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Note del tema

L'uomo prima della colpa

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EMR 181.7

L’Evangelo come mi è stato rivelato

Citazione

«Ma se Tu ammetti che sempre è Satana, e gli adepti di lui… mi sembra che la responsabilità del discepolo scemi», dice Matteo.

«Non te lo pensare. Se il Male esiste, esiste anche il Bene, ed esiste nell’uomo il discernimento e con esso la libertà».

«Tu dici che Dio non permette oltre di quanto è utile al trionfo della sua volontà d’amore. Dunque anche questo errore è utile, se Egli lo permette, e serve ad un trionfo di volontà divina», dice l’Iscariota.

«E tu arguisci, come Matteo, che ciò giustifica il delitto del discepolo. Dio aveva creato il leone senza ferocia e il serpente senza veleno. Ora l’uno è feroce e l’altro è velenoso. Ma Dio li ha separati dall’uomo per ciò. Medita su questo e applica.»

Dettaglio

Gesù ha appena parlato del discepolo che diventa nemico del Maestro seguendo Satana e i demoni.

Annotazione

"Dio non permette che ci opponiamo al trionfo della sua volontà amorosa più di quanto sia utile". Su un foglio inserito nella copia dattiloscritta, Maria Valtorta scrive:

"Dio ha dato all'uomo l'intelletto per capire, la ragione per guidarsi come creatura ragionevole, la coscienza per consigliare, la legge per sapersi regolare, la libertà di meritare ciò che vuole: Dio e la gloria, o l'inferno e la dannazione.

Inoltre, gli ha dato la grazia o la predestinazione alla grazia perché sia uno stimolo o un mezzo, per elevare le cose sotto elencate a un livello capace di dargli un gusto santo per il soprannaturale e per Dio.

Ora, nell'uomo intelligente, ragionevole, cosciente, libero e soprattutto istruito nella Fede, conoscendo il suo ultimo fine e la Legge divina, ci devono essere solo le azioni che la Legge prescrive e la conoscenza del fine ci incita a praticare, anche se la ragione e la coscienza le indicano come buone a tutti, anche a coloro che non conoscono la religione rivelata, in vista dellal'eterna ricompensa che l'intelletto umano, tanto più se illuminato dalla Grazia, è infinitamente superiore a tutte le concezioni che un credente può immaginare.

Ma talvolta accade che l'uomo, agendo contro la ragione, trasformi la sua libertà in un giogo della più crudele delle schiavitù: quella del diavolo e del peccato, preferendo il Male al Bene.

Anche se Dio permette all'uomo di fare ciò che sceglie di sua spontanea volontà, per giudicarlo e confermarlo nella grazia o per giudicare che merita un castigo, nulla diminuisce la colpa dell'uomo. Infatti, se è vero che l'uomo, su suggerimento di Dio o su istigazione di Satana, può fare il bene o il male, non è meno vero che l'uomo deve seguire solo Dio e i suoi inviti d'amore, perché è da lui che ha ricevuto tutti quei doni naturali, morali e soprannaturali capaci di renderlo figlio di Dio, erede del Regno".

EMR 194.4 · Volume 3

L’Evangelo come mi è stato rivelato

Citazione

«Oh! bene! Ora andiamo avanti. Verso la Città santa. Dobbiamo arrivarci verso sera di domani. Perché tanta fretta? Me lo sai dire? Non sarebbe lo stesso arrivare dopo domani?».

«No. Non sarebbe lo stesso. Perché domani è Parasceve e dopo il tramonto non si cammina che per sei stadi. Oltre non si può perché è incominciato il sabato e il suo riposo».

«Si ozia dunque in sabato».

«No. Si prega il Signore altissimo».

«Come si chiama?».

«Adonai. Ma i santi possono dire il suo Nome».

«Anche i bambini buoni. Dillo se lo sai».

«Jaavé» (questo piccolo dice così: un G molto dolce che diviene quasi un J, e l’a molto lunga[1]).

«E perché si prega il Signore altissimo al sabato?».

«Perché Egli lo ha detto a Mosè, dandogli le tavole della Legge».

«Ah, sì? E che ha detto?».

«Ha detto di santificare il sabato. “Lavorerai per sei giorni, ma il settimo riposerai e farai riposare, perché così ho fatto Io pure dopo la creazione”».

«Come? Il Signore si è riposato? Si era stancato a creare? E ha proprio creato Lui? Come lo sai? Io so che Dio non si stanca mai».

«Non si era stancato perché Dio non cammina e non muove le braccia. Ma lo ha fatto per insegnare ad Adamo, e a noi, e per avere un giorno in cui noi si pensi a Lui. E ha creato Lui, tutto, sicuro. Lo dice il Libro del Signore».

«Ma il Libro è stato scritto da Lui?».

«No. Ma è la Verità. E va creduto per non andare da Lucifero».

«Mi hai detto che Dio non cammina e non muove le braccia.

Come allora ha creato? Come è? Una statua?».

«Non è un idolo, è Dio. E Dio è… Dio è… lasciami pensare e ricordare come diceva la mamma mia, e meglio ancora di lei quell’uomo che va in tuo nome a trovare i poveri di Esdrelon… La mamma diceva, per farmi capire Dio: “Dio è come il mio amore per te. Non ha corpo, ma pure c’è”. E quell’uomo piccolo, con un sorriso così dolce, diceva: “Dio è uno Spirito eterno, uno e trino, e la seconda Persona ha preso carne per amore di noi, poveri, ed ha nome…”. Oh! mio Signore! Ma ora che ci penso… sei Tu!». Il bambino sbalordito si getta a terra adorando.

Accorrono tutti credendo che sia caduto, ma Gesù fa un cenno di silenzio col dito sulle labbra, poi dice: «Alzati, Jabé. I bambini non devono avere paura di Me!».

Il bambino alza la testa venerabondo e guarda Gesù con mutata espressione, quasi di paura.

Ma Gesù sorride e gli tende la mano dicendo: «Sei un sapiente, piccolo israelita.

Annotazione

Dopo il tramonto si possono percorrere solo sei stadi. 6 x 185 m = 1,110 km.

Il bambino la pronuncia così: una J molto morbida che diventa quasi una Y, e una a molto lunga. Mentre la é è dura, tagliata - aggiunge MV su una copia dattiloscritta - a differenza dei galileiani che pronunciano la prima consonante come una sgi [questa è, pare, la forma toscana corrispondente alla fonetica (ʃ) = ch] molto trascinata e l'ultima vocale molto aperta, come se fossero due 'e' con accento grave, come in 'père' in francese. Si veda la pronuncia del Nome divino.

E Dio è... Dio è... fammi pensare e ricordare quello che ha detto la mamma e, ancora meglio di lei, quest'uomo che va in tuo nome a cercare i poveri di Esdrelon... Giona.

EMR 194.5 · Volume 3

L’Evangelo come mi è stato rivelato

Citazione

«Non mi hai più detto chi parla di Me nel Libro».

«I Profeti, Signore. E prima ancora ne parla il Libro fin da quando è cacciato Adamo e poi a Giacobbe e ad Abramo e a Mosè… Oh!… Mi diceva mio padre che era andato da Giovanni – non questo, l’altro Giovanni, quello del Giordano – che egli, il gran Profeta, ti chiamava l’Agnello… Ecco, ora capisco l’agnello di Mosè… La Pasqua sei Tu!».

EMR 196.5 · Volume 3

L’Evangelo come mi è stato rivelato

Citazione

L’amore dell’uomo, e specie della donna, alla prole, ha indicazione di comando nelle parole di Dio ad Adamo ed Eva dopo averli benedetti, vedendo di aver fatto “cosa buona”, in un lontano sesto giorno, il primo sesto giorno del creato. Disse loro: “Crescete e moltiplicatevi e riempite la Terra…”.

Vedo la tua inespressa obbiezione e ti rispondo subito così: posto che nel creato avanti la colpa tutto era regolato e basato sull’amore, questo moltiplicarsi dei figli sarebbe stato amore, santo, puro, potente, perfetto. E Dio lo ha dato per primo comando all’uomo: “Crescete, moltiplicatevi”. “Amate perciò, dopo di Me, i vostri figli”. L’amore quale ora è, il generatore attuale dei figli, allora non era. La malizia non era e con essa non era l’esecrata fame del senso. L’uomo amava la donna e la donna l’uomo, naturalmente, non naturalmente secondo natura quale noi l’intendiamo o, meglio, come voi uomini l’intendete, ma secondo natura di figli di Dio: soprannaturalmente.

Dolci, primi giorni d’amore fra i due che erano fratelli, perché nati da un Padre unico, e che pure erano sposi, e che nell’amarsi si guardavano con gli innocenti occhi di due gemelli nella cuna; e l’uomo provava l’amor di padre per la compagna “osso delle sue ossa e carne della sua carne”, così come è il figlio per un padre; e la donna conosceva la gioia d’esser figlia, ossia protetta da un amore ben alto, perché sentiva di avere in sé qualcosa di quello splendido uomo che l’amava, con innocenza e angelico ardore, nei bei prati dell’Eden!

Dopo, nell’ordine dei comandi dati da Dio, con un sorriso, ai suoi pargoli diletti, viene quello che lo stesso Adamo, dotato per la Grazia di una intelligenza seconda solo a quella di Dio, decreta, parlando della compagna e di tutte le donne in lei, il decreto del pensiero di Dio, che si rifletteva netto sul terso specchio dello spirito di Adamo e fioriva in pensiero e in parola: “L’uomo lascerà suo padre e sua madre e si unirà alla sua moglie e i due saranno una carne sola”.

Se non ci fossero stati i tre piloni dei tre amori sopraddetti, avrebbe potuto esserci l’amore di prossimo? No. Non avrebbe potuto esserci. L’amore di Dio fa Dio amico e insegna l’amore. Chi non ama Dio, che è buono, non può certo amare il prossimo, che in maggioranza è difettoso. Se non ci fossero stati amor coniugale e paternità nel mondo, non avrebbe potuto esserci prossimo, perché il prossimo è fatto dei figli nati dagli uomini.

Dettaglio

Gesù ha appena parlato dell'amore di Dio, dell'amore coniugale, dell'amore paterno e materno. Si sofferma in particolare sull'amore che abbiamo per i nostri figli e prosegue parlando di Adamo ed Eva.

Annotazione

"Crescete e moltiplicatevi e riempite la terra... "Secondo Genesi 1:28.

L'uomo amò la donna e la donna amò l'uomo, naturalmente, non naturalmente secondo la natura come la intendiamo noi, o meglio come la intendete voi uomini, ma secondo la natura dei figli di Dio: soprannaturalmente". "Soprannaturalmente": Maria Valtorta annota su una copia dattiloscritta: senza che il disordine della malizia si unisca o addirittura "si sostituisca" alle leggi ordinate di Dio, insite nella moltiplicazione e nel popolamento della terra. Aggiunge a margine: Finché l'uomo rimase in questo ordine, non nacque in lui il veleno della triplice concupiscenza che lo rese delirante, poi ribelle, infine decaduto.

L'uomo sentiva l'amore di un padre per il suo compagno "osso delle sue ossa e carne della sua carne", come un figlio per un padre. Secondo Genesi 2, 23.

"L'uomo lascerà suo padre e sua madre e si unirà a sua moglie e i due diventeranno una sola carne". "Secondo Genesi 2, 24.

Libro della Genesi 1, 28

Gn 1, 28: Dio li benedisse e disse loro: "Siate fecondi e moltiplicatevi, riempite la terra e soggiogatela, e abbiate dominio sui pesci del mare e sugli uccelli del cielo e su ogni essere vivente che si muove sulla terra".

Libro della Genesi 2, 23-24

Gn 2, 23-24 : E l'uomo disse: "Questa è osso delle mie ossa e carne della mia carne! Questa sarà chiamata donna, perché è stata tratta dall'uomo. Perciò l'uomo lascerà suo padre e sua madre e si unirà a sua moglie e i due diventeranno una sola carne.

EMR 196.5 · Volume 3

L’Evangelo come mi è stato rivelato

Citazione

Posto che nel creato avanti la colpa tutto era regolato e basato sull’amore, questo moltiplicarsi dei figli sarebbe stato amore, santo, puro, potente, perfetto. E Dio lo ha dato per primo comando all’uomo: “Crescete, moltiplicatevi”. “Amate perciò, dopo di Me, i vostri figli”. L’amore quale ora è, il generatore attuale dei figli, allora non era. La malizia non era e con essa non era l’esecrata fame del senso. L’uomo amava la donna e la donna l’uomo, naturalmente, non naturalmente secondo natura quale noi l’intendiamo o, meglio, come voi uomini l’intendete, ma secondo natura di figli di Dio: soprannaturalmente[4].

Annotazione

"Soprannaturalmente": Maria Valtorta annota su una copia dattiloscritta: senza che il disordine della malizia si unisca o addirittura si "sostituisca" alle leggi ordinate di Dio, insite nella moltiplicazione e nel popolamento della terra. Aggiunge a margine: Finché l'uomo rimase in questo ordine, non nacque in lui il veleno della triplice concupiscenza che lo rese delirante, poi ribelle, infine decaduto.

EMR 203.6 · Volume 3

L’Evangelo come mi è stato rivelato

Citazione

“Padre nostro”.

Io lo chiamo: “Padre”. Padre è del Verbo, Padre è dell’Incarnato. Così voglio lo chiamiate voi, perché voi siete uni con Me se voi in Me permanete. Un tempo era che l’uomo doveva gettarsi volto a terra per sospirare, fra i tremori dello spavento: “Dio!”. Chi non crede in Me e nella mia parola ancora è in questo tremore paralizzante… Osservate nel Tempio. Non Dio, ma anche il ricordo di Dio è celato dietro triplice velo agli occhi dei fedeli. Separazioni di distanze, separazioni di velami, tutto è stato preso e applicato per dire a chi prega: “Tu sei fango. Egli è Luce. Tu sei abbietto. Egli è Santo. Tu sei schiavo. Egli è Re”. Ma ora!… Alzatevi! Accostatevi! Io sono il Sacerdote eterno. Io posso prendervi per mano e dire: “Venite”. Io posso afferrare le tende del velario e aprirle, spalancando l’inaccessibile luogo chiuso fino ad ora. Chiuso? Perché? Chiuso per la Colpa, sì. Ma ancor più serrato dall’avvilito pensiero degli uomini. Perché chiuso, se Dio è Amore, se Dio è Padre? Io posso, Io devo, Io voglio portarvi non nella polvere, ma nell’azzurro; non lontani, ma vicini; non in veste di schiavi, ma di figli sul cuore di Dio.

“Padre! Padre!”, dite. E non stancatevi di dire questa parola. Non sapete che ogni volta che la dite il Cielo sfavilla per la gioia di Dio? Non diceste che questa, e con vero amore, fareste già orazione gradita al Signore. “Padre! Padre mio!”, dicono i piccoli al padre loro. È la parola che dicono per prima: “Madre, padre”. Voi siete i pargoli di Dio. Io vi ho generati dal vecchio uomo che eravate e che Io ho distrutto col mio amore per far nascere l’uomo nuovo, il cristiano. Chiamate dunque con la parola che per prima conoscono i pargoli, il Padre Ss. che è nei Cieli.

EMR 207.11 · Volume 3

L’Evangelo come mi è stato rivelato

Citazione

In verità Io sono una carne e in verità Maria è la Madre del Verbo incarnato. Se l’ora della nascita non fu che un’estasi, è perché Ella è la nuova Eva senza peso di colpa e senza eredità di castigo. Ma non ci fu avvilimento in Me a riposare in Lei.

Dettaglio

Gesù disse:

EMR 210.3 · Volume 3

L’Evangelo come mi è stato rivelato

Citazione

«Facciamo contente anche le discepole andando a vedere la tomba di Abramo, il suo albero e poi la tomba di Jesse e… che altro avete detto?».

«Si dice che qui è il posto dove abitò Adamo e fu ucciso Abele…».

«Le solite leggende senza senso!…», brontola Giuda.

«Fra un secolo si dirà che è leggenda la grotta di Betlemme e tante altre cose!»

Annotazione

Accontentiamo le discepole andando a vedere la tomba di Abramo, il suo albero: la tomba dei patriarchi: la quercia di Mambré, vicino a Hebron (Genesi 13:18). Nelle vicinanze, Abramo acquistò la grotta di Machpelah, dove seppellì sua moglie Sara (Genesi 23:19). Egli stesso vi fu sepolto (Genesi 25:8-9). Si vedano i testi biblici qui sotto.

La tomba di Jesse: a Hebron si onorano le tombe di Jesse, padre di Davide, e di sua nonna Ruth la Moabita, moglie di Boaz.

Si dice che questo sia il luogo dove visse Adamo e dove fu ucciso Abele ... Si tratta di tradizioni ebraiche (a volte abbellite) a cui fanno eco i Padri della Chiesa (San Girolamo, Origene, Sant'Amboise, ecc.).

Libro della Genesi 13, 18

Gn 13, 18: Abram piantò le sue tende e venne ad abitare presso le querce di Mambré, che si trovano a Hebron; e lì costruì un altare a Yahweh.

Libro della Genesi 23, 19

Gen 23, 19 : Dopo ciò, Abramo seppellì Sara, sua moglie, nella grotta di Machpelah, di fronte a Mambré, che è Hebron, nel paese di Chanaan.

Libro della Genesi 25, 8-9

Gn 25, 8-9 : Abramo morì in una felice vecchiaia, anziano e sazio di giorni, e si riunì al suo popolo. 9 Isacco e Ismaele, suoi figli, lo seppellirono nella grotta di Machpela, nel campo di Efron, figlio di Seor l'Ittita, che è di fronte a Mambre.

EMR 212.2 · Volume 3

L’Evangelo come mi è stato rivelato

Citazione

Non ci si consuma di febbre da mali della carne. Tu sei la febbre di noi, Amore! E di questo si arde, si muore, ci si consuma, di questo e per questo si lacerano le fibre del cuore che non può resistere a tanto. Ma ho detto male, perché l’amore è delirio, l’amore è cascata che frange le dighe e scende atterrando tutto quanto non è lui, l’amore è affollarsi di sensazioni nella mente tutte vere, tutte presenti, ma non può la mano trascriverle tanto è veloce la mente nel tradurre in pensiero il sentimento che prova il cuore. Non è vero che si muore. Si vive. Di una vita decuplicata. Di una vita duplice, vivendo da uomini e da beati: la vita della Terra, quella del Cielo. Si raggiunge e si supera, oh! ne sono certa, la vita senza tare, senza menomazioni né limitazioni, che Tu, Padre, Figlio e Spirito Santo, Tu, Dio Creatore, uno e trino, avevi dato ad Adamo, preludio della Vita dopo la assunzione a Te, da godersi in Cielo dopo un placido passaggio dal Paradiso terrestre a quello celeste, e un valico fatto sulle amorose braccia degli angeli, così come fu il dolce sonno e il dolce assurgere di Maria al Cielo, per venire a Te, a Te, a Te! Si vive la vera Vita.

EMR 470

L’Evangelo come mi è stato rivelato

Traduzione in corso

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