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Note della parola chiave

Bibbia - Vangelo di Giovanni

Tema: Bibbia, tradizione e testi sacri - Antico e Nuovo Testamento · Pagina 2 di 2

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EMR 80.8-11

L’Evangelo come mi è stato rivelato

Citazione

«Udite. Una volta ci fu uno, un uomo, che mi chiese se ero mai stato tentato. Che mi chiese se non avevo mai peccato. Che mi chiese se, nella tentazione, non avevo mai ceduto. E che si stupì perché Io, il Messia, ho chiesto, per resistere, l’aiuto del Padre dicendo: “Padre, non mi indurre in tentazione”».

Gesù parla piano, calmo, come narrasse un fatto a tutti ignoto… Giuda china il capo come impacciato. Ma gli altri sono tanto intenti a guardare Gesù che non lo vedono.

Gesù continua: «Ora voi, miei amici, potete sapere ciò che solo lievemente seppe quell’uomo. Dopo il battesimo – ero mondo, ma non si è mai mondi abbastanza rispetto all’Altissimo, e l’umiltà di dire “sono uomo e peccatore” è già battesimo che fa mondo il cuore – sono venuto qui. Ero stato chiamato “l’Agnello di Dio” da colui che, santo e profeta, vedeva la Verità e vedeva scendere lo Spirito sul Verbo e farlo Unto del suo crisma d’amore, mentre la voce del Padre empiva i cieli del suo suono dicendo: “Ecco il mio Figlio diletto nel quale mi sono compiaciuto”. Tu, Giovanni, eri presente quando il Battista ha ripetuto le parole… Dopo il battesimo, benché mondo per natura e mondo per figura, volli “prepararmi”. Sì, Giuda. Guardami. Il mio occhio ti dica ciò che ancor tace la bocca. Guardami, Giuda. Guarda il tuo Maestro che non si è sentito superiore all’uomo per essere il Messia e che anzi, sapendo di esser l’Uomo, ha voluto esserlo in tutto, fuorché nel condiscendere al male. Ecco, così».

Ora Giuda ha alzato il viso e guarda Gesù che ha di fronte. La luce delle stelle fa brillare gli occhi di Gesù come fossero due stelle fisse in un pallido volto.

80.9 «Per prepararsi ad essere maestri bisogna essere stati scolari. Io tutto sapevo come Dio. La mia intelligenza mi poteva anche fare capire le lotte dell’uomo, per potere intellettivo e intellettualmente. Ma un giorno qualche mio povero amico, qualche mio povero figlio, avrebbe potuto dire e dirmi: “Tu non sai cosa è esser uomo e avere senso e passioni”. Sarebbe stato rimprovero giusto. Sono venuto qui, anzi là, su quel monte, per prepararmi… non solo alla missione… ma alla tentazione. Vedete? Qui dove voi siete, Io fui tentato. Da chi? Da un mortale? No. Troppo lieve sarebbe stato il suo potere. Sono stato tentato da Satana, direttamente.

Ero sfinito. Da quaranta giorni non mangiavo… Ma, finché ero stato perso nell’orazione, tutto si era annullato nella gioia del parlare con Dio, più che annullato: reso sopportabile. Lo sentivo come un disagio della materia, circoscritto alla materia sola… Poi sono tornato nel mondo… sulle vie del mondo… e ho sentito i bisogni di chi è sul mondo. Ho avuto fame. Ho avuto sete. Ho sentito il freddo pungente della notte desertica. Ho sentito il corpo affranto dalla mancanza del riposo, del letto, e dal lungo cammino fatto in condizioni di spossatezza tale che mi impedivano di andare oltre…

Perché ho una carne anche Io, amici. Una vera carne. Ed essa è soggetta alle stesse debolezze che hanno tutte le carni. E con la carne ho un cuore. Sì. Dell’uomo ho preso la prima e la seconda delle tre parti che fanno l’uomo. Ho preso la materia con le sue esigenze e il morale con le sue passioni. E, se per mia volontà ho piegato in sul nascere tutte le passioni non buone, ho lasciato crescessero potenti come cedri secolari le sante passioni dell’amore filiale, dell’amore patrio, delle amicizie, del lavoro, di tutto quanto è ottimo e santo. E qui ho sentito nostalgia della Mamma lontana, qui ho sentito bisogno delle sue cure sulla mia fralezza umana, qui ho sentito rinnovarsi il dolore di essermi staccato dall’Unica che mi amasse perfettamente, qui ho presentito il dolore che mi è serbato e il dolore del suo dolore, povera Mamma, che non avrà più lacrime, tante ne dovrà spargere per il suo Figlio e per opera degli uomini. E qui ho sentito la stanchezza dell’eroe e dell’asceta, che in un’ora di premonizione si rende cognito dell’inutilità del suo sforzo… Ho pianto… La tristezza… richiamo magico per Satana. Non è peccato esser tristi se l’ora è penosa. È peccato cedere oltre alla tristezza e cadere in inerzia o in disperazione. Ma Satana subito viene quando vede uno caduto in languore di spirito.

È venuto. In veste di benigno viandante. Prende sempre aspetti benigni… Avevo fame… e avevo i trent’anni nel sangue. Mi ha offerto il suo aiuto. E prima mi ha detto: “Di’ a queste pietre che divengano pane”. Ma prima ancora… sì… prima ancora mi aveva parlato della donna… Oh! egli ne sa parlare. La conosce a fondo. L’ha corrotta per il primo, per farne sua alleata di corruzione. Non sono solo il Figlio di Dio. Sono Gesù, l’operaio di Nazaret. Ho detto a quell’uomo che mi parlava allora, chiedendomi se conoscevo tentazione, e quasi mi accusava di esser ingiustamente beato per non aver peccato: “L’atto placa nel soddisfacimento. La tentazione respinta non cade ma si fa più forte, anche perché Satana l’aizza”. Ho respinto la tentazione e della fame della donna e della fame del pane. E sappiate che Satana mi prospettava la prima, né aveva torto, umanamente giudicando, come la migliore alleata per affermarsi nel mondo.

La Tentazione, non vinta dal mio: “Non di solo senso vive l’uomo”, mi parlò allora della mia missione. Voleva sedurre il Messia dopo aver tentato il Giovane. E mi spronò ad annichilire gli indegni ministri del Tempio con un miracolo… Non si piega il miracolo, fiamma di Cielo, a farne cerchio di vimini per incoronarsi di esso… E non si tenta Dio chiedendo miracoli a fini umani. Questo voleva Satana. Il motivo presentato era il pretesto; la verità era: “Gloriati d’esser il Messia”, per portarmi all’altra concupiscenza: quella dell’orgoglio.

Non vinto dal mio: “Non tenterai il Signore Dio tuo”, mi circuì con la terza forza della sua natura: l’oro. Oh! l’oro! Grande cosa il pane e più grande la donna per chi ha bramosia di cibo o di piacere. Grandissima cosa l’acclamazione delle folle per l’uomo… Per queste tre cose quanti delitti si fanno! Ma l’oro… Ma l’oro… Chiave che apre, cerchio che salda, esso è l’alfa e l’omega di novantanove su cento delle azioni umane. Per il pane e la donna l’uomo diviene ladro. Per il potere anche omicida. Ma per l’oro diviene idolatra. Il re dell’oro, Satana, mi ha offerto il suo oro purché lo adorassi… L’ho trapassato con le parole eterne: “Adorerai solo il Signore Iddio tuo”.

Qui. Qui è avvenuto questo».

80.10 Gesù si è alzato. Pare più alto del solito nella piatta natura che lo circonda, nella luce lievemente fosforescente che piove dalle stelle. Anche i discepoli si alzano. Gesù continua a parlare fissando intensamente Giuda.

«Allora sono venuti gli angeli del Signore… L’Uomo aveva vinto la triplice battaglia. L’Uomo sapeva cosa voleva dire essere uomo e aveva vinto. Era esausto. La lotta era stata più esauriente del lungo digiuno… Ma lo spirito giganteggiava… Io credo che ne hanno trasalito i Cieli a questo mio completamento di creatura dotata di cognizione. Io credo che da quel momento è venuto in Me il potere di miracolo. Ero stato Dio. Ero divenuto l’Uomo. Ora, vincendo l’animale che era connesso alla natura dell’uomo, ecco Io ero l’Uomo-Dio. Lo sono. E come Dio tutto posso. E come Uomo tutto conosco. Fate anche voi come Me, se vorrete fare ciò che Io faccio. E fatelo in memoria di Me.

Quell’uomo si stupiva che avessi chiesto l’aiuto del Padre. E l’avessi pregato di non indurmi in tentazione. Di non lasciarmi cioè in balìa della Tentazione oltre le mie forze. Credo che quell’uomo, ora che sa, non se ne stupirà più. Fate anche voi così, in memoria di Me e per vincere come Me, e non dubitate mai, vedendomi forte in tutte le tentazioni della vita, vittorioso nelle battaglie dei cinque sensi, e del senso e del sentimento, sulla mia natura di vero Uomo oltre che di Dio. Ricordatevi di tutto ciò.

80.11 Vi avevo promesso di portarvi là dove avreste potuto conoscere il Maestro… dall’alba del suo giorno, un’alba pura come questa che sorge, al meriggio della sua vita. Quello da cui mi sono partito per andare incontro alla mia umana sera… Ho detto a un di voi: “Anche Io mi sono preparato”. Lo vedete che era vero. Vi ringrazio di avermi fatto compagnia in questo ritorno nel luogo natale e nel luogo penitenziale. I primi contatti col mondo mi avevano già nauseato e sconfortato. È troppo brutto. Ora la mia anima si è nutrita del midollo del leone: della fusione col Padre nell’orazione e nella solitudine. E posso tornare nel mondo per riprendere la mia croce, la mia prima croce di Redentore: quella del contatto col mondo. Col mondo, nel quale troppo poche sono le anime che han nome Maria, che han nome Giovanni…

Dettaglio

Sommario: Lezione sulla tentazione di Cristo. Si parla di Satana, della tentazione del Signore, del fatto che Egli è l'Uomo-Dio e quindi il Figlio dell'Uomo...

Annotazione

Matteo 3, 13-17 e 4, 1-11: Allora apparve Gesù. Era venuto dalla Galilea al Giordano da Giovanni, per essere battezzato da lui. Giovanni voleva impedirglielo e diceva: «Sono io che ho bisogno di essere battezzato da te, e sei tu che vieni da me!». Ma Gesù gli rispose: «Lascia fare per ora, perché è giusto che adempiamo così ogni giustizia». Allora Giovanni lo lasciò fare. Non appena Gesù fu battezzato, uscì dall’acqua, ed ecco che i cieli si aprirono: vide lo Spirito di Dio scendere come una colomba e venire su di lui. E dai cieli una voce diceva: «Questi è il mio Figlio prediletto, in cui mi compiaccio».

Allora Gesù fu condotto dallo Spirito nel deserto per essere tentato dal diavolo. Dopo aver digiunato quaranta giorni e quaranta notti, ebbe fame.

Il tentatore gli si avvicinò e gli disse: «Se sei Figlio di Dio, ordina che queste pietre diventino pane». Ma Gesù rispose: «Sta scritto: L’uomo non vive solo di pane, ma di ogni parola che esce dalla bocca di Dio».

Allora il diavolo lo portò nella Città Santa, lo pose in cima al Tempio e gli disse: «Se sei Figlio di Dio, gettati giù; poiché sta scritto: Egli darà ordine ai suoi angeli riguardo a te, e: Ti porteranno sulle loro mani, perché il tuo piede non urti contro una pietra». Gesù gli disse: «Sta scritto anche: Non tentare il Signore Dio tuo».

Il diavolo lo portò ancora su un monte altissimo e gli mostrò tutti i regni del mondo e la loro gloria. Gli disse: «Tutto questo te lo darò, se, cadendo ai miei piedi, ti prostrerai davanti a me. Allora Gesù gli disse: «Vattene, Satana! Perché sta scritto: “Adorerai il Signore tuo Dio e a lui solo renderai culto”».

Allora il diavolo lo lasciò. Ed ecco che gli angeli si avvicinarono e lo servivano.

Marco 1, 9-13

In quei giorni, Gesù venne da Nazaret, città della Galilea, e fu battezzato da Giovanni nel Giordano. E subito, uscendo dall’acqua, vide i cieli aprirsi e lo Spirito scendere su di lui come una colomba. E una voce dal cielo disse: «Tu sei il mio Figlio prediletto; in te mi compiaccio». » Subito lo Spirito condusse Gesù nel deserto e là rimase quaranta giorni, tentato da Satana. Viveva tra le bestie selvatiche e gli angeli lo servivano.

Luca 3, 21-22 e 4,1-13: Mentre tutto il popolo si faceva battezzare e, dopo essere stato battezzato anche lui, Gesù pregava, il cielo si aprì. Lo Spirito Santo, sotto forma corporea, come una colomba, discese su Gesù, e vi fu una voce dal cielo: «Tu sei il mio Figlio prediletto; in te trovo la mia gioia».

Gesù, pieno di Spirito Santo, lasciò le rive del Giordano; nello Spirito fu condotto nel deserto, dove, per quaranta giorni, fu tentato dal diavolo. Non mangiò nulla in quei giorni e, quando quel tempo fu trascorso, ebbe fame.

Allora il diavolo gli disse: «Se sei Figlio di Dio, ordina a questa pietra di diventare pane». Gesù rispose: «Sta scritto: L'uomo non vive solo di pane».

Allora il diavolo lo portò in alto e gli mostrò in un istante tutti i regni della terra. Gli disse: «Ti darò tutto questo potere e la gloria di questi regni, perché mi è stato dato e lo do a chi voglio. Tu dunque, se ti prostrerai davanti a me, avrai tutto questo». Gesù gli rispose: «Sta scritto: “Al Signore tuo Dio ti prostrerai, a lui solo renderai culto”».

Poi il diavolo lo condusse a Gerusalemme, lo pose in cima al tempio e gli disse: «Se sei Figlio di Dio, gettati giù da qui; poiché sta scritto: Egli comanderà ai suoi angeli di custodirti; e ancora: Ti porteranno sulle loro mani, perché il tuo piede non urti contro una pietra». Gesù gli rispose: «Sta scritto: Non tentare il Signore Dio tuo».

Avendo così esaurito ogni forma di tentazione, il diavolo si allontanò da Gesù fino al momento stabilito.

Giovanni 1, 29-34: Il giorno seguente, vedendo Gesù venire verso di lui, Giovanni disse: «Ecco l’Agnello di Dio, che toglie il peccato del mondo; è di lui che ho detto: “L’uomo che viene dopo di me mi ha preceduto, perché era prima di me”. E io non lo conoscevo; ma, se sono venuto a battezzare con l’acqua, è perché fosse manifestato a Israele». Allora Giovanni rese questa testimonianza: «Ho visto lo Spirito scendere dal cielo come una colomba e rimanere su di lui. E io non lo conoscevo, ma colui che mi ha mandato a battezzare nell’acqua mi ha detto: “Colui sul quale vedrai lo Spirito scendere e rimanere, quello battezza nello Spirito Santo”. Io ho visto e rendo testimonianza: questi è il Figlio di Dio».

EMR 116

L’Evangelo come mi è stato rivelato

Dettaglio

Gesù è con i suoi discepoli nell'oliveto del Getsemani. Il gruppo apostolico parla dei pagani che si interessano a Gesù, il che fa sorgere dei dubbi in alcuni israeliti. La discussione si sposta poi sull'idolatria dei Romani, ma anche sull'idolatria che c'è nel cuore di tutti. In seguito, tutti si ritirano, tranne Giovanni, Simone lo Zelota e Gesù. Il Maestro ha tenuto vicino a sé i suoi due apostoli perché Nicodemo vuole vederlo e, mentre Giovanni va a prenderlo, Cristo dice a Simone che si allontanerà per un po' da Gerusalemme. Arriva allora Nicodemo e dice che lui e Giuseppe d'Arimatea erano suoi discepoli in segreto, per meglio conoscere ciò che il Sinedrio voleva fare contro di lui. Il Sinedrio gli era ostile e Gesù gli disse che avrebbe lasciato Gerusalemme. Questo sconvolse Nicodemo, che pensò di aver fatto male a parlargli, e Simone lo Zelota confermò al vecchio che Gesù stava già progettando di lasciare la Città Santa, anche prima del loro incontro.

Lazzaro diede al Salvatore una casa dove fermarsi per un po'. Poi arrivò il fariseo, angosciato perché non credeva con la stessa semplicità di Giovanni e Simone, e Gesù gli disse che erano rinati spiritualmente. Egli conferma che non esiste la reincarnazione e pronuncia il discorso che si trova in Giovanni 3, 1-21: "Amen, amen, io vi dico: nessuno può entrare nel regno di Dio se non nasce da acqua e da Spirito", ecc.