EMR 21.6-7
L’Evangelo come mi è stato rivelato
Citazione
21.6 Il servo, che si era prudentemente eclissato quando aveva visto che Elisabetta non si sentiva male, ma che anzi confidava il suo pensiero a Maria, torna dal frutteto con un imponente vecchio tutto bianco nella barba e nei capelli, il quale con grandi gesti e suoni gutturali saluta di lontano Maria.
«Zaccaria giunge», dice Elisabetta toccando sulla spalla la Vergine assorta in preghiera. «Il mio Zaccaria è muto. Dio lo ha colpito per non aver creduto. Ti dirò poi. Ma ora spero nel perdono di Dio, poiché tu sei venuta. Tu, piena di Grazia».
Maria si leva e va incontro a Zaccaria e si curva davanti a lui fino a terra, baciandogli il lembo della veste bianca che lo copre sino al suolo. È molto ampia, questa veste, e tenuta a posto alla vita da un alto gallone ricamato.
Zaccaria, a gesti, dà il benvenuto, e insieme raggiungono Elisabetta ed entrano tutti in una vasta stanza terrena molto ben messa, nella quale fanno sedere Maria e le fanno servire una tazza di latte appena munto — ha ancora la spuma — e delle piccole focacce.
Elisabetta dà ordini alla servente, finalmente comparsa con le mani ancora impastate di farina e i capelli ancor più bianchi di quanto non siano per la farina che vi è sopra. Forse faceva il pane. Dà ordini anche al servo, che sento chiamare Samuele, perché porti il cofano di Maria in una camera che gli indica. Tutti i doveri di una padrona di casa verso la sua ospite.
Maria risponde intanto alle domande, che Zaccaria le fa scrivendole su una tavoletta cerata con uno stilo. Comprendo dalle risposte che egli le chiede di Giuseppe e del come si trova sposata a lui. Ma comprendo anche che a Zaccaria è negata ogni luce soprannaturale circa lo stato di Maria e la sua condizione di Madre del Messia.
È Elisabetta che, andando presso il suo uomo e posandogli con amore una mano sulla spalla, come per una casta carezza, gli dice: «Maria è madre Ella pure. Giubila per la sua felicità». Ma non dice altro. Guarda Maria. E Maria la guarda, ma non l’invita a dire di più, ed ella tace.
Dolce, dolcissima visione! Essa mi annulla l’orrore rimasto dalla vista del suicidio di Giuda.
Annotazione
Luca 1, 5-25: Al tempo di Erode il Grande, re della Giudea, c'era un sacerdote degli Abiati di nome Zaccaria. Anche sua moglie era una discendente di Aronne e si chiamava Elisabetta. Entrambi erano giusti davanti a Dio: seguivano tutti i comandamenti e i precetti del Signore in modo irreprensibile. Non ebbero figli, perché Elisabetta era sterile, ed entrambi erano avanti negli anni. Ora, mentre Zaccaria stava officiando Dio durante il tempo assegnato ai sacerdoti del suo gruppo, fu scelto a sorte, secondo l'usanza dei sacerdoti, per andare a offrire l'incenso nel santuario del Signore. Tutta la moltitudine del popolo stava pregando fuori al momento dell'offerta dell'incenso. Gli apparve l'angelo del Signore, in piedi alla destra dell'altare dell'incenso. Alla sua vista, Zaccaria rimase sconvolto e impaurito.
L'angelo gli disse: "Non temere, Zaccaria, perché la tua preghiera è stata esaudita: tua moglie Elisabetta ti partorirà un figlio e lo chiamerai Giovanni. Ti rallegrerai ed esulterai e molti si rallegreranno per la sua nascita, perché sarà grande davanti al Signore. Non berrà vino né bevande forti e sarà pieno di Spirito Santo fin dal grembo di sua madre; farà sì che molti figli d'Israele tornino al Signore loro Dio; andrà innanzi, alla presenza del Signore, con lo spirito e la potenza del profeta Elia, per volgere il cuore dei padri verso i figli, per ricondurre i ribelli alla saggezza dei giusti e per preparare al Signore un popolo ben disposto".
Allora Zaccaria disse all'angelo: "Come posso sapere che questo accadrà? Perché io sono vecchio e mia moglie è vecchia".
L'angelo rispose: "Io sono Gabriele e sto alla presenza di Dio. Sono stato mandato a parlarti e a portarti questa buona notizia. Ma ecco, tu sarai messo a tacere e non potrai parlare fino al giorno in cui si avvererà, perché non hai creduto alle mie parole; esse si avvereranno a suo tempo".
Il popolo aspettava Zaccaria ed era sorpreso che si fosse attardato nel santuario. Quando uscì, non riuscì a parlare con loro e capirono che aveva avuto una visione nel santuario. Fece loro dei segni e rimase in silenzio. Terminato il tempo del servizio liturgico, tornò a casa. Qualche tempo dopo, sua moglie Elisabetta concepì un figlio. Per cinque mesi lo tenne segreto. Disse a se stessa: "Questo è ciò che il Signore ha fatto per me, in questi giorni in cui ha posto i suoi occhi per cancellare quella che era la mia vergogna davanti agli uomini".