EMR 50
Note del tema
Libri dell'Antico Testamento
Comfort di lettura
EMR 50.4
L’Evangelo come mi è stato rivelato
Citazione
«Chi è il più bravo?».
«Lui». È il gracilino che non vuol fare alla guerra.
«Come ti chiami?».
«Gioele».
«Grande nome! Egli dice: “… il debole dica: ‘Son forte!’”. Ma in che: forte? Nella legge del Dio vero, per essere fra quelli che Egli nella valle della Decisione giudicherà come santi di Lui. Ma già il giudizio è vicino. Non nella valle della Decisione, ma sul monte della Redenzione. Là, fra sole e luna oscurati di orrore, e stelle tremanti pianto di pietà, saranno giudicati i figli della Luce dai figli delle Tenebre. E tutto Israele saprà che il suo Dio è venuto. Felici quelli che l’avranno riconosciuto. A loro miele e latte e acque chiare scenderanno in cuore e le spine diverranno eterne rose. Chi di voi vuole esser fra quelli che saranno giudicati santi da Dio?».
«Io! Io! Io!».
«Amerete allora il Messia?».
«Sì! Sì! Te! Te! Te amiamo! Lo sappiamo chi sei! Lo hanno detto Simone e Giacomo, e le mamme nostre l’han detto. Pigliaci con Te!».
«In verità vi prenderò se sarete buoni. Mai più parole brutte, mai più prepotenze, mai più risse, mai più male risposte ai genitori. Preghiera, studio, lavoro, ubbidienza. E Io vi amerò e verrò con voi».
I bambini sono tutti a cerchio intorno a Gesù. Pare una corolla variopinta, stretta intorno ad un lungo pistillo azzurro cupo.
Dettaglio
Contesto: Gesù è con alcuni bambini e pone loro delle domande.
Annotazione
Libro di Gioele
Gioele 4,10-18: "Fate delle spade dei vostri vomeri e dei giavellotti dei vostri ganci da potatura; il debole dica: "Io sono coraggioso"" Affrettatevi a venire, tutte le nazioni intorno, radunatevi qui. Signore, fai scendere i tuoi prodi!
Le nazioni si sveglino e salgano alla valle di Giosafat (il cui nome significa "Il Signore giudica"), perché lì mi siederò per giudicare tutti i popoli intorno a voi. Gettate la falce: la messe è matura; venite a pestare la vendemmia: il torchio è pieno e i tini traboccano di tutto il male che hanno fatto! Ecco moltitudini e ancora moltitudini nella valle del Giudizio; il giorno del Signore è vicino nella valle del Giudizio! Il sole e la luna si sono oscurati, le stelle hanno ritirato il loro splendore.
Il Signore ruggirà da Sion e darà voce da Gerusalemme. Il cielo e la terra sono scossi, ma il Signore è un rifugio per il suo popolo, una fortezza per i figli di Israele. Saprete che io sono il Signore vostro Dio, che abita in Sion, il suo monte santo. Gerusalemme sarà un luogo santo; gli stranieri non passeranno più.
In quel giorno, il vino nuovo sgorgherà dai monti e il latte dalle colline. Tutti i ruscelli di Giuda saranno pieni d'acqua; una sorgente sgorgherà dalla Casa del Signore e bagnerà il burrone delle Acacie.
EMR 50.7
L’Evangelo come mi è stato rivelato
Citazione
Nel Deuteronomio è detto tutto quanto va fatto, né era necessario di più. Ma non giudicate chi fece, per gli altri, non per sé. Voi fate ciò che Dio dice. E sopra tutto sforzatevi ad esser perfetti nei due precetti principali. Se amerete Dio con tutto voi stessi, non peccherete, perché il peccato è dolore dato a Dio. Chi ama non vuol dare dolore. Se amerete il prossimo come voi stessi, non sarete che figli rispettosi per i genitori, sposi fedeli ai consorti, uomini onesti nei commerci, senza violenze per i nemici, senza menzogna nel deporre, senza invidia verso chi ha, senza fomite di lussuria verso l’altrui donna. Non volendo fare agli altri ciò che non vorreste fatto a voi, non ruberete, non ammazzerete, non calunnierete, non entrerete come cuculi nel nido altrui.
Annotazione
Libro del Deuteronomio
Dt 5, 6-21: "Io sono il Signore tuo Dio, che ti ho fatto uscire dal paese d'Egitto, dalla casa della schiavitù.
Non avrai altri dei all'infuori di me.
Non vi farete alcun idolo, alcuna immagine di qualsiasi cosa che sia nei cieli sopra di voi, o che sia sulla terra sotto di voi, o che sia nelle acque sotto la terra.
Non vi prostrerete davanti a loro per adorarli. Perché io, il Signore vostro Dio, sono un Dio geloso: in quelli che mi odiano, io punisco l'iniquità dei padri sui figli fino alla terza e alla quarta generazione; ma quelli che mi amano e osservano i miei comandamenti, io mostro loro la mia fedeltà fino alla millesima generazione.
Non invocherai il nome del Signore tuo Dio per il male, perché il Signore non lascerà impunito chi invocherà il suo nome per il male.
Osserva il giorno del sabato, secondo il comandamento del Signore tuo Dio.
Sei giorni lavorerai e farai ogni tuo lavoro, ma il settimo giorno è un giorno di riposo, un sabato per il Signore tuo Dio. Non farai alcun lavoro, né tu, né tuo figlio, né tua figlia, né il tuo servo maschio, né la tua serva femmina, né il tuo bue, né il tuo asino, né alcuna delle tue bestie, né il forestiero che abita nella tua città. Il tuo servo e la tua serva si riposeranno come ti sei riposato tu.
Ricorderai che eri schiavo nel paese d'Egitto e che il Signore tuo Dio ti ha fatto uscire da esso con mano forte e braccio teso. Per questo il Signore tuo Dio ti ha ordinato di osservare il giorno di sabato.
Onora tuo padre e tua madre, come ti ha comandato il Signore tuo Dio, perché tu abbia lunga vita e felicità nella terra che il Signore tuo Dio ti dà.
Non commetterai omicidio.
Non commetterai adulterio.
Non ruberai.
Non testimonierai il falso contro il tuo prossimo.
Non desidererai la moglie del tuo prossimo; non desidererai la sua casa o il suo campo, il suo servo o la sua serva, il suo bue o il suo asino - tutto ciò che è suo".
Parole chiave
EMR 50.7
L’Evangelo come mi è stato rivelato
Citazione
Amate. L’amore vi sia scala per cui, angeli divenuti, salirete, come vide Giacobbe, sino al Cielo, udendo il Padre dire, a tutti e a ognuno: “Io sarò tuo protettore dovunque andrai e ti ricondurrò a questo paese: al Cielo, al Regno eterno.
Annotazione
Libro della Genesi
Genesi 28, 10-15: Giacobbe parte da Bersabea verso Haran. Durante il viaggio, si ferma a passare la notte e sogna una scala posta sulla terra, la cui cima tocca il cielo, con angeli di Dio che salgono e scendono dalla scala. Il Signore si schierò al fianco di Giacobbe e gli fece delle promesse, tra cui quella che gli sarebbe stata data la terra su cui riposava e che sarebbe stato protetto ovunque fosse andato.
EMR 50.8
L’Evangelo come mi è stato rivelato
Citazione
«Parti domani, Maestro?».
«Domani all’alba, se non ti rincresce».
«Rincrescere che Tu vada, sì. Ma rincrescermi l’ora, no. È anzi propizia».
«Pescherai?».
«Questa notte a prima luna».
«Hai fatto bene, Simon Pietro, a non pescare la notte scorsa. Ancor non era finito il sabato. Nehemia, nelle sue riforme, volle[2] che in Giuda fosse rispettato il sabato. Anche ora troppa gente di sabato pigia agli strettoi, porta fasci, carica vino e frutta, e vende e compra pesci e agnelli. Avete sei giorni per questo. Il sabato è del Signore. Solo una cosa potete fare di sabato: bontà al prossimo vostro. Ma il lucro deve essere assolutamente escluso da questo aiuto. Chi viola per lucro il sabato non può aver che castigo da Dio. Fa utile? Lo sconterà con perdite negli altri sei giorni. Non fa utile? Ha faticato invano il corpo, non concedendogli quel riposo che l’Intelligenza ha stabilito per esso, alterandosi con ira lo spirito per aver inutilmente faticato, giungendo a imprecare. Mentre il giorno di Dio va passato col cuore unito a Dio in dolce preghiera d’amore. Bisogna esser fedeli in tutto».
Annotazione
Libro di Neemia
Ne 13,15-22: In quel tempo vidi in Giuda gente che pestava l'uva di sabato. Altri portavano covoni di grano, li caricavano sugli asini, insieme a vino, uva, fichi e carichi di ogni genere, per portarli a Gerusalemme in giorno di sabato. In quel giorno, mentre vendevano le loro merci, diedi loro un avvertimento.
I Tiri, che abitavano là, portavano a Gerusalemme pesce e ogni genere di merci per venderle ai Giudei durante il sabato. Allora rimproverai i capi di Giuda e dissi loro: "Voi state sbagliando profanando il sabato. Non è forse così che hanno agito i vostri padri? Allora il nostro Dio ha fatto venire su di noi e su questa città tutto questo male. E voi, profanando il sabato, avete aumentato la sua ira contro Israele".
Così, appena l'ombra si è stesa sulle porte di Gerusalemme, poco prima del sabato, ho ordinato di chiudere le porte e di non riaprirle fino a dopo il sabato. Misi alcuni miei servi alle porte, perché non entrasse nessun peso durante il sabato.
Una volta o l'altra commercianti e mercanti di ogni genere passavano la notte fuori da Gerusalemme. Ma io li avvertii e dissi loro: "Perché passate la notte fuori dalle mura? Se lo fate di nuovo, vi metterò le mani addosso! Da allora non sono più venuti di sabato.
Ho ordinato ai leviti di purificarsi e di venire a fare la guardia alle porte, perché il giorno di sabato sia mantenuto santo. Anche per questo ricordati di me, mio Dio, e abbi pietà di me nella tua grande fedeltà!
Parole chiave
EMR 50.9
L’Evangelo come mi è stato rivelato
Citazione
Gesù dice un salmo. Quello che comincia: «Chi riposa nell’aiuto dell’Altissimo vivrà sotto la protezione del Dio del Cielo. Dirà al Signore: “Tu sei il mio protettore, il mio rifugio. È il mio Dio, in Lui la mia speranza. Egli mi liberò dal laccio dei cacciatori e dalle aspre parole” ecc. ecc.». Lo trovo nel libro 4. È il secondo del libro 4, mi pare il numero 90 (se leggo bene il numero romano).
La visione cessa così.
Dettaglio
N.d.T.: Libro , perché la Bibbia utilizzata da Maria Valtorta comprende l'antica suddivisione in cinque libri che formano la raccolta dei Salmi. Il secondo salmo del Libro 4 è il Sal 90, ora 91 secondo la numerazione delle versioni moderne.
Annotazione
Salmo 90: Quando sto al riparo dell'Altissimo e riposo all'ombra del Potente, dico al Signore: "Mio rifugio, mia fortezza, mio Dio, di cui sono sicuro!".
È lui che ti salva dalle reti dei cacciatori e dalla piaga del male; ti copre e ti protegge. La sua fedeltà è la vostra armatura e il vostro scudo.
Non temerai i terrori della notte, né la freccia che vola in pieno giorno, né la peste che si aggira nel buio, né il flagello che colpisce a mezzogiorno.
Che mille cadano al tuo fianco, che diecimila cadano alla tua destra, tu resterai fuori dalla loro portata. Basta che tu apra gli occhi e vedrai il salario dei malvagi.
Sì, il Signore è il tuo rifugio, hai fatto dell'Altissimo la tua fortezza. La sventura non ti toccherà, né il pericolo si avvicinerà alla tua dimora: ha dato ai suoi angeli il compito di custodirti in tutte le tue vie.
Ti porteranno sulle loro mani perché il tuo piede non urti le pietre; calpesterai la vipera e lo scorpione; schiaccerai il leone e il drago.
"Perché si aggrappa a me, io lo libero; lo difendo, perché conosce il mio nome. Mi chiama e io gli rispondo; sono con lui nella sua prova. "Lo libererò e lo glorificherò; lo sazierò per molti giorni e gli farò vedere la mia salvezza.
Parole chiave
EMR 53.6-7
L’Evangelo come mi è stato rivelato
Citazione
«Udite, voi di Israele! Nel Deuteronomio è detto: “Tu costituirai dei giudici e dei magistrati a tutte le porte… ed essi giudicheranno il popolo con giustizia, senza propendere da nessuna parte. Tu non avrai riguardi personali, non accetterai donativi, perché i donativi accecano gli occhi dei savi ed alterano le parole dei giusti. Con giustizia seguirai ciò che è giusto per vivere e possedere la terra che il Signore Iddio tuo ti avrà data”.
Udite, o voi di Israele! Nel Deuteronomio è detto: “I sacerdoti e i leviti e tutti quelli della tribù di Levi non avranno parte né eredità col resto di Israele, perché devono vivere coi sacrifizi del Signore e colle offerte che a Lui sono fatte; nulla avranno tra i possessi dei loro fratelli, perché il Signore è la loro eredità”.
Udite, o voi di Israele! Nel Deuteronomio è detto: “Non presterai ad interesse al tuo fratello né denaro, né grano, né qualsiasi altra cosa. Potrai prestare ad interesse allo straniero; al tuo fratello, invece, presterai senza interesse quello che gli bisogna”.
Questo ha detto il Signore.
Ora voi vedete che senza giustizia verso il povero si siede in Israele. Non nel giusto, ma nel forte si propende, ed esser povero, esser popolo, vuol dire esser oppresso. Come può il popolo dire: “Chi ci giudica è giusto”, se vede che solo i potenti sono rispettati e ascoltati, mentre il povero non ha chi lo ascolti? Come può il popolo rispettare il Signore, se vede che non lo rispettano coloro che più dovrebbero farlo? È rispetto al Signore la violazione del suo comando? E perché allora i sacerdoti in Israele hanno possessi e accettano donativi da pubblicani e peccatori, i quali così fanno per aver benigni i sacerdoti, così come questi fanno per aver ricco scrigno?
Dio è l’eredità dei suoi sacerdoti. Per essi, Egli, il Padre di Israele, è più che mai Padre e provvede al cibo come è giusto. Ma non più di quanto sia giusto. Non ha promesso ai suoi servi del Santuario borsa e possessi. Nell’eternità avranno il Cielo per la loro giustizia, come lo avranno Mosè e Elia e Giacobbe e Abramo, ma su questa Terra non devono avere che veste di lino e diadema di incorruttibile oro: purezza e carità; e che il corpo sia servo allo spirito che è servo del Dio vero, e non sia il corpo colui che è signore sullo spirito e contro Dio.
M’è stato chiesto con quale autorità Io faccio questo. Ed essi con quale autorità profanano il comando di Dio e all’ombra delle sacre mura permettono usura contro i fratelli di Israele, venuti per ubbidire al comando divino? M’è stato chiesto da quale scuola Io provengo, ed ho risposto: “Dalla scuola di Dio”. Sì, Israele. Io vengo e ti riporto a questa scuola santa e immutabile.
53.7
Chi vuol conoscere la Luce, la Verità, la Vita, chi vuole risentire la Voce di Dio parlante al suo popolo, a Me venga. Avete seguito Mosè attraverso i deserti, o voi di Israele. Seguitemi, ché Io vi porto, attraverso a ben più tristo deserto, incontro alla vera Terra beata. Per mare aperto al comando di Dio, ad essa vi traggo. Alzando il mio Segno, da ogni male vi guarisco.
L’ora della Grazia è venuta. L’hanno attesa i Patriarchi e sono morti nell’attenderla. L’hanno predetta i Profeti e sono morti con questa speranza. L’hanno sognata i giusti e sono morti confortati da questo sogno. Ora è sorta.
Venite. “Il Signore sta per giudicare il suo popolo e per fare misericordia ai suoi servi”, come ha promesso per bocca di Mosè».
EMR 53.7
L’Evangelo come mi è stato rivelato
Citazione
53.7 Chi vuol conoscere la Luce, la Verità, la Vita, chi vuole risentire la Voce di Dio parlante al suo popolo, a Me venga. Avete seguito Mosè attraverso i deserti, o voi di Israele. Seguitemi, ché Io vi porto, attraverso a ben più tristo deserto, incontro alla vera Terra beata. Per mare aperto al comando di Dio, ad essa vi traggo. Alzando il mio Segno, da ogni male vi guarisco.
L’ora della Grazia è venuta. L’hanno attesa i Patriarchi e sono morti nell’attenderla. L’hanno predetta i Profeti e sono morti con questa speranza. L’hanno sognata i giusti e sono morti confortati da questo sogno. Ora è sorta.
Venite. “Il Signore sta per giudicare il suo popolo e per fare misericordia ai suoi servi”, come ha promesso per bocca di Mosè.
Annotazione
Giovanni 14, 6: Io sono la Via, la Verità e la Vita; nessuno viene al Padre se non per mezzo di me.
Esodo 14, 21-22 : "Mosè stese la mano sul mare. Il Signore respinse il mare per tutta la notte con un forte vento d'oriente e lo fece asciugare. Le acque si separarono e i figli d'Israele entrarono in mezzo al mare sull'asciutto, mentre le acque formavano un muro alla loro destra e alla loro sinistra".
Deuteronomio 32, 36: Il Signore farà giustizia al suo popolo, avrà pietà dei suoi servi, quando vedrà che le loro mani sono deboli, che non è rimasto né schiavo né libero.
EMR 59.3-8
L’Evangelo come mi è stato rivelato
Citazione
59.3 Gesù ha raggiunto il suo posto. Saluta il capo della sinagoga ed è salutato da questi. È un ometto basso, grasso e vecchiotto. Per parlare a lui Gesù si china. Pare una palma che si curvi su un arbusto più largo che alto.
«Che vuoi che ti dia?», chiede l’archisinagogo.
«Quello che credi, oppure a caso. Lo Spirito guiderà».
«Ma… e sarai preparato?».
«Lo sono. Dài a caso. Ripeto: lo Spirito del Signore guiderà la scelta per il bene di questo popolo».
L’archisinagogo stende una mano sul mucchio dei rotoli, ne prende uno, apre e si ferma a un dato punto. «Questo», dice.
Gesù prende il rotolo e legge il punto segnato: «Giosuè: “Alzati e santifica il popolo e di’ loro: ‘Santificatevi per domani perché, dice il Signore Dio d’Israele, l’anatema è in mezzo a voi, o Israele; tu non potrai stare a fronte dei tuoi nemici fino a tanto che non sia tolto di mezzo a te chi s’è contaminato con tal delitto’”». Si ferma, arrotola il rotolo e lo riconsegna.
La folla è attentissima. Solo bisbiglia alcuno: «Ne udremo di belle contro i nemici!». «È il Re di Israele, il Promesso, che raccoglie il suo popolo!».
59.4 Gesù tende le braccia nella solita posa oratoria. Il silenzio si fa completo.
«Chi è venuto per santificarvi si è alzato. È uscito dal segreto della casa dove si è preparato a questa missione. Si è purificato per darvi esempio di purificazione. Ha preso la sua posizione di fronte ai potenti del Tempio e al popolo di Dio, e ora è fra voi. Io sono. Non come, con mente annebbiata e fermento nel cuore, alcuni fra voi pensano e sperano. Più alto e più grande è il Regno di cui sono il Re futuro e a cui vi chiamo.
Vi chiamo, o voi di Israele, prima d’ogni altro popolo, perché voi siete quelli che nei padri dei padri ebbero promessa di quest’ora e alleanza col Signore altissimo. Ma non con turbe di armati, non con ferocie di sangue sarà formato questo Regno, e ad esso non i violenti, non i prepotenti, non i superbi, gli iracondi, gli invidiosi, i lussuriosi, gli avari, ma i buoni, i miti, i continenti, i misericordiosi, gli umili, gli amorosi del prossimo e di Dio, i pazienti, avranno entrata.
Israele! Non contro i nemici di fuori sei chiamato a combattere. Ma contro i nemici di dentro. Contro quelli che sono in ogni tuo cuore. Nel cuore dei dieci e dieci e diecimila tuoi figli. Levate l’anatema del peccato da tutti i vostri singoli cuori, se volete che domani Dio vi raduni e vi dica: “Mio popolo, a te il Regno che non sarà più sconfitto, né invaso, né insidiato da nemici”.
Domani. Quale, questo domani? Fra un anno o fra un mese? Oh! non cercate! Non cercate, con sete malsana, di sapere ciò che è futuro con mezzo che ha sapore di colpevole stregoneria. Lasciate ai pagani lo spirito pitone. Lasciate a Dio eterno il segreto del suo tempo. Voi da domani, il domani che sorgerà dopo quest’ora di sera, e quella che verrà di notte, che sorgerà col canto del gallo, venite a purificarvi nella vera penitenza.
Pentitevi dei vostri peccati per esser perdonati e pronti al Regno. Levate da voi l’anatema del peccato. Ognuno ha il suo. Ognuno ha quello che è contrario ai dieci comandi di salute eterna. Esaminatevi ognuno con sincerità e troverete il punto in cui avete sbagliato. Umilmente abbiatene pentimento sincero. Vogliate pentirvi. Non a parole. Dio non si irride e non si inganna. Ma pentitevi colla volontà ferma, che vi porti a mutare vita, a rientrare nella Legge del Signore. Il Regno dei Cieli vi aspetta. Domani.
Domani? vi chiedete. Oh! è sempre un domani sollecito l’ora di Dio, anche se viene al termine di una vita longeva come quella dei Patriarchi. L’eternità non ha per misura di tempo lo scorrere lento della clessidra. E quelle misure di tempo che voi chiamate giorni, mesi, anni, secoli, sono palpiti dello Spirito eterno che vi mantiene in vita. Ma voi eterni siete nello spirito vostro, e dovete, per lo spirito, tenere lo stesso metodo di misurazione del tempo che ha il Creatore vostro. Dire, dunque: “Domani sarà il giorno della mia morte”. Anzi, non morte per il fedele. Ma riposo di attesa, in attesa del Messia che apra le porte dei Cieli.
E in verità vi dico che fra i presenti solo ventisette morranno dovendo attendere. Gli altri saranno già giudicati prima della morte, e la morte sarà il passaggio a Dio o a Mammona senza indugio, perché il Messia è venuto, è fra voi e vi chiama per darvi la Buona Novella, per istruirvi alla Verità, per salvarvi al Cielo.
Fate penitenza! Il “domani” del Regno dei Cieli è imminente. Vi trovi mondi per divenire possessori dell’eterno giorno.
La pace sia con voi».
59.5 Si alza a contraddirlo un barbuto e impaludato israelita. Dice: «Maestro, quanto Tu dici mi pare in contrasto con quanto è detto nel libro secondo dei Maccabei, gloria d’Israele. Là è detto: “È infatti segno di grande benevolenza il non permettere ai peccatori di andare dietro per lungo tempo ai loro capricci, ma di dare subito mano al castigo. Il Signore non fa come con le altre nazioni, che le aspetta con pazienza per punirle, venuto il giorno del giudizio, quando è colma la misura dei peccati”. Tu invece parli come se l’Altissimo potesse esser molto lento nel punirci, attendendoci, come gli altri popoli, al tempo del Giudizio, quando sarà colma la misura dei peccati. Veramente i fatti ti smentiscono. Israele è punito come dice lo storico dei Maccabei. Ma, se fosse come Tu dici, non vi è dissapore fra la tua dottrina e quella chiusa nella frase che ti ho detto?».
«Chi sei, Io non so. Ma, chiunque tu sia, ti rispondo. Non c’è dissapore nella dottrina, ma nel modo di interpretare le parole. Tu le interpreti secondo il modo umano. Io secondo quello dello spirito. Tu, rappresentante della maggioranza, vedi tutto con riferimenti al presente e al caduco. Io, rappresentante di Dio, tutto spiego e applico all’eterno e al soprannaturale. Vi ha colpiti, sì, Geavè nel presente, nella superbia e nella ingiustizia d’esser un “popolo”, secondo la Terra. Ma come vi ha amati e come vi usa pazienza, più che con ogni altro, concedendo a voi il Salvatore, il suo Messia, perché lo ascoltiate e vi salviate prima dell’ora dell’ira divina! Non vuole più che voi siate peccatori. Ma se nel caduco vi ha colpiti, vedendo che la ferita non sana, ma anzi ottunde sempre più il vostro spirito, ecco che vi manda non punizione ma salvezza. Vi manda Colui che vi sana e vi salva. Io che vi parlo».
59.6 «Non trovi di essere audace nel professarti rappresentante di Dio? Nessuno dei profeti osò tanto, e Tu… Chi sei, Tu che parli? E per ordine di chi parli?».
«Non potevano i profeti dire di loro stessi ciò che Io di Me stesso dico. Chi sono? L’Atteso, il Promesso, il Redentore. Già avete udito colui che lo precorre dire: “Preparate la via del Signore… Ecco il Signore Iddio che viene… Come un pastore pascerà il suo gregge, pure essendo l’Agnello della Pasqua vera”. Fra voi sono quelli che hanno udito dal Precursore queste parole e hanno visto balenare il cielo per una luce che scendeva in forma di colomba, e udito una voce che parlava dicendo chi ero. Per ordine di chi parlo? Di Colui che è e che mi manda».
«Tu lo puoi dire, ma puoi esser anche un mentitore o un illuso. Le tue parole sono sante, ma talora Satana ha parole di inganno tinte di santità per trarre in errore. Noi non ti conosciamo».
«Io sono Gesù di Giuseppe della stirpe di Davide, nato a Betlem Efrata, secondo le promesse, detto nazareno perché a Nazaret ho casa. Questo secondo il mondo. Secondo Dio sono il suo Messo. I miei discepoli lo sanno».
«Oh! loro! Possono dire ciò che vogliono e ciò che Tu fai loro dire».
«Un altro parlerà, che non mi ama, e dirà chi sono. Attendi che Io chiami un di questi presenti».
59.7 Gesù guarda la folla che è stupita dalla disputa, urtata e divisa fra opposte correnti. La guarda, cercando qualcuno coi suoi occhi di zaffiro, poi chiama forte: «Aggeo! Vieni avanti. Te lo comando».
Grande brusio fra la folla, che si apre per lasciar passare un uomo, tutto scosso da un tremito e sorretto da una donna.
«Conosci tu quest’uomo?».
«Sì. È Aggeo di Malachia, qui di Cafarnao. Posseduto è da uno spirito malvagio che lo dissenna in furie repentine».
«Tutti lo conoscono?».
La folla grida: «Sì, sì».
«Può alcuno dire che fu meco in parole, anche per pochi minuti?».
La folla grida: «No, no, quasi ebete è, e non esce mai dalla sua casa, e nessuno ti ha visto in essa».
«Donna, portalo a Me davanti».
La donna lo spinge e trascina, mentre il poveretto trema più forte.
L’archisinagogo avverte Gesù: «Sta’ attento! Il demonio sta per tormentarlo… e allora si avventa, graffia e morde».
La folla fa largo, pigiandosi contro le pareti.
I due sono ormai di fronte. Un attimo di lotta. Pare che l’uomo, uso al mutismo, stenti a parlare e mugola, poi la voce si forma in parola: «Che c’è fra noi e Te, Gesù di Nazaret? Perché sei venuto a tormentarci? Perché a sterminarci, Tu, Padrone del Cielo e della Terra? So chi sei: il Santo di Dio. Nessuno, nella carne, fu più grande di Te, perché nella tua carne d’uomo è chiuso lo Spirito del Vincitore eterno. Già mi hai vinto in…».
«Taci! Esci da costui. Lo comando».
L’uomo è preso come da un parossismo strano. Si dimena a strattoni, come se ci fosse chi lo maltratta con urti e strapponate, urla con voce disumana, spuma e poi viene gettato al suolo da cui poi si rialza stupito e guarito.
59.8 «Hai udito? Che rispondi ora?», chiede Gesù al suo oppositore.
L’uomo barbuto e impaludato fa una alzata di spalle e, vinto, se ne va senza rispondere. La folla lo sbeffeggia e applaude Gesù.
«Silenzio. Il luogo è sacro!», dice Gesù.
Annotazione
Giosuè 7, 13
Gios 7, 13 : "Alzati e santifica il popolo. Direte: "Santificatevi per domani, perché così dice il Signore, il Dio d'Israele: Un anatema è in mezzo a voi, o Israele. Non sarai in grado di affrontare i tuoi nemici finché non avrai rimosso l'anatema da in mezzo a te"".
Secondo libro dei Maccabei
2 M 6, 13-14 : Infatti è segno di grande bontà non tollerare a lungo coloro che commettono empietà, ma infliggere loro senza indugio il castigo. Infatti, nei confronti delle altre nazioni, il Maestro attende con grande pazienza, prima di castigarle, finché non abbiano raggiunto il culmine dei loro peccati.
EMR 61.6
L’Evangelo come mi è stato rivelato
Citazione
61.6 «E a me?», chiede il vecchietto ultimo rimasto.
Gesù lo guarda e tace.
«Nulla per me? Non sei giusto! A lei hai dato sei volte più degli altri, e a me nulla. Ma già… era donna!».
Gesù lo guarda e tace.
«Guardate tutti se c’è giustizia! Vengo da lontano, perché mi hanno detto che qui si dà denaro, e poi, ecco, vedo che c’è chi ha troppo e a me niente. Un povero vecchio che è malato! E vuole che si creda in Lui!…».
«Vecchio, non ti vergogni di mentire così? Hai la morte alle spalle, e menti e cerchi di rubare a chi ha fame. Perché vuoi derubare ai fratelli l’obolo che Io ho preso per darlo con giustizia?».
«Ma io…».
«Taci! Avresti dovuto capire dal mio silenzio e dal mio atto che ti avevo conosciuto, e seguire il mio esempio di silenzio. Perché vuoi che ti svergogni?».
«Io sono povero».
«No. Sei avaro e ladro. Vivi per il denaro e per l’usura».
«Non ho mai prestato ad usura. Dio m’è testimone».
«E non è usura questa, della più feroce, rubare a chi ha veramente bisogno? Va’. Pentiti. Perché Dio ti perdoni».
«Ti giuro…».
«Taci! Te lo comando! È detto: “Non giurare il falso”. Se non portassi rispetto alla tua canizie, ti frugherei e nel seno troverei la borsa piena d’oro: il tuo vero cuore. Va’ via!».
Ma ormai il vecchietto, svergognato, vedendosi scoperto nel suo segreto, se ne va senza bisogno del tuono che è nella voce di Gesù.
La folla lo minaccia e schernisce, lo insulta come ladro.
«Tacete! Se egli ha sbagliato, non vogliate voi pure sbagliare. Egli manca verso la sincerità, è un disonesto. Voi, insultandolo, mancate alla carità. Al fratello che manca non va fatto insulto. Ognuno ha il suo peccato. Nessuno è perfetto fuorché Dio. Ho dovuto svergognarlo perché non è lecito esser ladri mai, e men che mai ladri coi poveri. Ma solo il Padre sa se di dover far questo ho sofferto. Voi pure abbiatene sofferenza, vedendo che un d’Israele manca alla Legge cercando defraudare il povero e la vedova. Non siate cupidi. Il vostro tesoro sia l’anima, non il denaro. Non siate spergiuri. Il vostro linguaggio sia schietto e onesto come le vostre azioni. La vita non è eterna, e l’ora della morte viene. Vivete in modo che nell’ora della morte la pace possa essere nel vostro spirito. La pace di chi è vissuto da giusto. Andate alle vostre case…».
Dettaglio
Gesù ha appena dato una borsa a una vedova e ai suoi sette figli bisognosi. Rimane un vecchio cencioso.
Annotazione
Levitico 19, 12: Non giurerete sul mio nome, mentendo, perché profanereste il nome del vostro Dio. Io sono Yahweh.