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Note della parola chiave

Romani

Tema: La religione romana e greca al tempo di Cristo · Pagina 1 di 3

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EMR 67.2-3

L’Evangelo come mi è stato rivelato

Citazione

Due si azzuffano sul serio per causa dell’asino di uno, che si è servito della magnifica cesta di lattughe dell’altro asino e se ne è mangiata un bel po’! Forse non è che un pretesto per sfogare un’antica ruggine. Il fatto è che da sotto le vesti corte sino ai polpacci vengono tratti due coltellacci corti e larghi come una mano: paiono daghe mozze ma ben pontute e lucono al sole. Urla di donne, vocio d’uomini. Ma nessuno interviene a separare i due che sono pronti al duello rusticano.

Gesù, che procedeva meditabondo, alza il capo, vede e a passo velocissimo accorre fra i due. «Fermi, in nome di Dio!», ordina.

«No! Voglio farla finita con questo maledetto cane!».

«Anche io! Ci tieni alle frange? Ti farò una frangia con le tue interiora».

I due roteano intorno a Gesù, urtandolo, insultandolo perché si levi di mezzo, cercando colpirsi senza riuscirvi, perché Gesù con sapienti mosse del manto svia i colpi e ostacola la mira. Ne ha anche il mantello lacerato.

La gente urla: «Vieni via, nazareno, ci andrai di mezzo Tu». Ma Lui non si muove e cerca di indurre alla calma, richiamando la mente a Dio. Inutile! L’ira fa pazzi i due contendenti.

Gesù sprigiona miracolo. Ordina per un’ultima volta: «Vi comando di smetterla».

«No! Levati! Va’ per la tua strada, can d’un nazareno!».

Allora Gesù stende le mani, col suo aspetto di potenza sfolgorante. Non dice parola. Ma le lame cadono sbriciolate a terra come fossero state di vetro e avessero urtato contro una rupe.

I due si guardano i manici corti, inutili, rimasti fra le dita. Lo stupore ottunde l’ira. La folla pure urla di stupore.

67.3 «E ora?», chiede Gesù, severo. «Dove è la vostra forza?».

Anche i soldati di guardia alla porta, accorsi agli ultimi urli, guardano stupiti, ed uno si china a raccattare i frammenti delle lame e li prova sull’unghia, incredulo che fossero acciaio.

«E ora?», ripete Gesù. «Dove è la forza vostra? Su che fondavate il vostro diritto? Su quei pezzi di metallo che ora sono schegge fra la polvere? Su quei pezzi di metallo che non avevano altra forza di quella del peccato d’ira contro un fratello, levandovi per quel peccato ogni benedizione di Dio e perciò ogni forza? Oh! miseri coloro che si fondano su mezzi umani per vincere, e non sanno che non è violenza ma santità quello che ci fa vittoriosi sulla Terra e oltre! Perché Dio è coi giusti.

Udite, tutti o voi d’Israele, e anche voi, soldati di Roma. La Parola di Dio parla per tutti i figli dell’uomo, e non sarà il Figlio dell’uomo quello che la ricusa ai gentili.

Il secondo dei precetti del Signore è precetto di amore verso il prossimo. Dio è buono e nei suoi figli vuole benevolenza. Colui che non è benevolente col prossimo suo, non può dirsi figlio di Dio e non può avere Dio con sé. L’uomo non è una bestia senza ragione che si avventa e morde per diritto di preda. L’uomo ha una ragione e un’anima. Per la ragione si deve saper condurre da uomo. Per l’anima si deve saper condurre da santo. Colui che così non fa, si mette al disotto degli[1] animali, scende all’abbraccio coi demoni perché si indemonia l’anima col peccato d’ira.

Amate. Io non vi dico altro. Amate il prossimo vostro come il Signore Dio d’Israele vuole. Non siate sempre del sangue di Caino. E perché lo siete? Per poche monete, voi che potevate essere omicidi. Per pochi palmi di terra, altri. Per un posto più buono. Per una donna. Che sono queste cose? Eterne? No. Durano molto meno della vita, la quale dura un attimo di eternità. E che perdete se le seguite? La pace eterna che è promessa ai giusti e che il Messia vi porterà insieme al suo Regno. Venite sulla via della Verità. Seguite la Voce di Dio. Amatevi. Siate onesti. Siate continenti. Siate umili e giusti. Andate e meditate».

Dettaglio

Gesù interviene nella lite tra due uomini che si vogliono male. I soldati di Roma assistono al miracolo della lama spezzata.

Parole chiave

EMR 74.8-9

L’Evangelo come mi è stato rivelato

Citazione

«Ah! sei Tu il Messia? In nome di Dio, dillo».

Gesù abbassa le braccia col suo gesto così dolce, mansueto, che pare un abbraccio, e dice: «Lo sono».

«Via! Via! Per tua colpa, allora!».

Vola un sasso fra fischi e dileggi.

74.9

Giuda ha uno scatto bello… oh! fosse stato sempre così! Si butta davanti al Maestro, ritto sul muretto del poggiolo, a manto spiegato, e riceve imperterrito i colpi di pietra, ne sanguina anche, e urla a Giovanni e Simone: «Portate via Gesù. Dietro quelle piante. Io verrò. Andate, in nome del Cielo!». E alla folla: «Idrofobi cani! Sono del Tempio, e al Tempio e a Roma vi denuncerò».

La folla ha un attimo di paura. Ma poi riprende la sassaiola, per fortuna, maldestra. E Giuda imperterrito la riceve, rispondendo con contumelie alle maledizioni della folla. Anzi, afferra a volo un sasso e lo spedisce sulla testa di un vecchietto urlante come una gazza spennata viva. E, siccome tentano di dar la scalata al suo piedistallo, svelto raccoglie un ramo secco che è al suolo (ora è sceso dal muretto) e lo rotea sulle schiene, teste, mani, senza pietà.

Accorrono delle milizie e con le lance si fanno largo. «Chi sei? Perché questa rissa?».

«Un giudeo assalito da questi plebei. Era con me un rabbi noto ai sacerdoti. Parlava a questi cani. Si sono scatenati e ci hanno assaliti».

«Chi sei?».

«Giuda di Keriot, già del Tempio, ora discepolo di Rabbi Jesù di Galilea. Amico del fariseo Simone, del sadduceo Giocana, del consigliere del Sinedrio Giuseppe di Arimatea, e infine, ciò lo puoi confrontare, di Eleazar ben Anna, il grande amico del Proconsole».

«Verificherò. Dove vai?».

«Col mio amico a Keriot, e poi a Gerusalemme».

«Vai. Noi ti difenderemo le spalle».

Giuda allunga delle monete al soldato. Deve essere cosa illecita… ma usuale, perché il milite prende, svelto e guardingo, saluta e sorride. Giuda balza giù dal suo podio. Va a salti per il campo incolto, raggiunge i compagni.

Dettaglio

Gesù ha predicato a Betlemme, ma la folla è infuriata e non vuole che il Messia sia presente. Giuda protegge Cristo e, dopo lo scontro, arrivano i soldati romani...

Parole chiave

EMR 98.2

L’Evangelo come mi è stato rivelato

Traduzione in corso

Parole chiave

EMR 129

L’Evangelo come mi è stato rivelato

Dettaglio

In EMV 129, un romano si presenta con il fratello posseduto. Aveva fatto un lungo viaggio per vedere il Maestro e far guarire il fratello. Questo merita di essere premiato, ma Cristo non si ferma qui: gli parla anche dell'anima, di Galeno, un filosofo romano, e conquista letteralmente l'anima del romano. Poi guarisce il fratello posseduto. Poi Gesù commenta un passo del Secondo Libro dei Re e dice di essere venuto per tutti. Dice anche che, così facendo, è riuscito a illuminare due anime che andranno a casa ad annunciare il Signore. Il Maestro parla brevemente dell'anima e del fatto che il Salvatore è venuto anche per i Gentili. I due romani se ne vanno. Aglaia piange e Gesù manda Pietro a darle un messaggio: "I paesi passano, ma il cielo resta".

EMR 129.1-6

L’Evangelo come mi è stato rivelato

Traduzione in corso

Parole chiave