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Note della parola chiave

Porfido

Tema: Personaggi principali e secondari · Pagina 2 di 2

Comfort di lettura

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EMR 179.2 · Volume 3

L’Evangelo come mi è stato rivelato

Citazione

Le barche degli apostoli, fatto il breve tratto di lago che separa Cafarnao da Betsaida, ammarrano in questa città. Ma altre barche le hanno seguite e molti ne smontano unendosi subito a quelli di Betsaida venuti a salutare il Maestro, che entra nella casa di Pietro dove… è da capo la moglie, che suppongo abbia preferito la solitudine al vivere fra i continui lagni della madre verso suo marito.

La gente, fuori, reclama a gran voce il Maestro, cosa che fa inquietare non poco Pietro, che sale sulla terrazza e arringa cittadini o meno, dicendo che ci vuole rispetto ed educazione. Lui, il suo Maestro, se lo vorrebbe godere un poco in pace, ora che l’ha nella sua casa, e invece non ha tempo e soddisfazione di offrirgli neppure un poco di acqua e miele fra le molte cose che ha detto alla moglie di portare, e brontola.

EMR 179.4 · Volume 3

L’Evangelo come mi è stato rivelato

Citazione

«Ora andiamo da chi ci attende. Venite. Pace a te, donna.

Sarò tuo ospite questa sera».

Escono e Gesù si dirige al lago per non essere oppresso dalla calca. Pietro è sollecito a staccare la barca di pochi metri dalla riva di modo che la voce di Gesù sia udita da tutti, ma che uno spazio sia fra Lui e gli ascoltatori.

Dettaglio

Gesù è in casa di Pietro e parla con Porfirio.

EMR 180.1 · Volume 3

L’Evangelo come mi è stato rivelato

Citazione

Eccoci di nuovo nella cucina di Pietro. La cena deve essere stata abbondante, perché i piatti coi resti di pesce e di carne, di formaggi, di frutta secche o per lo meno avvizzite, di focacce di miele, si ammucchiano su una specie di credenza che ricorda un poco le nostre madie toscane, e anfore con calici sono ancora sparsi sulla tavola.

La moglie di Pietro deve aver fatto miracoli per fare contento il marito e deve avere lavorato tutta la giornata. Ora, stanca ma contenta, sta nel suo angolino e ascolta ciò che dice il suo uomo e ciò che dicono gli altri. Lo guarda, il suo Simone, che per lei deve essere un grande uomo anche se un poco esigente, e quando lo sente parlare con parole nuove su quella bocca che prima parlava solo di barche, di reti, di pesci e di denaro, ha persino uno sbattimento di palpebre come fosse abbagliata da troppa luce. Pietro, sia per la gioia di avere alla sua tavola Gesù, sia per la gioia dell’abbondante pasto consumato, è proprio in vena questa sera, e si rivela in lui il futuro Pietro che predica alle folle.

EMR 180.4 · Volume 3

L’Evangelo come mi è stato rivelato

Citazione

«Pietro ha detto molto bene. E molto bene Simone. Vi prego ricordare le loro parole e applicarle alle vostre anime».

La moglie di Pietro per poco si sviene nella gioia di sentire lodare così suo marito. Piange dentro il suo velo, quieta e beata.

Pietro sembra gli venga un colpo apoplettico tanto diventa rosso.

Dettaglio

Dopo una discussione tra Pietro, Giuda e Simone lo Zelota, Gesù disse:

Parole chiave

EMR 199.8-9 · Volume 3

L’Evangelo come mi è stato rivelato

Citazione

«Sì. Pietro è molto buono. Per lui farei qualunque cosa, perché lo merita».

«Se ti sentisse direbbe col suo buon sorriso schietto: “Ah! Signore, ciò non è vero!”. E avrebbe ragione».

«Perché, Madre?». Ma Gesù sorride già perché ha capito.

«Perché Tu non lo accontenti dandogli un figlio. Mi ha detto tutte le sue speranze, i suoi desideri… e le tue ripulse».

«E non ti ha detto le ragioni con cui le ho giustificate?».

«Sì. Me le ha dette ed ha aggiunto: “È vero… ma io sono un uomo, un povero uomo. Gesù si ostina a vedere in me un grande uomo. Ma io so di essere ben meschino, e perciò… mi potrebbe dare un bambino. Mi ero sposato per averne… muoio senza averne”. E ha detto – accennando al bambino che, felice della bella veste comperata da Pietro, lo aveva baciato dicendogli: “Padre amato” – ha detto: “Vedi, quando questo esserino, che solo dieci giorni or sono non conoscevo ancora, mi dice così, io mi sento diventare più morbido del burro e più dolce del miele, e piango perché… ogni giorno che passa me lo porta via questo bambino…”».

Maria tace osservando Gesù, studiandolo in volto, aspettando una parola… Ma Gesù ha messo il gomito sul ginocchio, la testa sulla mano, e tace guardando la distesa verde del frutteto.

Maria gli prende la mano e la carezza e dice: «Simone ha questo grande desiderio… Mentre andavo con lui non ha fatto che parlarmene, e con ragioni così giuste che… non ho potuto dire nulla per farlo tacere. Erano le stesse ragioni che pensiamo tutte noi, donne e madri. Il bambino non è robusto. Fosse stato come eri Tu… oh! allora avrebbe potuto andare incontro alla vita del discepolo senza paura. Ma è così esile!… Molto intelligente, molto buono… ma nulla di più. Quando un tortorino è delicato non si può lanciarlo a volo presto, come si fa con i forti. I pastori sono buoni… ma sempre uomini. I bambini hanno bisogno delle donne. Perché non lo lasci a Simone? Finché gli neghi una creatura proprio nata da lui, comprendo il motivo. Un piccino nostro è come un’àncora. E Simone, destinato a tanta sorte, non può avere àncore che lo trattengano. Ma però, devi convenire che egli deve essere il “padre” di tutti i figli che Tu gli lascerai. Come può essere padre se non ha fatto scuola con un bambino? Dolce deve essere un padre. Simone è buono, ma dolce no. È impulsivo e intransigente. Non c’è che una creaturina che gli possa insegnare l’arte sottile del compatimento per chi è debole… Considera questa sorte di Simone… È bene il tuo successore! Oh! che la devo pur dire questa atroce parola! Ma per tutto il dolore che mi costa a dirla, ascoltami. Mai ti consiglierei cosa che non fosse buona. Marjziam… Tu ne vuoi fare un perfetto discepolo… Ma è ancora bambino. Tu… te ne andrai prima che lui sia uomo. A chi allora darlo, per completarne la formazione, meglio che a Simone? Infine, povero Simone, Tu sai come è stato tribolato, anche per causa di Te, dalla suocera sua; eppure non ha ripreso un granello del suo passato, della sua libertà di or è un anno, per essere lasciato in pace dalla suocera, che neppur Tu hai potuto mutare. E quella povera creatura di sua moglie? Oh! ha un tale desiderio di amare e di essere amata. La madre… oh!… Il marito? Un caro prepotente… Mai un affetto che le si sia dato senza troppo esigere… Povera donna!… Lasciale il bambino. Ascolta, Figlio. Per ora lo portiamo con noi. Verrò anche io in Giudea. Mi porterai con Te da una mia compagna nel Tempio, e quasi parente, perché da Davide viene. Sta a Betzur. La vedrò volentieri, se ancora vive. Poi, al ritorno in Galilea, lo daremo a Porpora. Quando saremo nei pressi di Betsaida Pietro lo prenderà. Quando verremo qui, lontano, il bambino starà con lei. Ah! ma Tu sorridi ora! Allora fai contenta la tua Mamma. Grazie, mio Gesù».

«Sì, sia fatto come tu vuoi».

199.9

Gesù si alza e chiama forte:

«Simone di Giona, vieni qui».

Pietro ha uno scatto e fa di corsa gli scalini: «Che vuoi, Maestro?».

«Vieni qui, uomo usurpatore e corruttore!».

«Io? Perché? Che ho fatto, Signore?».

«Mi hai corrotto la Madre. Per questo volesti essere solo.

Che ti devo fare?». Ma Gesù sorride e Pietro si rassicura.

«Oh!», dice, «mi hai fatto proprio paura! Ma ora ridi… Che vuoi da me, Maestro? La vita? Non ho più che quella, perché mi hai preso tutto… Ma se vuoi te la do».

«Non ti voglio prendere. Ma ti voglio dare. Però non approfittartene della vittoria e non dare il segreto agli altri, furbissimo uomo che vinci il Maestro con l’arma della parola materna. Avrai il bambino ma…».

Gesù non può più parlare perché Pietro, che si era inginocchiato, salta in piedi e bacia Gesù con tale impeto che gli mozza la parola.

«Ringrazia Lei, non Me. Ma però ricorda che questo ti deve essere di aiuto, non di ostacolo…».

«Signore, non avrai a pentirti del dono… Oh! Maria! Che tu sia sempre benedetta, santa e buona…». E Pietro, che è riscivolato in ginocchio, piange proprio, baciando la mano di Maria…

Annotazione

199.9 Gesù si alza e chiama a gran voce:

"Simone, figlio di Giona, vieni qui!".

Pietro trasalì e si affrettò a salire le scale:

"Che cosa vuoi, Maestro?

- Vieni qui, usurpatore e corruttore!

- Io? Perché? Che cosa ho fatto, Signore?

- Hai corrotto mia Madre. Per questo volevi stare da solo. Cosa dovrei fare a te?".

Ma Gesù sorrise e Pietro si rassicurò.

Oh", disse, "mi hai davvero spaventato! Ma ora stai ridendo... Cosa vuoi da me, Maestro?

GESÙ PIACEVOLE: Questo passo ha suscitato polemiche tra alcuni:

- alcuni non riescono a immaginare Gesù che scherza come si fa con i migliori amici (sembrando accusarli dell'antitesi di ciò che evidentemente sono).

- Altri danno una lettura parziale che interpreta la corruzione isolata come una pratica indegna e sconvolgente.

MARIA MEDIATRICE DI TUTTE LE GRAZIE :

Sul primo punto, la barzelletta, va notato che Gesù non usa la volgarità solitamente associata a questo tipo di barzellette, ma ne trae una santa lezione: Maria, Mediatrice di tutte le grazie. Sta "evangelizzando" la nostra umanità.

Quanto all'altra, la lettura del contesto toglie ogni dubbio sull'intenzione di Pietro che, vedendo negato il suo desiderio più profondo, chiede l'aiuto e la mediazione di Maria.

EMR 201.7 · Volume 3

L’Evangelo come mi è stato rivelato

Citazione

Come è felice Pietro col suo bambino, perfetto israelita ormai! Tanto da non vedere la ruga che taglia la fronte di Gesù. Tanto da non rilevare il silenzio piuttosto opprimente dei compagni. È soltanto nella sala della casa di Giuseppe – quando il bambino, alla richiesta di rito su quanto vuol fare in futuro, dichiara: «Sarò pescatore come il padre mio» – che, fra le lacrime, Pietro si sovviene e comprende… «Però… Giuda ci ha messo una goccia di veleno in questa festa… E Tu sei crucciato, Maestro… e gli altri sono tristi per questo. Perdonate tutti se io non ho visto prima… Ah! quel Giuda!…».

Il suo sospiro credo sia in tutti i cuori… Ma Gesù, per levare il veleno, si sforza di sorridere e dice: «Non te ne crucciare, Simone. Non manca che tua moglie alla festa… e Io pensavo anche a lei, così buona e sacrificata sempre. Ma presto avrà la sua gioia, inaspettata e chissà come bene accolta. Pensiamo al buono che è nel mondo. Vieni. Sicché Marjziam ha risposto per bene? Lo sapevo in anticipo…».

Giuseppe rientra dopo avere dato ordini ai servi. «Io vi ringrazio tutti», dice, «per avermi ringiovanito con questa cerimonia e per farmi l’onore di avere nella mia casa il Maestro, sua Madre, le parenti, e voi, cari condiscepoli. Venite nel giardino. Vi è aria, e i fiori…»; e tutto ha fine.

Dettaglio

Marziam ha appena superato l'esame di maturità.