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Note del tema

Gesù Cristo in tutto l'EMV

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Comfort di lettura

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EMR 37.7

L’Evangelo come mi è stato rivelato

Citazione

Molti credono che Io non abbia umanamente sofferto quando la morte spense quello sguardo di santo, vegliante nella nostra casa. Se ero Dio, e come tale cognito della felice sorte di Giuseppe, e perciò non addolorato per la sua dipartita che dopo breve sosta nel Limbo gli avrebbe aperto il Cielo, come Uomo ho pianto nella casa vuota della sua amorosa presenza. Ho pianto sull’amico estinto. E non avrei dovuto piangere su questo mio santo, sul cui petto avevo dormito piccino e dal quale avevo per tanti anni avuto amore?

Dettaglio

Gesù disse:

EMR 38.7

L’Evangelo come mi è stato rivelato

Citazione

Gesù è una creatura senza difetti fisici e morali. Crescerà perciò dritto e forte nel corpo e nello spirito.

Dettaglio

San Giuseppe disse di suo Figlio:

Parole chiave

EMR 39.4

L’Evangelo come mi è stato rivelato

Citazione

Vedo entrare Gesù insieme a sua Mamma nella stanza, dirò così, da pranzo di Nazaret.

Gesù è un bel fanciullo dodicenne, alto, ben formato, robusto senza esser grasso. Sembra più adulto di quanto non sia, per la sua complessione. È già alto, tanto che raggiunge la spalla della Madre. Ha ancora il viso rotondo e roseo del Gesù fanciullo, viso che poi, con l’età giovanile e virile, si assottiglierà e si farà di un color senza colore, un colore di certi delicati alabastri, appena tendenti al giallo-rosa.

Gli occhi, anche gli occhi, sono ancora occhi di bambino. Grandi, bene aperti a guardare, e con una scintilla di letizia persa nel serio dello sguardo. Dopo non saranno più così aperti… Le palpebre si caleranno a mezz’occhio per velare il troppo male, che è nel mondo, al Puro e Santo. Solo nei momenti di miracolo saranno aperti e sfavillanti, più ancora di ora… per cacciare i demoni e la morte, per guarire le malattie ed i peccati. E non saranno neppur più con quella scintilla di letizia mescolata alla serietà… La morte e il peccato saranno sempre più presenti e vicini, e con essi la conoscenza, anche umana, della inutilità del sacrificio, per la volontà contraria dell’uomo. Solo in rarissimi momenti di gioia, per essere con dei redenti e specie con dei puri, bambini per lo più, lo faranno brillare di letizia, questo occhio santo e buono.

Ma ora è con la sua Mamma, in casa sua, e di fronte a Lui è S. Giuseppe che gli sorride con amore, e sono i cuginetti che lo ammirano e la zia Maria d’Alfeo che lo carezza… È felice. Ha bisogno di amore, il mio Gesù, per esser felice. E in questo momento lo ha.

EMR 40

L’Evangelo come mi è stato rivelato

Dettaglio

La Sacra Famiglia si reca al Tempio di Gerusalemme. Dopo aver pregato, Giuseppe e Gesù si recano in una stanza dove Gesù viene esaminato dai dottori della Legge. Giuseppe presenta loro il Figlio e poi gli uomini si rivolgono al Bambino. Egli disse il suo nome e che sapeva leggere i simboli e il vero significato delle Scritture. Ascoltandolo, i dottori raccomandarono a Giuseppe di affidarlo a Hilled o a Gamaliel.

A Cristo fu fatta leggere una parte del Decalogo. Dovette continuare a memoria e ogni volta che pronunciava il nome del Signore si inchinava. Disse che se ci inchiniamo ai re della terra, che non sono altro che polvere, dobbiamo inchinarci ancora di più al Re dei Re, da cui dipende ogni creatura.

Gli fu poi posta una domanda sulla legge del sabato e sulla santificazione delle feste. La gallina che depone un uovo o la pecora che partorisce in quel giorno commette forse un peccato? No, perché l'animale obbedisce alle leggi del Creatore e non commette peccato. Se l'uomo lo fa lavorare di sabato, è il suo padrone che porta il suo peccato.

I dottori rimasero impressionati. Gli fecero un'ultima domanda facendogli leggere un passo del secondo libro delle Cronache. Questo brano, che si svolge qualche secolo prima, parla dello scriba Saphan. Egli legge un libro del sacerdote Elchias davanti al re e dopo si straccia le vesti perché il popolo non segue più le istruzioni del Signore e la sua ira è grande. C'è un simbolo in questo testo? Gesù risponde che è raro che non ci sia, e dice che ciò che è eterno non deve essere circoscritto nel tempo. La Parola dichiara che Israele non ha più la sapienza che viene da Dio, nonostante i seicentotredici precetti, perché li conosce ma non li mette più in pratica.

I medici dichiarano che il bambino è perfetto e maggiorenne. La festa termina e Giuseppe e Gesù tornano da Maria.

EMR 41

L’Evangelo come mi è stato rivelato

Dettaglio

Gesù è solo a Gerusalemme. Maria lo vede guardare in una direzione particolare, ma la visione è piuttosto breve. Riprende più tardi e la mistica scopre l'interno del Tempio. C'erano dei dottori della Legge, tra cui Gamaliele, Hillel e Shammai, che discutevano della profezia di Davide e del Messia. I primi due sostenevano che il Salvatore era già sulla Terra, mentre l'altro affermava che la schiavitù di Israele era solo aumentata e che "la pace che avrebbe dovuto essere portata da colui che i profeti chiamavano "il Principe della Pace" è ben lontana dal regnare sul mondo". Gesù allora interviene e dichiara che Gamaliele ha ragione. Gli viene chiesto su cosa si basano, e per un po' i personaggi parlano della Natività e della strage degli Innocenti. Poi Hillel chiede da dove viene la saggezza del ragazzo e vogliono esaminarlo per bene. Gli viene consegnato un rotolo e poi si affronta il tema del Precursore. Gesù aveva detto che era già sulla terra e che avrebbe preceduto il Cristo di lì a poco. Inoltre, il Figlio di Giuseppe profetizza sul Regno di Dio e sulla Regalità di Cristo, che è interamente spirituale. Egli disse persino che il Santuario di Dio non sarebbe più stato abbattuto e distrutto, e Hillel comprese le sue parole citando un altro passo del libro di Aggeo.

Gamaliele gli parlò allora della Pace di cui parlava il profeta e Gesù rispose con le parole della Gloria: "Pace agli uomini di buona volontà". Ma Israele non ha questa buona volontà, quindi non avrà la Pace e rifiuterà il suo Messia. Infine, Gesù torna ancora una volta sul Precursore, in seguito a un'osservazione di Shammai, dicendo che tra poco precederà il Cristo. Conclude dicendo che se tutti fossero come Hillel, la salvezza arriverebbe in Israele. Hillel si offre di restare con lui, ma il Bambino dice che deve rimanere in solitudine. E così la visione si conclude.

Maria spiega poi come ha fatto a sapere chi erano Hillel e Gamaliele (grazie alla voce del suo consigliere interiore). Infine, Gesù fa un dettato sul ritrovamento di Gesù e Maria nel Tempio e sul dolore di Maria e Giuseppe. Torna alla famosa domanda: "Figlio mio, perché ci hai fatto questo?".

EMR 42.2

L’Evangelo come mi è stato rivelato

Citazione

42.2 Gesù lavora ad un tavolone da falegname. Sta piallando delle tavole che poi addossa al muro dietro a Sé. Poi prende una specie di sgabello, stretto a due lati in una morsa, lo libera dalla stessa, guarda se il lavoro è esatto, lo squadra in tutti i sensi, poi va al camino, prende il pentolino e vi fruga dentro con un bastoncino o pennello, non so; io vedo solo la parte che sporge e che è simile a un bastoncino.

Gesù è vestito di nocciola scuro e ha la tunica piuttosto corta, le maniche rimboccate oltre il gomito e una specie di grembiule davanti, nel quale si sfrega le dita dopo aver toccato il pentolino.

È solo. Lavora assiduamente ma con pacatezza. Nessuna mossa disordinata, impaziente. È preciso e continuo nel suo lavoro. Non si infastidisce di nulla, né di un nodo nel legno che non si lascia piallare, né di un cacciavite (mi pare) che gli cade due volte dal banco, né del fumo sparso che gli deve andare negli occhi.

Ogni tanto alza il capo e guarda verso la parete sud, dove è una porta chiusa, come ascoltando. A un dato momento si affaccia, aprendo una porta che è nella parete est e che dà sulla via. Vedo uno squarcio di viuzza polverosa. Sembra che attenda qualcuno. Poi torna al lavoro. Non è triste, ma è serio. Rinchiude l’uscio e torna al lavoro.

Dettaglio

Sfida: Il cacciavite non esiste.

Nota: Per quanto riguarda il cacciavite, Maria scrive la sua incertezza. Come dice una nota, "la vite e il cacciavite non esistevano all'epoca".

EMR 43

L’Evangelo come mi è stato rivelato

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Maria dà una lezione a Maria e torna al Vangelo dell'infanzia. Si sofferma sui miracoli discreti che hanno costellato la sua vita nascosta. La Vergine torna anche sullo sviluppo spirituale del suo sposo, poi dichiara che le visioni sono state date secondo le esigenze di Maria, perché non poteva sopportare di vedere certe cose, e il Cielo non è crudele: agisce per confortarci, non per metterci nel panico.

Maria si sofferma sui doni dei Magi, che svanirono come neve in Egitto e che permisero loro di ristabilire a malapena la casa e la bottega a Nazareth. La Sacra Famiglia non ha guadagnato beni materiali grazie a Gesù, ma tutto ciò che contava per Giuseppe e Maria era conservare il loro tesoro, Cristo.

La Vergine continuò a incoraggiare Maria perché era sottoposta a grandi sofferenze, e dichiarò che il martirio "non sta nella forma del supplizio, ma nella costanza con cui il martire lo sopporta". Dobbiamo viverlo in Dio e chiedere il suo aiuto, perché ciò che non possiamo fare noi, lo farà lui in noi...

EMR 44

L’Evangelo come mi è stato rivelato

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Gesù si prepara a lasciare Nazareth. Maria è chiaramente angosciata. Suo Figlio mangia e, dopo aver preparato la borsa, Maria si isola per un momento. Gesù va da lei e si scopre che sta piangendo nella bottega di Giuseppe. Gesù le parla e vanno entrambi nel giardino, dove Gesù le dà le sue raccomandazioni. Poi recitano insieme il Padre Nostro, per appoggiarsi a Dio nell'ora della prova. Gesù se ne va, lasciando sua Madre a Nazareth.

Cristo fa un dettato e parla della sofferenza di Maria dopo la separazione da Cristo. Per un momento dice perché sta dando l'Opera e come dà le lezioni. Poi dichiara che questa visione vale per tutti coloro che devono subire una dolorosa rinuncia e lasciare la propria famiglia. Questa lezione è rivolta sia ai genitori che ai figli.

Maria ha sofferto il dolore di essere separata da suo Figlio, ma non si è ribellata alla volontà di Dio. Ha pianto - ma chi non avrebbe pianto quando ha intuito come avrebbe sofferto il proprio Figlio? Sapeva che i suoi parenti erano pieni di buon senso umano e che non avrebbero capito la partenza o la predicazione di Cristo. Sapeva che suo Figlio avrebbe incontrato ostilità durante il suo ministero. Anche lei ha pianto, sofferto e riparato per tutte le madri che devono separarsi dalla loro prole. Le lacrime della Madre e il Sangue di Gesù Cristo rafforzano coloro che devono dare prova di eroismo, e rafforzano in particolare le anime consacrate e le anime vittime.

Nell'ora della prova, Maria prega con Gesù. La sofferenza non le ha impedito di pregare, anzi. E Gesù ci dice che dobbiamo sempre pregare con lui, perché è Gesù che ci giustifica.

EMR 44.7

L’Evangelo come mi è stato rivelato

Citazione

Dice Gesù:

«Questo è il quarto dolore di Maria Madre di Dio. Il primo, la presentazione al Tempio; il secondo, la fuga in Egitto; il terzo, la morte di Giuseppe; il quarto, il mio distacco da Lei.

Conoscendo il desiderio del Padre, ti ho detto ieri sera che affretterò la descrizione dei “nostri” dolori perché siano resi noti. Ma, come vedi, già ne erano stati illustrati di quelli di mia Madre. Ho spiegato prima la fuga che la presentazione, perché vi era bisogno di farlo in quel giorno. Io so. E tu comprendi e dirai il perché al Padre. A voce.