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Note del tema

Gesù Cristo nel Vangelo così come mi è stato rivelato

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EMR 66.1-3

L’Evangelo come mi è stato rivelato

Citazione

Nel pomeriggio vedo Gesù… sotto degli ulivi… È seduto su un balzo del terreno nella sua posa abituale, coi gomiti poggiati al ginocchio, gli avambracci in avanti e le mani congiunte. Cala la sera e la luce diminuisce sempre più nel folto uliveto. Gesù è solo. Si è levato il mantello come avesse caldo, e la sua veste bianca mette una nota chiara nel verde del luogo che il crepuscolo fa molto scuro.

Un uomo scende fra gli ulivi. Pare cerchi qualcosa o qualcuno. È alto, vestito di un abito di tinta allegra, un giallo rosa che fa più vistoso il mantellone tutto a ondeggianti frange. Non lo vedo bene nel volto, perché la luce e la lontananza lo vietano, e anche perché tiene un lembo del mantello molto calato sul volto. Quando vede Gesù fa un atto come per dire: «Eccolo!» e affretta il passo. A pochi metri saluta: «Salve, Maestro!».

Gesù si volge di scatto e alza il volto, perché il sopraggiunto è sul balzo soprastante. Gesù lo guarda serio e direi mesto.

L’altro ripete: «Ti saluto, Maestro. Sono Giuda di Keriot. Non mi riconosci? Non ricordi?».

«Ricordo e riconosco. Sei quello che qui mi hai parlato con Tommaso, la scorsa Pasqua».

«E al quale Tu hai detto: “Pensa e sappi decidere prima del mio ritorno”. Ho deciso. Vengo».

«Perché vieni, Giuda?». Gesù è proprio mesto.

«Perché… te l’ho detto dall’altra volta il perché. Perché io sogno il regno d’Israele e re ti ho visto».

«Per questo vieni?».

«Per questo. Metto me stesso e tutto quanto posso di mio: capacità, conoscenze, amicizie, fatica, al tuo servizio e al servizio della tua missione per ricostituire Israele».

I due ora sono di fronte, vicini, in piedi e si guardano fissamente. Gesù serio sino alla mestizia, l’altro esaltato dal suo sogno, sorridente, bello e giovane, leggero e ambizioso.

«Io non ti ho cercato, Giuda».

«L’ho visto. Ma io ti cercavo. Sono giorni e giorni che ho messo persone alle porte per segnalarmi l’arrivo tuo. Pensavo saresti venuto con dei seguaci e perciò che facile sarebbe stato il notarti. Invece… Ho capito che c’eri stato, perché un gruppo di pellegrini ti benediva per aver guarito un malato. Ma nessuno sapeva dirmi dove eri. Allora ho ricordato questo luogo. E sono venuto. Se non ti avessi trovato qui, mi sarei rassegnato a non trovarti più…».

«Credi che sia stato un bene per te l’avermi trovato?».

«Sì, poiché ti cercavo, ti desideravo, ti voglio».

«Perché? Perché mi hai cercato?».

«Ma te l’ho detto, Maestro!

66.2 Non mi hai compreso?».

«Ti ho compreso. Sì. Ti ho compreso. Ma voglio che anche tu mi comprenda prima di seguirmi. Vieni. Parleremo mentre camminiamo». E si pongono a camminare l’uno al fianco dell’altro su e giù per le stradelline che intersecano l’uliveto. «Tu mi segui per un’idea che è umana, Giuda. Io te ne devo dissuadere. Non sono venuto per questo».

«Ma non sei Tu il designato Re dei giudei? Quello di cui hanno parlato i Profeti? Altri ne sono sorti. Ma a loro mancavano troppe cose e sono caduti come foglia che il vento più non sorregge. Tu hai Dio con Te, tanto che operi miracolo. Dove è Dio, sicura è la riuscita della missione».

«Hai detto bene. Io ho Dio con Me. Io sono il suo Verbo. Sono quello profetizzato dai Profeti, promesso ai Patriarchi, atteso dalle folle. Ma perché, o Israele, tanto sei divenuto cieco e sordo da non saper più leggere e vedere, udire e comprendere il vero dei fatti? Il mio Regno non è di questo mondo, Giuda. Dissuaditene. Ad Israele Io vengo a portare la Luce e la Gloria. Ma non la luce e la gloria della Terra. Io vengo per chiamare i giusti d’Israele al Regno. Perché è da Israele e con Israele che deve formarsi e venire la pianta di vita eterna la cui linfa sarà il Sangue del Signore, la pianta che si estenderà per tutta la Terra, sino alla fine dei secoli. I miei seguaci primi da Israele. I miei confessori primi da Israele. Ma anche i miei persecutori da Israele. Anche i miei carnefici da Israele. Ma anche il mio traditore da Israele…»

«No, Maestro. Questo non sarà mai. Tutti ti tradissero, io ti resterò e ti difenderò».

«Tu, Giuda? E su che fondi questa tua sicurezza?».

«Sul mio onore di uomo».

«Cosa più fragile di tela di ragno, Giuda. È da Dio che dobbiamo chiedere la forza d’esser onesti e fedeli. L’uomo!… L’uomo compie opere di uomo. Per compiere opere dello spirito — e seguire il Messia in verità e giustizia vuol dire compiere opera di spirito — occorre uccidere l’uomo e farlo rinascere. Sei tu capace di tanto?».

«Sì, Maestro. E poi… Non tutto Israele ti amerà. Ma carnefici e traditori al suo Messia non ne darà Israele. Ti attende da secoli!».

«Me li darà. Ricorda i Profeti. Le loro parole… e la loro fine. Io sono destinato a deludere molti. E tu ne sei uno. Giuda, tu hai qui di fronte un mite, un pacifico, un povero che povero vuol rimanere. Io non sono venuto per impormi e per fare guerra. Io non contendo ai forti e ai potenti nessun regno, nessun potere. Io non contendo che a Satana le anime e vengo a spezzare le catene di Satana col fuoco del mio amore. Io vengo per insegnare misericordia, sacrificio, umiltà, continenza. Io ti dico, ed a tutti dico: “Non abbiate sete di umane ricchezze, ma lavorate per le monete eterne”. Disilluditi, Giuda, se mi credi un trionfatore su Roma e sulle caste che imperano. Gli Erodi come i Cesari possono dormire tranquilli mentre Io parlo alle turbe. Non sono venuto per strappare scettri a nessuno… ed il mio scettro, eterno, è già pronto. Ma nessuno che non fosse amore, come Io sono, lo vorrebbe impugnare.

66.3 Vai, Giuda, e medita…».

«Mi respingi, Maestro?».

«Io non respingo nessuno, perché chi respinge non ama. Ma dimmi, Giuda, come chiameresti tu l’atto di uno che, sapendosi malato di male contagioso, dicesse ad un ignaro che si accosta per bere al suo calice: “Pensa a quello che fai”? Lo diresti odio o amore?».

«Amore lo direi, poiché non vuole che l’ignaro si rovini la salute».

«Chiama allora così anche il mio atto».

«Posso rovinarmi la salute venendo con Te? No, mai».

«Più che la salute ti puoi rovinare, perché, pensalo bene, Giuda, poco sarà addebitato a chi sarà assassino credendo di fare giustizia, credendolo perché non conosce la Verità; ma molto sarà addebitato a chi, avendola conosciuta, non solo non la segue, ma se ne fa nemico».

«Io non lo sarò. Prendimi, Maestro. Non mi puoi rifiutare. Se sei il Salvatore e vedi che io sono peccatore, pecora sviata, cieco fuori del giusto cammino, perché ricusi di salvarmi? Prendimi. Io ti seguirò fino alla morte…».

«Alla morte! È vero. Questo è vero. Poi…».

«Poi, Maestro?».

«Il futuro è in seno a Dio. Va’. Domani ci rivedremo presso la porta dei Pesci».

«Grazie, Maestro. Il Signore sia con Te».

«E la sua misericordia ti salvi».

E tutto finisce.

EMR 66.2

L’Evangelo come mi è stato rivelato

Citazione

Io ho Dio con Me. Io sono il suo Verbo. Sono quello profetizzato dai Profeti, promesso ai Patriarchi, atteso dalle folle. Ma perché, o Israele, tanto sei divenuto cieco e sordo da non saper più leggere e vedere, udire e comprendere il vero dei fatti? Il mio Regno non è di questo mondo, Giuda. Dissuaditene. Ad Israele Io vengo a portare la Luce e la Gloria. Ma non la luce e la gloria della Terra. Io vengo per chiamare i giusti d’Israele al Regno. Perché è da Israele e con Israele che deve formarsi e venire la pianta di vita eterna la cui linfa sarà il Sangue del Signore, la pianta che si estenderà per tutta la Terra, sino alla fine dei secoli. I miei seguaci primi da Israele. I miei confessori primi da Israele. Ma anche i miei persecutori da Israele. Ma anche il mio traditore da Israele…

Dettaglio

Gesù parlò a Giuda e disse:

EMR 66.2

L’Evangelo come mi è stato rivelato

Citazione

«Tu mi segui per un’idea che è umana, Giuda. Io te ne devo dissuadere. Non sono venuto per questo».

«Ma non sei Tu il designato Re dei giudei? Quello di cui hanno parlato i Profeti? Altri ne sono sorti. Ma a loro mancavano troppe cose e sono caduti come foglia che il vento più non sorregge. Tu hai Dio con Te, tanto che operi miracolo. Dove è Dio, sicura è la riuscita della missione».

«Hai detto bene. Io ho Dio con Me. Io sono il suo Verbo. Sono quello profetizzato dai Profeti, promesso ai Patriarchi, atteso dalle folle. Ma perché, o Israele, tanto sei divenuto cieco e sordo da non saper più leggere e vedere, udire e comprendere il vero dei fatti? Il mio Regno non è di questo mondo, Giuda. Dissuaditene. Ad Israele Io vengo a portare la Luce e la Gloria. Ma non la luce e la gloria della Terra. Io vengo per chiamare i giusti d’Israele al Regno. Perché è da Israele e con Israele che deve formarsi e venire la pianta di vita eterna la cui linfa sarà il Sangue del Signore, la pianta che si estenderà per tutta la Terra, sino alla fine dei secoli. I miei seguaci primi da Israele. I miei confessori primi da Israele. Ma anche i miei persecutori da Israele. Anche i miei carnefici da Israele. Ma anche il mio traditore da Israele…»

«No, Maestro. Questo non sarà mai. Tutti ti tradissero, io ti resterò e ti difenderò».

«Tu, Giuda? E su che fondi questa tua sicurezza?».

«Sul mio onore di uomo».

«Cosa più fragile di tela di ragno, Giuda. È da Dio che dobbiamo chiedere la forza d’esser onesti e fedeli. L’uomo!… L’uomo compie opere di uomo. Per compiere opere dello spirito — e seguire il Messia in verità e giustizia vuol dire compiere opera di spirito — occorre uccidere l’uomo e farlo rinascere. Sei tu capace di tanto?».

«Sì, Maestro. E poi… Non tutto Israele ti amerà. Ma carnefici e traditori al suo Messia non ne darà Israele. Ti attende da secoli!».

«Me li darà. Ricorda i Profeti. Le loro parole… e la loro fine. Io sono destinato a deludere molti. E tu ne sei uno. Giuda, tu hai qui di fronte un mite, un pacifico, un povero che povero vuol rimanere. Io non sono venuto per impormi e per fare guerra. Io non contendo ai forti e ai potenti nessun regno, nessun potere. Io non contendo che a Satana le anime e vengo a spezzare le catene di Satana col fuoco del mio amore. Io vengo per insegnare misericordia, sacrificio, umiltà, continenza. Io ti dico, ed a tutti dico: “Non abbiate sete di umane ricchezze, ma lavorate per le monete eterne”. Disilluditi, Giuda, se mi credi un trionfatore su Roma e sulle caste che imperano. Gli Erodi come i Cesari possono dormire tranquilli mentre Io parlo alle turbe. Non sono venuto per strappare scettri a nessuno… ed il mio scettro, eterno, è già pronto. Ma nessuno che non fosse amore, come Io sono, lo vorrebbe impugnare.»

EMR 66.2-3

L’Evangelo come mi è stato rivelato

Citazione

Il mio Regno non è di questo mondo, Giuda. Dissuaditene. Ad Israele Io vengo a portare la Luce e la Gloria. Ma non la luce e la gloria della Terra. Io vengo per chiamare i giusti d’Israele al Regno. Perché è da Israele e con Israele che deve formarsi e venire la pianta di vita eterna la cui linfa sarà il Sangue del Signore, la pianta che si estenderà per tutta la Terra, sino alla fine dei secoli. I miei seguaci primi da Israele. I miei confessori primi da Israele. Ma anche i miei persecutori da Israele. Anche i miei carnefici da Israele. Ma anche il mio traditore da Israele…»

«No, Maestro. Questo non sarà mai. Tutti ti tradissero, io ti resterò e ti difenderò».

«Tu, Giuda? E su che fondi questa tua sicurezza?».

«Sul mio onore di uomo».

«Cosa più fragile di tela di ragno, Giuda. È da Dio che dobbiamo chiedere la forza d’esser onesti e fedeli. L’uomo!… L’uomo compie opere di uomo. Per compiere opere dello spirito — e seguire il Messia in verità e giustizia vuol dire compiere opera di spirito — occorre uccidere l’uomo e farlo rinascere. Sei tu capace di tanto?».

«Sì, Maestro. E poi… Non tutto Israele ti amerà. Ma carnefici e traditori al suo Messia non ne darà Israele. Ti attende da secoli!».

«Me li darà. Ricorda i Profeti. Le loro parole… e la loro fine. Io sono destinato a deludere molti. E tu ne sei uno. Giuda, tu hai qui di fronte un mite, un pacifico, un povero che povero vuol rimanere. Io non sono venuto per impormi e per fare guerra. Io non contendo ai forti e ai potenti nessun regno, nessun potere. Io non contendo che a Satana le anime e vengo a spezzare le catene di Satana col fuoco del mio amore. Io vengo per insegnare misericordia, sacrificio, umiltà, continenza. Io ti dico, ed a tutti dico: “Non abbiate sete di umane ricchezze, ma lavorate per le monete eterne”. Disilluditi, Giuda, se mi credi un trionfatore su Roma e sulle caste che imperano. Gli Erodi come i Cesari possono dormire tranquilli mentre Io parlo alle turbe. Non sono venuto per strappare scettri a nessuno… ed il mio scettro, eterno, è già pronto. Ma nessuno che non fosse amore, come Io sono, lo vorrebbe impugnare. 66.3 Vai, Giuda, e medita…

EMR 66.2

L’Evangelo come mi è stato rivelato

Citazione

(...) Tu hai qui di fronte un mite, un pacifico, un povero che povero vuol rimanere. Io non sono venuto per impormi e per fare guerra. Io non contendo ai forti e ai potenti nessun regno, nessun potere. Io non contendo che a Satana le anime e vengo a spezzare le catene di Satana col fuoco del mio amore. Io vengo per insegnare misericordia, sacrificio, umiltà, continenza. Io ti dico, ed a tutti dico: “Non abbiate sete di umane ricchezze, ma lavorate per le monete eterne”.

EMR 66.3

L’Evangelo come mi è stato rivelato

Citazione

«Prendimi, Maestro. Non mi puoi rifiutare. Se sei il Salvatore e vedi che io sono peccatore, pecora sviata, cieco fuori del giusto cammino, perché ricusi di salvarmi? Prendimi. Io ti seguirò fino alla morte…».

«Alla morte! È vero. Questo è vero. Poi…».

«Poi, Maestro?».

«Il futuro è in seno a Dio. Va’. Domani ci rivedremo presso la porta dei Pesci».

«Grazie, Maestro. Il Signore sia con Te».

«E la sua misericordia ti salvi».

E tutto finisce.

Dettaglio

Giuda insiste per essere uno dei discepoli di Gesù.

EMR 67

L’Evangelo come mi è stato rivelato

Dettaglio

Gesù è solo. Incontra due uomini che stanno litigando e cercano di pugnalarsi a vicenda. Cristo interviene di nuovo, intimando loro di fermarsi; poi, quando non ascoltano, compie un miracolo e le lame si spezzano.

Mentre arrivano i soldati da Roma, Gesù tiene un breve sermone agli uomini di Israele e poi anche ai pagani presenti, raccomandando loro di amare e sottolineando che non è con la violenza che si vince, ma con la santità. La rabbia è un peccato che può tagliarci fuori dalla benedizione di Dio, e i figli del Signore devono essere gentili gli uni con gli altri e amarsi a vicenda.

Quando ebbe finito di parlare, gli fu chiesto se fosse il Messia, e Gesù non lo negò. Gli viene chiesto di nuovo se compie miracoli, e nemmeno lui lo nega, anzi compie miracoli quando gli vengono portati i malati. La folla si rallegra e Gesù benedice.

Poi arriva Giuda e chiede cosa sia successo. Chiede se rimarrà a Gerusalemme, ma Gesù gli dice che si recherà in Giudea e promette di andare a Keroth. Infine, entrambi parlano di Giovanni Battista, che Erode ha arrestato. Se Gesù è la bontà, il Precursore è la penitenza. La visione termina qui.

EMR 67.2-5

L’Evangelo come mi è stato rivelato

Citazione

67.2 Due si azzuffano sul serio per causa dell’asino di uno, che si è servito della magnifica cesta di lattughe dell’altro asino e se ne è mangiata un bel po’! Forse non è che un pretesto per sfogare un’antica ruggine. Il fatto è che da sotto le vesti corte sino ai polpacci vengono tratti due coltellacci corti e larghi come una mano: paiono daghe mozze ma ben pontute e lucono al sole. Urla di donne, vocio d’uomini. Ma nessuno interviene a separare i due che sono pronti al duello rusticano.

Gesù, che procedeva meditabondo, alza il capo, vede e a passo velocissimo accorre fra i due. «Fermi, in nome di Dio!», ordina.

«No! Voglio farla finita con questo maledetto cane!».

«Anche io! Ci tieni alle frange? Ti farò una frangia con le tue interiora».

I due roteano intorno a Gesù, urtandolo, insultandolo perché si levi di mezzo, cercando colpirsi senza riuscirvi, perché Gesù con sapienti mosse del manto svia i colpi e ostacola la mira. Ne ha anche il mantello lacerato.

La gente urla: «Vieni via, nazareno, ci andrai di mezzo Tu». Ma Lui non si muove e cerca di indurre alla calma, richiamando la mente a Dio. Inutile! L’ira fa pazzi i due contendenti.

Gesù sprigiona miracolo. Ordina per un’ultima volta: «Vi comando di smetterla».

«No! Levati! Va’ per la tua strada, can d’un nazareno!».

Allora Gesù stende le mani, col suo aspetto di potenza sfolgorante. Non dice parola. Ma le lame cadono sbriciolate a terra come fossero state di vetro e avessero urtato contro una rupe.

I due si guardano i manici corti, inutili, rimasti fra le dita. Lo stupore ottunde l’ira. La folla pure urla di stupore.

67.3 «E ora?», chiede Gesù, severo. «Dove è la vostra forza?».

Anche i soldati di guardia alla porta, accorsi agli ultimi urli, guardano stupiti, ed uno si china a raccattare i frammenti delle lame e li prova sull’unghia, incredulo che fossero acciaio.

«E ora?», ripete Gesù. «Dove è la forza vostra? Su che fondavate il vostro diritto? Su quei pezzi di metallo che ora sono schegge fra la polvere? Su quei pezzi di metallo che non avevano altra forza di quella del peccato d’ira contro un fratello, levandovi per quel peccato ogni benedizione di Dio e perciò ogni forza? Oh! miseri coloro che si fondano su mezzi umani per vincere, e non sanno che non è violenza ma santità quello che ci fa vittoriosi sulla Terra e oltre! Perché Dio è coi giusti.

Udite, tutti o voi d’Israele, e anche voi, soldati di Roma. La Parola di Dio parla per tutti i figli dell’uomo, e non sarà il Figlio dell’uomo quello che la ricusa ai gentili.

Il secondo dei precetti del Signore è precetto di amore verso il prossimo. Dio è buono e nei suoi figli vuole benevolenza. Colui che non è benevolente col prossimo suo, non può dirsi figlio di Dio e non può avere Dio con sé. L’uomo non è una bestia senza ragione che si avventa e morde per diritto di preda. L’uomo ha una ragione e un’anima. Per la ragione si deve saper condurre da uomo. Per l’anima si deve saper condurre da santo. Colui che così non fa, si mette al disotto degli animali, scende all’abbraccio coi demoni perché si indemonia l’anima col peccato d’ira.

Amate. Io non vi dico altro. Amate il prossimo vostro come il Signore Dio d’Israele vuole. Non siate sempre del sangue di Caino. E perché lo siete? Per poche monete, voi che potevate essere omicidi. Per pochi palmi di terra, altri. Per un posto più buono. Per una donna. Che sono queste cose? Eterne? No. Durano molto meno della vita, la quale dura un attimo di eternità. E che perdete se le seguite? La pace eterna che è promessa ai giusti e che il Messia vi porterà insieme al suo Regno. Venite sulla via della Verità. Seguite la Voce di Dio. Amatevi. Siate onesti. Siate continenti. Siate umili e giusti. Andate e meditate».

67.4 «Chi sei Tu che parli simili parole e spezzi le spade col tuo volere? Uno solo fa queste cose: il Messia. Neppure Giovanni il Battezzatore è da più di Lui. Sei Tu forse il Messia?», chiedono in tre o quattro.

«Io lo sono».

«Tu? Tu quello che guarisci i malati e predichi Dio in Galilea?».

«Io sono».

«Io ho una vecchia madre che muore. Salvala!».

«Ed io, vedi? Sto perdendo le forze per i dolori. Ho dei figli ancor piccoli. Guariscimi!».

«Va’ alla tua casa. Tua madre questa sera ti preparerà la cena; e tu, guarisci. Lo voglio!».

La folla ha un urlo. Poi chiede: «Il tuo Nome! Il tuo Nome!».

«Gesù di Nazaret!».

«Gesù! Gesù! Osanna! Osanna!».

La folla è in tripudio. Gli asini possono fare quel che vogliono, ché nessuno se ne cura più. Delle madri accorrono dall’interno della città, si capisce che la voce è corsa, e alzano i loro piccini. Gesù benedice e sorride. E cerca di fendere il cerchio acclamante per entrare in città e andare dove vuole. Ma la folla non ne vuole sapere. «Resta con noi! In Giudea! In Giudea! Siamo figli di Abramo anche noi!», grida.

67.5 «Maestro!». Giuda accorre verso di Lui. «Maestro, mi hai preceduto. Ma che avviene?».

«Il Rabbi ha fatto miracolo! In Galilea no; qui, qui con noi lo vogliamo».

«Lo vedi, Maestro? Tutto Israele ti ama. È giusto che Tu resti anche qui. Perché ti sottrai?».

«Non mi sottraggo, Giuda. Sono venuto apposta solo, perché la rudezza dei discepoli galilei non urti la sottigliezza giudea. Io voglio radunare tutte le pecore d’Israele sotto lo scettro di Dio».

«Per questo ti ho detto: “Prendimi”. Io sono giudeo e so come trattare i miei pari. Resterai dunque a Gerusalemme?».

«Pochi giorni. Per attendere un discepolo, lui pure giudeo. Poi andrò per la Giudea…».

«Oh! io verrò con Te. Ti accompagnerò. Verrai al mio paese. Ti porterò a casa mia. Verrai, Maestro?».

«Verrò…»

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Miracoli di lame spezzate.

EMR 67.3

L’Evangelo come mi è stato rivelato

Citazione

Udite, tutti o voi d’Israele, e anche voi, soldati di Roma. La Parola di Dio parla per tutti i figli dell’uomo, e non sarà il Figlio dell’uomo quello che la ricusa ai gentili.

Il secondo dei precetti del Signore è precetto di amore verso il prossimo. Dio è buono e nei suoi figli vuole benevolenza. Colui che non è benevolente col prossimo suo, non può dirsi figlio di Dio e non può avere Dio con sé. L’uomo non è una bestia senza ragione che si avventa e morde per diritto di preda. L’uomo ha una ragione e un’anima. Per la ragione si deve saper condurre da uomo. Per l’anima si deve saper condurre da santo. Colui che così non fa, si mette al disotto degli animali, scende all’abbraccio coi demoni perché si indemonia l’anima col peccato d’ira.

Amate. Io non vi dico altro. Amate il prossimo vostro come il Signore Dio d’Israele vuole. Non siate sempre del sangue di Caino. E perché lo siete? Per poche monete, voi che potevate essere omicidi. Per pochi palmi di terra, altri. Per un posto più buono. Per una donna. Che sono queste cose? Eterne? No. Durano molto meno della vita, la quale dura un attimo di eternità. E che perdete se le seguite? La pace eterna che è promessa ai giusti e che il Messia vi porterà insieme al suo Regno. Venite sulla via della Verità. Seguite la Voce di Dio. Amatevi. Siate onesti. Siate continenti. Siate umili e giusti. Andate e meditate.

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Gesù parla alla gente di Gerusalemme e ad alcuni soldati romani, dopo aver interrotto una lite tra due uomini a cui ha spezzato le lame (grazie a un miracolo).