Vai al contenuto

Note del tema

Discepoli

Pagina 35 di 47

Comfort di lettura

Aa

EMR 167

L’Evangelo come mi è stato rivelato

Dettaglio

Gesù arriva a casa di Jeanne de Kouza. La donna accorre quando sente che il Maestro è lì. C'erano anche le sue amiche romane: Lidia, Valeria e Plautina. Plautina sembra essere la più rispettata; Valeria è quella a cui Gesù ha salvato il figlio a Cesarea. In ogni caso, tutte vogliono ascoltarlo per farsi un'opinione su questo filosofo. Giovanna teme che Gesù non vada d'accordo con i suoi ospiti, ma Cristo la rassicura e, quando si ritrovano con le donne romane, parte dall'argomento dei fiori - che queste tre donne amavano molto - e inizia a parlare dell'immortalità e della vita eterna dell'anima.

Dopo che Gesù si è preso cura della piccola Fausta, la conversazione continua sui filosofi che vivono a Roma e che non seguono i loro insegnamenti. Gesù dichiara che non sono pagani, ma atei, perché non hanno nemmeno più gli dei nel cuore. Tuttavia, gli altri filosofi pagani avevano una grande elevazione della vita, e cercavano sempre il Bene ad ogni costo.

Quando le signore romane chiedono a Gesù se è Dio, Cristo risponde che è il Figlio del vero Dio e il Salvatore critica a lungo l'Olimpo, creato dalla fantasia dell'uomo. Cita anche l'altare dedicato al dio sconosciuto, che i saggi e i veri filosofi avevano intuito. Gesù parla poi della Creazione, e più in particolare dell'anima, e incoraggia Lidia, Valeria e Plautina a porre le loro domande. Esse lo fanno - l'argomento rimane abbastanza concentrato sul tema dell'immortalità, dell'anima e della divinità del Maestro - e poi, quando temono ritorsioni da parte dei loro dei, Gesù le rassicura che non esistono.

Infine, egli se ne va e Jeanne lo accompagna a casa. Gli dice che Kouza vuole che lei torni a Gerusalemme e il Messia la incoraggia a obbedire, perché le sarà più facile seguirlo.

EMR 167.1-2.15

L’Evangelo come mi è stato rivelato

Traduzione in corso

Parole chiave

EMR 167.6

L’Evangelo come mi è stato rivelato

Traduzione in corso

Parole chiave

EMR 168.10

L’Evangelo come mi è stato rivelato

Traduzione in corso

Parole chiave

EMR 173.1 · Volume 3

L’Evangelo come mi è stato rivelato

Citazione

Lo stesso discorso della Montagna.

La folla aumenta sempre, più i giorni passano. Vi sono uomini, donne, vecchi, bambini, ricchi, poveri. È sempre presente la coppia Stefano-Erma, per quanto ancora non aggregata e fusa ai vecchi discepoli capitanati da Isacco. E ancora vi è la nuova coppia, costituita ieri, del vecchione e della donna. Sono ben davanti, vicino al loro Consolatore, e i loro aspetti sono molto più sollevati di ieri. Il vecchio, quasi per rifarsi dei molti mesi o anni che fu trascurato dalla figlia, ha messo la sua mano rugosa sulle ginocchia della donna, e questa gliela carezza per quel bisogno innato della donna, moralmente sana, di essere materna.

Gesù passa loro vicino per salire al suo rustico pulpito e nel passare carezza la testa del vecchione, che lo guarda come lo vedesse già in veste di Dio.

EMR 173.5 · Volume 3

L’Evangelo come mi è stato rivelato

Citazione

«Maestro, Tu menti alle tue parole!».

L’insulto, astioso e improvviso, viene dal centro della folla. Tutti si volgono in direzione della voce. Vi è della confusione.

Pietro dice: «Te lo avevo detto! Eh! quando c’è uno di quelli lì… non va più bene niente!».

Fra la folla partono fischi e mormorii verso l’insultatore. Gesù è il solo che resti calmo. Ha incrociato le braccia sul petto e sta alto, col sole in fronte, ritto sul suo masso, nel suo abito azzurro cupo.

L’insultatore continua, incurante della reazione della folla:

«Sei un cattivo maestro perché insegni ciò che non fai e…».

«Taci! Va’ via! Vergognati!», urla la folla. E ancora: «Vai dai tuoi scribi! A noi ci basta il Maestro. Gli ipocriti con gli ipocriti! Falsi maestri! Strozzini!…»; e continuerebbero, ma Gesù tuona: «Silenzio! Lasciatelo parlare», e la gente non urla più, ma bisbiglia i suoi improperi conditi da occhiate feroci.

«Sì. Tu insegni ciò che non fai. Dici che si deve fare elemosina senza essere visti e ieri, alla presenza di tutto un popolo, hai detto a due poveri: “Rimanete e vi sfamerò”».

«Ho detto: “Rimangano i due poverelli. Saranno gli ospiti benedetti e daranno sapore al nostro pane”. Non di più. Non ho significato di volerli sfamare. Quale è quel povero che almeno non ha un pane? La gioia era di dar loro amicizia buona».

«Eh! già! Sei astuto e sai fare l’agnello!…».

Il vecchione si alza, si volta e alzando il suo bastone grida:

«Lingua infernale che accusi il Santo, credi forse di sapere tutto e di potere accusare per ciò che sai? Come ignori chi è Dio e chi è Colui che tu insulti, così ignori le sue azioni. Solo gli angeli e il mio cuore giubilante lo sanno. Udite, uomini, udite tutti, e sappiate se Gesù è il mentitore e il superbo che questo avanzo del Tempio vuol dire. Egli…».

«Taci, Ismaele! Taci per amor mio! Se ti ho fatto felice, fammi felice tacendo», lo prega Gesù.

«Ti ubbidisco, Figlio santo. Ma lasciami dire questo solo: la benedizione del vecchio israelita fedele è su di Lui che mi ha beneficato da Dio, e Dio l’ha messa sulle mie labbra per me e per Sara, mia figlia novella. Ma sul tuo capo non sarà benedizione. Io non ti maledico. Non sporco la mia bocca, che deve dire a Dio: “Accoglimi”, con una maledizione. Non l’ho avuta neppure per chi mi ha rinnegato, e già ne ho ricompensa divina. Ma ci sarà chi fa le veci dell’Innocente accusato e di Ismaele, amico di Dio che lo benefica».

Un coro di urli fa chiusa al discorso del vecchio che si siede di nuovo, e un uomo se la svigna e se ne va, inseguito da improperi.

E poi la folla grida a Gesù: «Continua, continua, Maestro santo! Noi non ascoltiamo che Te, e Tu ascolta noi. Non quei corvi maledetti! È gelosia la loro. Perché ti amiamo più di loro! Ma in Te è santità, in loro cattiveria. Parla, parla! Vedi che non ci punge più altro desiderio che la tua parola. Case, commerci?

Nulla per udire Te!».

«Sì, parlo. Ma non ve la prendete. Pregate per quegl’infelici. Perdonate come Io perdono. Perché se perdonerete agli uomini i loro falli, anche il vostro Padre dei Cieli vi perdonerà i vostri peccati. Ma se avrete rancore e non perdonerete agli uomini, nemmeno il Padre vostro vi perdonerà le vostre mancanze. E tutti hanno bisogno di perdono.

Dettaglio

Gesù sta predicando. Viene interrotto.

Annotazione

Pierre brontola: "Te l'avevo detto! Quando c'è uno di questi... si scatena l'inferno! In effetti aveva avvertito Gesù della presenza di questo personaggio in 173,1.

Gesù menziona questa interruzione il giorno dopo (in MTS 174).

"Taci, Ismaele! Taci per me" (...)

"Dio ha messo questa benedizione sulle mie labbra per me e per Sara, la mia nuova figlia. "È così che apprendiamo i nomi dei due sventurati, Ismaele e Sara, che erano stati catturati il giorno prima. Si veda il capitolo precedente.