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EMR 154.9

L’Evangelo come mi è stato rivelato

EMR 163.5

L’Evangelo come mi è stato rivelato

Traduzione in corso

Parole chiave

EMR 164.4

L’Evangelo come mi è stato rivelato

Traduzione in corso

Parole chiave

EMR 174.9 · Volume 3

L’Evangelo come mi è stato rivelato

Citazione

Voi già sapete come si corruppe Eva e come Adamo per lei. Satana baciò[1] l’occhio della donna e lo stregò così, di modo che ogni aspetto, fino allora puro, prese per lei aspetto impuro e svegliò curiosità strane. Poi Satana le baciò le orecchie e le fe ce aperte a parole di una scienza ignota: la sua. Anche la mente di Eva volle conoscere ciò che non era necessario. Poi Satana all’occhio e alla mente svegliati al Male mostrò ciò che prima non avevano visto e capito, e tutto in Eva fu desto e corrotto, e la Donna, andando all’Uomo, rivelò il suo segreto e persuase Adamo a gustare il nuovo frutto, tanto bello a vedersi e così interdetto fino ad ora. E lo baciò e lo guardò con la bocca e le pupille in cui già era il torbido di Satana. E la corruzione penetrò in Adamo che vide, e attraverso l’occhio appetì al proibito, e lo morse con la compagna cadendo da tanta altezza al fango.

Quando uno è corrotto trascina a corruzione, a meno che l’altro non sia un santo nel vero senso della parola.

Attenti allo sguardo, uomini. Allo sguardo dell’occhio e a quello della mente. Corrotti che siano, non possono che corrompere il resto. Lume del corpo è l’occhio. Lume del cuore è il tuo pensiero. Ma se l’occhio tuo non sarà puro – perché per la soggezione degli organi al pensiero i sensi si corrompono per un pensiero corrotto – tutto in te diverrà offuscato, e nebbie seduttrici creeranno impuri fantasmi in te. Tutto è puro in chi ha pensiero puro che dà puro sguardo, e la luce di Dio scende padrona dove non è ostacolo di sensi. Ma se per mala volontà tu hai educato l’occhio alle torbide visioni, tutto in te diverrà tenebre. Inutilmente guarderai anche le cose più sante. Nel buio non saranno che tenebre e farai opere di tenebre.

Annotazione

Satana diede un bacio: in una lunga nota che occupa quattro pagine di un foglio piegato inserito in una copia dattiloscritta, Maria Valtorta spiega la corruzione dell'occhio e dell'orecchio di Eva. Eraun bacio immateriale, una lezione di malizia intellettuale volta a suscitare una curiosità inizialmente spirituale, come la prova proposta da Dio per confermare Adamo ed Eva nella grazia: l'obbedienza all'unico comandamento di Dio. Questa curiosità inizialmente spirituale è poi degenerata in curiosità sostanziali che sono diventate sempre più pesanti e bestiali.

Dopo aver descritto la condizione originaria di Eva , che conosceva Dio con giustizia, vedeva e conosceva se stessa nella sua parte superiore come figlia di Dio, ma ignorava se stessa nella sua parte inferiore come creatura animale, la nota continua: Satana, sotto le sembianze di un serpente, attirò l'incauta donna, la affascinò come è solito fare un serpente, trasformò il suo fascino astuto in un veleno mortale che oscurò la vista e l'intelligenza spirituale della donna; poi, con lussuria e ogni sorta di insinuazioni, rivelò la donna a se stessa. Allora Eva si vide potente come Dio, come se si fosse liberata del marchio di ogni creatura: dover obbedire a tutto ciò che Dio comanda e fare solo ciò che Dio permette. Una volta rifiutato questo marchio per essere "come Dio", entrò in lei la brama spirituale di "poter fare tutto". Da qui nacque la brama intellettuale di "sapere tutto": il bene e soprattutto il male che Dio le aveva proibito di conoscere. Al contrario, il Serpente la incoraggiò a farlo, perché solo attraverso la piena conoscenza del bene e del male Adamo e lei sarebbero diventati "come dei", avrebbero reso immortale il loro sangue e la loro discendenza grazie alle proprie capacità; arrivò al punto di offrirsi come maestro per permettere loro di sapere tutto. Ed Eva lo prese come padrone.

La concupiscenza intellettuale, figlia della concupiscenza spirituale, diede vita alla concupiscenza carnale. Ed Eva, che aveva già usato la vista e l'udito per il male, volle usare anche il tatto conoscendo il frutto misterioso, l'olfatto inalando la sua essenza inebriante e il gusto mordendo la scorza di una nuova conoscenza per assaporarne il sapore sconosciuto. Fu allora che sorse in lei un appetito concupiscente per consumare completamente ciò che aveva appena assaggiato: infatti, ormai priva della grazia, dell'innocenza e dell'integrità, ciò che era cattivo le sembrava buono, e non poteva più tenere la sua sensualità sotto il controllo della ragione. Conosceva se stessa, sapeva e voleva che il suo compagno lo sapesse: andò da lui con intenzioni malvagie, lo portò a disprezzare il comandamento di Dio, lo tentò a mordere ciò che lei per prima aveva morso. Dopo averlo reso simile a lei nella lussuria e nella malizia, lo convinse a consumare ciò che era proibito perché gli procurava un nuovo piacere immediato e un potere futuro di essere simile a Dio, creando essi stessi nuovi uomini sulla terra, attraverso leggi naturali comuni agli animali e diverse da quelle che Dio aveva stabilito.

La nota conclude: Le due scale di Satana mirano a trasformare l'uomo, questo figlio di Dio, in un animale, mentre l'unico Figlio di Dio ha fatto dell'uomo un peccatore. La prima scende dallo spirito alla carne ed è "riuscita" attraverso la fatale caduta. Il secondo sale dalla carne allo spirito e "fallisce" per il seguente motivo: il disegno satanico di indurre il messia al peccato e quindi di distruggere per sempre ogni possibilità di rigenerazione dell'uomo alla sua condizione di figlio di Dio, servì, grazie alla perfezione del Dio-Uomo, a confermare Cristo nella sua grazia di uomo e quindi nel suo potere di Messia, causa di salvezza eterna per i discendenti redenti di Adamo.

Libro della Genesi 3, 6

Gen 3, 6: Quando la donna vide che il frutto dell'albero era buono da mangiare, gradevole alla vista e utile all'intelligenza, ne prese e ne mangiò; e ne diede anche al marito che era con lei, ed egli ne mangiò.

EMR 174.12

L’Evangelo come mi è stato rivelato

Citazione

[22 maggio 1945] 169.4 Gesù parla piano, gestendo pacato, col viso che pare più bianco, emergente come è dall’abito azzurro cupo e al raggio della luna novella che scende proprio dove è Lui, una piccola virgola di luna nel cielo, una lama di luce che carezza il Padrone del Cielo e della Terra.

[12 agosto 1944.] 174.12 Molto movimento avviene fra la folla che si assiepa verso il sentiero che sale al pianoro. Le teste dei più prossimi a Gesù si voltano. L’attenzione si svia. Gesù sospende di parlare e volge lo sguardo nella direzione degli altri. È serio e bello nel suo abito azzurro cupo, con le braccia conserte sul petto e il sole che lo sfiora sul capo col primo raggio che sormonta il picco orientale del colle.

Dettaglio

Confronto tra EMV 169,4 e EMV 174,12 a proposito della veste di Gesù. Si veda l'annotazione.

Annotazione

Notevole coerenza: lo stesso indumento è descritto all'inizio di questo capitolo, in una visione ricevuta il 22 maggio 1945, dieci mesi dopo questa.

Inoltre, l'osservazione sul "fianco orientale della collina" è coerente, perché le due cime dei corni di Hattin sono rivolte a nord-est/sud-est.

EMR 196.3 · Volume 3

L’Evangelo come mi è stato rivelato

Citazione

Un giorno, udite, mi raccontava di quando era una fanciullina. Non aveva ancora tre anni perché ancora non era nel Tempio, e il cuore le si frangeva d’amore dando, come fiore e uliva pigiati e franti nel torchio, tutti i suoi oli e i suoi profumi. E in un delirio d’amore diceva alla madre sua che voleva esser vergine per piacere di più al Salvatore, ma che avrebbe voluto essere peccatrice per potere essere salvata, e quasi piangeva perché la madre non la capiva e non sapeva dirle come si può fare ad essere la “pura” e la “peccatrice” insieme. Le dette pace suo padre portandole un piccolo passero che egli aveva salvato mentre pericolava sull’orlo di una fontana. Le fece la parabola dell’uccellino[1], dicendo che Dio l’aveva salvata in anticipo e che perciò Lei lo doveva benedire due volte. E la piccola Vergine di Dio, la grandissima Vergine Maria, esercitò la sua prima maternità spirituale su quel nidiace che Ella rese al volo quando fu forte, ma che non lasciò mai più l’orto di Nazaret, consolando coi suoi voli e coi suoi cinguettii la triste casa e i tristi cuori di Anna e Gioacchino dopo che Maria fu nel Tempio. Morì poco prima che spirasse Anna… Aveva finito il suo compito…

Dettaglio

Gesù racconta un episodio dell'infanzia della Vergine Maria.

Annotazione

Le raccontò la parabola dell'uccellino: cfr. il paradosso del "peccatore per amore" espresso dall'Immacolato e la parabola dell'uccellino: cfr. EMV 7.5.