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Note del tema

Vita cristiana

Pagina 44 di 267

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EMR 50.7

L’Evangelo come mi è stato rivelato

Citazione

Amate. L’amore vi sia scala per cui, angeli divenuti, salirete, come vide Giacobbe, sino al Cielo, udendo il Padre dire, a tutti e a ognuno: “Io sarò tuo protettore dovunque andrai e ti ricondurrò a questo paese: al Cielo, al Regno eterno.

Annotazione

Libro della Genesi

Genesi 28, 10-15: Giacobbe parte da Bersabea verso Haran. Durante il viaggio, si ferma a passare la notte e sogna una scala posta sulla terra, la cui cima tocca il cielo, con angeli di Dio che salgono e scendono dalla scala. Il Signore si schierò al fianco di Giacobbe e gli fece delle promesse, tra cui quella che gli sarebbe stata data la terra su cui riposava e che sarebbe stato protetto ovunque fosse andato.

EMR 50.7

L’Evangelo come mi è stato rivelato

Citazione

Oh! come vi amerà l’Altissimo che tanto ama l’uomo, divenuto a Lui nemico per la colpa d’origine e per i peccati individuali, da mandare ad esso il Redentore, l’Agnello che è il Figlio suo, Io che vi parlo, il Messia promesso per redimervi da ogni colpa, se voi saprete amare come Lui.

EMR 50.7

L’Evangelo come mi è stato rivelato

Citazione

“Spingete alla perfezione la vostra ubbidienza ai due precetti d’amore: amate anche i vostri nemici”.

Oh! come vi amerà l’Altissimo che tanto ama l’uomo, divenuto a Lui nemico per la colpa d’origine e per i peccati individuali, da mandare ad esso il Redentore, l’Agnello che è il Figlio suo, Io che vi parlo, il Messia promesso per redimervi da ogni colpa, se voi saprete amare come Lui.

Amate. L’amore vi sia scala per cui, angeli divenuti, salirete, come vide Giacobbe, sino al Cielo, udendo il Padre dire, a tutti e a ognuno: “Io sarò tuo protettore dovunque andrai e ti ricondurrò a questo paese: “Io sarò tuo protettore dovunque andrai e ti ricondurrò a questo paese: al Cielo, al Regno eterno”.

Parole chiave

EMR 50.8

L’Evangelo come mi è stato rivelato

Citazione

«Parti domani, Maestro?».

«Domani all’alba, se non ti rincresce».

«Rincrescere che Tu vada, sì. Ma rincrescermi l’ora, no. È anzi propizia».

«Pescherai?».

«Questa notte a prima luna».

«Hai fatto bene, Simon Pietro, a non pescare la notte scorsa. Ancor non era finito il sabato. Nehemia, nelle sue riforme, volle[2] che in Giuda fosse rispettato il sabato. Anche ora troppa gente di sabato pigia agli strettoi, porta fasci, carica vino e frutta, e vende e compra pesci e agnelli. Avete sei giorni per questo. Il sabato è del Signore. Solo una cosa potete fare di sabato: bontà al prossimo vostro. Ma il lucro deve essere assolutamente escluso da questo aiuto. Chi viola per lucro il sabato non può aver che castigo da Dio. Fa utile? Lo sconterà con perdite negli altri sei giorni. Non fa utile? Ha faticato invano il corpo, non concedendogli quel riposo che l’Intelligenza ha stabilito per esso, alterandosi con ira lo spirito per aver inutilmente faticato, giungendo a imprecare. Mentre il giorno di Dio va passato col cuore unito a Dio in dolce preghiera d’amore. Bisogna esser fedeli in tutto».

EMR 50.8

L’Evangelo come mi è stato rivelato

Citazione

Il giorno di Dio va passato col cuore unito a Dio in dolce preghiera d’amore. Bisogna esser fedeli in tutto.

EMR 50.9

L’Evangelo come mi è stato rivelato

Citazione

«Adesso pregheremo e poi ognuno andrà alle sue mansioni».

«Che farai Tu, Maestro?».

«Pregherò ancora. Sono la Luce del mondo, ma sono anche il Figlio dell’uomo. Devo perciò sempre attingere alla Luce per esser l’Uomo che redime l’uomo. Preghiamo».

Dettaglio

Gesù disse ai discepoli:

EMR 51.1-5

L’Evangelo come mi è stato rivelato

Citazione

Vedo la cucina di Pietro. In essa, oltre a Gesù, vi è Pietro e la moglie, e Giacomo e Giovanni. Sembra che abbiano finito allora la cena e stiano conversando fra loro. Gesù si interessa della pesca.

Entra Andrea e dice: «Maestro, vi è qui l’uomo presso il quale stai, con uno che si dice tuo cugino».

Gesù si alza e va verso l’uscio dicendo: «Vengano avanti»; e quando, alla luce della lucerna ad olio e della fiamma del focolare, vede entrare Giuda Taddeo, esclama: «Tu, Giuda?!».

«Io, Gesù».

Si baciano. Giuda Taddeo è un bell’uomo nella pienezza della bellezza virile. Alto, sebbene non quanto Gesù, ben proporzionato nella sua robustezza, bruno, come lo era S. Giuseppe da giovane, di un olivastro non terreo e con occhi che hanno qualcosa di comune con quelli di Gesù, perché sono di una tinta azzurra, ma tendente al pervinca. Ha barba quadrata e bruna, capelli mossi, meno a ricciolo di quelli di Gesù, bruni come la barba.

«Vengo da Cafarnao. Vi sono andato con una barca e qui pure sono venuto con essa per fare più presto. Mi manda tua Madre; dice: “Susanna è sposa domani. Io ti prego, Figlio, di essere a queste nozze”. Maria vi prende parte e con Lei la madre mia e i fratelli. Tutti i parenti vi sono invitati. Tu solo saresti assente, ed essi, i parenti, ti chiedono di far contenti gli sposi».

51.2

Gesù si inchina lievemente, aprendo un poco le braccia, e dice: «Desiderio di mia Madre è mia legge. Ma anche per Susanna e i parenti verrò. Solo… mi spiace per voi…», e guarda Pietro e gli altri. «Sono i miei amici», spiega al cugino. E li nomina cominciando da Pietro. Per ultimo dice: «e questo è Giovanni», e lo dice in un modo tutto speciale, che attira lo sguardo più attento di Giuda Taddeo e fa arrossire il prediletto. Termina la presentazione dicendo: «Amici, questo è Giuda figlio d’Alfeo, mio fratel cugino, secondo la consuetudine del mondo, perché figlio del fratello dello sposo di mia Madre. Un mio buon amico di lavoro e di vita».

«La mia casa è aperta a te come al Maestro. Siedi»; e poi, rivolto a Gesù, Pietro dice: «E allora? Non verremo più con Te a Gerusalemme?».

«Certo che verrete. Dopo la festa di nozze Io andrò. Soltanto non mi fermerò più a Nazaret».

«Fai bene, Gesù. Perché tua Madre è ospite mia per qualche giorno. È inteso così, e vi verrà Lei pure dopo le nozze». Così dice l’uomo di Cafarnao.

«Così faremo, allora. Ora con la barca di Giuda Io andrò a Tiberiade e di lì a Cana, e con la stessa tornerò a Cafarnao con la Madre e con te. Il giorno dopo il prossimo sabato tu verrai, Simone, se ancora vuoi venire, e andremo a Gerusalemme per la Pasqua».

«Sì che vorrò! Anzi verrò il sabato per udirti alla sinago­ga».

51.3

«Già ammaestri, Gesù?», chiede il Taddeo.

«Sì, cugino».

«E che parole! Ah! non si odono sul labbro d’altri!».

Giuda sospira. Col capo appoggiato alla mano, col gomito puntato sul ginocchio, guarda Gesù e sospira. Pare voglia parlare e non osi.

Gesù lo stuzzica: «Che hai, Giuda? Perché mi guardi e sospiri?».

«Niente».

«No. Niente non è. Non sono più il Gesù che tu amavi? Quello per cui non avevi segreti?».

«Sì, che lo sei! E come mi manchi, Tu, maestro del tuo più anziano cugino…».

«E allora? Parla».

«Volevo dirti… Gesù… sii prudente… hai una Madre… che non ha che Te… Tu vuoi essere un “rabbi” diverso dagli altri e Tu sai, meglio di me, che… che le caste potenti non permettono cose diverse alle consuetudinarie da loro messe. Conosco il tuo modo di pensare… è santo… Ma il mondo non è santo… e opprime i santi… Gesù… Tu sai la sorte di tuo cugino il Battista… È prigione, e se ancor non è morto è perché quel lurido Tetrarca ha paura della folla e del fulmine di Dio. Lurido e superstizioso come crudele e libidinoso. Tu… che farai? A che sorte vuoi andare incontro?».

«Giuda, questo mi chiedi tu che conosci tanto del mio pensiero? Parli di tuo impulso? No. Non mentire! Ti hanno mandato, e non mia Madre certo, a dirmi queste cose…».

Giuda abbassa il capo e tace.

«Parla, cugino».

«Mio padre… e con lui Giuseppe e Simone… sai… per tuo bene… per affetto per Te e Maria… non vedono di buon occhio quello che Tu ti proponi di fare… e… e vorrebbero Tu pensassi a tua Madre…».

51.4

«E tu che pensi?».

«Io… io».

«Tu sei combattuto fra le voci dell’Alto e della Terra. Non dico del Basso. Dico della Terra. Anche Giacomo lo è, più di te ancora. Ma Io vi dico che sopra la Terra è il Cielo, sopra gli interessi del mondo vi è la causa di Dio. Avete bisogno di cambiare modo di pensare. Quando lo saprete fare, sarete perfetti».

«Ma… e tua Madre?».

«Giuda, non c’è che Lei che avrebbe diritto a richiamarmi ai miei doveri di figlio, secondo la luce della Terra: ossia al mio dovere di lavorare per Lei, per sovvenire ai suoi bisogni materiali, al mio dovere di assistenza e conforto con una vicinanza alla Madre. E Lei non mi chiede nulla di questo. Da quando mi ebbe, Ella sa che mi avrebbe perduto, per ritrovarmi in una maniera più vasta di quella del piccolo cerchio della famiglia. E da allora si è preparata a questo. Non è nuova nel suo sangue questa assoluta volontà di donazione a Dio. Sua madre l’ha offerta al Tempio prima che Ella sorridesse alla luce. Ed Ella — me lo ha detto le innumeri volte che, tenendomi contro il suo cuore nelle lunghe sere d’inverno o nelle chiare notti d’estate piene di stelle, mi ha parlato della sua infanzia santa — ed Ella si è data a Dio sin da quelle prime luci della sua alba nel mondo. E più ancora si è data quando mi ebbe, per essere dove Io sono, sulla via della missione che mi viene da Dio. Tutti mi lasceranno in un’ora; magari per pochi minuti, ma la viltà sarà padrona di tutti e penserete che era meglio, per la vostra sicurezza, non avermi mai conosciuto. Ma Lei, che ha compreso e che sa, Lei sarà sempre meco. E voi tornerete ad essere miei per Essa. Con la forza della sua sicura, amorosa fede, Ella vi aspirerà in sé e perciò vi riaspirerà in Me, perché io sono nella Madre ed Ella è in Me, e Noi in Dio. Questo vorrei che comprendeste voi tutti, parenti secondo il mondo, amici e figli secondo il soprannaturale. Tu, e con te gli altri, non sapete chi è mia Madre. Ma, se lo sapeste, non la critichereste in cuor vostro per non sapermi tenere a Lei soggetto, ma la venerereste come l’Amica più intima di Dio, la Potente che tutto può sul cuore dell’Eterno Padre e sul Figlio del suo cuore. Per certo che a Cana verrò. Voglio farla felice. Comprenderete meglio dopo quest’ora».

Gesù è imponente e persuasivo.

Giuda lo guarda attento. Pensa. Dice: «E io pure per certo verrò con Te, insieme a questi, se mi vuoi… perché sento che Tu dici cose giuste. Perdona alla mia cecità e a quella dei fratelli. Sei tanto più santo di noi!…».

«Non ho rancore per chi non mi conosce. Non ne ho neppure per chi mi odia. Ma ne ho dolore per il male che a sé stesso fa.

51.5

Che hai in quella sacca?».

«La veste che tua Madre ti manda. Gran festa, domani. Ella pensa che il suo Gesù ne abbia bisogno per non sfigurare fra gli invitati. Ha filato indefessa dalle prime luci alle estreme, ogni giorno, per prepararti questa veste. Ma non ha ultimato il mantello. Ancor ne mancano le frange. Ne è tutta desolata».

«Non occorre. Andrò con questo, e quello serberò per Gerusalemme. Il Tempio è più ancora di una festa di nozze».

«Ella ne sarà felice».

«Se volete essere all’alba sulla via di Cana, vi conviene partire subito. La luna sorge e sarà buona la traversata», dice Pietro[1].

«Andiamo, allora. Vieni, Giovanni. Ti porto con Me. Simon Pietro, Giacomo, Andrea, addio. Vi attendo la sera di sabato a Cafarnao. Addio, donna. Pace a te e alla tua casa».

Escono Gesù con Giuda e Giovanni. Pietro li segue sino a riva e aiuta l’operazione di partenza della barca.

E la visione ha fine.

Dettaglio

Giovanni 2:1-11:
Il terzo giorno ci fu uno sposalizio a Cana di Galilea. C'era anche la madre di Gesù. Anche Gesù e i suoi discepoli erano stati invitati alle nozze. Ma finirono il vino. La madre di Gesù gli disse: "Non hanno vino". Gesù rispose: "Donna, cosa vuoi da me? Non è ancora giunta la mia ora". Sua madre disse ai servi: "Fate quello che vi dirà". Ora lì c'erano sei giare di pietra per le purificazioni rituali dei Giudei; ognuna conteneva due o tre misure (cioè circa cento litri). Gesù disse ai servi: "Riempite le giare d'acqua". Ed essi le riempirono fino all'orlo. Poi disse loro: "Ora estraetene un po' e portatela all'ospite". Così gliela portarono. Ed egli assaggiò l'acqua trasformata in vino. Non sapeva da dove venisse il vino, ma quelli che servivano lo sapevano, perché avevano attinto l'acqua. Allora il padrone della festa chiamò lo sposo e gli disse: "Tutti servono prima il vino buono e, quando tutti hanno bevuto, viene portato fuori il vino meno buono. Ma tu hai conservato il vino buono fino ad ora".

Questo fu l'inizio dei segni che Gesù compì. Fu a Cana in Galilea. Egli manifestò la sua gloria e i suoi discepoli credettero in lui.

Parole chiave

EMR 51.1-2

L’Evangelo come mi è stato rivelato

Citazione

«Vengo da Cafarnao. Vi sono andato con una barca e qui pure sono venuto con essa per fare più presto. Mi manda tua Madre; dice: “Susanna è sposa domani. Io ti prego, Figlio, di essere a queste nozze”. Maria vi prende parte e con Lei la madre mia e i fratelli. Tutti i parenti vi sono invitati. Tu solo saresti assente, ed essi, i parenti, ti chiedono di far contenti gli sposi».

51.2 Gesù si inchina lievemente, aprendo un poco le braccia, e dice: «Desiderio di mia Madre è mia legge. Ma anche per Susanna e i parenti verrò. Solo… mi spiace per voi…», e guarda Pietro e gli altri. «Sono i miei amici», spiega al cugino. E li nomina cominciando da Pietro. Per ultimo dice: «e questo è Giovanni», e lo dice in un modo tutto speciale, che attira lo sguardo più attento di Giuda Taddeo e fa arrossire il prediletto. Termina la presentazione dicendo: «Amici, questo è Giuda figlio d’Alfeo, mio fratel cugino, secondo la consuetudine del mondo, perché figlio del fratello dello sposo di mia Madre. Un mio buon amico di lavoro e di vita».

«La mia casa è aperta a te come al Maestro. Siedi»; e poi, rivolto a Gesù, Pietro dice: «E allora? Non verremo più con Te a Gerusalemme?».

«Certo che verrete. Dopo la festa di nozze Io andrò. Soltanto non mi fermerò più a Nazaret».

«Fai bene, Gesù. Perché tua Madre è ospite mia per qualche giorno. È inteso così, e vi verrà Lei pure dopo le nozze». Così dice l’uomo di Cafarnao.

«Così faremo, allora. Ora con la barca di Giuda Io andrò a Tiberiade e di lì a Cana, e con la stessa tornerò a Cafarnao con la Madre e con te. Il giorno dopo il prossimo sabato tu verrai, Simone, se ancora vuoi venire, e andremo a Gerusalemme per la Pasqua».

«Sì che vorrò! Anzi verrò il sabato per udirti alla sinago­ga».

Dettaglio

Giuda andò da Gesù per invitarlo alle nozze di Cana. Disse: