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Note della parola chiave

Libellule

Comfort di lettura

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EMR 216.4 · Volume 3

L’Evangelo come mi è stato rivelato

Citazione

«Maestro… che pensi di Giuda? Lo scorso anno Tu hai pianto con me per lui. Poi… non so… Maestro, lascia stare quelle due libellule, guarda me, ascolta me. Non direi questo a nessuno. Non ai compagni. Non agli amici. Ma a Te sì. Io non riesco ad amarlo Giuda. Me ne confesso. È lui che respinge il mio desiderio di amarlo. Non che mi usi spregio, no, ché anzi è fin cortigianesco col vecchio Zelote che egli indovina più esperto degli altri nel conoscere gli uomini. Ma è il suo modo di fare. Ti pare sincero? Dimmelo».

Gesù tace per qualche momento, come affascinato dalle due libellule che, posate a pelo d’acqua, fanno un piccolo arcobaleno con le elitre iridescenti, un prezioso arcobaleno che serve ad attirare un curioso moscerino il quale è distrutto da una delle voraci bestiole, la quale a sua volta viene presa a volo da un appiattato rospo, o ranocchio che sia, che se la pappa a volo insieme al moscerino abbattuto.

Gesù si muove, rialzandosi, perché si era quasi sdraiato per vedere i piccoli drammi della natura, e dice: «Così è. La libellula ha le sue robuste mascelle per nutrirsi delle erbe e le sue robuste ali per abbattere i moscerini, e il ranocchio ha l’ampia gola per inghiottire le libellule. Ognuno ha il suo, e il suo usa. Andiamo, Simone. Gli altri si svegliano».

«Non mi hai risposto, Signore. Non l’hai voluto fare».

«Ma ti ho risposto! Mio vecchio sapiente, medita e troverai…». E Gesù risale il greto e va dai discepoli che si svegliano e lo cercano.

Dettaglio

Simone il Zelota e Gesù sono soli e sono andati a guardare due libellule che danzano sull'acqua.

Annotazione

L’anno scorso hai pianto con me per lui. Cfr. EMV 83.3/4.

«Rifletti e troverai». Troveremo la chiave di lettura collegando la frase precedente: «Ogni essere ha i propri mezzi e ne fa uso» al passo diMatteo 12,33-35(dai frutti si riconosce l’albero) e al testodi EMV 219.4eEMV 222.5

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Vangelo secondo Matteo 12, 33-35

Mt 12, 33-35: O dite che l’albero è buono e il suo frutto buono; oppure dite che l’albero è cattivo e il suo frutto cattivo: perché è dai suoi frutti che si riconosce l’albero. Razza di vipere, come potete dire cose buone, essendo malvagi come siete? Perché dalla pienezza del cuore parla la bocca. L’uomo buono attinge cose buone dal tesoro buono del suo cuore, e l’uomo malvagio attinge cose malvagie da un tesoro malvagio.