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Note del tema

Il mistero della sofferenza

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Comfort di lettura

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EMR 18.9

L’Evangelo come mi è stato rivelato

Citazione

18.9 Figlia mia, come è bella e confortevole la fede nel nostro eterno, buono Iddio! Ci raccoglie nelle sue braccia come una cuna, ci porta come una barca nel luminoso porto del Bene, ci scalda il cuore, ci consola, ci nutre, ci dà riposo e letizia, ci dà luce e guida. Tutto è la fiducia in Dio, e Dio tutto dà a chi ha fiducia in Lui.

EMR 20.5

L’Evangelo come mi è stato rivelato

Citazione

Non può credere che pace mi dà l’averla vicina. Penso che morire vedendola sia dolce come e più della più dolce ora di vita.

Dettaglio

Maria Valtorta parla di Maria e dice:

EMR 20.6

L’Evangelo come mi è stato rivelato

Citazione

Richiamo unicamente la tua attenzione e quella di chi legge sulla abitudine costante di Giuseppe e mia di dare sempre il primo posto alla preghiera. Stanchezza, fretta, crucci, occupazioni erano cose che non impedivano la preghiera, ma anzi la aiutavano. Essa era sempre la regina delle nostre occupazioni. Il nostro ristoro, la nostra luce, la nostra speranza. Se nelle ore tristi era conforto, nelle ore felici era canto. Ma era sempre l’amica costante dell’anima nostra. Quella che ci staccava dalla Terra, dall’esilio, e che ci librava in alto verso il Cielo, la Patria.

Dettaglio

Maria parla ed evoca il conforto della preghiera, seguendo una visione di Maria Valtorta.

Parole chiave

EMR 20.7

L’Evangelo come mi è stato rivelato

Citazione

La Terra ha bisogno di un lavacro di preghiere per mondarsi dalle colpe che attirano i castighi di Dio. E, posto che pochi pregano, quei pochi devono pregare come fossero tanti. Moltiplicare le loro preghiere vive per fare di esse quella somma necessaria per ottenere grazia. Sono vive le preghiere quando sono condite di vero amore e di sacrificio.

EMR 20.8

L’Evangelo come mi è stato rivelato

Citazione

20.8 E che tu, figlia, soffra, oltre che per il tuo soffrire, per il soffrire mio e del mio Gesù, è cosa buona. Gradita a Dio e meritoria. Mi è tanto caro il tuo amore compassionevole. Ma mi vuoi baciare? Bacia le piaghe del mio Figlio. Imbalsamale col tuo amore. Io ho sentito spiritualmente lo spasimo dei flagelli e delle spine e la tortura dei chiodi e della croce. Ma ugualmente sento spiritualmente tutte le carezze date al mio Gesù, e sono tanti baci dati a me. E poi vieni. Sono la Regina del Cielo. Ma sono sempre la Mamma…».

E io sono beata.

EMR 22.3

L’Evangelo come mi è stato rivelato

Citazione

«Che bel nome! Il Nome del Figlio di Dio, Salvatore nostro!».

«Oh! Elisabetta!». Maria si fa mesta mesta e afferra le mani che la congiunta ha incrociate sul seno gonfio. «Dimmi, tu che, quando io venni, sei stata investita dallo Spirito del Signore e che hai profetizzato ciò che il mondo ignora. Dimmi, che dovrà fare per salvare il mondo la mia Creatura? I Profeti… Oh! i Profeti che dicono del Salvatore! Isaia… ricordi Isaia? “Egli è l’Uomo dei dolori. Per le sue lividure noi siamo sanati. Egli è stato trafitto e piagato per le nostre scelleratezze… Il Signore volle consumarlo coi patimenti… Dopo la condanna fu innalzato…”. Di quale innalzamento parla? Lo chiamano Agnello e io penso… io penso all’agnello pasquale, all’agnello mosaico, e connetto questo al serpente innalzato da Mosè su una croce. Elisabetta!… Elisabetta!… Che faranno alla mia Creatura? Che dovrà patire per salvare il mondo?». Maria piange.

Elisabetta la consola. «Maria, non piangere. È tuo Figlio, ma è anche Figlio di Dio. Dio penserà al suo Figlio e a te che gli sei Madre. E se tanti saranno con Lui crudeli, tanti lo ameranno. Tanti!… Per i secoli dei secoli. Il mondo guarderà al tuo Nato e benedirà te con Lui. Te, sorgente da cui sgorga redenzione. La sorte del tuo Figlio! Innalzato a Re di tutto il creato. Pensa a questo, Maria. Re, perché avrà riscattato tutto il creato e, come tale, ne sarà Re universale. E anche sulla Terra, nel tempo, sarà amato. Il mio nato precederà il tuo e l’amerà. L’ha detto l’angelo a Zaccaria. Egli me lo ha scritto…»

Dettaglio

Maria rivela il nome di Gesù a Elisabetta.

EMR 23.3

L’Evangelo come mi è stato rivelato

Citazione

Anche della morte non posso lamentarmi col Signore perché Egli, ne sia benedetto, mi ha colmata della sua benignità.

EMR 23.10

L’Evangelo come mi è stato rivelato

Citazione

23.10 «“Lasciami mettere le mani sul tuo seno”. Oh! se nel vostro soffrire mi chiedeste sempre questo!

Io sono l’eterna Portatrice di Gesù. Egli è nel seno mio, come tu lo hai visto lo scorso anno, come Ostia nell’ostensorio. Chi viene a me, Lui trova. Chi a me si appoggia, Lui tocca. Chi a me si volge, con Lui parla. Io sono la sua veste. Egli è l’anima mia. Più, più ancora unito, ora, di quanto non fosse nei nove mesi che mi cresceva in seno, il Figlio mio è unito alla sua Mamma. E si assopisce ogni dolore, e fiorisce ogni speranza, e fluisce ogni grazia a chi viene a me e mi posa il suo capo sul seno.

Io prego per voi. Ricordatevelo. La beatitudine d’esser nel Cielo, vivente nel raggio di Dio, non mi smemora dei miei figli che soffrono sulla Terra. Ed io prego. Tutto il Cielo prega. Poiché il Cielo ama. Il Cielo è carità che vive. E la carità ha pietà di voi. Ma, non ci fossi che io, vi sarebbe già sufficiente preghiera per i bisogni di chi spera in Dio. Poiché io non cesso di pregare per voi tutti, santi e malvagi, per dare ai santi la gioia, per dare ai malvagi il pentimento che salva.

Venite, venite, o figli del mio dolore. Vi attendo ai piedi della Croce per darvi grazia».