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Note del tema

Città di Gerusalemme

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EMR 67

L’Evangelo come mi è stato rivelato

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Gesù è solo. Incontra due uomini che stanno litigando e cercano di pugnalarsi a vicenda. Cristo interviene di nuovo, intimando loro di fermarsi; poi, quando non ascoltano, compie un miracolo e le lame si spezzano.

Mentre arrivano i soldati da Roma, Gesù tiene un breve sermone agli uomini di Israele e poi anche ai pagani presenti, raccomandando loro di amare e sottolineando che non è con la violenza che si vince, ma con la santità. La rabbia è un peccato che può tagliarci fuori dalla benedizione di Dio, e i figli del Signore devono essere gentili gli uni con gli altri e amarsi a vicenda.

Quando ebbe finito di parlare, gli fu chiesto se fosse il Messia, e Gesù non lo negò. Gli viene chiesto di nuovo se compie miracoli, e nemmeno lui lo nega, anzi compie miracoli quando gli vengono portati i malati. La folla si rallegra e Gesù benedice.

Poi arriva Giuda e chiede cosa sia successo. Chiede se rimarrà a Gerusalemme, ma Gesù gli dice che si recherà in Giudea e promette di andare a Keroth. Infine, entrambi parlano di Giovanni Battista, che Erode ha arrestato. Se Gesù è la bontà, il Precursore è la penitenza. La visione termina qui.

EMR 67.1

L’Evangelo come mi è stato rivelato

Citazione

67.1 Vedo Gesù andare soletto per una via ombrosa. Pare una fresca valletta ricca d’acque. Dico valletta perché è lievemente incassata fra piccole elevazioni del suolo, e al centro scorre un fiumiciattolo.

Il luogo è deserto nell’ora mattutina. Deve appena esser sorto il giorno, un bel giorno sereno di prima estate, e tolto il canto degli uccelli fra gli alberi — per lo più ulivi, specie sulla collina di sinistra, mentre l’altra, più spoglia, ha arbusti bassi di lentisco, acacie spinose, agavi, ecc. ecc. — e il tubare lamentoso di tortore selvatiche, che nidificano nelle crepe del monte più brullo, non si sente altro. Anche il torrentello, dalle acque molto scarse e ridotte al solo centro dell’alveo, pare non fare alcun rumore e se ne va riflettendo nelle acque il verde circostante, per cui pare di smeraldo scuro.

Gesù valica un ponticello primordiale — un tronco semipiallato, gettato al disopra del torrente, senza sponde, senza sicurezza — e prosegue sull’altra riva.

Ora si vedono delle mura e delle porte e si vedono anche mercanti di ortaggi e cibarie affollarsi alle porte, ancora chiuse, per entrare in città. Vi è un gran ragliare d’asini e zuffe fra i medesimi; anche i proprietari degli stessi non scherzano. Insulti, e anche qualche randellata vola non solo sulle schiene asinine ma anche sulle teste umane.

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Vicino alla Porte des Poissons.

EMR 68.1

L’Evangelo come mi è stato rivelato

Citazione

68.1 Vedo Gesù che, avendo al fianco Giuda, penetra nel recinto del Tempio e, dopo aver superato la prima terrazza, o scaglione se piace più dirla così, si ferma in un luogo porticato che costeggia un ampio cortile, lastricato con marmi di diverso colore. Il luogo è molto bello e affollato.

EMR 69

L’Evangelo come mi è stato rivelato

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Gesù lascia il Tempio con Giuda. Giuda vuole andare con lui, ma Gesù gli dice che deve pregare con il Padre. Afferma che lo spirito deve sempre avere la precedenza sulla carne e che la carne deve quasi essere uccisa a favore della vita soprannaturale. Giuda allora chiede come si possa non preoccuparsi della carne ed evoca il comandamento "Non uccidere". Gesù rispose che dobbiamo mangiare il cibo con continenza, senza avvelenarci e senza esagerare, perché lusinga il nostro gusto. Poi è tornato sul tema del suicidio e ne ha parlato a lungo. Cristo dichiara che chi si suicida pecca di superbia. Giuda fa notare che ci si suicida per disperazione, ma Gesù dice che la disperazione non è altro che orgoglio: perché crediamo di non avere aiuto da nessuna parte, nemmeno da Dio che è Padre e che può raggiungerci. Giuda fa notare che tutti coloro che si sono suicidati nelle Scritture prima della sua venuta hanno peccato, ma il Maestro dichiara che avranno potuto ricevere la Misericordia di Dio, anche se non è mai permesso fare violenza a se stessi o agli altri. Dopo la venuta del Verbo, invece, il peccato di suicidio sarà sempre condannato severamente dalla Giustizia di Dio se il peccatore si suicida, dichiarando che è separato per sempre da Dio e non può ricevere il perdono di Dio. Poiché la vita è un dono di Dio, dobbiamo amarla e usarla per guadagnare l'eternità.

Giuda comprende il pensiero di Cristo, ma ha difficoltà ad applicarlo. Parlano della tentazione di Cristo, poi Gesù parla degli angeli (puri spiriti) e dell'uomo, il re della creazione, che Gesù è venuto a riabilitare.

Sul punto di lasciare Gesù, Giuda gli chiede se non può portarlo in un luogo diverso dall'uliveto, per farlo "meglio considerare". Ma sebbene Gesù lo ringrazi per la considerazione, gli piace rimanere in questo ambiente umile. Egli verrà per tutti, per i piccoli come per i grandi, ma soprattutto resterà dove c'è umiltà. Infine, i due uomini si separarono poco dopo.

EMR 70.3

L’Evangelo come mi è stato rivelato

Citazione

70.3 Escono nell’uliveto. Ma prima Giovanni ha preso qualcosa dalla sacca messa nell’angolo. Camminano per un poco e giungono su un ciglio dal quale si vede tutta Gerusalemme.

«Sediamoci qui e parliamo fra noi», dice Gesù.

Ma Giovanni preferisce sedersi ai suoi piedi, sull’erbetta corta, e sta col braccio posato sui ginocchi di Gesù, col capo reclino sul braccio, guardando ogni poco il suo Gesù. Pare un bambino presso la persona a lui più cara. «È bello anche qui, Maestro. Guarda come pare grande la città di notte. Più che di giorno».

«È perché il lume di luna ne sfuma i contorni. Vedi, sembra che il limite si allarghi in una luminosità d’argento. Guarda il sommo del Tempio, lassù. Non sembra sospeso nel vuoto?».

«Pare che lo portino gli angeli sulle loro ali d’argento».

Gesù sospira.

«Perché sospiri, Maestro?».

«Perché gli angeli hanno abbandonato il Tempio. Il suo aspetto di purezza e santità è solo circoscritto alle mura. Quelli che dovrebbero darglielo nell’anima — perché anche ogni luogo ha la sua anima, ossia ha lo spirito per cui fu elevato, e il Tempio ha, dovrebbe avere, anima di preghiera e santità — sono i primi a toglierglielo. Non si può dare ciò che non si possiede, Giovanni. E se molti sono i sacerdoti ed i leviti che là vivono, non ve ne è neppure un decimo che sia atto a dar vita al Luogo Santo. Morte dànno. Comunicano ad esso la morte che è nel loro spirito, morto a ciò che è santo. Hanno le formule. Non hanno la vita delle stesse. Sono cadaveri che sono caldi solo per la putrefazione che li gonfia».

«Ti hanno fatto del male, Maestro?». Giovanni è tutto in pena.

«No. Anzi mi hanno lasciato parlare quando ho chiesto di farlo».

«Lo hai chiesto? Perché?».

«Perché non voglio essere Io quello che inizia la guerra. La guerra verrà lo stesso. Perché Io farò una stolta paura umana ad alcuni e sarò un rimprovero per altri. Ma questo deve esser sul loro libro. Non sul mio».

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Gesù è con Giovanni nell'oliveto del Getsemani. Vedono tutta la città di Gerusalemme.

EMR 71

L’Evangelo come mi è stato rivelato

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Gesù parla a Giuda. Stanno aspettando Simone lo Zelota e Giovanni di Zebedeo, che lo raggiungeranno. Gesù gli dice che Giovanni è il suo primo discepolo e Giuda è ferito, ma non dice nulla al Maestro. Il Maestro, che conosce il cuore, chiede all'Iscariota perché non gli dice quello che pensa. Poi gli chiede se suo padre lo amava, e Giuda parla di suo padre con emozione. Il Signore allora gli assicura che, se suo padre lo ha cresciuto come Giuda racconta, era certamente un uomo giusto e che gioirà nel sapere che è un discepolo del Messia. Ma Giuda deve vedere in Gesù il padre che aveva perso e non nascondergli nulla. Giuda dichiara che diventerà buono se Cristo lo ama così tanto. Ammette di essere rimasto male per non essere stato il primo discepolo, ma Gesù gli assicura che nel suo cuore non fa differenza tra il primo e l'ultimo.

Nel frattempo sono arrivati Simone e Giovanni. L'ex lebbroso saluta il suo Salvatore con un grido di gioia e Gesù lo benedice per l'opera di evangelizzazione che ha già compiuto. Simone coglie l'occasione per parlare di Lazzaro e Gesù gli promette che andrà a trovarlo. Poi hanno luogo le presentazioni tra i discepoli. Gesù manda Giovanni con Giuda e chiede a Simone di essere indulgente con quest'uomo, che Simon Pietro e gli altri non apprezzeranno. Simone acconsente e con queste parole vanno a evangelizzare la gente nel Tempio.

EMR 72

L’Evangelo come mi è stato rivelato

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Gesù, Giovanni, Simone lo Zelota e Giuda sono insieme. Il Maestro chiede loro di accompagnarlo in Giudea, a meno che non sia molto doloroso per loro, soprattutto per Simone. Ma Simone dice di avere un nuovo vigore dopo il miracolo del Signore e che le scaglie dell'odio sono cadute dal suo cuore. Afferma addirittura che questo miracolo del cuore è più grande del miracolo fisico e, brontolando, Giuda chiede perché Gesù non faccia questo a tutti. Giovanni interviene e dice che il Maestro li sta già cambiando: almeno lo fa da quando il Messia lo ha chiamato a seguirlo. L'Amato si sente allora in imbarazzo per aver parlato davanti al Maestro, ma il fratello di Giacomo non vuole che Giuda rattristi il Maestro. Poi Gesù prende la parola e dice che verrà un tempo in cui riceveranno forza, grazia e saggezza dal Signore, e che giudicheranno con giustizia. Disse anche che li avrebbe mandati fuori e che sarebbero stati in grado di compiere miracoli... Giuda si rallegra di questo pensiero, Giovanni meno, perché non saranno più con Gesù. Simone lo Zelota, tuttavia, fa notare loro che se Cristo agisce in questo modo, è perché saprà cosa sta facendo e che devono fidarsi di lui, rimanendo umili anche quando compiono miracoli. Giuda dichiara che se vuole fare miracoli, è per vedere il Maestro trionfare... E Simone gli parla abilmente dei pensieri umani che corrompono l'immagine di Cristo annunciata nelle Scritture: prende l'esempio degli Zeloti, che volevano un Regno umano e che furono puniti da Dio e da Roma. Nella sua punizione, però, Simone ha conosciuto il Figlio di Dio e lo ha riconosciuto al momento giusto.

La conversazione si placa e Gesù rivela che stanno andando a Betlemme.

EMR 85

L’Evangelo come mi è stato rivelato

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Gesù salì al Tempio di Gerusalemme con Simone lo Zelota per pregare il Padre. Non aveva intenzione di predicare lì. Leggero riferimento ai pastori di Betlemme. Gesù pianifica quello che faranno: andare a vedere Giona, andare a Nazareth, poi a Cafarnao. Si incontreranno anche con gli altri discepoli. Parlano dell'anima, poi della bella Galilea, di Nazareth e di Maria. Giuda predica agli uomini del Tempio. Simone si pente per aver pensato male di lui in EMV 83. I due uomini vanno poi incontro a Giovanni nell'orto degli ulivi, nel Getsemani. Lì incontra la madre di Annalia, Elise, e la incoraggia a recarsi da Gesù perché sua figlia è molto malata.