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Note del tema

Apostoli

Pagina 5 di 89

Comfort di lettura

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EMR 49.7

L’Evangelo come mi è stato rivelato

Citazione

Sai un poco la Scrittura? Sì? Ebbene, pensa al profeta Michea. Dio da te vuole quello che dice Michea. Non ti chiede di strapparti il cuore, né di sacrificare gli affetti più santi. Per ora non te lo chiede. Un giorno tu, senza richiesta da Dio, darai a Dio anche te stesso. Ma Egli attende che un sole e una rugiada, di te, filo di erba, abbiano fatto palma robusta e gloriosa. Per ora Egli ti chiede questo: praticare giustizia, amare la misericordia, mettere ogni cura nel seguire il tuo Dio. Sforzati a fare questo (...) e tu diverrai l’uomo nuovo, l’amico di Dio e del suo Cristo.

Dettaglio

Contesto: Gesù parla a Pietro, che non sa come seguire le sue parole e i suoi insegnamenti.

Annotazione

Libro di Michea 6, 8

Mi 6, 8: "Uomo, sei stato fatto per conoscere ciò che è buono, ciò che il Signore richiede da te: nient'altro che rispettare ciò che è giusto, amare ciò che è fedele e applicarti a camminare con il tuo Dio".

EMR 49.8

L’Evangelo come mi è stato rivelato

Citazione

49.8 Appena fuori, Pietro dice: «Ma che avrà voluto dire prima, quando diceva che pescherò con altre reti e farò altre pesche?».

«Perché non glielo hai chiesto? Volevi dire tanto e poi quasi non parlavi».

«Mi… vergognavo. È così diverso da tutti i rabbi!».

«Ora va a Gerusalemme…». Giovanni dice questo con tanto desiderio e nostalgia. «Io volevo dirgli se mi lasciava andare con Lui… e non ho osato…».

«Vaglielo a dire, ragazzo», dice Pietro. «Lo abbiamo lasciato così… senza una parola di amore… Almeno sappia che lo ammiriamo. Va’, va’. A tuo padre dico io».

«Vado, Giacomo?».

«Va’».

Giovanni parte di corsa… e di corsa torna giubilante. «Gli ho detto: “Mi vuoi con Te a Gerusalemme?”. Mi ha risposto: “Vieni, amico”. Amico, ha detto! Domani a quest’ora verrò qui. Ah! A Gerusalemme con Lui!…».

…la visione ha fine.

Dettaglio

In EMV 48,6, Gesù dice a Giovanni e Giacomo: "Egli [Pietro] sta gettando la rete ed è impaziente di doverlo fare da solo perché non siete usciti con la barca gemella in una sera in cui la pesca era così buona.... Non sa che tra non molto si troverà a pescare con reti completamente diverse per catturare prede completamente diverse".

EMR 49.9-11

L’Evangelo come mi è stato rivelato

Citazione

In merito a questa visione, mi dice questa mattina (14 ottobre) Gesù:

«Voglio che tu e tutti rileviate il contegno di Giovanni. In un suo lato che sfugge sempre. Voi lo ammirate perché puro, amoroso, fedele. Ma non notate che fu grande anche in umiltà. Egli, artefice primo della venuta a Me di Pietro, modestamente tace questo particolare.

L’apostolo di Pietro, e perciò il primo degli apostoli miei, fu Giovanni. Primo nel riconoscermi, primo nel rivolgermi la parola, primo nel seguirmi, primo nel predicarmi. Eppure, vedete che dice? Dice[4]: “Andrea, fratello di Simone, era uno dei due che avevano udito le parole di Giovanni e avevano seguito Gesù. Il primo in cui si imbatté fu suo fratello Simone, a cui disse: ‘Abbiamo trovato il Messia’ e lo menò da Gesù”.

Giusto, oltre che buono, sa che Andrea si angustia di non aver che un carattere chiuso e timido, che tanto vorrebbe fare ma che non riesce a fare, e vuole che a lui vada, nella memoria dei posteri, il riconoscimento del suo buon volere. Vuole appaia Andrea il primo apostolo di Cristo presso Simone, nonostante che timidezza e soggezione di lui presso il fratello abbiano dato a lui sconfitta di apostolato.

49.10 Quali, fra quelli che fanno qualcosa per Me, sanno imitare Giovanni e non si autoproclamano insuperabili apostoli, senza pensare che il loro riuscire viene da un complesso di cose, che non sono solo santità, ma anche audacia umana, fortuna, e occasionale trovarsi presso altri meno audaci e fortunati, ma forse più santi di loro?

Quando riuscite nel bene, non gloriatevene come di un merito tutto vostro. Date lode a Dio, padrone degli apostolici operai, e abbiate occhio limpido e cuor sincero per vedere e dare ad ognuno il plauso che gli spetta. Occhio limpido a discernere gli apostoli che compiono olocausto, e sono le prime, vere leve nel lavoro degli altri. Solo Dio li vede questi che, timidi, paiono nulla fare e sono invece i rapitori al Cielo del fuoco che investe gli audaci. Cuor sincero nel dire: “Io opero. Ma costui ama più di me, prega meglio di me, si immola come io non so fare e come Gesù ha detto: ‘…entro la propria camera con uscio chiuso per orare in segreto’. Io, che intuisco la sua umile e santa virtù, voglio farla nota e dire: ‘Io, strumento attivo; costui, forza che mi dà moto, perché, innestato come è a Dio, m’è canale di celeste forza’”.

E la benedizione del Padre, che scende a ricompensare l’umile che in silenzio si immola per dar forza agli apostoli, scenderà anche sull’apostolo che sinceramente riconosce il soprannaturale e silenzioso aiuto, che a lui viene dall’umile, e il suo merito che la superficialità degli uomini non nota.

Imparate tutti.

49.11 È il mio prediletto? Sì. Ma non ha anche questa somiglianza con Me? Puro, amoroso, ubbidiente, ma anche umile. Io mi specchiavo in lui e vedevo in lui le virtù mie. Lo amavo perciò come un secondo Me. Vedevo su lui lo sguardo del Padre che lo riconosceva un piccolo Cristo. E mia Madre mi diceva: “In lui io sento un secondo figlio. Mi par di vedere Te, riprodotto in un uomo”.

Oh! la Piena di Sapienza come ti ha conosciuto, o mio diletto! E i due azzurri dei vostri cuori di purezza si sono fusi in un unico velario per farmi protezione d’amore, e un solo amore sono divenuti, prima ancora che Io dessi la Madre a Giovanni e Giovanni alla Madre. S’erano amati perché s’erano riconosciuti simili: figli e fratelli del Padre e del Figlio».

Annotazione

Giovanni 1:39-42:

Andrea, fratello di Simon Pietro, era uno dei due discepoli che avevano ascoltato la parola di Giovanni e avevano seguito Gesù. Per prima cosa trovò Simone, suo fratello, e gli disse: "Abbiamo trovato il Messia", che significa Cristo. Andrea portò suo fratello da Gesù. Gesù lo guardò e disse: "Tu sei Simone, figlio di Giovanni; il tuo nome sarà Cefa", cioè Pietro.

EMR 49.11

L’Evangelo come mi è stato rivelato

Citazione

49.11 È il mio prediletto? Sì. Ma non ha anche questa somiglianza con Me? Puro, amoroso, ubbidiente, ma anche umile. Io mi specchiavo in lui e vedevo in lui le virtù mie. Lo amavo perciò come un secondo Me. Vedevo su lui lo sguardo del Padre che lo riconosceva un piccolo Cristo. E mia Madre mi diceva: “In lui io sento un secondo figlio. Mi par di vedere Te, riprodotto in un uomo”.

Oh! la Piena di Sapienza come ti ha conosciuto, o mio diletto! E i due azzurri dei vostri cuori di purezza si sono fusi in un unico velario per farmi protezione d’amore, e un solo amore sono divenuti, prima ancora che Io dessi la Madre a Giovanni e Giovanni alla Madre. S’erano amati perché s’erano riconosciuti simili: figli e fratelli del Padre e del Figlio.

EMR 50

L’Evangelo come mi è stato rivelato

Dettaglio

Gesù lascia Cafarnao e va a Betsaida. Pietro lo accolse e si offrì di ospitarlo a casa sua. Cristo accettò e Simone di Giona ne fu felice. Gesù si ritirò a pregare e poi uscì. Lì incontrò alcuni bambini, tra cui uno che non voleva giocare alla guerra. Gesù sostiene il suo punto di vista, spiegando che la guerra è una punizione di Dio. Quando i bambini fanno notare che il ragazzo si rifiuta perché perde sempre, Gesù sorride e dichiara che non bisogna rifiutare qualcosa quando ci danneggia: questo è egoismo. Bisogna rifiutare qualcosa quando danneggia tutti, anche se si è sicuri di vincere. La conversazione continua e Gesù parla loro per un momento del Giudizio Universale e dell'avvicinarsi della Redenzione, prendendo spunto dal libro di Neemia. I bambini riconoscono che egli è il Messia e promette di portarli con sé se saranno buoni e obbedienti ai loro genitori.

Filippo va da lui e Gesù lo invita a seguirlo. L'apostolo accetta e Gesù gli parla di Natanaele. L'anziano va a prendere Bartolomeo e tutto va secondo il Vangelo.

Gesù si reca poi a Betsaida per predicare. Il Salvatore viene a ricordare la legge del Decalogo, che all'inizio era semplice. Non c'è bisogno di altro e il Messia ci esorta soprattutto ad amare. Ci incoraggia persino ad amare i nostri nemici.

Quando la predica finì, Gesù disse che sarebbe andato a Gerusalemme. Pietro è combattuto, ma decide di seguire il Maestro. Vengono anche Giacomo di Zebedeo, Andrea, Filippo e Natanaele. Gesù li accoglie e il gruppo prega insieme. Cristo li manda via e spiega che continuerà a pregare durante questo periodo. Il Figlio dell'uomo ha bisogno della preghiera per continuare a essere il Redentore.

EMR 50.1-2

L’Evangelo come mi è stato rivelato

Citazione

50.1 Più tardi (ore 9,30) devo descrivere questo.

Giovanni bussa alla porta della casa dove è ospitato Gesù. Si affaccia una donna e, vedendo chi è, chiama Gesù.

Si salutano con saluto di pace. E poi: «Sei venuto sollecito, Giovanni», dice Gesù.

«Sono venuto a dirti che Simon Pietro ti prega di passare da Betsaida. Ha parlato di Te a molti… Non abbiamo pescato questa notte. Abbiamo pregato, come sappiamo farlo, e abbiamo rinunciato al lucro perché… il sabato ancora non era finito. E questa mattina siamo andati per le vie dicendo di Te. Vi è gente che vorrebbe udirti… Vieni, Maestro?».

«Vengo. Per quanto Io debba andare a Nazareth prima che a Gerusalemme».

«Ti porterà da Betsaida a Tiberiade Pietro con la sua barca. Farai anche più presto».

«Andiamo, dunque».

Gesù prende mantello e bisaccia. Ma Giovanni gli prende quest’ultima. E se ne vanno dopo aver salutato la padrona di casa.

50.2 La visione mi mostra l’uscita dal paese e il principio del viaggio verso Betsaida. Ma non odo discorsi, anzi la visione ha una interruzione e riprende all’entrata di Betsaida. Comprendo che è questa città perché vedo Pietro, Andrea e Giacomo, e con loro delle donne, che attendono Gesù all’inizio dell’abitato.

«La pace sia con voi. Eccomi».

«Grazie, Maestro, per noi e per chi attende. Non è sabato, ma non le dirai le tue parole a chi aspetta di udirti?».

«Sì, Pietro. Le dirò. Nella tua casa».

Pietro è gongolante: «Vieni, allora. Questa è la moglie mia e questa la madre di Giovanni e queste amiche loro. Ma anche altri ti attendono: parenti e amici nostri».

«Avvertili che partirò a sera e prima parlerò loro».

Ho lasciato di dire che, partiti da Cafarnao al tramonto, li ho visti giungere a Betsaida al mattino.

EMR 50.2

L’Evangelo come mi è stato rivelato

Citazione

50.2 La visione mi mostra l’uscita dal paese e il principio del viaggio verso Betsaida. Ma non odo discorsi, anzi la visione ha una interruzione e riprende all’entrata di Betsaida. Comprendo che è questa città perché vedo Pietro, Andrea e Giacomo, e con loro delle donne, che attendono Gesù all’inizio dell’abitato.

«La pace sia con voi. Eccomi».

«Grazie, Maestro, per noi e per chi attende. Non è sabato, ma non le dirai le tue parole a chi aspetta di udirti?».

«Sì, Pietro. Le dirò. Nella tua casa».

Pietro è gongolante: «Vieni, allora. Questa è la moglie mia e questa la madre di Giovanni e queste amiche loro. Ma anche altri ti attendono: parenti e amici nostri».

«Avvertili che partirò a sera e prima parlerò loro».

Ho lasciato di dire che, partiti da Cafarnao al tramonto, li ho visti giungere a Betsaida al mattino.

Dettaglio

Gesù lascia Cafarnao e va a Betsaida.

EMR 50.2

L’Evangelo come mi è stato rivelato

Citazione

50.2 La visione mi mostra l’uscita dal paese e il principio del viaggio verso Betsaida. Ma non odo discorsi, anzi la visione ha una interruzione e riprende all’entrata di Betsaida. Comprendo che è questa città perché vedo Pietro, Andrea e Giacomo, e con loro delle donne, che attendono Gesù all’inizio dell’abitato.

«La pace sia con voi. Eccomi».

«Grazie, Maestro, per noi e per chi attende. Non è sabato, ma non le dirai le tue parole a chi aspetta di udirti?».

«Sì, Pietro. Le dirò. Nella tua casa».

Pietro è gongolante: «Vieni, allora. Questa è la moglie mia e questa la madre di Giovanni e queste amiche loro. Ma anche altri ti attendono: parenti e amici nostri».

«Avvertili che partirò a sera e prima parlerò loro».

Ho lasciato di dire che, partiti da Cafarnao al tramonto, li ho visti giungere a Betsaida al mattino.

«Maestro… io ti prego. Sosta una notte nella mia casa. Lungo il cammino per Gerusalemme, anche se io te lo abbrevio sino a Tiberiade con la barca. Povera la casa mia, ma onesta e amica. Resta con noi questa notte».

Gesù guarda Pietro e gli altri, che sono tutti in attesa. Li guarda scrutatore. Poi sorride e dice: «Sì».

Nuova gioia di Pietro.

Della gente guarda dalle porte e ammicca. Un uomo chiama a nome Giacomo e gli parla piano additando Gesù. Giacomo annuisce e l’uomo va a confabulare con altri fermi su un crocevia.

Entrano nella casa di Pietro. Una cucina vasta e fumosa. In un angolo, reti e canapi e ceste da pesca. In mezzo, il focolare largo e basso, per ora spento. Dalle due porte opposte si vede la via e l’orticello col fico e la vite. Oltre la via, il cerulo muovere del lago. Oltre l’orticello, il muretto scuro di un’altra casa.

«Ti offro quanto ho, Maestro, e come so…».

«Meglio e più non potresti, perché mi offri con amore».

Dànno a Gesù acqua per rinfrescarsi e poi pane e ulive. Gesù gusta pochi bocconi, tanto per mostrare che accetta, poi respinge ringraziando.

Dei bambini curiosano dall’orto e dalla via. Ma non so se siano figli di Pietro. So solo che lui fa gli occhiacci per tenere indietro i piccoli invadenti. Gesù sorride e dice: «Lasciali fare».

«Maestro, vuoi riposare? Lì vi è la mia stanza, là quella di Andrea. Scegli. Non faremo rumore mentre riposi».

«Avrai pure una terrazza?».

«Sì, e la vite, per quanto sia ancor quasi nuda, vi fa un poco d’ombra».

«Conducimi in essa. Preferisco riposare lassù. Penserò e pregherò».

«Come vuoi. Vieni».

Dall’orticello una scaletta sale al tetto, che è una terrazza limitata da un basso muretto. Anche qui, reti e canapi. Ma quanta luce di cielo e quanto azzurro di lago!

Gesù siede su uno sgabello con le spalle appoggiate al muretto. Pietro armeggia con una vela, che stende sopra e a fianco della vite per fare un riparo al sole. Vi è brezza e silenzio. Gesù visibilmente ne gode.

«Io vado, Maestro».

«Va’. Tu e Giovanni andate a dire che al tramonto, qui, parlerò».

Gesù resta solo e prega a lungo. Fuor che due coppie di colombi, che vanno e vengono dai nidi, e un cinguettio di passeri, non c’è rumore o vivente intorno a Gesù che prega. Le ore passano calme e serene.

EMR 50.5-6

L’Evangelo come mi è stato rivelato

Citazione

Un uomo anzianotto si è avvicinato curioso. Gesù si volge, per carezzare un bambino che gli tira la veste, e lo vede. Lo fissa intensamente. Quello saluta arrossendo, ma non dice altro.

«Vieni! Seguimi!».

«Sì, Maestro».

Gesù benedice i bambini e a fianco di Filippo (lo chiama a nome) torna a casa. Si siedono nell’orticello.

«Vuoi esser mio discepolo?».

«Lo voglio… e non oso sperare d’esserlo».

«Io ti ho chiamato».

«Lo sono, allora. Eccomi».

«Sapevi di Me?».

«Me ne ha parlato Andrea. Mi ha detto: “Quello che tu sospiravi è venuto”. Perché Andrea sapeva che io sospiravo il Messia».

«Non è delusa la tua attesa. Egli ti è davanti».

«Mio Maestro e Dio!».

«Sei un israelita di retta intenzione. Per questo mi manifesto a te.

50.6

Un altro tuo amico aspetta, lui pure sincero israelita.

Va’ a dirgli: “Abbiamo trovato Gesù di Nazaret, figlio di Giuseppe della stirpe di Davide, Colui di cui hanno detto Mosè e i Profeti”. Va’».

Gesù resta solo sinché torna Filippo con Natanaele-Bartolomeo.

«Ecco un vero israelita in cui non è frode. La pace a te, Natanaele».

«Come mi conosci?».

«Prima che Filippo venisse a chiamarti, Io ti ho visto sotto al fico».

«Maestro, Tu sei il Figlio di Dio, Tu sei il Re d’Israele!».

«Perché ho detto di averti visto, mentre pensavi sotto al fico, tu credi? Vedrai cose ben più grandi di questa. In verità vi dico che i Cieli sono aperti e voi, per la fede, vedrete gli angeli scendere e salire sopra il Figlio dell’uomo: Io che ti parlo».

«Maestro! Io non sono degno di tanto favore!».

«Credi in Me e sarai degno del Cielo. Vuoi credere?».

«Voglio, Maestro».

«Sei un israelita di retta intenzione. Per questo mi manifesto a te. 50.6 Un altro tuo amico aspetta, lui pure sincero israelita.

Va’ a dirgli: “Abbiamo trovato Gesù di Nazaret, figlio di Giuseppe della stirpe di Davide, Colui di cui hanno detto Mosè e i Profeti”. Va’».

Gesù resta solo sinché torna Filippo con Natanaele-Bartolomeo.

«Ecco un vero israelita in cui non è frode. La pace a te, Natanaele».

«Come mi conosci?».

«Prima che Filippo venisse a chiamarti, Io ti ho visto sotto al fico».

«Maestro, Tu sei il Figlio di Dio, Tu sei il Re d’Israele!».

«Perché ho detto di averti visto, mentre pensavi sotto al fico, tu credi? Vedrai cose ben più grandi di questa. In verità vi dico che i Cieli sono aperti e voi, per la fede, vedrete gli angeli scendere e salire sopra il Figlio dell’uomo: Io che ti parlo».

«Maestro! Io non sono degno di tanto favore!».

«Credi in Me e sarai degno del Cielo. Vuoi credere?».

«Voglio, Maestro».

Annotazione

Giovanni 1:43-51:

Il giorno dopo Gesù decise di partire per la Galilea. Trovò Filippo e gli disse: "Seguimi". Filippo era di Betsaida, il villaggio di Andrea e Pietro. Filippo trovò Natanaele e gli disse: "Abbiamo trovato colui che è scritto nella Legge di Mosè e nei Profeti, Gesù figlio di Giuseppe di Nazaret". Natanaele rispose: "Da Nazaret può uscire qualcosa di buono?". Filippo rispose: "Vieni e vedi". Quando Gesù vide Natanaele venire da lui, disse di lui: "Questo è veramente un israelita: non c'è malizia in lui". Natanaele gli chiede: "Come mi conosci?". Gesù rispose: "Prima che Filippo ti chiamasse, ti ho visto sotto il fico". Natanaele gli disse: "Rabbì, tu sei il Figlio di Dio! Tu sei il re d'Israele! Gesù rispose: "Ti dico che ti ho visto sotto il fico, e per questo credi! Vedrete cose ancora più grandi". E aggiunse: "Amen, amen, io vi dico che vedrete il cielo aperto e gli angeli di Dio salire e scendere sopra il Figlio dell'uomo.