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Note del tema

Pensiero critico e moralismo

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EMR 7.7-9

L’Evangelo come mi è stato rivelato

Citazione

7.7 Dice Gesù:

«Sento già i commenti dei dottori del cavillo: “Come può una bambina di non ancora tre anni parlare così? È una esagerazione”. E non riflettono che loro mi fanno mostruoso alterando la mia infanzia ad atti da adulto.

L’intelligenza non viene a tutti nello stesso modo e tempo. La Chiesa ha fissato la responsabilità delle azioni a sei anni, perché quella è l’età in cui anche un tardivo può distinguere, almeno rudimentalmente, il bene e il male. Ma vi sono bambini che molto prima sono capaci di discernere e intendere e volere con ragione già sufficientemente sviluppata. La piccola Imelde Lambertini, Rosa da Viterbo, Nellie Organ, Nennolina, vi diano base, o dottori difficili, per credere che mia Madre potesse pensare e parlare così. Non ho preso che quattro nomi a caso nelle migliaia di santi bambini che popolano il mio Paradiso dopo aver ragionato da adulti sulla Terra per più o meno anni.

7.8 Cosa è la ragione? Un dono di Dio. Dio la può dunque dare nella misura che vuole, a chi vuole e quando vuole darla. La ragione è, anzi, una delle cose che più vi fanno somiglianti a Dio, Spirito intelligente e ragionante. La ragione e l’intelligenza furono grazie date da Dio all’Uomo nel Paradiso terrestre. E come erano vive quando la Grazia era viva, ancora intatta e operante nello spirito dei due Primi!

Nel libro di Gesù Bar Sirac è detto: “Ogni sapienza viene dal Signore Iddio ed è stata sempre con Lui anche avanti i secoli”. Quale sapienza avrebbero perciò avuto gli uomini se fossero rimasti figli a Dio?

Le vostre lacune nell’intelligenza sono il frutto naturale del vostro decadimento nella Grazia e nell’onestà. Perdendo la Grazia vi siete allontanata, per secoli, la Sapienza. Come meteora che si nasconde dietro a nebulosità di chilometri, la Sapienza non vi è più giunta coi suoi netti bagliori, ma attraverso foschie che le prevaricazioni vostre rendevano sempre più gravi.

Poi è venuto il Cristo e vi ha reso la Grazia, dono supremo dell’amore di Dio. Ma voi la sapete custodire, questa gemma, netta e pura? No. Quando non la frantumate con individuale volontà di peccato, la sporcate con le continue colpe minori, le debolezze, le simpatie al vizio, anche le simpatie, che, se non sono veri coniugi col vizio settiforme, sono indebolimento della luce della Grazia e della sua attività. Avete poi, a indebolire la magnifica luce dell’intelligenza che Dio aveva dato ai Primi, secoli e secoli di corruzioni, che si ripercuotono deleterie sul fisico e sulla mente.

7.9 Ma Maria era non solo la Pura, la nuova Eva ricreata per gioia di Dio: era la super Eva, era il Capolavoro dell’Altissimo, era la Piena di Grazia, era la Madre del Verbo nella mente di Dio.

“Fonte della Sapienza” dice Gesù Bar Sirac “è il Verbo”. Il Figlio non avrà, dunque, messo sul labbro della Madre la sua sapienza?

Se a un profeta, che doveva dire le parole che il Verbo, la Sapienza, gli affidava per dirle agli uomini, fu mondata la bocca coi carboni ardenti, non avrà l’Amore, alla sua Sposa infante che doveva portare la Parola, nettata ed esaltata la favella, perché non più parlasse da bambina e poi da donna, ma solo e sempre da creatura celeste, fusa alla gran luce e sapienza di Dio?

Il miracolo non è nell’intelligenza superiore mostrata in puerile età da Maria, come poi da Me. Il miracolo è nel contenere la Intelligenza infinita, che vi abitava, negli argini atti a non trasecolare le folle e a non svegliare l’attenzione satanica.

Ancora parlerò su questo, che rientra nel “ricordarsi” che i santi hanno di Dio».

Dettaglio

Dettato dopo che Maria ha visto un episodio dell'infanzia di Maria, in cui quest'ultima mostra una vivace intelligenza e ricorda testi biblici che racconta come se fosse stata presente. Anna esclama: "Come fai a sapere queste cose sante? Chi te le ha insegnate? Tuo padre?" "No, non so chi. Mi sembra di averle sempre sapute. Ma forse è qualcuno che me le dice ma che io non vedo. Forse è uno degli angeli che Dio manda a parlare alle persone buone". E Gesù commenta questo episodio.

EMR 7.7-8

L’Evangelo come mi è stato rivelato

Citazione

L’intelligenza non viene a tutti nello stesso modo e tempo. La Chiesa ha fissato la responsabilità delle azioni a sei anni, perché quella è l’età in cui anche un tardivo può distinguere, almeno rudimentalmente, il bene e il male. Ma vi sono bambini che molto prima sono capaci di discernere e intendere e volere con ragione già sufficientemente sviluppata. La piccola Imelde Lambertini, Rosa da Viterbo, Nellie Organ, Nennolina, vi diano base (...) per credere che mia Madre potesse pensare e parlare così. Non ho preso che quattro nomi a caso nelle migliaia di santi bambini che popolano il mio Paradiso dopo aver ragionato da adulti sulla Terra per più o meno anni.

7.8 Cosa è la ragione? Un dono di Dio. Dio la può dunque dare nella misura che vuole, a chi vuole e quando vuole darla. La ragione è, anzi, una delle cose che più vi fanno somiglianti a Dio, Spirito intelligente e ragionante. La ragione e l’intelligenza furono grazie date da Dio all’Uomo nel Paradiso terrestre. E come erano vive quando la Grazia era viva, ancora intatta e operante nello spirito dei due Primi!

Nel libro di Gesù Bar Sirac è detto[5]: “Ogni sapienza viene dal Signore Iddio ed è stata sempre con Lui anche avanti i secoli”. Quale sapienza avrebbero perciò avuto gli uomini se fossero rimasti figli a Dio?

Le vostre lacune nell’intelligenza sono il frutto naturale del vostro decadimento nella Grazia e nell’onestà. Perdendo la Grazia vi siete allontanata, per secoli, la Sapienza. Come meteora che si nasconde dietro a nebulosità di chilometri, la Sapienza non vi è più giunta coi suoi netti bagliori, ma attraverso foschie che le prevaricazioni vostre rendevano sempre più gravi.

EMR 7.7

L’Evangelo come mi è stato rivelato

Citazione

L’intelligenza non viene a tutti nello stesso modo e tempo. La Chiesa ha fissato la responsabilità delle azioni a sei anni, perché quella è l’età in cui anche un tardivo può distinguere, almeno rudimentalmente, il bene e il male. Ma vi sono bambini che molto prima sono capaci di discernere e intendere e volere con ragione già sufficientemente sviluppata.

Parole chiave

EMR 7.8

L’Evangelo come mi è stato rivelato

Citazione

7.8 Cosa è la ragione? Un dono di Dio. Dio la può dunque dare nella misura che vuole, a chi vuole e quando vuole darla. La ragione è, anzi, una delle cose che più vi fanno somiglianti a Dio, Spirito intelligente e ragionante. La ragione e l’intelligenza furono grazie date da Dio all’Uomo nel Paradiso terrestre. E come erano vive quando la Grazia era viva, ancora intatta e operante nello spirito dei due Primi!

Nel libro di Gesù Bar Sirac è detto: “Ogni sapienza viene dal Signore Iddio ed è stata sempre con Lui anche avanti i secoli”. Quale sapienza avrebbero perciò avuto gli uomini se fossero rimasti figli a Dio?

Annotazione

Libro di Ben Sira il Saggio

Si 1, 1 : Ogni saggezza viene dal Signore e rimane con lui per sempre.

EMR 10.9

L’Evangelo come mi è stato rivelato

Citazione

Quale tesoro di intelligenza non ha dato Dio all’uomo, ad Adamo! La colpa l’ha menomato, ma il mio Sacrificio lo reintegra e vi apre i fulgori della Intelligenza, i suoi fiumi, la sua scienza. Oh! sublimità della mente umana, unita per la Grazia a Dio, compartecipe della capacità di Dio di conoscere!… Della mente umana unita per la Grazia a Dio.

EMR 17.20-21

L’Evangelo come mi è stato rivelato

Citazione

17.20 Non siate come i fanciulli stolti che Io indico nel Vangelo, i quali hanno udito cantare e si sono turati gli orecchi, hanno udito suonare e non hanno ballato, hanno udito piangere e hanno voluto ridere. Non siate gretti e non siate negatori. Accettate, accettate senza malizia e cocciutaggine, senza ironia e incredulità, la Luce. E basta su ciò.

17.21 Per farvi capire di quanto dovete esser grati a Colui che è morto per rialzarvi al Cielo e per vincere la concupiscenza di Satana, ho voluto parlarvi, in questo tempo di preparazione alla Pasqua, di questo che è stato il primo anello della catena con cui il Verbo del Padre fu tratto alla morte, l’Agnello divino al macello. Ve ne ho voluto parlare perché ora il novanta per cento fra voi è simile ad Eva intossicata dal fiato e dalla parola di Lucifero, e non vivete per amarvi ma per saziarvi di senso, non vivete per il Cielo ma per il fango, non siete più creature dotate d’anima e ragione ma cani senz’anima e senza ragione. L’anima l’avete uccisa e la ragione depravata. In verità vi dico che i bruti vi superano nella onestà dei loro amori».

EMR 33.4

L’Evangelo come mi è stato rivelato

Citazione

33.4 Non è una visione grandiosa e forse sarà giudicata inutile nella massa delle altre, perché non rivela nulla di speciale. Lo so. Ma per me è una vera grazia e tale la reputo, perché mi fa lo spirito placido, puro, amoroso come fosse ricreato dalle mani della Mamma. Penso che anche a lei piacerà in tal senso. Siamo “bambini” noi. Meglio così! Piacciamo a Gesù. Gli altri, dotti e complicati, pensino ciò che vogliono e ci dicano pure “puerili”. Noi non ce ne occupiamo, vero?

Dettaglio

Maria descrive una visione in cui vede una ninna nanna della Vergine.

Ho inserito questa nota in "Effetti della lettura dell'opera", per sottolineare l'impatto che le visioni hanno avuto su Maria.

EMR 35.7-8

L’Evangelo come mi è stato rivelato

Citazione

35.7 Dice Gesù:

«E anche questa serie di visioni cessano così. Con buona pace dei dottori difficili siamo andati mostrandoti le scene che hanno preceduto, accompagnato e seguito il mio Avvento, non per esse stesse, che sono molto note per quanto svisate da elementi sovrapposti nei secoli, sempre per quel modo di vedere umano che, per dare maggior lode a Dio — e perciò è perdonato — rende irreale ciò che è tanto bello lasciare reale. Perché la mia Umanità e quella di Maria non ne escono sminuite, come non viene offesa la mia Divinità e la Maestà del Padre e l’Amore della Trinità Ss. da questo vedere le cose nella loro realtà, ma anzi ne splendono i meriti della Madre mia e la mia umiltà perfetta, come ne folgora la bontà onnipotente dell’eterno Signore. Ma ti abbiamo mostrato queste scene per potere applicare a te e ad altri il senso soprannaturale che ne esce e darvelo a norma di vita.

Il Decalogo è la Legge; e il mio Vangelo è la dottrina che vi rende più chiara questa Legge e più cara a seguirsi. Basterebbero questa Legge e questa Dottrina a fare, degli uomini, dei santi.

Ma siete così intralciati dalla vostra umanità — che, in verità, soverchia di troppo in voi lo spirito — che non potete seguire queste vie e cadete; o vi fermate scoraggiati. Dite a voi e a chi vi vorrebbe portare avanti citandovi gli esempi del Vangelo: “Ma Gesù, ma Maria, ma Giuseppe (e giù, giù per tutti i santi) non erano come noi. Erano forti, sono stati subito consolati nel dolore, anche di quel poco dolore che hanno avuto, non sentivano le passioni. Erano già esseri fuori della Terra”.

Quel poco dolore! Non sentivano le passioni!

35.8 Il dolore ci è stato l’amico fedele ed ebbe tutti i più vari aspetti e nomi.

Le passioni… Non usate un vocabolo malamente, chiamando “passioni” i vizi che vi traviano. Chiamateli sinceramente “vizi”, e capitali per giunta. Quelli non è che li ignorassimo. Avevamo occhi e orecchi per vedere e udire, e Satana ci faceva danzare davanti e intorno questi vizi, mostrandoceli col loro lordume in opera, o tentandoci con le sue insinuazioni. Ma, la volontà essendo tesa a voler essere graditi a Dio, questo laidume e queste insinuazioni, in luogo di ottenere lo scopo prefissosi da Satana, otteneva il contrario. E tanto più esso lavorava e tanto più noi ci rifugiavamo nella luce di Dio, per schifo della tenebra fangosa che esso ci mostrava agli occhi del corpo o dello spirito.

Ma le passioni, nel senso filosofico, non le ignorammo in noi. Abbiamo amato la patria, e nella patria la nostra piccola Nazareth più di ogni altra città di Palestina. Abbiamo sentito gli affetti per la nostra casa, i parenti, gli amici. Perché non avremmo dovuto sentirli? Non ce ne siamo fatti schiavi perché niente deve esserci padrone fuorché Dio. Ma dei buoni compagni ce ne siamo fatti.