EMR 129.4
Note della parola chiave
Speranza - Espoir
Comfort di lettura
EMR 132.3
L’Evangelo come mi è stato rivelato
Traduzione in corso
EMR 135.6
L’Evangelo come mi è stato rivelato
EMR 137.1
L’Evangelo come mi è stato rivelato
Traduzione in corso
Parole chiave
EMR 141.2
L’Evangelo come mi è stato rivelato
Traduzione in corso
EMR 141.2
L’Evangelo come mi è stato rivelato
Traduzione in corso
Parole chiave
- Anima
- Creazione - Stelle - Pianeti
- Disperazione
- Dolore e sofferenza
- Forza
- Gioia
- Il destino dell'uomo
- La notte della fede - Abbandonare Dio
- La vita
- Lacrime - Pianto
- Misericordia e perdono
- Pentimento e contrizione
- Ragioni per vivere
- Severità - Intransigenza - Durezza
- Speranza - Espoir
- Test
- Unione con Dio e Gesù - Vivere con Dio
EMR 149.4
L’Evangelo come mi è stato rivelato
EMR 168.7 · Volume 3
L’Evangelo come mi è stato rivelato
Citazione
All’Acqua Speciosa vivevo come una bestia, povera ma felice. E le rugiade e il fiume mi mondarono meno delle sue parole. Oh! non una si è persa! Una volta perdonò ad un uomo assassino. Udii… e fui per dire: “Perdona a me pure”. Un’altra parlò dell’innocenza perduta… Oh! che pianto di rimpianto! Un’altra guarì un lebbroso… e fui per gridare: “Monda me dal mio peccato…”. Un’altra guarì un folle, e romano era… e piansi… e mi fece dire che le patrie passano ma il Cielo resta. Una sera di tempesta mi accolse nella casa… e poi mi fece ospitare dal fattore… e da un bambino mi fece dire: “Non piangere”… Oh! sua bontà! Oh! mia miseria! Tanto grandi ambedue che non osai portare la mia miseria ai suoi piedi… nonostante un dei suoi mi istruisse nella notte sulla infinita misericordia del tuo Figlio. E poi, insidiato da chi vedeva peccato nel desiderio di un’anima rinata, il mio Salvatore è partito… ed io l’ho atteso… Ma lo attendeva anche la vendetta di chi è ben ancora più indegno di me di guardarlo. Perché io ho peccato da pagana contro me stessa, mentre essi peccano, già conoscendo Dio, contro il Figlio di Dio… e mi hanno percossa… e più che con le pietre mi hanno ferita con l’accusa, e più che nella carne mi hanno ferita nella povera anima mia, portandola alla disperazione.
Oh! lotta tremenda con me stessa! Lacera, sanguinante, ferita, febbrile, senza più il mio Medico, senza tetto, né pane, ho guardato indietro, avanti… Il passato mi diceva: “Torna”, il presente mi diceva: “Ucciditi”, il futuro mi diceva: “Spera”. Ho sperato… Non mi sono uccisa.
Parole chiave
EMR 204.8 · Volume 3
L’Evangelo come mi è stato rivelato
Citazione
«Come possiamo fare spazio, libertà, elevazione all’anima?».
«Con l’abbattere le inutili cose che avete nel vostro io. Liberarlo da tutte le idee sbagliate, e coi detriti di queste demolizioni fare l’elevazione per il tempio sovrano. L’anima va portata sempre più in alto, sui tre gradini. Oh! voi romani amate i simboli. Guardate i tre gradini alla luce del simbolo. Possono dirvi i loro nomi: penitenza, pazienza, costanza. Oppure: umiltà, purezza, giustizia. Oppure: sapienza, generosità, misericordia. O infine il trinomio splendido: fede, speranza, carità. Guardate ancora il simbolo della cinta che, ornata e robusta, cinge l’area del tempio. Occorre saper circondare l’anima, regina del corpo, tempio allo Spirito eterno, di una barriera che la difenda senza però impedirle la luce né opprimerla con la vista di brutture. Una cinta sicura, e scalpellata dal desiderio di amore, da ciò che è inferiore: la carne e il sangue, verso ciò che è superiore: lo spirito. Scalpellare con la volontà. Levare angoli, scheggiature, macchie, vene di debolezza dal marmo del nostro io perché sia perfetto intorno all’anima. E nello stesso tempo, della cinta messa a riparo del tempio, fare misericordioso rifugio ai più infelici che non conoscono ciò che è Carità. I portici: l’effondersi dell’amore, della pietà, del desiderio che altri vengano a Dio, simili ad amorose braccia che si stendono a far velo sulla cuna di un orfano. E oltre la cinta le piante più belle e più profumate, omaggio al Creatore. Seminate sul terreno prima nudo e poi coltivate le piante: le virtù d’ogni nome, la seconda cinta viva e fiorita intorno al sacrario; e fra le piante, fra le virtù, le fontane, altro amore, altra purificazione prima di accostarsi al propileo vicino al quale, e prima di salire all’altare, si deve compiere il sacrificio della carnalità, svenarsi delle lussurie. E poi passare oltre, all’altare, per deporvi l’offerta, e poi ancora accostarsi alla cella dove è Dio, superando il vestibolo. E la cella che sarà? Una dovizia di spirituali ricchezze perché nulla è mai troppo per fare cornice a Dio. Avete inteso? Mi avete chiesto come si costruisce la fede. Vi ho detto: “secondo il metodo con cui si alzano i templi”. Vedete che è vero.
EMR 208.9 · Volume 3
L’Evangelo come mi è stato rivelato
Citazione
Ascolta. Io credo che tuo figlio invece mi ha proprio presa per mano dicendo: “Vieni dalla mia cara mamma. Portale il Salvatore. Io sto meglio qui che sulla Terra. Ma lei sente solo il suo pianto, e non può udire le parole che io le sussurro fra i baci, povera mamma che è come posseduta da un demone che la tenta alla disperazione, perché ci vuole divisi. Mentre, se lei si rassegna e crede che Dio tutto fa per un fine di bene, saremo uniti per sempre, col padre e col fratello. Gesù lo può fare”. Ed io sono venuta… con Lui… Non lo vuoi vedere?…
Dettaglio
La Vergine Maria parla a una madre vedova che ha perso i suoi due figli.