EMR 50.7
L’Evangelo come mi è stato rivelato
Citazione
Chi ama non vuol dare dolore.
Note del tema
Comfort di lettura
EMR 50.7
Chi ama non vuol dare dolore.
EMR 50.7
Oh! come vi amerà l’Altissimo che tanto ama l’uomo, divenuto a Lui nemico per la colpa d’origine e per i peccati individuali, da mandare ad esso il Redentore, l’Agnello che è il Figlio suo, Io che vi parlo, il Messia promesso per redimervi da ogni colpa, se voi saprete amare come Lui.
EMR 50.7
“Spingete alla perfezione la vostra ubbidienza ai due precetti d’amore: amate anche i vostri nemici”.
Oh! come vi amerà l’Altissimo che tanto ama l’uomo, divenuto a Lui nemico per la colpa d’origine e per i peccati individuali, da mandare ad esso il Redentore, l’Agnello che è il Figlio suo, Io che vi parlo, il Messia promesso per redimervi da ogni colpa, se voi saprete amare come Lui.
Amate. L’amore vi sia scala per cui, angeli divenuti, salirete, come vide Giacobbe, sino al Cielo, udendo il Padre dire, a tutti e a ognuno: “Io sarò tuo protettore dovunque andrai e ti ricondurrò a questo paese: “Io sarò tuo protettore dovunque andrai e ti ricondurrò a questo paese: al Cielo, al Regno eterno”.
EMR 50.8
La gente ha parole di approvazione commossa e se ne va lentamente. Restano Pietro, Andrea, Giacomo, Giovanni, Filippo e Bartolomeo.
Alla predicazione a Betsaida erano presenti i seguenti apostoli.
EMR 50.8
«Parti domani, Maestro?».
«Domani all’alba, se non ti rincresce».
«Rincrescere che Tu vada, sì. Ma rincrescermi l’ora, no. È anzi propizia».
«Pescherai?».
«Questa notte a prima luna».
«Hai fatto bene, Simon Pietro, a non pescare la notte scorsa. Ancor non era finito il sabato. Nehemia, nelle sue riforme, volle[2] che in Giuda fosse rispettato il sabato. Anche ora troppa gente di sabato pigia agli strettoi, porta fasci, carica vino e frutta, e vende e compra pesci e agnelli. Avete sei giorni per questo. Il sabato è del Signore. Solo una cosa potete fare di sabato: bontà al prossimo vostro. Ma il lucro deve essere assolutamente escluso da questo aiuto. Chi viola per lucro il sabato non può aver che castigo da Dio. Fa utile? Lo sconterà con perdite negli altri sei giorni. Non fa utile? Ha faticato invano il corpo, non concedendogli quel riposo che l’Intelligenza ha stabilito per esso, alterandosi con ira lo spirito per aver inutilmente faticato, giungendo a imprecare. Mentre il giorno di Dio va passato col cuore unito a Dio in dolce preghiera d’amore. Bisogna esser fedeli in tutto».
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«Parti domani, Maestro?».
«Domani all’alba, se non ti rincresce».
«Rincrescere che Tu vada, sì. Ma rincrescermi l’ora, no. È anzi propizia».
«Pescherai?».
«Questa notte a prima luna».
«Hai fatto bene, Simon Pietro, a non pescare la notte scorsa. Ancor non era finito il sabato. Nehemia, nelle sue riforme, volle[2] che in Giuda fosse rispettato il sabato. Anche ora troppa gente di sabato pigia agli strettoi, porta fasci, carica vino e frutta, e vende e compra pesci e agnelli. Avete sei giorni per questo. Il sabato è del Signore. Solo una cosa potete fare di sabato: bontà al prossimo vostro. Ma il lucro deve essere assolutamente escluso da questo aiuto. Chi viola per lucro il sabato non può aver che castigo da Dio. Fa utile? Lo sconterà con perdite negli altri sei giorni. Non fa utile? Ha faticato invano il corpo, non concedendogli quel riposo che l’Intelligenza ha stabilito per esso, alterandosi con ira lo spirito per aver inutilmente faticato, giungendo a imprecare. Mentre il giorno di Dio va passato col cuore unito a Dio in dolce preghiera d’amore. Bisogna esser fedeli in tutto».
«Ma… gli scribi e i dottori, che tanto sono severi con noi…, non lavorano in sabato, non dànno neppure un pane al prossimo per non fare la fatica di porgerlo… ma l’usura la fanno anche in sabato. Perché non è lavoro materiale, si può fare usura in sabato?».
«No. Mai. Né in sabato né in altro giorno. Chi fa usura è disonesto e crudele».
«Gli scribi e i farisei, allora…».
«Simone, non giudicare. Tu non fare».
«Ma ho occhi per vedere…».
«Vi è il male solo da vedere, Simone?».
«No, Maestro».
«E allora perché guardare solo il male?».
«Hai ragione, Maestro».
Contestualizzazione: Pietro parla al Maestro e quest'ultimo viene a parlare del sabato.
EMR 50.9
50.9 «Allora domani all’alba partirò con Giovanni».
«Maestro…».
«Simone, che hai?».
«Maestro… vai a Gerusalemme?».
«Lo sai».
«Anche io ci vado per la Pasqua… e anche Andrea e Giacomo…».
«Ebbene?… Vuoi dire che vorresti venire con Me. E la pesca? E il guadagno? Mi hai detto che ti piace aver denaro, e Io starò via molti giorni. Prima vado dalla Madre. E ci andrò al ritorno. Mi fermerò a predicare. Come farai?…».
Pietro è perplesso, combattuto… ma poi decide: «Per me… ci vengo. Preferisco Te al denaro!».
«Anche io vengo».
«E anche io».
«E noi pure, vero, Filippo?».
«Venite, allora. Mi aiuterete».
«Oh!…». Pietro è fulminato all’idea di aiutare Gesù. «Come faremo?».
«Ve lo dirò. Non avrete che fare quanto dico per far bene. L’ubbidiente fa sempre bene. Adesso pregheremo e poi ognuno andrà alle sue mansioni».
«Che farai Tu, Maestro?».
«Pregherò ancora. Sono la Luce del mondo, ma sono anche il Figlio dell’uomo. Devo perciò sempre attingere alla Luce per esser l’Uomo che redime l’uomo. Preghiamo».
Gesù dice un salmo. Quello che comincia: «Chi riposa nell’aiuto dell’Altissimo vivrà sotto la protezione del Dio del Cielo. Dirà al Signore: “Tu sei il mio protettore, il mio rifugio. È il mio Dio, in Lui la mia speranza. Egli mi liberò dal laccio dei cacciatori e dalle aspre parole” ecc. ecc.». Lo trovo nel libro 4. È il secondo del libro 4, mi pare il numero 90 (se leggo bene il numero romano).
La visione cessa così.
Gesù disse ai discepoli presenti (Filippo e Bartolomeo, Giacomo di Zebedeo, Andrea e Pietro):
EMR 50.9
«Adesso pregheremo e poi ognuno andrà alle sue mansioni».
«Che farai Tu, Maestro?».
«Pregherò ancora. Sono la Luce del mondo, ma sono anche il Figlio dell’uomo. Devo perciò sempre attingere alla Luce per esser l’Uomo che redime l’uomo. Preghiamo».
Gesù disse ai discepoli:
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Gesù è a casa di Pietro con Simone di Giona, Giacomo, Giovanni e Porfirio. Arriva Andrea, indicando che Giuda è lì per lui, e suo cugino entra in casa. Maria aveva invitato il Figlio alle nozze di Cana e anche i loro parenti volevano che ci andasse. Gesù acconsente alla richiesta della Madre e poi intuisce che Giuda ha qualcosa che non va. Lo interrogò e Giuda disse a mezza voce che Gesù doveva stare attento, a causa delle caste potenti che avrebbero potuto essere disturbate dal suo insegnamento. Cita il Battista, ma si intuisce che sta rendendo un servizio a parole. Inoltre, Gesù ipotizza che siano stati i loro parenti a dirglielo, cosa che Giuda conferma. Ma Gesù afferma che al di sopra della terra c'è il cielo e gli interessi di Dio. Quanto a sua Madre, solo lei potrebbe ricordargli i suoi doveri di Figlio, ma non lo fa. Ha rinunciato alla sua creaturalità fin dall'inizio e Gesù ricorda la sua vita nel Tempio, lodando il suo distacco e il suo dono di sé a Dio. Il Signore predice anche che verrà un giorno in cui tutti lo abbandoneranno, ma non lei, ed è grazie a Maria che gli apostoli torneranno da Gesù. Vuole farci capire quanto Maria sia potente nel cuore di Dio.
In seguito, Giuda chiede di accompagnarla alle nozze di Cana. Gli consegna una veste disegnata dall'Onnipotente, che Gesù indosserà a Gerusalemme, al Tempio.
EMR 51.1
51.1 Vedo la cucina di Pietro. In essa, oltre a Gesù, vi è Pietro e la moglie, e Giacomo e Giovanni. Sembra che abbiano finito allora la cena e stiano conversando fra loro. Gesù si interessa della pesca.
Entra Andrea e dice: «Maestro, vi è qui l’uomo presso il quale stai, con uno che si dice tuo cugino».
Gesù si alza e va verso l’uscio dicendo: «Vengano avanti»; e quando, alla luce della lucerna ad olio e della fiamma del focolare, vede entrare Giuda Taddeo, esclama: «Tu, Giuda?!».
«Io, Gesù».
Si baciano.