate e una sosta per ripararsi da un temporale.

EMR 20

L’Evangelo come mi è stato rivelato

Dettaglio

Titolo del capitolo: Lasciare Gerusalemme. L'aspetto beatifico di Maria. Importanza della preghiera per Maria e Giuseppe.

Data della visione: martedì 28 marzo 1944

Calendario: domenica 24 marzo d.C.-5

Luogo (mappa) : Da Gerusalemme a Hebron

Ciclo: Nascita e infanzia di Gesù

Sintesi: Giuseppe e Maria arrivano a Gerusalemme. Si dirigono verso il Tempio e si fermano in una stalla dove Giuseppe ha lasciato il suo cavallo durante la Presentazione al Tempio. Si recano poi a casa di un conoscente dove mangiano qualcosa. Maria si riposa un po' e Giuseppe torna con un anziano che ha fatto lo stesso percorso di Maria. Lei, quindi, avrebbe dovuto percorrere solo un breve tratto da sola. Si recarono insieme a un'altra porta della Città Santa e poi la coppia si salutò. L'anziano era molto loquace e Maria rispondeva con pazienza. Quando lui tacque, lei si raccolse in preghiera.

Maria descrive poi la Vergine come la vede nella sua camera da letto: la vede con il suo corpo glorificato. La Pienezza della Grazia è molto bella. Infine, Maria fa un dettato e richiama l'attenzione sulla preghiera ardente di Giuseppe e Maria. Invita l'anima a non privarsi mai della protezione della preghiera. Ci esorta a invocare il nome del Signore, anche se siamo imperfetti, per chiedergli di comunicarci la sua santità. Dobbiamo imitare il popolo che canta senza sosta il Sanctus.

Contenuti del capitolo: 20.1: Giuseppe presenta a Maria un compagno di viaggio. 20.2: Il vecchio chiacchierone finisce per assopirsi. Maria prega. 20.3: Maria Valtorta si sofferma a contemplare la casta Maria. 20.4: Contrasto con le ore tragiche della Passione. 20.5: La presenza dà una grande pace. Maria Valtorta ricorda le sofferenze di Gesù nel Getsemani. 20.6: Maria e Giuseppe danno sempre il primo posto alla preghiera. 20.7: Nella debolezza o nella santità, invocare sempre la santità del Signore. 20.8: La preghiera viva ha la sua fonte nell'amore e nella sofferenza unita a quella di Maria e di Gesù.

EMR 20.1-2

L’Evangelo come mi è stato rivelato

Citazione

Siamo a Gerusalemme. La conosco bene, ormai, con le sue strade e le sue porte.

I due sposi si dirigono verso il Tempio per prima cosa. Riconosco lo stallaggio dove Giuseppe ha lasciato il ciuchino il giorno della Presentazione al Tempio. Anche ora lascia lì i due ciuchi dopo averli pasturati, e con Maria va ad adorare il Signore.

Poi tornano fuori, e Maria con Giuseppe vanno in una casa di persone conosciute, a quanto pare. E lì si rifocillano, e Maria riposa finché torna Giuseppe con un vecchietto. «Questo uomo va per la tua stessa strada. Ben poco avrai da andare da sola per giungere dalla parente. Fìdati di lui, ché lo conosco».

20.2

Rimontano sui ciuchini e Giuseppe accompagna Maria sino alla Porta (non quella per la quale sono entrati, un’altra) e là si salutano, e Maria va sola col vecchietto, che parla per quanto Giuseppe non parlava e si interessa di mille cose. Maria risponde pazientemente.

Ora ha sul davanti della sua sella il piccolo cofano che prima aveva portato sempre il ciuco di Giuseppe, e non ha più il mantellone.

Dettaglio

Giuseppe accompagnò Maria nella Città Santa. Sua moglie si recò poi a Hebron, a casa di Elisabetta, dove sperimentò la visita.

EMR 21

L’Evangelo come mi è stato rivelato

Dettaglio

Titolo del capitolo : Visita a Elisabetta

Data della visione: sabato 1 aprile 1944

Calendario: domenica 24 marzo d.C.-5

Luogo (mappa) : Hebron

Ciclo: Nascita e infanzia di Gesù

Sommario: Maria arriva a Hebron. Maria descrive il luogo, poi descrive più specificamente l'arrivo della Vergine. Si ferma davanti a una casa abbastanza lussuosa, dove non manca nulla, e l'Immacolata cerca di far notare la sua presenza. Una vecchietta curiosa le presenta un campanello e la bombarda di domande. Fortunatamente arriva un servitore - probabilmente un giardiniere - e salva la Madre dai pettegolezzi. Maria entrò rapidamente in casa dopo aver ringraziato la vecchietta. Il servo la accompagna all'interno e le racconta quello che è successo nella casa: parla del parto di Elisabetta, ma anche del silenzio di Zaccaria, che non riesce più a parlare. Cerca di chiamare sua moglie, Sara, che è un'altra serva, ma invece arriva Elisabetta. Vede Maria, Maria vede Elisabetta ed entrambe corrono l'una verso l'altra. Si stringono in un caldo abbraccio ed è allora che lo Spirito Santo avvolge Elisabetta. Il Precursore viene santificato e Giovanni Battista diventa senza macchia. Elisabetta e Maria pronunciano le parole del Vangelo e poi arriva Zaccaria, che però non è a conoscenza dello stato spirituale di Maria. Chiede invece della Vergine e di Giuseppe, ed Elisabetta gli dice semplicemente che è madre. Ma nessuno dei due disse altro.

Maria scrive poi di come ha ricevuto la visione e dichiara di aver visto Maria alla sepoltura di Cristo.

Contenuti del capitolo: 21,1: Attraverso le montagne della Giudea. 21,2: La ricca tenuta di Zaccaria a Hebron. 21,3: La strana campana e l'apertura del cancello. 21,4: Il vecchio Samuele dà notizie di Zaccaria ed Elisabetta. 21,5: L'abbraccio di Elisabetta e Maria, l'illuminazione interiore, il Magnificat. 21.6: L'arrivo di Zaccaria. 21.7: Visioni secondo i suoi bisogni spirituali.

EMR 21.1-2

L’Evangelo come mi è stato rivelato

Citazione

21.1 Sono in un luogo montagnoso. Non sono grandi monti ma neppur più colline. Hanno già gioghi e insenature da vere montagne, quali se ne vedono sul nostro Appennino tosco-umbro. La vegetazione è folta e bella e vi è abbondanza di fresche acque, che mantengono verdi i pascoli e ubertosi i frutteti, che sono quasi tutti coltivati a meli, fichi e uva: intorno alle case questa. La stagione deve essere di primavera, perché i grappoli sono già grossetti, come chicchi di veccia, e i meli hanno già legati i fiori che ora paiono tante palline verdi verdi, e in cima ai rami dei fichi stanno i primi frutti ancora embrionali, ma già ben formati. I prati, poi, sono un vero tappeto soffice e dai mille colori. Su essi brucano le pecore, o riposano, macchie bianche sullo smeraldo dell’erba.

21.2 Maria sale, sul suo ciuchino, per una strada abbastanza in buono stato, che deve essere la via maestra. Sale, perché il paese, dall’aspetto abbastanza ordinato, è più in alto. Il mio interno ammonitore mi dice: «Questo luogo è Ebron». Lei mi parlava di Montana. Ma io non so cosa farci. A me viene indicato con questo nome. Non so se sia «Ebron» tutta la zona o «Ebron» il paese. Io sento così e dico così.

Parole chiave

EMR 21.2

L’Evangelo come mi è stato rivelato

Citazione

Ecco che Maria entra nel paese. Delle donne sulle porte — è verso sera — osservano l’arrivo della forestiera e spettegolano fra di loro. La seguono con l’occhio e non hanno pace sinché non la vedono fermarsi davanti ad una delle più belle case, sita in mezzo del paese, con davanti un orto-giardino e dietro e intorno un ben tenuto frutteto, che poi prosegue in un vasto prato, che sale e scende per le sinuosità del monte e finisce in un bosco di alte piante, oltre il quale non so che ci sia. Tutto è recinto da una siepe di more selvatiche o di rose selvatiche. Non distinguo bene, perché, se lei ha presente, il fiore e la fronda di questi spinosi cespugli sono molto simili e, finché non c’è il frutto sui rami, è facile sbagliarsi. Sul davanti della casa, sul lato perciò che costeggia il paese, il luogo è cinto da un muretto bianco, su cui corrono dei rami di veri rosai, per ora senza fiori ma già pieni di bocci. Al centro, un cancello di ferro, chiuso. Si capisce che è la casa di un notabile del paese e di persone benestanti, perché tutto in essa mostra, se non ricchezza e sfarzo, agiatezza certo. E molto ordine.

EMR 22

L’Evangelo come mi è stato rivelato

Dettaglio

Titolo del capitolo : I giorni trascorsi a Hebron. I frutti della carità di Maria verso Elisabetta.

Data della visione e del dettato: domenica 2 aprile 1944

Calendario: aprile dell'anno 5-5

Luogo (mappa) : Hebron

Ciclo: Nascita e infanzia di Gesù

Sintesi: Maria vive a Hebron. Elisabetta arriva vicino a lei e parlano delle rispettive maternità. La moglie di Zaccaria non soffre più ora che la Vergine è qui, ma prima soffriva molto a causa della sua vecchiaia. Maria, in confronto, non soffre, ma non ha il peso della colpa.

Elisabetta voleva filare i vestiti per Giovanni Battista, ma Maria disse che avrebbe fatto il lavoro per lei. La Vergine ribatté che aveva tutto il tempo e che avrebbe pensato prima a suo cugino, visto che la nascita del Precursore era imminente. Poi avrebbe pensato a suo figlio, Gesù.

Fu a questo punto che l'Immacolata Concezione rivelò a Elisabetta il nome di suo Figlio e le rivelò la sua angoscia. Maria conosceva i profeti e aveva già intuito che Gesù sarebbe stato l'Agnello, l'Uomo dei dolori. Elisabetta, però, la consola dicendo che Dio sarà con lei e che il suo bambino sarà amato nei secoli dei secoli.

Le due donne parlano poi di Zaccaria, che è muto. Questo fu un grande dolore per la moglie. Sperava che quando il bambino fosse nato, sarebbe stato in grado di parlare di nuovo. La madre benedetta vorrebbe che suo figlio si chiamasse Giovanni e rivela la sua sofferenza alla cugina. Per distrarla, Maria suggerisce loro di uscire e si ritrovano vicino a un piccolo gregge di agnelli.

La visione cambia: questa volta il tempo è passato. Maria va a cercare Elisabetta. Parlano di Gesù e del suo aspetto. Poi parlano di Giuseppe e Maria le dice che ha lasciato a Dio il compito di intervenire. All'infuori di Elisabetta, nessuno doveva sapere della sua maternità divina ed Elisabetta, che aveva capito, le fa notare che lo aveva detto anche a Zaccaria. Zaccaria entra e Maria recita le preghiere. Ella esorta il sacerdote a credere nella misericordia di Dio, perché l'uomo pensa che non potrà più parlare.

Infine, Maria dà una lezione sulla carità, sul far crescere in noi i doni di Dio. Dobbiamo essere sempre caritatevoli, non egoisti. Ci dà anche una lezione sullo scorrere del tempo: Dio è il suo padrone e aiuta coloro che sperano in lui. "L'egoismo non fa avanzare nulla, ritarda tutto. La carità non ritarda nulla, fa avanzare le cose". Infine, la Madre sottolinea che ha trovato molta pace nella casa di Elisabetta, e che se non fosse stata tormentata dal pensiero di Giuseppe e di suo Figlio, il Redentore del mondo, sarebbe stata felice. Ma Maria intende sia la luce che l'amarezza...

Contenuto del capitolo: 22,1: Maria cuce per il figlio di Elisabetta. 22,2: Elisabetta si sente molto meglio dopo la visita di Maria. 22,3: Maria si commuove pensando all'Uomo dei dolori di Isaia. 22,4: Elisabetta è angosciata dal silenzio di Zaccaria. 22,5: Passeggiata in giardino tra colombe, capretti e agnelli. 22,6: Maria fila e tesse. 22,7: immagina come sarà il suo bambino. 22,8: Dio rivela il mistero a Giuseppe. 22.9: Zaccaria parla di nuovo. Il Messia nascerà a Betlemme. 22.10: L'amore per il prossimo. 22.11: Il mio amore per il prossimo e il mio amore per Dio. 22.12: La carità fa accadere le cose. 22.13: L'amarezza mista a dolcezza.