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Note del tema

Sessantasei discepoli

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Comfort di lettura

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EMR 28.2

L’Evangelo come mi è stato rivelato

Citazione

Incontrano un pastore, che taglia la via col suo gregge passando dal pascolo di destra a quello di sinistra. Giuseppe si curva a dirgli qualcosa. Il pastore annuisce. Giuseppe prende il ciuchino e lo trascina dietro al gregge nel pascolo. Il pastore si leva una rozza scodella da una bisaccia e munge una grassa pecora dalle gonfie mammelle e dà la scodella a Giuseppe, che la offre a Maria.

«Dio vi benedica entrambi», dice Maria. «Tu per il tuo amore, e tu per la tua bontà. Pregherò per te».

«Venite da lontano?».

«Da Nazareth», risponde Giuseppe.

«E andate?».

«A Betlemme».

«Lungo viaggio per la donna in quello stato. È tua moglie?».

«È mia moglie».

«Avete dove andare?».

«No».

«Brutta cosa! Betlemme è piena di popolo venuto da ogni dove per segnarsi o per andare a segnarsi altrove. Non so se troverete alloggio. Sei pratico del luogo?».

«Non molto».

«Ebbene… io ti insegno… per Lei (e accenna a Maria). Cercate dell’albergo. Sarà pieno. Ma ve lo dico per darvi una guida. È in una piazza, la più grande. Vi si va da questa via maestra. Non potete sbagliare. Vi è una fonte davanti, ed è grande e basso con un gran portone. Sarà pieno. Ma, se non trovate niente nell’albergo e nelle case, girate dietro all’albergo, verso la campagna. Vi sono stalle nel monte, che delle volte servono ai mercanti che vanno a Gerusalemme per mettervi le bestie che non trovano posto nell’albergo. Sono stalle, sapete, nel monte: umide, fredde e senza porta. Ma sono sempre un rifugio, perché la donna… non può rimanere per la via. Forse là trovate un posto… e del fieno per dormire e per l’asino. E che Dio vi accompagni».

«E Dio ti dia gioia», risponde Maria.

Giuseppe invece risponde: «La pace sia con te».

Dettaglio

Maria e Giuseppe si recano a Betlemme per il censimento. È inverno. Durante il tragitto, incontrano un pastore che consiglia loro di ripararsi sulle montagne, se non riescono a trovare un riparo a Betlemme stessa.

EMR 30.1-3

L’Evangelo come mi è stato rivelato

Citazione

30.1 Più tardi vedo una vasta estensione di campagna. La luna è allo zenit e veleggia placida in un cielo gremito di stelle. Sembrano tante borchie di diamante infisse in un enorme baldacchino di velluto celeste cupo, e la luna vi ride in mezzo col suo faccione bianchissimo, da cui scendono fiumi di luce lattea che fa bianca la terra. Gli alberi spogli sembrano più alti e neri sul suolo così imbiancato, mentre i muretti, che qua e là sorgono a confine, sembrano di latte, e una casina lontana pare un blocco di marmo di Carrara.

Alla mia destra vedo un luogo cintato da una siepe di pruni su due lati e da un muro basso e scabro da altri due. Questo muro sorregge il tetto di una specie di tettoia larga e bassa, che nella parte interna del recinto è costruita parte in muratura e parte in legname, quasi che nell’estate le parti in legno debbano esser tolte e la tettoia mutarsi in porticato. Da questo chiuso esce, di tanto in tanto, un belare intermittente e breve. Devono essere pecorelle che sognano o che forse credono sia prossimo il giorno per il chiarore che dà la luna. Un chiarore persino eccessivo, tanto è intenso, e che cresce, quasi che il pianeta si avvicini alla terra o sfavilli per un misterioso incendio.

30.2 Un pastore si affaccia sulla porta e, portandosi un braccio sulla fronte per fare riparo agli occhi, guarda in alto. Pare impossibile che ci si debba riparare dal chiarore della luna. Ma questo è così vivo che abbacina, specie chi esce da un chiuso dove è tenebra. Tutto è calmo. Ma quella luce stupisce.

Il pastore chiama i compagni. Si affacciano sulla porta tutti. Un mucchio d’uomini irsuti, di età diverse. Ve ne sono di appena adolescenti e di già canuti. Commentano il fatto strano e i più giovani hanno paura. Specie uno, un fanciullo sui dodici anni, che si mette a piangere attirandosi le baie dei più vecchi.

«Di che temi, stolto?», gli dice il più vecchio. «Non vedi che aria quieta? Non hai mai visto splendere la luna? Sei sempre stato sotto le vesti della mamma come un pulcino sotto la chioccia, vero? Ma ne vedrai delle cose! Una volta io mi ero spinto verso i monti del Libano, oltre ancora. In alto. Ero giovane e non mi pesava l’andare. Ero anche ricco, allora… Una notte vidi una luce tale che pensai che fosse per tornare Elia sul suo carro di fuoco. Il cielo era tutto un incendio. Un vecchio — allora il vecchio era lui — mi disse: “Grande avventura sta per venire nel mondo”. E per noi fu sventura, perché vennero i soldati di Roma. Oh! ne vedrai, se campi!…».

30.3 Ma il pastorello non lo ascolta più. Pare non abbia neppur più paura, perché lascia la soglia e sguscia da dietro le spalle di un nerboruto mandriano, dietro il quale si era rifugiato, ed esce nello stazzo erboso che è davanti alla tettoia. Guarda in alto e cammina come un sonnambulo o come uno ipnotizzato da qualcosa che lo attira totalmente. Ad un certo punto grida: «Oh!» e resta come pietrificato, a braccia un poco aperte.

Gli altri si guardano stupefatti.

«Ma cosa ha quello stolto?», dice uno.

«Domani lo rimando a sua madre. Non voglio pazzi a custodia delle pecore», dice un altro.

E il vecchio che ha parlato poco prima dice: «Andiamo a vedere prima di giudicare. Chiamate anche gli altri che dormono e prendete i bastoni. Che non sia una bestia cattiva o dei malandrini…».

Entrano, chiamando altri pastori, ed escono con torce e randelli. Raggiungono il fanciullo.

«Là, là», egli mormora sorridendo. «Al di sopra dell’albero, guardate quella luce che viene. Pare cammini sul raggio della luna. Ecco che si avvicina. Come è bella!».

«Io vedo solo un più vivo chiarore».

«Io pure».

«Anche io», dicono gli altri.

«No. Io vedo come un corpo», dice uno in cui riconosco il pastore che ha dato il latte a Maria.

«È un… è un angelo!», grida il bambino. «Eccolo che scende e si avvicina… Giù! In ginocchio davanti all’angelo di Dio!».

Un «oh!» lungo e venerabondo si alza dal gruppo dei pastori, che cadono con il volto verso il suolo, e tanto più paiono schiacciati dall’apparizione fulgente quanto più sono anziani. I giovanetti sono in ginocchio, ma guardano l’angelo, che sempre più si avvicina e si ferma sospeso, ventilando le grandi ali, candore di perla nel candore di luna che lo circonda, al disopra del muro del recinto.

EMR 30.5

L’Evangelo come mi è stato rivelato

Citazione

30.5 … I pastori tornano in loro.

«Hai udito?».

«Andiamo a vedere?».

«E le bestie?».

«Oh! non succederà loro nulla! Andiamo per ubbidire alla parola di Dio!…».

«Ma dove andiamo?».

«Ha detto che è nato oggi? e che non ha trovato alloggio in Betlemme?». È il pastore che ha dato il latte, questo che parla ora. «Venite, io so. Ho visto la Donna e mi ha fatto pena. Ho insegnato un luogo per Lei, perché pensavo non trovassero alloggio, e all’uomo ho dato del latte per Lei. È tanto giovane e bella, e deve esser buona come l’angelo che ci ha parlato. Venite, venite. Andiamo a prendere latte, formaggi, agnelli e pelli conciate. Devono esser poveri molto e… chissà che freddo ha Colui che non oso nominare! E pensare che io ho parlato alla Madre come ad una povera sposa!…».

Vanno nella tettoia e ne escono poco dopo chi con delle fiaschette di latte, chi con delle reticelle di sparto intrecciato con dentro tondi formaggini, chi con delle ceste in cui vi è un agnellino belante, e chi con delle pelli di pecora conciate.

«Io porto una pecora. Ha figliato da un mese. Il latte lo ha buono. Potrà loro servire se la Donna non ha latte. Mi pareva una bambina, e così bianca!… Un viso di gelsomino sotto la luna», dice il pastore del latte. E li guida.

Dettaglio

I pastori hanno appena ricevuto la notizia dell'annuncio del Salvatore. Hanno visto gli angeli, hanno ascoltato il Gloria e ora i ministri angelici sono tornati in cielo.

EMR 30.6

L’Evangelo come mi è stato rivelato

Citazione

30.6 Vanno alla luce della luna e delle torce dopo aver chiuso tettoia e recinto. Vanno per sentieri campestri, fra siepi di pruni spogliati dall’inverno.

Girano dietro Betlemme. Raggiungono la stalla venendo non dalla parte da cui venne Maria, ma dall’opposta, di modo che non passano davanti alle stalle più belle, ma trovano questa per prima. Si accostano al pertugio.

«Entra!».

«Io non oso».

«Entra tu».

«No».

«Guarda, almeno».

«Tu, Levi, che hai visto l’angelo per primo, segno che sei buono più di noi, guarda». Veramente prima gli hanno dato del pazzo… ma ora fa loro comodo che egli osi ciò che loro non osano.

Il fanciullo tituba, ma poi si decide. Si accosta al pertugio, scosta un pochino il mantello, guarda… e resta estatico.

«Che vedi?», lo interrogano ansiosi a bassa voce.

«Vedo una donna giovane e bella e un uomo curvi su una mangiatoia e sento…, sento piangere un piccolo bambino, e la donna gli parla con una voce… oh! che voce!».

«Che dice?».

«Dice: “Gesù, piccolino! Gesù, amore della tua Mamma! Non piangere, piccolo figlio!”. Dice: “Oh! potessi dirti: ‘Prendi il latte, piccolino!’. Ma non ce l’ho ancora!”. Dice: “Hai tanto freddo, amore mio! E ti punge il fieno. Che dolore per la tua Mamma sentirti piangere così e non poterti dare conforto!”. Dice: “Dormi, anima mia! ché mi si spacca il cuore a sentirti piangere e a vederti lacrimare!”, e lo bacia e gli scalda certo i piedini con le sue mani, perché sta curva con le braccia giù nella mangiatoia».

«Chiama! Fàtti sentire!».

«Io no. Tu, che ci hai condotti e la conosci».

Il pastore apre la bocca e poi si limita a fare un mugolio.

Dettaglio

I pastori hanno appena ricevuto la notizia dell'annuncio del Salvatore. Decidono di mettersi in cammino verso la culla.

EMR 30.6-7

L’Evangelo come mi è stato rivelato

Citazione

Il pastore apre la bocca e poi si limita a fare un mugolio.

30.7 Giuseppe si volge e viene alla porta. «Chi siete?».

«Pastori. Vi portiamo cibo e lana. Veniamo ad adorare il Salvatore».

«Entrate».

Entrano e la stalla si fa più chiara per il lume delle torce. I vecchi spingono i bambini davanti a loro.

Maria si volge e sorride. «Venite», dice. «Venite!» e li invita con la mano e col sorriso, e prende quello che ha visto l’angelo e lo attira a sé, fin contro la greppia. E il fanciullo guarda beato.

Gli altri, invitati anche da Giuseppe, si avanzano coi loro doni e li mettono tutti, con brevi, commosse parole, ai piedi di Maria. E poi guardano il Bambinello, che piange piano, e sorridono commossi e beati.

Dettaglio

I pastori sono tornati alla culla. Levi vuole che Elia dica qualcosa, perché ha già incontrato Giuseppe e Maria.

EMR 30.7

L’Evangelo come mi è stato rivelato

Citazione

«Bisognerebbe dargli un sorso di latte, meglio acqua e miele. Ma non abbiamo miele. Si dà ai piccolini. Ho sette figli e so…».

«Qui c’è il latte. Prendi, o Donna».

«Ma è freddo. Caldo ci vuole. Dove è Elia? Egli ha la pecora».

Elia deve essere quello del latte. Ma non c’è. Si è fermato fuori e guarda dalla fessura, e nel buio della notte si perde.

«Chi vi ha guidati?».

«Un angelo ci ha detto di venire, e Elia ci ha guidati qui. Ma dove è ora?».

La pecora lo denuncia con un belato.

«Vieni avanti, ti si vuole».

Entra con la sua pecora, vergognoso di esser il più notato.

«Tu sei?», dice Giuseppe che lo riconosce, e Maria gli sorride dicendo: «Sei buono».

Mungono la pecora e, con la punta di un lino intriso nel latte caldo e spumoso, Maria bagna le labbra del Bambinello, che succhia quel dolciore cremoso. Sorridono tutti e più ancora quando, con l’angolino di tela ancora fra le labbruzze, Gesù si addormenta nel caldo della lana.

Dettaglio

Nella culla, uno dei pastori, che non è Elia, dice:

EMR 30.8

L’Evangelo come mi è stato rivelato

Citazione

«Non desideri nulla? Non hai parenti ai quali far sapere che Egli è nato?».

«Sì, li avrei. Ma non sono qui vicino. Sono a Ebron…».

«Ci vado io», dice Elia. «Chi sono?».

«Zaccaria il sacerdote ed Elisabetta mia cugina».

«Zaccaria? Oh! lo conosco bene. Nell’estate vado su quei monti, perché i pascoli vi sono ricchi e belli, e sono amico del suo pastore. Quando ti so sistemata vado da Zaccaria».

«Grazie, Elia».

«Niente grazie. Grande onore per me, povero pastore, andare a parlare al sacerdote e dirgli: “È nato il Salvatore”».

«No. Gli dirai: “Ha detto Maria di Nazareth, tua cugina, che Gesù è nato, e di venire a Betlemme”».

«Così dirò».

«Dio te ne compensi.»

EMR 30.9

L’Evangelo come mi è stato rivelato

Citazione

«Mi ricorderò di te, di voi tutti…».

«Dirai al tuo Bambino di noi?».

«Lo dirò».

«Io sono Elia».

«E io Levi».

«Ed io Samuele».

«E io Giona».

«Ed io Isacco».

«Ed io Tobia».

«Ed io Gionata».

«Ed io Daniele».

«E Simeone io».

«E Giovanni mi chiamo io».

«Io Giuseppe e mio fratello Beniamino, siamo gemelli».

«Ricorderò i vostri nomi».

«Dobbiamo andare… Ma torneremo… E ti porteremo altri ad adorare!…».

«Come tornare all’ovile lasciando questo Bambino?».

«Gloria a Dio che ce lo ha mostrato!».

«Facci baciare la sua veste», dice Levi con un sorriso d’angelo.

Maria alza piano Gesù e, seduta sul fieno, offre i piedini, avvolti nel lino, da baciare. E i pastori si chinano fino al suolo e baciano quei piedini minuscoli, velati di tela. Chi ha la barba se la forbisce prima e quasi tutti piangono e, quando devono andare, escono a ritroso, lasciando il cuore indietro…

La visione mi cessa così, con Maria seduta sulla paglia col Bambino in grembo e Giuseppe che, appoggiato alla greppia con un gomito, guarda e adora.

EMR 30.11

L’Evangelo come mi è stato rivelato

Citazione

E un’altra cosa, tutta per te, questa: osserva a chi si svela per primo l’angelo e chi merita di sentire le effusioni di Maria. Levi: il fanciullo.

A chi ha l’anima di fanciullo Dio si mostra e mostra i suoi misteri e permette che oda le parole divine e di Maria. E chi ha anima di fanciullo ha anche il santo ardimento di Levi e dice: “Fàmmi baciare la veste di Gesù”. Lo dice a Maria. Perché è sempre Maria quella che vi dà Gesù. È Lei la Portatrice dell’Eucarestia. È Lei la Pisside viva.

Chi va a Maria trova Me. Chi mi chiede a Lei, da Lei mi riceve. Il sorriso di mia Madre, quando una creatura le dice: “Dàmmi il tuo Gesù, ché lo ami”, fa trascolorare i Cieli in un più vivo splendore di letizia, tanto è felice.

Dille dunque: “Fàmmi baciare la veste di Gesù. Fàmmi baciare le sue piaghe”. E osa di più ancora. Di’ : “Fàmmi posare il capo sul Cuore del tuo Gesù, perché ne sia beata”.

Vieni. E riposa. Come Gesù nella cuna, fra Gesù e Maria.

Dettaglio

Gesù fa un dettato a Maria dopo che lei ha visto i pastori adorare la mangiatoia. Dice:

EMR 31.1

L’Evangelo come mi è stato rivelato

Citazione

«Mi ha detto l’uomo che mi avete mandato che eravate senza una casa quando Egli nacque. Chissà quanto avrete dovuto soffrire».

Dettaglio

Elia andò a cercare Zaccaria, perché quando Zaccaria giunse a Betlemme, chiamò il pastore e gli disse: