EMR 30.10-11
L’Evangelo come mi è stato rivelato
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EMR 30.10-11
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EMR 31
Titolo del capitolo : La visita di Zaccaria. La santità di Giuseppe e l'obbedienza ai sacerdoti.
Data della visione e del dettato: Giovedì 8 giugno 1944 (Corpus Domini)
Calendario: lunedì 30 dicembre -5 d.C.
Luogo (mappa) : Betlemme
Ciclo: Nascita e infanzia di Gesù
Sommario: Zaccaria arriva a Betlemme. Giuseppe viene ad accoglierlo, perché Maria sta dando il latte a Gesù. Il falegname chiede notizie di Giovanni, che cresce molto bene, ma soffre di problemi di dentizione: perciò non lo ha portato con sé. Anche Elisabetta non è venuta, non solo per occuparsi del figlio, ma anche perché fa molto freddo. Giuseppe capì e descrisse al sacerdote le difficili condizioni che avevano vissuto dopo la nascita di Gesù. Come disse il marito di Maria, a Nazareth era tutto pronto, ma qui non avevano nulla.
Nel frattempo, la Vergine arriva e presenta il Bambino, dopo aver salutato il sacerdote. Zaccaria adora Gesù con il massimo rispetto. L'anziano fa poi dei doni da parte sua e di Elisabetta. L'Immacolata si rammarica di non essere potuta venire con Giovanni e Zaccaria le assicura che li vedrà presto. In realtà, l'anziano pensava che avrebbero dovuto vivere a Betlemme, in modo che, quando sarebbe arrivato il momento, sarebbe stato meglio accettato dal Sinedrio e Zaccaria avrebbe potuto servirlo come maestro.
Giuseppe e Maria si guardano e non sono particolarmente d'accordo con la visione di Zaccaria. Uno pensa al suo lavoro, l'altro alla sua casa e a tutto ciò che hanno lasciato. Questo è ciò che dice Maria, soprattutto perché è difficile andare a prendere le loro cose, dato che a Betlemme non hanno una casa dove riporre tutto. Maria pensava soprattutto a Giuseppe e Giuseppe pensava a Maria. Tuttavia, il suo casto marito era disposto a lavorare il doppio se era per Gesù.
Maria tentò infine di opporsi un'ultima volta, facendo notare che il Messia si sarebbe chiamato Nazareno, ma Zaccaria non volle sentire ragioni e i santi genitori si adeguarono ai suoi desideri...
Maria fece poi un dettato sulla santità di Giuseppe, che non si preoccupava di lavorare di più, rinunciando a tutto, se era per i suoi due tesori: Maria e Giuseppe. Poi parlò di Zaccaria, che era un sacerdote, ma il cui cuore era meno rivolto al cielo di quello di Giuseppe. Zaccaria ragiona umanamente e pensa di saperne più di Maria, al punto di poter servire come maestro del Maestro. Naturalmente, Maria si oppone a ciò che egli dice e avrebbe potuto trionfare nella loro conversazione, ma si ritira a causa della dignità del sacerdote.
Dopo aver fatto notare che il sacerdote è generalmente illuminato da Dio, Maria sottolinea infine che obbedire salva sempre, anche se il consiglio ricevuto non è assolutamente perfetto. Rimanere a Betlemme e in Giudea è stata una buona cosa quando è arrivata la fuga in Egitto: da Nazareth sarebbe stato molto più difficile.
Per concludere, Maria ci insegna che il rispetto per il sacerdote è sempre un segno di buona formazione cristiana. Anche se perdono la loro fiamma apostolica, sono sempre coloro che fanno scendere il Pane dal Cielo, e questo contatto li rende "santi come un calice sacro". Dobbiamo quindi considerarli tali e pregare per loro se le loro anime sono paralizzate e malate. Dobbiamo pregare Cristo per la loro santificazione, perché salvare un'anima sacerdotale "è salvare molte anime".
Contenuto del capitolo: 31,1: Arrivo del solo Zaccaria, al quale Giuseppe racconta gli eventi della Natività. 31,2: "L'Ostia" tra le braccia di Zaccaria. 31,3: Doni di Elisabetta per il bambino. 31.4: Il Messia deve crescere a Betlemme. 31.5: Zaccaria convince la coppia a stabilirsi a Betlemme. 31.6: La santità di Giuseppe. 31.7: Zaccaria contro Giuseppe. 31.8: I veri sacerdoti e gli altri. 31.9: L'obbedienza salva sempre. 31.10: Il rispetto per il sacerdote è sempre un segno di integrità cristiana.
EMR 31.6-10
31.6 Dice, poi, Maria:
«Lo capisci. Lo so. Ma mi vedrai piangere più forte ancora.
Per ora ti sollevo lo spirito mostrandoti la santità di Giuseppe, che era uomo, ossia che non aveva altro aiuto al suo spirito che la sua santità. Io avevo tutti i doni di Dio nella mia condizione di Immacolata. Non sapevo d’esserlo. Ma nell’anima mia essi erano attivi e mi davano spirituali forze. Ma egli non era immacolato. L’umanità era in lui con tutto il suo peso greve, ed egli doveva innalzarsi verso la perfezione con tutto quel peso, a costo della continua fatica di tutte le sue facoltà per volere raggiungere la perfezione ed esser gradito a Dio.
Oh! santo mio sposo! Santo in tutte le cose, anche nelle più umili cose della vita. Santo per la sua castità d’angelo. Santo per la sua onestà d’uomo. Santo per la sua pazienza, per la sua operosità, per la sua serenità sempre uguale, per la sua modestia, per tutto.
Essa santità brilla anche in questo avvenimento. Un sacerdote gli dice: “È bene che tu ti stabilisca qui”, ed egli, pur sapendo a quanta maggior fatica va incontro, dice: “Per me non è nulla. Penso al dolore di Maria. Non fosse per questo, non mi cruccerei per me. Basta che ciò sia utile a Gesù”. Gesù, Maria: i suoi angelici amori. Non ha amato altro sulla Terra, questo mio santo sposo. E a questo amore ha fatto servo se stesso.
Lo hanno fatto protettore delle famiglie cristiane e dei lavoratori e di tante categorie. Ma non solo degli agonizzanti, degli sposi, degli operai, sibbene anche dei consacrati si dovrebbe farlo. Quale fra i consacrati della Terra, al servizio di Dio, quale che sia, che si sia consacrato come lui al servizio del suo Dio, accettando tutto, rinunciando a tutto, sopportando tutto, compiendo tutto con prontezza, con spirito ilare, con umore costante, come egli fece? No, non ve n’è.
31.7 E un’altra cosa ti faccio osservare, anzi due.
Zaccaria è un sacerdote. Giuseppe non lo è. Ma pure osserva come colui che non lo è ha lo spirito in Cielo più del sacerdote. Zaccaria pensa umanamente e umanamente interpreta le Scritture perché, non è la prima volta che lo fa, si fa troppo guidare dal buon senso umano. Ne è stato punito. Ma ci ricasca ancora, benché meno gravemente. Aveva detto per la nascita di Giovanni: “Come può avvenire se io sono vecchio e mia moglie è sterile?”. Dice ora: “Per spianarsi la via, il Cristo deve crescere qui” e, con quella radichetta di orgoglio che persiste anche nei migliori, pensa di poter essere lui utile a Gesù. Non utile come vuol esserlo Giuseppe servendolo, ma utile facendogli da maestro… Dio lo ha perdonato per la buona intenzione. Ma aveva mai bisogno il “Maestro” di avere maestri?
Io cercai di fargli vedere la luce nelle profezie. Ma egli si sentiva più dotto di me e usava questo suo sentire a suo modo. Avrei potuto insistere e vincere. Ma — ecco la seconda osservazione che ti faccio fare — ma ho rispettato il sacerdote per la sua dignità, non per il suo sapere.
31.8 Il sacerdote è, generalmente, sempre illuminato da Dio. Ho detto “generalmente”. Lo è quando è un vero sacerdote. Non è la veste quella che consacra, è l’anima. Per giudicare se uno è un vero sacerdote bisogna giudicare ciò che esce dalla sua anima. Come ha detto il mio Gesù, è dall’anima che escono le cose che santificano o che contaminano, quelle che informano tutto il modo di agire di un individuo. Orbene, quando uno è un vero sacerdote, è generalmente sempre ispirato da Dio. Degli altri, che tali non sono, occorre avere soprannaturale carità e pregare per loro.
Ma mio Figlio ti ha già messa al servizio di questa redenzione e non dico di più. Sii lieta di soffrire perché aumentino i veri sacerdoti. E tu riposa sulla parola di chi ti guida. E credi e ubbidisci al suo consiglio.
31.9 Ubbidire salva sempre. Anche se non è in tutto perfetto il consiglio che si riceve.
Tu vedi. Noi ubbidimmo. E fu bene. Vero che Erode si limitò a fare sterminare i bambini di Betlemme e dintorni. Ma Satana non avrebbe potuto spingere e propagare queste onde di livore ben oltre, e persuadere a uguale delitto tutti i potenti di Palestina per far sopprimere il futuro Re dei giudei? Avrebbe potuto. E sarebbe avvenuto nei primi tempi del Cristo, quando il ripetersi dei prodigi aveva destato l’attenzione delle folle e l’occhio dei potenti. Come avremmo potuto, se ciò fosse avvenuto, attraversare tutta la Palestina per venire dalla lontana Nazareth in Egitto, terra ospitale agli ebrei perseguitati, e farlo con un piccolo bambino e mentre infuriava una persecuzione? Più facile la fuga da Betlem, anche se ugualmente dolorosa.
L’ubbidienza salva sempre. Ricordalo.
31.10 E il rispetto al sacerdote è sempre segno di formazione cristiana. Guai — e Gesù l’ha detto — guai ai sacerdoti che perdono la loro fiamma apostolica! Ma guai anche a chi si crede lecito sprezzarli! Perché essi consacrano e distribuiscono il Pane vero che dal Cielo discende. E quel contatto li rende santi come un calice sacro, anche se santi non sono. A Dio ne risponderanno. Voi considerateli tali e non vi curate d’altro. Non siate più intransigenti del vostro Signore Gesù, il quale al loro comando lascia il Cielo e scende per essere elevato dalle loro mani. Imparate da Lui. E se sono ciechi, se sono sordi, dall’anima paralitica e il pensiero malato, se sono lebbrosi di colpe troppo in contrasto con la loro missione, se sono dei Lazzari in un sepolcro, chiamate Gesù che li risani, che li risusciti.
Chiamatelo col vostro orare e col vostro soffrire, o anime vittime. Salvare un’anima è predestinare al Cielo la propria. Ma salvare un’anima sacerdotale è salvare un numero grande di anime, perché ogni sacerdote santo è una rete che trascina anime a Dio. E salvare un sacerdote, ossia santificare, risantificare, è creare questa mistica rete. Ogni sua preda è una luce che si aggiunge alla vostra eterna corona.
Va’ in pace».
Maria ha appena assistito all'incontro tra Zaccaria, Giuseppe e Maria. Il sacerdote consiglia loro di rimanere a Betlemme ed essi obbediscono. La visione termina con le lacrime di Maria che, in seguito, gli detta le istruzioni.
EMR 32
Titolo del capitolo : Presentazione di Gesù al Tempio. La virtù di Simeone e la profezia di Anna.
Data della visione e della dettatura: martedì 1 febbraio 1944
Calendario: lunedì 20 gennaio 4 d.C.
Luogo (mappa) : Gerusalemme
Ciclo: Nascita e infanzia di Gesù
Sintesi: Maria e Giuseppe lasciano Betlemme per recarsi a Gerusalemme. Vanno a presentare Gesù nel Tempio. La cerimonia si svolge senza intoppi. Al termine del rito, incontrano Simeone, che chiede di prendere il bambino. I genitori accolgono la richiesta dell'anziano ed egli piange di gioia, pronunciando le parole che conosciamo dal Vangelo. All'udire le parole sul suo futuro dolore, Maria smette di sorridere e stringe il Bambino al suo cuore, mentre si avvicina a Giuseppe. Anna di Fanuel venne a confortarla.
Poi Gesù diede un dettato e due insegnamenti. Il primo è che la verità non viene rivelata al sacerdote che celebra il rito, che è spiritualmente assente. La verità viene rivelata a Simeone, che è un semplice fedele ma che si è lasciato muovere dallo Spirito, avendo sempre in sé la buona volontà. Il secondo insegnamento riguarda Anna di Fanuel, che conforta Maria. Si rivolge ai contemporanei di Maria e al nostro tempo, per dire che anche il Signore può mandare il suo angelo a confortare il suo popolo. Basta avere abbastanza fede per invocarlo, per ricevere la sua misericordia e il suo perdono. Il Salvatore sottolinea anche che Dio è rimasto fedele alla sua promessa di non inviare di nuovo il Diluvio, mentre l'uomo non mantiene le sue promesse. Eppure Dio ci aiuterebbe ancora una volta se la maggior parte di noi lo invocasse con fede e amore.
Infine, dice a coloro che cercano di controbilanciare la severità di Dio di non temere, perché l'Altissimo ci manderà il suo angelo per consolarci. Dobbiamo rimanere uniti alla Croce, perché essa ha sempre trionfato.
Contenuto del capitolo: 32,1: Per la campagna. 32.2: E in città. 32.3: La purificazione della madre. 32.4: La presentazione del bambino. 32.5: Le profezie di Simeone. 32.6 : La profetessa Anna di Fanuel. 32.7: La buona volontà non si manifesta nelle pratiche esteriori, ma nella preghiera. 32.8: Simeone aveva questa buona volontà e questa perseveranza. 32.9 : Deponete la vostra angoscia ai piedi di Dio.
EMR 32.7-9
Dice Gesù:
«Due insegnamenti per tutti sgorgano dalla descrizione che hai data.
Il primo: non al sacerdote immerso nei riti ma con lo spirito assente, sibbene ad un semplice fedele si svela la verità.
Il sacerdote, sempre a contatto con la Divinità, volto alla cura di quanto ha attinenza con Dio, dedicato a tutto quanto è più alto della carne, avrebbe dovuto intuire subito chi era il Bambino che veniva offerto al Tempio quella mattina. Ma, perché potesse intuire, occorreva che avesse uno spirito vivo. Non unicamente una veste ricoprente uno spirito, se non morto, molto assonnato.
Lo Spirito di Dio può, se vuole, tuonare e scuotere come folgore e terremoto anche lo spirito più ottuso. Lo può. Ma generalmente, poiché è Spirito di ordine come è ordine Dio in ogni sua Persona e modo di agire, Esso si effonde e parla non dico dove è merito sufficiente a ricevere la sua effusione — allora ben poche volte si effonderebbe, e tu pure non ne conosceresti le luci — ma là dove vede la “buona volontà” di meritare la sua effusione.
Come si esplica questa buona volontà? Con una vita fatta, per quanto vi è possibile, tutta di Dio. Nella fede, nell’ubbidienza, nella purezza, nella carità, nella generosità, nella preghiera. Non nelle pratiche, nella preghiera. Vi è differenza minore fra la notte e il giorno che non fra le pratiche e la preghiera. Questa è comunione di spirito con Dio, dalla quale uscite rinvigoriti e decisi a sempre più essere di Dio. L’altra è una abitudine qualunque, fatta per scopi diversi ma sempre egoisti, la quale vi lascia quelli che siete, anzi vi aggrava di una colpa di menzogna e di accidia.
32.8 Simeone aveva questa buona volontà. La vita non gli aveva risparmiato affanni e prove. Ma egli non aveva perduto la sua buona volontà. Gli anni e le vicende non avevano intaccato e scosso la sua fede nel Signore, nelle sue promesse, e non avevano stancato la sua buona volontà d’esser sempre più degno di Dio. E Dio, prima che gli occhi del servo fedele si chiudessero alla luce del sole, in attesa di riaprirsi al Sole di Dio rutilante dai Cieli aperti al mio salire dopo il Martirio, gli mandò il raggio dello Spirito che lo guidasse al Tempio, per vedere la Luce venuta al mondo.
“Mosso da Spirito Santo”, dice il Vangelo. Oh! se gli uomini sapessero quale Amico perfetto è lo Spirito Santo, quale Guida, quale Maestro! Se lo amassero e lo invocassero, questo Amore della Ss. Trinità, questa Luce della Luce, questo Fuoco del Fuoco, questa Intelligenza, questa Sapienza! Quanto più saprebbero di ciò che è necessario sapere!
Vedi, Maria; vedete, figli. Simeone ha atteso tutta una lunga vita di “vedere la Luce”, di sapere compiuta la promessa di Dio. Ma non ha mai dubitato. Non si è mai detto: “È inutile che io perseveri nello sperare e nel pregare”. Ha perseverato. E ha ottenuto di “vedere” ciò che non videro il sacerdote e i sinedristi pieni di superbia e di opacità: il Figlio di Dio, il Messia, il Salvatore in quelle carni infantili che gli davano tepore e sorrisi. Ha avuto il sorriso di Dio, primo premio della sua vita onesta e pia, attraverso le mie labbra di Bambino.
32.9 Seconda lezione: le parole di Anna. Anche ella, profetessa, vede in Me, neonato, il Messia. E questo, data la sua capacità di profezia, è naturale. Ma ascolta, ascoltate ciò che, spinta da fede e da carità, dice a mia Madre. E fatevene luce al vostro spirito, che trema in questo tempo di tenebre e in questa festa della Luce. “A Chi ha dato un Salvatore non mancherà il potere di dare il suo angelo a confortare il tuo, il vostro pianto”.
Pensate che Dio ha dato Se stesso per annullare l’opera di Satana negli spiriti. E non potrà vincere ora i satana che vi torturano? Non potrà asciugare il vostro pianto, sgominando questi satana e mandando da capo la pace del suo Cristo? Perché non glielo chiedete, con fede? Fede vera, prepotente, una fede davanti alla quale il rigore di Dio, sdegnato da tante vostre colpe, cada con un sorriso e venga il perdono che è aiuto, e venga la sua benedizione ad essere arcobaleno su questa Terra che si sommerge in un diluvio di sangue voluto da voi stessi?
Pensate: il Padre, dopo aver punito gli uomini col diluvio, disse a Se stesso e al suo patriarca: “Io non maledirò più la Terra a causa degli uomini, perché i sensi e i pensieri del cuore umano sono inclinati al male fin dall’adolescenza; quindi non colpirò più ogni vivente come ho fatto”. Ed è stato fedele alla sua parola. Non ha più mandato il diluvio. Ma voi quante volte vi siete detti, e avete detto a Dio: “Se ci salviamo questa volta, se ci salvi, non faremo mai più guerre, mai più”, e poi ne avete sempre fatte di più tremende? Quante volte, o falsi e senza rispetto per il Signore e per la parola vostra? Eppure Dio vi aiuterebbe ancora una volta, se la gran massa dei fedeli lo chiamasse con fede e amore prepotente.
Mettete — o voi tutti che, troppo pochi per controbilanciare i molti che mantengono vivo il rigore di Dio, rimanete però a Lui devoti nonostante l’ora tremenda che incombe e cresce di attimo in attimo — mettete il vostro affanno ai piedi di Dio. Egli saprà mandarvi il suo angelo come ha mandato il Salvatore al mondo. Non temete. State uniti alla Croce. Essa ha vinto sempre le insidie del demonio, che viene con la ferocia degli uomini e le tristezze della vita a cercare di piegare alla disperazione, ossia alla separazione da Dio, i cuori che non può prendere in altra maniera».
Maria ha appena assistito alla presentazione di Gesù nel Tempio.
EMR 33
Titolo del capitolo : Ninna nanna della Vergine.
Data della visione: martedì 28 novembre 1944
Calendario: luglio 2004
Luogo (mappa) : Betlemme
Ciclo: Nascita e infanzia di Gesù
Sommario: A Betlemme, Maria culla il suo bambino.
Contenuto del capitolo: 33,1: Il bambino, di pochi mesi, tarda ad addormentarsi. 33,2: La ninna nanna di Maria. 33,3: Il bambino Gesù tra le braccia della madre. 33,4: La grazia della visione.
EMR 33
Traduzione in corso
EMR 33.1.4
Stamane ho avuto un soave risveglio. Ancor fra le nebbie del sopore sentivo una voce purissima cantare dolcemente una lenta ninna-nanna. Pareva una pastorale natalizia tanto era lenta e arcaica. Seguivo quel motivo e quella voce sempre più beandomene e tornando lucida sotto la sua onda. Finalmente lo sono stata e ho capito. Ho detto: «Ti saluto, Maria, piena di grazia!», perché era la Mamma che cantava. E Lei ha rinforzato la voce dopo avermi detto: «Anche io ti saluto. Vieni e sii felice!».
E l’ho vista. Nella casa di Betlemme, nella stanza da Lei occupata, intenta a cullare Gesù per addormentarlo. (...)
33.4 Non è una visione grandiosa e forse sarà giudicata inutile nella massa delle altre, perché non rivela nulla di speciale. Lo so. Ma per me è una vera grazia e tale la reputo, perché mi fa lo spirito placido, puro, amoroso come fosse ricreato dalle mani della Mamma. Penso che anche a lei piacerà in tal senso. Siamo “bambini” noi. Meglio così! Piacciamo a Gesù. Gli altri, dotti e complicati, pensino ciò che vogliono e ci dicano pure “puerili”. Noi non ce ne occupiamo, vero?
EMR 33.4
33.4 Non è una visione grandiosa e forse sarà giudicata inutile nella massa delle altre, perché non rivela nulla di speciale. Lo so. Ma per me è una vera grazia e tale la reputo, perché mi fa lo spirito placido, puro, amoroso come fosse ricreato dalle mani della Mamma. Penso che anche a lei piacerà in tal senso. Siamo “bambini” noi. Meglio così! Piacciamo a Gesù. Gli altri, dotti e complicati, pensino ciò che vogliono e ci dicano pure “puerili”. Noi non ce ne occupiamo, vero?
Maria descrive una visione in cui vede una ninna nanna della Vergine.
Ho inserito questa nota in "Effetti della lettura dell'opera", per sottolineare l'impatto che le visioni hanno avuto su Maria.
EMR 34
Titolo del capitolo : L'adorazione dei Magi. Questo è il "Vangelo della fede".
Data della visione: lunedì 28 febbraio 1944.
Calendario: ottobre dell'anno 4 a.C.
Luogo (mappa) : Betlemme
Ciclo: Nascita e infanzia di Gesù
Sintesi: Maria vede Betlemme nel cuore della notte. La città è addormentata. Poi vede la stella che guida i Magi, che brilla in modo soprannaturale. La stella si fermò davanti alla locanda dove alloggiava la Sacra Famiglia. I Magi si fermarono con i loro servi e adorarono per la prima volta il Salvatore, inchinandosi a terra. Poi si ritirarono fino al mattino seguente. Per Maria, la visione si interrompe e ricomincia tre ore dopo.
I Magi si erano preparati ed erano vestiti con abiti maestosi. Vengono a salutare rispettosamente il Bambino. Ne approfittarono per raccontare alla Madre il loro viaggio e le offrirono tre doni: l'oro, come si addice a un Re, l'incenso in quanto Dio e la mirra perché suo Figlio, il Redentore del mondo, avrebbe dovuto morire. Maria impallidì a questo accenno, ma trattenne la sua sofferenza dietro un sorriso. I tre Magi vollero salutare il Bambino un'ultima volta e se ne andarono. Giuseppe li accompagnò ai loro cavalli.
Gesù dà poi un dettato per il nostro tempo. Sottolinea la fede dei tre uomini, il loro abbandono a Dio, perché non hanno dubbi e affidano a lui il loro viaggio, senza fare giri di parole. Il loro cuore trema solo quando arrivano a Gerusalemme e la stella è nascosta, ma la loro coscienza li rassicura. Cristo dichiara così che chi è abituato a meditare e ha una coscienza retta ha imparato a esaminare se stesso, per correggersi alla minima mancanza di condotta.
Anche i Magi sono molto ricchi, ma sono umili e quindi veramente grandi per la loro umiltà. Si considerano polvere davanti all'Altissimo e, quando arrivano in una casa povera, non si dicono: "È impossibile!". La adorano e poi se ne vanno, preparandosi ad andare a trovare il loro Re con dignità. Così indossano i loro abiti migliori, a differenza degli uomini che vanno all'Eucaristia con mille preoccupazioni materiali.
Infine, Gesù fa due considerazioni. La prima riguarda Giuseppe, che si rallegra dei doni, ma rimane umile. Non si è sentito offeso dal fatto che Maria fosse sotto i riflettori. Anche lui era umile perché era veramente grande. Il secondo riguarda Maria, che esorta Gesù a benedire, anche quando è scoraggiato dalle nostre cattive azioni. Bacia la sua mano trafitta e dichiara: "Tu sei il Salvatore. Salva! Gesù non può rifiutare sua Madre, ma dobbiamo sforzarci di andare da lei.
Contenuti del capitolo: 34.1: I Vangeli della fede. 34.2: La pianta della città di Betlemme. 34.3: Una stella vi crea un incanto. 34.4: I Magi vi si fermano di notte. 34.5: In pieno giorno, portano i loro doni. 34.6: Si inginocchiano davanti al bambino. 34.7: Il più anziano racconta il loro viaggio. 34.8: Il significato dell'oro, dell'incenso e della mirra. 34.9: Partono da casa con rammarico. 34.10: I Magi avevano fede in tutto. 34.11: Non cercavano alcun interesse personale. 34.12: La rettitudine della loro coscienza. 34.13 : La loro umiltà davanti a Dio. 34.14 : La loro pietà. 34.15 : Sono umili, generosi, obbedienti e rispettosi gli uni degli altri. 34.16 : Giuseppe è custode e protettore della purezza e della santità, senza usurpare diritti. 34.17 : Maria è la nostra Avvocata. 34.18 : Meditare e imitare.