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Note della parola chiave

Gesù Cristo e gli animali

Tema: Gesù Cristo nel Vangelo così come mi è stato rivelato

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EMR 74.1

L’Evangelo come mi è stato rivelato

Citazione

74.1 Le prime ore di un luminoso mattino d’estate. Il cielo si pennella di rosa in alcune sottili nuvolette, che paiono sfilacciature di garza perse su un tappeto di raso turchese. Vi è tutto un cantare di uccelli, già ebbri di luce… Passere, merli, pettirossi zirlano, cinguettano, rissano per uno stelo, per un bruco, per un rametto da portare nel nido, da mettere nel gozzetto, da prendere per appollatoio. Rondini saettano dal cielo al piccolo rio per bagnarsi il petto di neve tinto al sommo di ruggine e, presa la freschezza dell’onda, carpita la ancor dormente moschina sospesa ad uno stelo, si impennano in alto col guizzo di una lama brunita, garrendo giulive.

Due cutrettole, vestite di seta cenerina, passeggiano graziose come due damine lungo la sponda del ruscello e tengono ben alta la lunga coda ornata di vellutini neri, si specchiano, si trovano belle, riprendono la passeggiata, beffate da un merlo che fischia loro dietro col suo lungo becco giallo, vero monello del bosco. Dentro ad un folto melo selvatico, che si alza solitario presso le rovine, una rosignola chiama insistentemente il suo compagno, e tace solo quando lo vede giungere con un lungo bruco che si divincola nella stretta del becco sottile. Due colombi torraioli, probabilmente evasi da qualche colombaia cittadina, e che hanno eletto libera dimora fra le crepe del torrione diroccato, si abbandonano alle loro espansioni sgrugolando lui, seduttore, tubando lei, pudica.

Gesù, con le braccia conserte al petto, guarda tutte queste liete bestioline e sorride.

«Già pronto, Maestro?», chiede Simone alle sue spalle.

«Già pronto.

EMR 80.2

L’Evangelo come mi è stato rivelato

Citazione

«Qui il Cristo si è preparato alla sua missione».

«Ma qui non c’è nulla!».

«Non c’è nulla, l’hai detto».

«Con chi eri?».

«Col mio spirito e col Padre».

«Ah! fu sosta di poche ore!».

«No, Giuda. Non di poche ore. Di molti giorni…».

«Ma chi ti serviva? Dove dormisti?».

«Avevo a servi gli onagri che nella notte venivano a dormire nella loro tana… in questa, dove Io pure m’ero intanato… Avevo a serve le aquile che mi dicevano: “È giorno” col loro grido aspro, partendo per la preda. Avevo ad amici le piccole lepri che venivano a rodere le erbe selvagge quasi ai miei piedi… Mi era cibo e bevanda ciò che è cibo e bevanda del fiore selvaggio: la rugiada notturna, la luce del sole. Non altro».

Dettaglio

Gesù giunse al Monte della Tentazione. È Giuda a dialogare con lui.

EMR 216.4 · Volume 3

L’Evangelo come mi è stato rivelato

Citazione

«Maestro… che pensi di Giuda? Lo scorso anno Tu hai pianto con me per lui. Poi… non so… Maestro, lascia stare quelle due libellule, guarda me, ascolta me. Non direi questo a nessuno. Non ai compagni. Non agli amici. Ma a Te sì. Io non riesco ad amarlo Giuda. Me ne confesso. È lui che respinge il mio desiderio di amarlo. Non che mi usi spregio, no, ché anzi è fin cortigianesco col vecchio Zelote che egli indovina più esperto degli altri nel conoscere gli uomini. Ma è il suo modo di fare. Ti pare sincero? Dimmelo».

Gesù tace per qualche momento, come affascinato dalle due libellule che, posate a pelo d’acqua, fanno un piccolo arcobaleno con le elitre iridescenti, un prezioso arcobaleno che serve ad attirare un curioso moscerino il quale è distrutto da una delle voraci bestiole, la quale a sua volta viene presa a volo da un appiattato rospo, o ranocchio che sia, che se la pappa a volo insieme al moscerino abbattuto.

Gesù si muove, rialzandosi, perché si era quasi sdraiato per vedere i piccoli drammi della natura, e dice: «Così è. La libellula ha le sue robuste mascelle per nutrirsi delle erbe e le sue robuste ali per abbattere i moscerini, e il ranocchio ha l’ampia gola per inghiottire le libellule. Ognuno ha il suo, e il suo usa. Andiamo, Simone. Gli altri si svegliano».

«Non mi hai risposto, Signore. Non l’hai voluto fare».

«Ma ti ho risposto! Mio vecchio sapiente, medita e troverai…». E Gesù risale il greto e va dai discepoli che si svegliano e lo cercano.

Dettaglio

Simone il Zelota e Gesù sono soli e sono andati a guardare due libellule che danzano sull'acqua.

Annotazione

L’anno scorso hai pianto con me per lui. Cfr. EMV 83.3/4.

«Rifletti e troverai». Troveremo la chiave di lettura collegando la frase precedente: «Ogni essere ha i propri mezzi e ne fa uso» al passo diMatteo 12,33-35(dai frutti si riconosce l’albero) e al testodi EMV 219.4eEMV 222.5

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Vangelo secondo Matteo 12, 33-35

Mt 12, 33-35: O dite che l’albero è buono e il suo frutto buono; oppure dite che l’albero è cattivo e il suo frutto cattivo: perché è dai suoi frutti che si riconosce l’albero. Razza di vipere, come potete dire cose buone, essendo malvagi come siete? Perché dalla pienezza del cuore parla la bocca. L’uomo buono attinge cose buone dal tesoro buono del suo cuore, e l’uomo malvagio attinge cose malvagie da un tesoro malvagio.