Vai al contenuto

Note del tema

Parole chiave principali e trasversali 🌟

Pagina 1 di 198

Comfort di lettura

Aa

EMR 1

L’Evangelo come mi è stato rivelato

Dettaglio

Titolo del capitolo: Un pensiero a mo' di introduzione. Dio ha voluto un grembo immacolato.

Data dei dettati: martedì 22 agosto 1944 (EMV 1.1) e mercoledì 16 agosto 1944 (EMV 1.2-4).

Sommario: Gesù fa un dettato come introduzione all'Opera. Parla della purezza di Maria e del suo grembo immacolato, nel quale è scesa la Santissima Trinità. Il Signore non volle altro trono che questo grembo puro e menziona Eva, paragonandola a Maria.

Contenuto del capitolo: 1.1: Questo primo libro tratta della Vergine Maria. - 1.2: La Santa Trinità vi discese con tutte le sue perfezioni. - 1.3 : Maria ed Eva. - 1.4 : Questo pensiero servirà da introduzione ad altri argomenti sacri.

Edizione precedente: Volume 1, capitolo 1

Parole chiave

EMR 1.1-3 · Volume 1

L’Evangelo come mi è stato rivelato

Citazione

1.1Gesù mi ordina: «Prendi un quaderno tutto nuovo. Copia sul primo foglio il dettato del giorno 16 agosto. In questo libro si parlerà di Lei».

Ubbidisco e copio.

1.2Dice Gesù:

«Oggi scrivi questo solo. La purezza ha un valore tale che un seno di creatura poté contenere l’Incontenibile, perché possedeva la massima purezza[1] che potesse avere una creatura di Dio.

La Ss. Trinità scese con le sue perfezioni, abitò con le sue Tre Persone, chiuse il suo Infinito in piccolo spazio — né si diminuì per questo, perché l’amore della Vergine e il volere di Dio dilatarono questo spazio sino a renderlo un Cielo —, si manifestò con le sue caratteristiche:

il Padre, essendo Creatore nuovamente della Creatura come al sesto giorno[2] ed avendo una “figlia” vera, degna, a sua perfetta somiglianza. L’impronta di Dio era stampata in Maria così netta che solo nel Primogenito del Padre le era superiore. Maria può essere chiamata la “secondogenita” del Padre perché, per perfezione data e saputa conservare, e per dignità di Sposa e Madre di Dio e di Regina del Cielo, viene seconda dopo il Figlio del Padre e seconda nel suo eterno Pensiero, che ab eterno in Lei si compiacque;

il Figlio, essendo anche per Lei “il Figlio” e insegnandole, per mistero di grazia, la sua verità e sapienza quando ancora non era che un Germe che le cresceva in seno;

o Spirito Santo, apparendo fra gli uomini per una anticipata Pentecoste, per una prolungata Pentecoste, Amore in “Colei che amò”, Consolazione agli uomini per il frutto del suo seno, Santificazione per la maternità del Santo.

1.3Dio, per manifestarsi agli uomini nella forma nuova e completa che inizia l’èra della Redenzione, non scelse a suo trono un astro del cielo, non la reggia di un potente. Non volle neppure le ali degli angeli per base al suo piede. Volle un seno senza macchia.

Anche Eva era stata creata senza macchia. Ma spontaneamente volle corrompersi. Maria, vissuta in un mondo corrotto — Eva era invece in un mondo puro — non volle ledere il suo candore neppure con un pensiero volto al peccato. Conobbe che il peccato esiste. Ne vide i volti diversi e orribili. Tutti li vide. Anche il più orrendo: il deicidio. Ma li conobbe per espiarli e per essere, in eterno, Colei che ha pietà dei peccatori e prega per la loro redenzione.

1.4 Questo pensiero sarà introduzione ad altre sante cose che darò per conforto tuo e di molti».

EMR 2

L’Evangelo come mi è stato rivelato

Dettaglio

Titolo del capitolo : Anna e Gioacchino fanno un voto al Signore.

Data della visione: martedì 22 agosto 1944

Calendario: 22 settembre a.C. (inizio di Tisri)

Luogo (mappa) : Nazareth

Ciclo: Nascita e infanzia della Vergine Maria

Sommario: Prima apparizione di Anna e Gioacchino. Anna tesse nella sua casa, finché una donna viene a prendere l'acqua. Lascia il suo bambino Alphée, che vizia con i frutti del suo giardino. Il bambino le vuole bene e lei lo ricambia, ma è triste per non essere più madre. Nel frattempo arriva Joachim ed entrambi si entusiasmano per la bellezza del bambino. Parlano della sterilità di Anna e Gioacchino la esorta a recarsi nuovamente al Tempio, non solo per la Festa delle Tende, ma anche per fare una lunga preghiera al Signore. Cita le donne di Israele che hanno partorito molto tardi e spera sempre che il Signore le ascolti. Hannah condivide la sua idea e dichiara che faranno il loro voto al Signore. La loro prole sarà sua, purché egli la conceda loro...

Contenuti del capitolo: 2.1: Anne al lavoro. 2.2: Una vicina le affida il suo bambino. Questo la riempie di gioia. 2.3: arriva Gioacchino, anch'egli felice. L'amore reciproco di una coppia senza figli. 2.4: La speranza di una nascita miracolosa di un bambino consacrato a Dio. 2.5: Inizia il ciclo della nascita della Vergine Maria.

Edizione precedente: Volume 1, capitolo 2

EMR 2.4 · Volume 1

L’Evangelo come mi è stato rivelato

Citazione

Ancora occorre sperare. Tutto può Dio. Finché si è vivi, il miracolo può avvenire, specie quando lo si ama e ci si ama

EMR 3

L’Evangelo come mi è stato rivelato

Dettaglio

Titolo del capitolo: À la fête des Tentes. Anne e Joachim possiedono la Sapienza.

Data della visione e della dettatura: mercoledì 23 agosto 1944

Calendario: lunedì 1 ottobre dell'anno 22 a.C.

Vecchio calendario giuliano: lunedì 3 ottobre 22 a.C.

Calendario ebraico: 24 Tishri 3740.

Luogo (mappa): Gerusalemme

Ciclo: Nascita e infanzia della Vergine Maria

Sommario: Maria vede la periferia di Gerusalemme durante la Festa delle Tende. Descrive l'atmosfera che la circonda, poi vede Anna che consola un bambino caduto. Sua madre viene a prenderlo e le dice che ha già sei figli. La madre di Maria torna poi da Gioacchino e gli racconta del suo incontro con la madre felice. Gli racconta di aver sognato che l'anno prossimo sarebbe tornata qui con il suo bambino. Gioacchino lo esorta a sperare ancora.

In seguito, Gesù fa un discorso sui suoi nonni che possedevano la saggezza. Parla del loro amore rispettivo, del loro amore casto e dignitoso, delle loro virtù interiori e applica loro parole del Libro della Sapienza.

Contenuto del capitolo: 3.1: La casa di Anna si differenzia da quella che Maria erediterà. 3.2: L'accampamento delle tende di rami piantate fuori dalle mura di Gerusalemme. 3.3: Anna, la sterile, parla con una madre di famiglia numerosa. 3.4: Gioacchino ribadisce la sua speranza di una maternità miracolosa e Anna gli confida il suo sogno profetico. 3.5: I giusti sono sempre saggi. 3.6: Ad Anna mancava solo una corona di figli. 3.7 : Erano innamorati come il primo giorno. 3.8 : Volevano un figlio e hanno avuto la madre di Dio. 3.9 : La castità degli sposi. 3.10 : Oggi l'amore e la camera nuziale sono profanati.

Edizione precedente: Volume 1, capitoli 3 e 4

EMR 3.4

L’Evangelo come mi è stato rivelato

Citazione

Vinceremo Dio col nostro fedele amore

Dettaglio

Gioacchino e Anna chiedono al Signore misericordia e il futuro padre di Maria dichiara:

EMR 3.5-10

L’Evangelo come mi è stato rivelato

Citazione

3.5Dice Gesù:

«I giusti sono sempre dei sapienti perché, essendo amici di Dio, vivono in sua compagnia e sono da Lui istruiti; da Lui, Infinita Sapienza.

I miei nonni erano giusti e possedevano perciò la sapienza. Potevano dire con verità quanto dice il Libro, cantando le lodi della Sapienza nel libro[8] di essa: “Io l’ho amata e ricercata fin dalla giovinezza e procurai di prenderla in sposa”.

Anna d’Aronne era la donna forte di cui parla l’Avo nostro. E Gioacchino, stirpe di re Davide, non aveva cercato tanto avvenenza e ricchezza quanto virtù. Anna possedeva una grande virtù. Tutte le virtù unite come mazzo fragrante di fiori per divenire un’unica bellissima cosa, che era la Virtù. Una virtù reale, degna di stare davanti al trono di Dio.

Gioacchino aveva dunque sposato due volte la sapienza “amandola più d’ogni altra donna”: la sapienza di Dio chiusa nel cuore della donna giusta. Anna d’Aronne altro non aveva cercato che di unire la sua vita a quella di un uomo retto, certa che nella rettezza è la gioia delle famiglie.

3.6E ad esser l’emblema della “donna forte” non le mancava che la corona dei figli, gloria della donna sposata, giustificazione del coniugio, di cui parla Salomone, come alla sua felicità non mancavano che questi figli, fiori dell’albero che ha fatto un sol uno con l’albero vicino e ne ottiene dovizia di nuovi frutti, in cui le due bontà si fondono in una, perché, per conto dello sposo, mai nessuna delusione le era venuta.

3.7Ella, ormai volgente a vecchiezza, moglie da più e più lustri a Gioacchino, era sempre per lui “la sposa della sua giovinezza, la sua gioia, la cerva carissima, la graziosa gazzella”, le cui carezze avevano sempre il fresco incanto della prima sera nuziale e affascinavano dolcemente il suo amore, tenendolo fresco come fiore che una rugiada irrora e ardente come fuoco che sempre una mano alimenta. Perciò, nella loro afflizione di senza figli, l’un l’altro si dicevano “parole di consolazione nei pensieri e negli affanni”.

3.8E su loro la Sapienza eterna, quando fu l’ora, dopo averli istruiti nella vita, li illuminò con i sogni della notte, diana del poema di gloria che doveva da essi venire e che era Maria Ss., la Madre mia. Se la loro umiltà non pensò a questo, il loro cuore però trepidò nella speranza al primo squillo della promessa di Dio. Già è certezza nelle parole di Gioacchino: “Spera, spera… Vinceremo Dio col nostro fedele amore”. Sognavano un figlio: ebbero la Madre di Dio.

3.9Le parole del libro della Sapienza paiono scritte per loro:

“Per lei acquisterò gloria davanti al popolo… per essa otterrò l’immortalità e lascerò eterna memoria di me a quelli che dopo me verranno”. Ma, per ottenere tutto questo, dovettero farsi re di una virtù verace e duratura che nessun evento lese. Virtù di fede. Virtù di carità. Virtù di speranza. Virtù di castità. La castità degli sposi! Essi l’ebbero, ché non occorre esser vergini per esser casti. E i talami casti hanno a loro custodi gli angeli e ad essi scendono figli buoni, che della virtù dei genitori fanno la norma della loro vita.

3.10Ma ora dove sono? Ora non si vogliono figli, ma non si vuole però neppure castità. Onde Io dico che l’amore e il talamo sono profanati».

Annotazione

In verità, potrebbero ripetere ciò che dice il Libro quando canta le lodi della Sapienza nell'omonimo libro: cfr. Sap 8,2 qui sotto.

Anna, figlia di Aronne, era la donna forte di cui parla il nostro antenato. Salomone, da cui discende Gesù. Autore dei "Proverbi di Salomone, figlio di Davide, re d'Israele" (Proverbi 1,1). Per la citazione, cfr. Proverbi 31,10-27.

Gioacchino aveva così sposato due volte la sapienza "amandola più di ogni altra donna": la sapienza di Dio contenuta nel cuore della donna giusta. Si veda più avanti Sap 8,9.

Per essere l'emblema della "donna forte", le bastava essere coronata da figli, perché questa è la gloria di una moglie, la giustificazione del matrimonio, di cui parla Salomone. Vedi Pr 31,28.

Ormai anziana, moglie di Gioacchino da decenni, rimane per lui "la moglie della sua giovinezza, la sua gioia, la sua cerva amata, la sua gazzella leggiadra". Cfr. Pr 5,18-19. La tradizione è quasi unanime nel riferire che Anna era stata sposata per più di 20 anni (4 lustri) (cfr. P.V. Charland, Les trois légendes de Madame Saincte Anne, volume 1 1898, pagina 11), e che ebbe Maria in età avanzata. Questa tradizione è confermata anche da Marie d'Agreda(La Cité mystique de Dieu - Livre 1, Chapitre 15, § 209, pag. 518) e da Anne-Catherine Emmerich (La Vie de la Vierge Marie, Presses de la Renaissance, 2006, pag. 45).

Nella loro tristezza per la mancanza di figli, si rivolgevano l'un l'altra "parole di conforto nelle loro preoccupazioni e nei loro dolori": si vedano i successivi saggi 8, 9.

Le parole del libro della Sapienza sembrano essere state scritte per loro: "Per amore di lei avrò gloria tra le moltitudini... Per lei avrò l'immortalità e lascerò un ricordo perenne a coloro che verranno dopo di me". "Vedi Sap 8, 9-10.

Libro della Sapienza 8, 2 e 8, 9-10

Sap 8, 2 : L'ho amata e l'ho cercata fin dalla mia giovinezza; l'ho cercata come moglie e mi sono innamorato della sua bellezza.

Sap 8, 9-10 : Decisi quindi di prenderla come compagna di vita, sapendo che sarebbe stata per me una consigliera in ogni cosa buona e un conforto nei miei problemi e nei miei dolori. Grazie a lei", dissi a me stesso, "avrò gloria nelle assemblee e, ancora giovane, onore presso i vecchi".

Libro dei Proverbi 5, 18-19

Pr 5, 18-19 : Benedici la tua fonte e gioisci della moglie della tua giovinezza. Cerva affascinante, gazzella leggiadra, lascia che il suo fascino ti inebri in ogni momento; sii sempre innamorato del suo amore!

Libro dei Proverbi 31, 10-31

Pr 31, 10-31 :

LA DONNA FORTE.

ALEPH. Chi può trovare una donna forte? Il suo prezzo supera di gran lunga quello delle perle.

BETH. Il cuore di suo marito si fida di lei e i profitti non la deluderanno.

GHIMEL. Gli fa del bene, non del male, per tutti i giorni della sua vita.

DALETH. Cerca lana e lino e lavora con mano allegra.

HÉ. È come la nave del mercante che porta il suo pane da lontano.

VAV. Si alza quando è ancora notte e dà da mangiare alla sua casa e da lavorare alle sue serve.

ZAIN. Pensa a un campo e lo compra; con il frutto delle sue mani pianta una vigna.

HETH. Si cinge i lombi con forza e rafforza le braccia.

TETH. Sente che il suo guadagno è buono; la sua lampada non si spegne nella notte. YOD. Mette la mano alla conocchia e le sue dita afferrano il fuso.

CAPH. Tende la mano all'infelice, apre la mano al bisognoso.

LAMED. Non teme la neve per la sua casa, perché tutta la sua casa è vestita di cremisi.

MEM. Si fa delle coperte, il bisso e la porpora sono le sue vesti.

NUN. Suo marito è ben conosciuto alle porte della città, quando siede con gli anziani del paese.

SAMECH. Fa camicie e le vende, e consegna cinture al mercante.

AÏN. La forza e la grazia sono il suo ornamento, e ride del futuro.

PHÉ. Apre la bocca con saggezza e la sua lingua è piena di buone parole.

TSADÉ. Veglia sui sentieri della sua casa e non mangia il pane dell'ozio.

QOPH. I suoi figli si alzano e la proclamano felice; suo marito si alza e la loda:

RESCH. "Molte figlie si sono mostrate virtuose, ma tu le superi tutte".

SCHIN. Ingannevole è la grazia e vana è la bellezza; la donna che teme Yahweh è quella che sarà lodata.

THAV. Datele il frutto delle sue mani e lasciate che le sue opere dichiarino la sua lode alle porte della città.

EMR 4

L’Evangelo come mi è stato rivelato

Dettaglio

Titolo del capitolo : Anna annuncia la sua maternità con un cantico. Il suo grembo porta l'anima immacolata di Maria.

Data della visione e della dettatura: giovedì 24 agosto 1944.

Calendario: domenica 23 dicembre 22 d.C. secondo Valtorta.fr. Fine del 21 marzo d.C. secondo maria-valtorta.org (calendario ebraico: Nisan 3740).

Luogo (mappa) : Nazareth

Ciclo: Nascita e infanzia della Vergine Maria

Sommario : A Nazaret, Anna canta un cantico che Maria trascrive. Nel frattempo, Gioacchino torna e si sorprende di sentirla canticchiare queste parole. Le chiede di ripetergliele e quando Anna giunge a un certo punto, annunciando di portare finalmente un bambino in grembo, la sua voce si spezza e rivela al marito la sua maternità. Si abbracciano e condividono la loro grande gioia. Anna racconta quando le è stata data la grazia della maternità: nel Tempio, ha visto una luce scendere su di lei. Parlarono del nome che avrebbero dato al bambino, e sua madre intuì già che sarebbe stata una bambina.

Segue un dettato sul concepimento di Maria e sulla saggezza dei giusti che erano i nonni di Cristo.

Contenuti del capitolo: 4.1: Anna canta, prega e sorride al suo lavoro. 4.2: Annuncia a Gioacchino la sua maternità. 4.3: Nel Tempio un fuoco è venuto a me. 4.4: La chiameremo Maria. Stella del nostro mare, perla, felicità. 4.5: Il Verbo agisce su Anna. 4.6: L'anima immacolata di Maria. 4.7: Come sarebbero stati i primi genitori.

Edizione precedente: Volume 1, capitoli 5 e 6