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Note del tema

Libri dell'Antico Testamento

Pagina 4 di 16

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EMR 41.4

L’Evangelo come mi è stato rivelato

Citazione

Non ricordate che la stella fu vista dai Savi d’Oriente e che andò a posarsi proprio sul cielo di Betlemme di Giuda e che le profezie e le visioni, da Giacobbe in poi, indicano quel luogo come il destinato ad accogliere la nascita del Messia, figlio del figlio del figlio di Giacobbe, attraverso Davide che era di Betlemme? Non ricordate Balaam? “Una stella nascerà da Giacobbe”. I Savi d’Oriente, che la purezza e la fede rendevano occhi e orecchi aperti, hanno visto la stella e compreso il suo nome: “Messia”, e sono venuti ad adorare la Luce scesa nel mondo.

Annotazione

Libro dei Numeri, 24, 17

Nbr 24, 17: vedo questo eroe - ma non ora - lo vedo - ma non da vicino: Una stella sorge da Giacobbe, uno scettro sorge da Israele.

EMR 41.5

L’Evangelo come mi è stato rivelato

Citazione

41.5 Sciammai, con sguardo livido: «Tu dici che il Messia nacque nel tempo della stella a Betlemme-Efrata?».

Gesù: «Io lo dico».

Sciammai: «Allora non vi è più. Non sai, fanciullo, che Erode fece uccidere tutti i nati di donna, da un giorno a due anni d’età, di Betlemme e dintorni? Tu, tanto sapiente nella Scrittura, devi sapere anche questo: “Un grido s’è sentito nell’alto… È Rachele che piange i suoi figli”. Le valli e le cime di Betlemme, che hanno raccolto il pianto di Rachele morente, sono rimaste piene di pianto, e le madri l’hanno ripetuto sui figli uccisi. Fra esse era certo anche la Madre del Messia».

Gesù: «Ti sbagli, o vecchio. Il pianto di Rachele s’è volto in osanna, perché là dove essa ha dato alla luce il “figlio del suo dolore”, la nuova Rachele ha dato al mondo il Beniamino del Padre celeste, il Figlio della sua destra, Colui che è destinato a riunire il popolo di Dio sotto il suo scettro e a liberarlo dalla più tremenda schiavitù».

Sciammai: «E come, se Egli fu ucciso?».

Gesù: «Non hai letto di Elia? Egli fu rapito dal cocchio di fuoco. E non potrà il Signore Iddio aver salvato il suo Emmanuele perché fosse Messia del suo popolo? Egli, che ha aperto il mare davanti a Mosè perché Israele passasse a piede asciutto verso la sua terra, non avrà potuto mandare i suoi angeli a salvare il Figlio suo, il suo Cristo, dalla ferocia dell’uomo? In verità vi dico: il Cristo vive ed è fra voi, e quando sarà la sua ora si manifesterà nella sua potenza». Gesù, nel dire queste parole, che sottolineo, ha nella voce uno squillo che empie lo spazio. I suoi occhi sfavillano più ancora e, con mossa d’imperio e promessa, Egli tende il braccio e la mano destra e li abbassa come per giurare. È un fanciullo, ma è solenne come un uomo.

Annotazione

Geremia 31, 15: "Così dice il Signore: Un grido sale a Ramah, un lamento e un pianto amaro. È Rachele che piange i suoi figli; rifiuta di essere consolata, perché i suoi figli non ci sono più".

Libro dell'Esodo 14, 21-22: Mosè stese il braccio sul mare. Il Signore scacciò il mare per tutta la notte con un forte vento d'oriente; asciugò il mare e le acque si separarono. E i figli di Israele entrarono in mezzo al mare su terra asciutta, mentre le acque formavano un muro alla loro destra e alla loro sinistra,

Secondo libro dei Re, 2, 11-12: Camminavano e parlavano, quando un carro di fuoco con cavalli di fuoco li separò. Allora Elia salì al cielo in un uragano. Eliseo lo vide e gridò: "Padre mio! Padre mio! Il carro di Israele e i suoi cavalieri! Poi smise di vederlo. Afferrò le sue vesti e le strappò in due.

EMR 41.6

L’Evangelo come mi è stato rivelato

Citazione

La voce fanciulla di Gesù legge: «“Consolati, o mio popolo. Parlate al cuore di Gerusalemme, consolatela perché la sua schiavitù è finita… Voce di uno che grida nel deserto: preparate le vie del Signore… Allora apparirà la gloria del Signore…”».

Sciammai: «Lo vedi, o nazareno! Qui si parla di schiavitù finita. Mai come ora siamo schiavi. Qui si parla di un precursore. Dove è egli? Tu farnetichi».

Gesù: «Io ti dico che a te più che agli altri va fatto l’invito del Precursore. A te e ai tuoi simili. Altrimenti non vedrai la gloria del Signore né comprenderai la parola di Dio, perché le bassezze, le superbie, le doppiezze ti faranno ostacolo a vedere ed udire».

Annotazione

Isaia 40, 1-5: Consolate, consolate il mio popolo", dice il vostro Dio, "parlate al cuore di Gerusalemme. Annunciate che il suo servizio è stato compiuto, che il suo crimine è stato espiato, che ha ricevuto dalla mano del Signore il doppio per tutte le sue iniquità. Una voce proclama: "Preparate la via del Signore nel deserto; rendete diritta la terra arida come una strada per il nostro Dio. Ogni burrone sia colmato, ogni monte e colle abbassato; le rupi siano trasformate in pianure e le cime in ampie valli! Allora la gloria del Signore sarà rivelata e ogni essere di carne vedrà che la bocca del Signore ha parlato.

EMR 41.6-7

L’Evangelo come mi è stato rivelato

Citazione

Gesù: « (...) Il Santuario di Dio non sarà più abbattuto e distrutto».

Sciammai: «Ma non bestemmiare, fanciullo! Ricorda Daniele. Egli dice che, dopo l’uccisione del Cristo, il Tempio e la Città saranno distrutti da un popolo e da un condottiero che verrà. E Tu sostieni che il Santuario di Dio non sarà più abbattuto! Rispetta i Profeti!».

Gesù: «In verità ti dico che vi è Qualcuno che è da più dei Profeti, e tu non lo conosci e non lo conoscerai, perché te ne manca la voglia. E ti dico che quanto ho detto è vero. Non conoscerà più morte il Santuario vero. Ma, come il suo Santificatore, risorgerà a vita eterna e alla fine dei giorni del mondo vivrà in Cielo».

Hillel: «Ascolta me, fanciullo. Aggeo dice: “… Verrà il Desiderato delle genti… Grande sarà allora la gloria di questa casa, e di quest’ultima più della prima”. Vuol forse parlare del Santuario di cui Tu parli?».

Gesù: «Sì, maestro. Questo vuol dire. La tua rettezza ti porta verso la Luce ed Io te lo dico: quando il Sacrificio del Cristo sarà compiuto, a te verrà pace, poiché sei un israelita senza malizia».

Annotazione

Aggeo 2, 7-9: Metterò in moto tutte le nazioni, i loro tesori affluiranno qui e riempirò questa Casa di gloria - dichiara il Signore dell'universo. L'argento è mio, l'oro è mio - dichiara il Signore dell'universo. La gloria futura di questa Casa supererà la prima, dichiara il Signore dell'universo, e in questo luogo vi farò dono della pace, dichiara il Signore dell'universo.

EMR 41.8

L’Evangelo come mi è stato rivelato

Citazione

Sciammai: «La tua bocca sa insieme di latte e di bestemmia, nazareno. Rispondi: e dove è il Precursore? Quando lo avemmo?».

Gesù: «Egli è. Non dice Malachia: “Ecco, io mando il mio angelo a preparare davanti a Me la strada; e subito verrà al suo Tempio il Dominatore da voi cercato e l’Angelo del Testamento, da voi bramato”? Dunque il Precursore precede immediatamente il Cristo. Egli già è, come è il Cristo. Se anni passassero fra colui che prepara le vie al Signore e il Cristo, tutte le vie tornerebbero ingombre e contorte. Dio lo sa e predispone che il Precursore anticipi di un’ora sola il Maestro. Quando vedrete questo Precursore, potrete dire: “La missione del Cristo ha inizio”. A te dico: il Cristo aprirà molti occhi e molti orecchi quando verrà a queste vie. Ma non le tue e quelle dei tuoi pari, che gli darete morte per la Vita che vi porta. Ma quando più alto di questo Tempio, più alto del Tabernacolo chiuso nel Santo dei santi, più alto della Gloria sostenuta dai Cherubini, il Redentore sarà sul suo trono e sul suo altare, maledizione ai deicidi e vita ai gentili fluiranno dalle sue mille e mille ferite, perché Egli, o maestro che non sai, non è, lo ripeto, Re di un regno umano, ma di un Regno spirituale, e suoi sudditi saranno unicamente coloro che per suo amore sapranno rigenerarsi nello spirito e, come Giona, dopo esser già nati, rinascere, su altri lidi: “quelli di Dio”, attraverso la spirituale generazione che avverrà per Cristo, il quale darà all’umanità la Vita vera».

Annotazione

Libro di Malachia 3, 1:

Ecco, io mando il mio messaggero a preparare la via davanti a me; e all'improvviso il Signore che cercate verrà nel suo Tempio. Il messaggero dell'Alleanza che desiderate, ecco, viene, dice il Signore dell'universo".

EMR 42.5-7

L’Evangelo come mi è stato rivelato

Citazione

42.5 Poi Gesù, curvandosi sul morente, gli mormora un salmo. So che è un salmo, ma ora non posso dirle quale. Comincia così:

«“Proteggimi, o Signore, perché in Te ho posto la mia speranza…

A pro dei santi che sono nella terra di lui ha compiuto mirabilmente tutti i miei desideri…

Benedirò il Signore che mi dà consiglio…

Io tengo sempre dinnanzi a me il Signore. Egli mi sta alla destra perché io non vacilli.

Per questo si rallegra il mio cuore ed esulta la mia lingua, anche il mio corpo riposerà nella speranza.

Perché Tu non abbandonerai l’anima mia nel soggiorno dei morti, né permetterai che il tuo santo veda la corruzione.

Mi farai conoscere le vie della vita, mi colmerai di gioia colla tua faccia”».

Giuseppe si rianima tutto e con uno sguardo più vivo sorride a Gesù e gli stringe le dita.

Giuseppe si rianima tutto e con uno sguardo più vivo sorride a Gesù e gli stringe le dita.

Gesù risponde con un sorriso al sorriso e con una carezza alla stretta, e continua dolcemente, curvo sul suo padre putativo:

«“Quanto sono amabili i tuoi Tabernacoli, o Signore.

L’anima mia si consuma di desiderio verso gli atrii del Signore.

Anche il passero si trova una casa e la tortorella un nido per i suoi nati. Io desidero i tuoi altari, Signore.

Beati coloro che abitano la tua casa… Beato l’uomo che trova in Te la sua forza. Egli ha disposte nel suo cuore le ascensioni dalla valle delle lacrime al luogo eletto.

O Signore, ascolta la mia preghiera…

O Dio, volgi il tuo sguardo e mira la faccia del tuo Cri­sto…”».

Giuseppe con un singhiozzo guarda Gesù e fa il moto di parlare come per benedirlo. Ma non può. Si comprende che capisce, ma ha la parola impedita. È però felice e guarda con vivacità e fiducia il suo Gesù.

«“O Signore”», continua Gesù. «“Tu sei stato propizio alla tua terra, hai liberato dalla schiavitù Giacobbe…

Mostraci, o Signore, la tua misericordia e donaci il tuo Salvatore.

Voglio sentire quel che dice dentro di me il Signore Iddio. Certo Egli parlerà di pace al suo popolo per i suoi santi e per chi di cuore torna a Lui.

Sì, la tua salute è vicina… e la gloria abiterà sulla Terra… La bontà e la verità si sono incontrate, la giustizia e la pace si sono baciate. La verità è spuntata dalla Terra e la giustizia ha guardato dal Cielo.

Sì, il Signore si mostrerà benigno e la nostra terra darà il suo frutto. La giustizia camminerà dinnanzi a Lui e lascerà nella via le sue impronte”.

Tu l’hai vista quest’ora, padre, e per essa ti sei affaticato. Tu hai aiutato quest’ora a formarsi, e il Signore te ne darà premio. Io te lo dico», aggiunge Gesù asciugando una lacrima di gioia che scende lenta sulla guancia di Giuseppe.

Poi riprende:

«“O Signore, ricordati di Davide e di tutta la sua mansuetudine.

Come egli giurò al Signore: io non entrerò dentro alla mia casa, non salirò sul letto del mio riposo, non concederò sonno agli occhi miei, non riposo alle mie palpebre, non requie alle mie tempie finché non ho trovato un posto al Signore, una dimora per il Dio di Giacobbe…

Sorgi, o Signore, e vieni al tuo riposo, Tu e l’Arca della tua santità (Maria comprende e ha uno scoppio di pianto).

Sian rivestiti di giustizia i tuoi sacerdoti e faccian festa i tuoi santi.

Per amore di Davide tuo servo non negarci il volto del tuo Cristo.

Il Signore ha giurato a Davide la promessa e la manterrà: ‘Porrò sul tuo trono il frutto del tuo seno’.

Il Signore l’ha scelta a sua dimora…

Io farò fiorire la potenza di Davide preparando una fiaccola accesa per il mio Cristo”.

42.6

Grazie, padre mio, per Me e per la Madre. Tu mi sei stato padre giusto, e te ha posto l’Eterno a custodia del suo Cristo e della sua Arca. Tu fosti la fiaccola accesa per Lui, e per il Frutto del seno santo hai avuto viscere di carità. Va’ in pace, padre. La Vedova non sarà senza aiuto. Il Signore ha predisposto perché sola non sia. Vai sereno al tuo riposo. Io te lo dico».

Maria piange col volto curvo sulle coperte (sembrano mantelli) stese sul corpo di Giuseppe, che si raffredda. Gesù affretta i suoi conforti, perché l’anelito si fa più affannoso e lo sguardo torna a velarsi.

«“Felice l’uomo che teme il Signore e pone nei suoi comandamenti ogni diletto…

La giustizia di lui rimane nei secoli dei secoli.

Fra gli uomini retti sorge fra le tenebre come luce il misericordioso, il benigno, il giusto…

Il giusto sarà ricordato in eterno… La sua giustizia è eterna, la sua potenza si alzerà fino alla gloria…”.

Tu l’avrai questa gloria, padre. Presto verrò a trarti, coi Patriarchi che ti hanno preceduto, alla gloria che ti attende. Esulti il tuo spirito nella mia parola.

“Chi riposa nell’aiuto dell’Altissimo vive sotto la protezione del Dio del Cielo”.

Tu vi sei, padre mio.

“Egli mi liberò dal laccio dei cacciatori e dalle aspre parole.

Ti coprirà colle sue ali e sotto alle sue penne troverai rifugio.

La sua verità ti circonderà come scudo, non temerai i notturni spaventi…

Non si avvicinerà a te il male… perché ai suoi angeli ha dato l’ordine di custodirti in tutte le tue vie.

Ti porteranno sulle loro palme, affinché il tuo piede non urti nei sassi.

Camminerai sopra l’aspide e il basilisco e calpesterai il dragone e il leone.

Perché hai sperato nel Signore, Egli ti dice, o padre, che ti libererà e ti proteggerà.

Perché hai alzato a Lui la tua voce ti esaudirà, sarà teco nella tribolazione ultima, ti glorificherà dopo questa vita, facendoti vedere già da questa la sua Salvezza”, e nell’altra facendoti entrare, per la Salvezza che ora ti conforta e che presto, oh!, presto verrà, te lo ripeto, a cingerti di un abbraccio divino e a portarti Seco, alla testa di tutti i Patriarchi, là dove è preparata la dimora del Giusto di Dio che mi fu padre benedetto.

Precedimi per dire ai Patriarchi che la Salvezza è nel mondo e il Regno dei Cieli presto sarà a loro aperto. Va’, padre. La mia benedizione ti accompagni».

42.7

La voce di Gesù si è elevata per giungere alla mente di Giuseppe, che sprofonda nelle nebbie della morte. La fine è imminente. Il vecchio ansima a fatica. Maria lo carezza, Gesù si siede sulla sponda del lettuccio e cinge e attira a Sé il morente, che si accascia e si spegne senza sussulti.

La scena è piena di una pace solenne. Gesù riadagia il Patriarca e abbraccia Maria, che in ultimo si era avvicinata a Gesù nello strazio che la angosciava.

Annotazione

Salmo 16 (15): Custodiscimi, mio Dio: ho fatto di te il mio rifugio.

Ho detto al Signore: "Tu sei il mio Dio! Non ho altra felicità che te.

Tutti gli idoli del paese, gli dèi che prima amavo, continuano a fare scempio e la gente corre dietro a loro. Non offrirò loro il sangue dei sacrifici; * il loro nome non sarà sulle mie labbra!

Signore, mia porzione e mio calice: la mia sorte dipende da te. La mia porzione è la mia delizia; ho persino l'eredità più bella!

Benedico il Signore che mi consiglia: anche di notte il mio cuore mi avverte.

Tengo sempre il Signore davanti a me; egli è alla mia destra: io sono saldo.

09 Il mio cuore è lieto, la mia anima esulta, la mia carne è piena di fiducia:

10 Tu non puoi abbandonarmi alla morte né lasciare che il tuo amico veda la corruzione.

Tu mi insegni la via della vita: davanti al tuo volto, gioia traboccante! Alla tua destra, eterna gioia!

Salmo 84 (83): O Signore, tu hai amato questa terra; hai ricondotto i reietti di Giacobbe; hai tolto il peccato del tuo popolo; hai coperto tutta la loro iniquità; hai posto fine a tutta la tua ira; sei tornato dalla tua grande collera.

Riportaci indietro, Dio, la nostra salvezza; dimentica il tuo risentimento contro di noi. Sarai sempre adirato con noi? La tua ira continuerà di età in età? Non tornerai per darci la vita e per essere la gioia del tuo popolo?

Mostraci, o Signore, il tuo amore e donaci la tua salvezza.

Sono in ascolto: cosa dirà il Signore Dio? Dice la pace per il suo popolo e per i suoi fedeli; che non tornino mai più alla loro follia!

La sua salvezza è vicina a coloro che lo temono e la gloria abiterà la nostra terra.

Amore e verità si incontreranno, giustizia e pace si abbracceranno; la verità sgorgherà dalla terra e la giustizia dal cielo.

Il Signore elargirà le sue benedizioni e la nostra terra darà i suoi frutti.

La giustizia lo precederà e i suoi passi tracceranno la via.

Salmo 85 (84): Tu, o Signore, hai amato questa terra; hai ricondotto i reietti di Giacobbe; hai tolto il peccato del tuo popolo, hai coperto tutta la sua iniquità; hai posto fine a tutta la tua ira, sei tornato dalla tua grande collera.

Riportaci indietro, Dio, la nostra salvezza; dimentica il tuo risentimento contro di noi.

Sarai sempre adirato con noi? La tua ira continuerà di età in età? Non tornerai per darci la vita e per essere la gioia del tuo popolo?

Mostraci, o Signore, il tuo amore e donaci la tua salvezza.

Sto ascoltando: che cosa dirà il Signore Dio? + Quello che dice è pace per il suo popolo e per i suoi fedeli; che non tornino mai più alla loro follia!

La sua salvezza è vicina a coloro che lo temono e la gloria abiterà la nostra terra. Amore e verità si incontreranno, giustizia e pace si abbracceranno; la verità sgorgherà dalla terra e la giustizia dal cielo.

Il Signore darà le sue benedizioni e la nostra terra darà i suoi frutti. La giustizia lo precederà e i suoi passi tracceranno la via.

Salmo 132 (131):

Ricordati, Signore, di Davide e della sua grande sottomissione quando fece un giuramento al Signore, una promessa al Potente di Giacobbe: "Non entrerò mai nella mia tenda e non mi coricherò mai sul mio letto; proibirò ai miei occhi di dormire e alle mie palpebre di riposare,

finché non avrò trovato un luogo per il Signore, una dimora per il Potente di Giacobbe".

Ecco, ci è stato annunciato in Efrata; l'abbiamo trovato vicino a Yagar.

Entriamo nella dimora di Dio e adoriamo ai piedi del suo trono.

Sali, Signore, nel luogo del tuo riposo, tu e l'arca della tua forza!

I tuoi sacerdoti siano rivestiti di giustizia, i tuoi fedeli gridino di gioia!

Per amore di Davide, tuo servo, non distogliere lo sguardo dal volto del tuo Messia.

Il Signore ha giurato a Davide, e non si rimangerà mai la parola: "Metterò sul tuo trono un uomo che viene da te".

"Se i tuoi figli osserveranno la mia alleanza, la volontà che ho fatto loro conoscere, anche i loro figli siederanno sul trono che è stato eretto per te per sempre.

Perché il Signore ha scelto Sion; è la dimora che desidera:

Questa è la mia dimora per sempre, questa è la dimora che ho desiderato".

"Io benedirò, benedirò i suoi raccolti per saziare di pane i suoi poveri.

Rivestirò di gloria i suoi sacerdoti e i suoi fedeli grideranno e grideranno di gioia.

"Farò germogliare là la forza di Davide; ho acceso una lampada per il mio Messia.

18 Rivestirò di vergogna i suoi nemici, ma su di lui fiorirà la corona".

Salmi 112 (111): Alleluia! Lodate, servi del Signore, lodate il nome del Signore!

Sia benedetto il nome del Signore, ora e sempre!

Dal sorgere del sole al suo tramonto, lodate il nome del Signore!

Il Signore domina su tutti i popoli, la sua gloria domina i cieli.

Chi è come il Signore, nostro Dio? Egli siede in alto. Ma abbassa lo sguardo verso il cielo e la terra.

Dalla polvere solleva il debole, dalle ceneri innalza il povero per farlo sedere tra i principi, tra i principi del suo popolo.

Egli pone la donna sterile nella sua casa, una madre felice tra i suoi figli.

Salmo 90: Quando sto al riparo dell'Altissimo e riposo all'ombra del Potente, dico al Signore: "Mio rifugio, mio baluardo, mio Dio, di cui sono sicuro!".

È lui che ti salva dalle reti dei cacciatori e dalla piaga del male; ti copre e ti protegge. La sua fedeltà è la vostra armatura e il vostro scudo.

Non temerai i terrori della notte, né la freccia che vola in pieno giorno, né la peste che si aggira nelle tenebre, né il flagello che colpisce a mezzogiorno.

Se mille cadono al tuo fianco o diecimila alla tua destra, tu resterai fuori dalla loro portata.

Apri gli occhi e vedrai il salario dei malvagi. Sì, il Signore è il tuo rifugio; hai fatto dell'Altissimo la tua fortezza.

La sventura non ti toccherà, né il pericolo si avvicinerà alla tua dimora: ha dato ai suoi angeli il compito di custodirti in tutte le tue vie.

Ti porteranno sulle loro mani perché il tuo piede non urti le pietre; calpesterai la vipera e lo scorpione; schiaccerai il leone e il drago.

"Perché si aggrappa a me, io lo libero; lo difendo, perché conosce il mio nome. Mi chiama e io gli rispondo; sono con lui nella sua prova. "Lo libererò e lo glorificherò; lo sazierò per molti giorni e gli farò vedere la mia salvezza.

EMR 46.6-9

L’Evangelo come mi è stato rivelato

Citazione

46.6 Ma che stolto che sono! Tu hai fame e ti parlo della donna. La tua vigoria è esausta. Per questo, questa fragranza della terra, questo fiore del creato, questo frutto che dà e suscita amore, ti pare senza valore. Ma guarda queste pietre. Come sono tonde e levigate, dorate sotto al sole che scende. Non sembrano pani? Tu, Figlio di Dio, non hai che dire: “Voglio”, perché esse divengano pane fragrante come quello che ora le massaie levano dal forno per la cena dei loro familiari. E queste acacie così aride, se Tu vuoi, non possono empirsi di dolci pomi, di datteri di miele? Satollati, o Figlio di Dio! Tu sei il Padrone della Terra. Essa si inchina per mettere ai tuoi piedi se stessa e sfamare la tua fame.

Lo vedi che impallidisci e vacilli solo a sentir nominare il pane? Povero Gesù! Sei tanto debole da non potere più neppure comandare al miracolo? Vuoi che lo faccia io per Te? Non ti sono a pari. Ma qualcosa posso. Starò privo per un anno della mia forza, la radunerò tutta, ma ti voglio servire, perché Tu sei buono ed io sempre mi ricordo che sei il mio Dio, anche se ora ho demeritato di chiamarti tale. Aiutami con la tua preghiera perché io possa…».

«Taci. “Non di solo pane vive l’uomo, ma di ogni parola che viene da Dio”».

Il demonio ha un sussulto di rabbia. Digrigna i denti e stringe i pugni. Ma si contiene e volge il digrigno in sorriso.

«Comprendo. Tu sei sopra le necessità della Terra e hai ribrezzo a servirti di me. L’ho meritato.

46.7 Ma vieni, allora, e vedi cosa è nella Casa di Dio. Vedi come anche i sacerdoti non ricusano di venire a transazioni fra lo spirito e la carne. Perché infine sono uomini e non angeli. Compi un miracolo spirituale. Io ti porto sul pinnacolo del Tempio e Tu trasfigurati in bellezza lassù, e poi chiama le coorti di angeli e di’ che facciano delle loro ali intrecciate pedana al tuo piede e ti calino così nel cortile principale. Che ti vedano e si ricordino che Dio è. Ogni tanto è necessario manifestarsi, perché l’uomo ha una memoria tanto labile, specie in ciò che è spirituale. Sai come gli angeli saranno beati di far riparo al tuo piede e scala a Te che scendi!».

«“Non tentare il Signore Iddio tuo”, è detto».

«Comprendi che anche la tua apparizione non muterebbe le cose, e il Tempio continuerebbe ad esser mercato e corruzione. La tua divina sapienza lo sa che i cuori dei ministri del Tempio sono un nido di vipere, che si sbranano e sbranano pur di predominare. Non sono domati che dalla potenza umana.

46.8 E allora, vieni. Adorami. Io ti darò la Terra. Alessandro, Ciro, Cesare, tutti i più grandi dominatori passati o viventi saranno simili a capi di meschine carovane rispetto a Te, che avrai tutti i regni della Terra sotto il tuo scettro. E, coi regni, tutte le ricchezze, tutte le bellezze della Terra, e donne, e cavalli, e armati e templi. Potrai alzare dovunque il tuo Segno, quando sarai Re dei re e Signore del mondo. Allora sarai ubbidito e venerato dal popolo e dal sacerdozio. Tutte le caste ti onoreranno e ti serviranno, perché sarai il Potente, l’Unico, il Signore.

Adorami un attimo solo! Levami questa sete che ho d’esser adorato! È quella che mi ha perduto. Ma è rimasta in me e mi brucia. Le vampe dell’inferno sono fresca aria del mattino rispetto a questo ardore che mi brucia l’interno. È il mio inferno, questa sete. Un attimo, un attimo solo, o Cristo, Tu che sei buono! Un attimo di gioia all’eterno Tormentato! Fàmmi sentire cosa voglia dire essere dio e mi avrai devoto, ubbidiente come servo per tutta la vita, per tutte le tue imprese. Un attimo! Un solo attimo, e non ti tormenterò più!».

E Satana si butta in ginocchio, supplicando.

46.9 Gesù si è alzato, invece. Divenuto più magro in questi giorni di digiuno, sembra ancora più alto. Il suo volto è terribile di severità e potenza. I suoi occhi sono due zaffiri che bruciano. La sua voce è un tuono, che si ripercuote contro l’incavo del masso e si sparge sulla sassaia e la piana desolata, quando dice: «Va’ via, Satana. È scritto: “Adorerai il Signore Iddio tuo e servirai Lui solo”!».

Satana, con un urlo di strazio dannato e di odio indescrivibile, scatta in piedi, tremendo a vedersi nella sua furente, fumante persona. E poi scompare con un nuovo urlo di maledizione.

Dettaglio

Satana tenta Gesù nel deserto.

Annotazione

Deuteronomio 6, 13.16: Temerai il Signore tuo Dio, lo servirai e giurerai sul suo nome. Non seguirai altri dèi, gli dèi delle nazioni che ti circondano, perché il Signore tuo Dio è un Dio geloso in mezzo a te. L'ira del Signore tuo Dio si accenderà contro di te e ti cancellerà dalla faccia della terra. 16. Non metterai alla prova il Signore tuo Dio, come hai fatto a Massah.

Deuteronomio 8, 3: Vi ha fatto passare attraverso la povertà, vi ha fatto sentire la fame e vi ha dato da mangiare la manna - un cibo che né voi né i vostri padri avevate conosciuto - perché sappiate che l'uomo non vive di solo pane, ma di tutto ciò che esce dalla bocca del Signore.

EMR 49.6

L’Evangelo come mi è stato rivelato

Citazione

Gesù inizia la lezione. Dice:

«Queste cose lo Spirito mi fa leggere per voi. Nel capo settimo del libro di Geremia si legge: “Queste cose dice il Signore degli eserciti, il Dio d’Israele: ‘Emendate i vostri costumi e i vostri affetti e allora abiterò con voi in questo luogo. Non vi cullate nelle parole vane da voi ripetute: c’è qui il Tempio del Signore, il Tempio del Signore, il Tempio del Signore. Perché, se voi migliorerete i vostri costumi e i vostri affetti, se renderete giustizia fra l’uomo e il suo prossimo, se non opprimerete lo straniero, l’orfano e la vedova, se non spargerete in questo luogo il sangue innocente, se non andrete dietro agli dèi stranieri, per vostra sventura, allora Io abiterò con voi in questo luogo, nella terra che Io diedi ai vostri padri per secoli e secoli’”.

Udite, o voi di Israele. Ecco che Io vengo a illuminarvi le parole di luce che la vostra anima offuscata non sa più vedere e capire. Udite. Molto pianto scende sulla Terra del popolo di Dio e piangono i vecchi che ricordano le antiche glorie, piangono gli adulti piegati al giogo, piangono i fanciulli che non hanno avvenire di futura gloria. Ma la gloria della Terra è nulla rispetto ad una gloria che nessun oppressore, che non sia Mammona e la mala volontà, possono strappare.

Perché piangete? Come l’Altissimo, che fu sempre buono per il popolo suo, ora ha girato altrove il suo sguardo e nega ai suoi figli di vederne il Volto? Non è più il Dio che aperse il mare e ne fece passare Israele e per arene lo condusse e nutrì, e contro nemici lo difese e, perché non smarrisse la via del Cielo, come diede ai corpi la nuvola, diede alle anime la Legge? Non è più il Dio che addolcì le acque e fece venire manna agli sfiniti? Non è il Dio che vi volle stabilire in questa terra e con voi strinse alleanza di Padre a figli? E allora perché ora lo straniero vi ha percossi?

Molti fra voi mormorano: “Eppure qui è il Tempio!”. Non basta avere il Tempio e in quello andare a pregare Iddio. Il primo tempio è nel cuore di ogni uomo, e in quello va fatta preghiera santa. Ma santa non può essere se prima il cuore non si emenda e col cuore non si emendano i costumi, gli affetti, le norme di giustizia verso i poveri, verso i servi, verso i parenti, verso Dio.

Ora guardate. Io vedo ricchi dal cuore duro, che fanno ricche offerte al Tempio ma non sanno dire al povero: “Fratello, ecco un pane e un denaro. Accettalo. Da cuore a cuore, e non t’avvilisca l’aiuto come a me non dia superbia il dartelo”. Ecco, Io vedo oranti che si lamentano con Dio che non li ascolta prontamente, ma poi al misero, e talora è loro sangue, che gli dice: “Ascoltami”, rispondono con cuore di selce: “No”. Ecco, Io vedo che voi piangete perché la vostra borsa è spremuta dal dominatore. Ma poi voi spremete sangue a chi odiate, e di far vuoto un corpo di sangue e vita non avete orrore.

O voi di Israele! Il tempo della Redenzione è giunto. Ma preparatene le vie in voi con la buona volontà. Siate onesti, buoni, amatevi gli uni con gli altri. Ricchi, non sprezzate; mercanti, non frodate; poveri, non invidiate. Siete tutti di un sangue e di un Dio. Siete tutti chiamati ad un destino. Non chiudetevi il Cielo, che il Messia vi aprirà, con i vostri peccati. Avete sin qui errato? Ora non più. Ogni errore cada.

Semplice, buona, facile è la Legge che torna ai dieci comandi iniziali ma tuffati in luce d’amore. Venite. Io ve li mostrerò quali sono: amore, amore, amore. Amore di Dio a voi, di voi a Dio. Amore fra prossimo. Sempre amore, perché Dio è Amore e figli del Padre sono coloro che sanno vivere l’amore. Io sono qui per tutti e per dare a tutti la luce di Dio. Ecco la Parola del Padre che si fa cibo in voi. Venite, gustate, cambiate il sangue dello spirito con questo cibo. Ogni veleno cada, ogni concupiscenza muoia. Una gloria nuova vi è porta, quella eterna, e a lei verranno coloro che faranno la Legge di Dio vero studio del loro cuore. Iniziate dall’amore. Non vi è cosa più grande. Ma, quando saprete amare, saprete già tutto, e Dio vi amerà, e amore di Dio vuol dire aiuto contro ogni tentazione.

La benedizione di Dio sia su chi volge a Lui cuore pieno di buona volontà».

Annotazione

Libro di Geremia 7, 3-7

Ger 7, 3-7: Così dice il Signore dell'universo, il Dio d'Israele: Rendi migliori le tue vie e le tue opere; io ti farò abitare in questo luogo. Non confidate in parole false che dicono: "Tempio del Signore! Tempio del Signore! Questo è il tempio del Signore!

Se davvero migliorerete le vostre vie e le vostre azioni, se davvero sosterrete il diritto tra l'uomo e il suo prossimo, se non opprimerete l'immigrato, l'orfano o la vedova, se non spargerete il sangue dell'innocente in questo luogo, se non seguirete altri dèi per la vostra disgrazia, allora io vi farò abitare in questo luogo, nella terra che ho dato ai vostri padri, da sempre e per sempre1.

EMR 49.6

L’Evangelo come mi è stato rivelato

Citazione

Perché piangete? Come l’Altissimo, che fu sempre buono per il popolo suo, ora ha girato altrove il suo sguardo e nega ai suoi figli di vederne il Volto? Non è più il Dio che aperse il mare e ne fece passare Israele e per arene lo condusse e nutrì, e contro nemici lo difese e, perché non smarrisse la via del Cielo, come diede ai corpi la nuvola, diede alle anime la Legge? Non è più il Dio che addolcì le acque e fece venire manna agli sfiniti? Non è il Dio che vi volle stabilire in questa terra e con voi strinse alleanza di Padre a figli? E allora perché ora lo straniero vi ha percossi?

Annotazione

L'apertura del mare si trova in Esodo 14, 21-22: Mosè stese il braccio sul mare. Il Signore fece uscire il mare per tutta la notte con un forte vento di levante; asciugò il mare e le acque si separarono. I figli di Israele entrarono in mezzo al mare sulla terraferma, con le acque che facevano muro alla loro destra e alla loro sinistra.

Il viaggio attraverso le sabbie del deserto e il nutrimento della manna si trovano in Esodo 16. Lacolonna dinubi si trova in Esodo 16.

La colonna di nuvola si trova in Esodo 13, 21-22: Il Signore stesso camminava alla loro testa: di giorno in una colonna di nuvola per aprire loro la strada, di notte in una colonna di fuoco per dare loro luce, affinché potessero camminare giorno e notte. Di giorno, la colonna di nuvola non si allontanava mai dalla testa del popolo, e nemmeno la colonna di fuoco di notte.

Infine, le acque amare si addolciscono in Esodo 15,22-25: Mosè condusse i figli d'Israele fuori dal Mare dei Giunchi e uscirono nel deserto di Shur. Camminarono per tre giorni nel deserto senza trovare acqua. Giunsero a Marah, ma non poterono bere l'acqua di Marah perché era amara; da qui il nome "Marah". Il popolo si lamentò con Mosè dicendo: "Che cosa dobbiamo bere? Allora Mosè gridò al Signore e il Signore gli mostrò un pezzo di legno. Mosè lo gettò nell'acqua e l'acqua divenne dolce. Fu lì che il Signore diede loro uno status e un diritto, dove li mise alla prova.

EMR 49.7

L’Evangelo come mi è stato rivelato

Citazione

Sai un poco la Scrittura? Sì? Ebbene, pensa al profeta Michea. Dio da te vuole quello che dice Michea. Non ti chiede di strapparti il cuore, né di sacrificare gli affetti più santi. Per ora non te lo chiede. Un giorno tu, senza richiesta da Dio, darai a Dio anche te stesso. Ma Egli attende che un sole e una rugiada, di te, filo di erba, abbiano fatto palma robusta e gloriosa. Per ora Egli ti chiede questo: praticare giustizia, amare la misericordia, mettere ogni cura nel seguire il tuo Dio. Sforzati a fare questo (...) e tu diverrai l’uomo nuovo, l’amico di Dio e del suo Cristo.

Dettaglio

Contesto: Gesù parla a Pietro, che non sa come seguire le sue parole e i suoi insegnamenti.

Annotazione

Libro di Michea 6, 8

Mi 6, 8: "Uomo, sei stato fatto per conoscere ciò che è buono, ciò che il Signore richiede da te: nient'altro che rispettare ciò che è giusto, amare ciò che è fedele e applicarti a camminare con il tuo Dio".