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Note della parola chiave

Speranza - Espoir

Tema: Argomenti dalla A alla Z · Pagina 3 di 3

Comfort di lettura

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EMR 208.10 · Volume 3

L’Evangelo come mi è stato rivelato

Citazione

Tu soffri, ma perché hai sofferto sola. Il tuo dolore e te. Tu e il dolore. Non può sopportarsi allora. Non hai più presenti le parole di speranza su coloro che la morte ci ha presi? “Io vi trarrò dai vostri sepolcri e vi condurrò nella terra di Israele. E voi conoscerete che Io sono il Signore quando avrò aperto le vostre tombe e vi avrò tratti dai vostri sepolcri. Quando avrò infuso in voi il mio spirito avrete vita”. La terra d’Israele, per i giusti addormentati nel Signore, è il Regno di Dio. Io lo aprirò e lo darò a quelli che attendono.

Dettaglio

Gesù parla a una madre vedova, affranta dalla morte dei suoi due figli.

EMR 209.7 · Volume 3

L’Evangelo come mi è stato rivelato

Citazione

«Il dolore è croce, ma è anche ala. Il lutto spoglia ma per rivestire. Sorgete, voi che piangete! Aprite gli occhi, uscite dagli incubi, dalle tenebre, dagli egoismi! Guardate… Il mondo è la landa dove si piange e muore. E grida: “aiuto!” il mondo, per le bocche degli orfani, dei malati, dei soli, dei dubbiosi, per le bocche di quelli che un tradimento, che una crudeltà fanno prigionieri del rancore. Andate a questi che gridano. Dimenticatevi fra i dimenticati! Guarite fra i malati! Sperate fra i disperati! Il mondo è aperto alle buone volontà di servire Dio nel prossimo e di conquistarsi il Cielo: l’unione con Dio e la riunione con coloro che piangiamo. Qui è la palestra. Là è il trionfo.

Venite. Imitate Rut presso tutti i dolori. Dite voi pure: “Io sarò con voi fino alla morte”. E se anche vi risponderanno, queste sventure che si credono insanabili: “Non chiamatemi più Noemi, ma chiamatemi Mara perché Dio mi ha colmata d’amarezze”, persistete. Ed Io in verità vi dico che un giorno, per il vostro persistere, queste sventure esclameranno: “Sia benedetto il Signore che mi ha levata dall’amarezza, dalla desolazione, dalla solitudine, per opera di una creatura che ha saputo far fruttificare il suo dolore in bene. Dio la benedica in eterno perché ella è la mia salvatrice”.

Annotazione

Se queste persone sfortunate che si credono incurabili vi dicono: "Non chiamatemi più Naomi, ma Mara, perché Dio mi ha riempito di amarezza", persistete. Cfr. Ruth 1, 1-22.

Libro di Ruth 1, 1-22

Ruth 1, 1-22 : Ai tempi in cui governavano i Giudici, c'era una carestia nel paese. Un uomo di Betlemme, in Giuda, andò con la moglie e i due figli a vivere nei campi di Moab. L'uomo si chiamava Elimelech, sua moglie si chiamava Naomi e i suoi due figli si chiamavano Mahalon e Chelon; erano Efratiti di Betlemme di Giuda. Andarono nei campi di Moab e vi si stabilirono.

Quando Elimelech, il marito di Naomi, morì, lei rimase sola con i suoi due figli; essi presero delle mogli moabite, una delle quali si chiamava Orfa e l'altra Ruth, e vissero lì per circa dieci anni. Anche Mahalon e Cheljon morirono entrambi e la donna rimase senza i suoi due figli e il marito. Allora lei e le sue nuore si alzarono e lasciarono i campi di Moab, perché aveva sentito dire nel paese di Moab che Yahweh aveva visitato il suo popolo e aveva dato loro del pane. Così lei e le sue due nuore uscirono dal luogo in cui si erano stabilite e si misero in cammino per tornare nella terra di Giuda. Naomi disse alle due nuore: "Andate e tornate, ognuna a casa sua. Che Yahweh sia gentile con voi, come lo è stato con quelli che sono morti e con me! Che Yahweh vi faccia trovare riposo nella casa di un marito! E li baciò. Esse alzarono la voce, piansero e le dissero: "No, torneremo con te nel tuo popolo". Naomi disse: "Tornate indietro, figlie mie; perché dovreste venire con me? Ho ancora dei figli nel mio grembo che possono diventare vostri mariti? Tornate indietro, figlie mie, andate. Sono troppo vecchia per risposarmi. E quando dico: ho una speranza; quando questa notte stessa prenderò marito e partorirò dei figli, aspettereste che siano cresciuti? Vi asterreste per questo dal risposarvi? No, figlie mie. È molto amaro per me, a causa vostra, che la mano di Jahvè si sia abbattuta su di me". E, alzando la voce, piansero di nuovo. Allora Orfa baciò la suocera, ma Ruth si strinse a lei.

Naomi disse a Ruth: "Ecco, tua cognata è tornata al suo popolo e al suo dio; torna da tua cognata". Ruth rispose: "Non mi costringere a lasciarti quando mi allontanerò da te. Dove andrai tu, andrò io; dove abiterai tu, abiterò io; il tuo popolo sarà il mio popolo e il tuo Dio sarà il mio Dio; dove morirai tu, morirò io e sarò sepolta lì. Che Yahweh si comporti duramente con me se qualcosa, se non la morte, mi separa da te! Vedendo che Ruth era decisa ad andare con lei, Naomi smise di supplicarla.

Le due proseguirono il loro cammino fino a Betlemme. Quando entrarono a Betlemme, tutta la città si commosse e le donne dissero: "È questa Naomi?" 20Disse loro: "Non chiamatemi Naomi, ma Marah, perché l'Onnipotente mi ha amareggiata: sono partita a mani piene e Yahweh mi riporta a mani vuote. Perché chiamarmi Naomi, dopo che Yahweh ha testimoniato contro di me e l'Onnipotente mi ha afflitta?".

Naomi tornò e con lei la nuora Ruth, la Moabita, che veniva dai campi di Moab. Arrivarono a Betlemme all'inizio della raccolta dell'orzo.