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Note del tema

Gesù Cristo

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EMR 56.6

L’Evangelo come mi è stato rivelato

Citazione

56.6 Gesù si volge a Tommaso: «Hai ubbidito fedelmente. Prima virtù del discepolo».

«Sono venuto per esserti fedele».

«E lo sarai. Io te lo dico.»

EMR 56.7

L’Evangelo come mi è stato rivelato

Citazione

«E tu, Giuda, cugino, vieni con Me e con questi. Ma tu resterai a Nazaret».

«Perché, Gesù?».

«Perché mi devi preparare la via in patria. Credi piccola missione? In verità non ve ne è una più grave…». Gesù sospira.

«E riuscirò?».

«Sì e no. Ma tutto sarà sufficiente per esser giustificati».

«Di che? E presso chi?».

«Presso Dio. Presso la patria. Presso la famiglia. Non potranno rimproverarci, perché abbiamo offerto il bene. E se la patria e la famiglia lo sdegneranno, noi non avremo colpa della loro perdita».

EMR 57

L’Evangelo come mi è stato rivelato

Dettaglio

Gesù arriva a Nazareth con i suoi apostoli. Invita i suoi discepoli ad accompagnarlo a casa per incontrare sua Madre. Al suo arrivo, Cristo viene accolto da uno stuolo di bambini. Risponde alle loro domande e poi arriva a casa sua. Sua Madre è naturalmente felice di vederlo, ma è anche angosciata, perché i suoi parenti le hanno raccontato ciò che egli ha fatto nel Tempio. Dopo il loro incontro, i discepoli fanno conoscenza con lui (tranne Giovanni, che l'ha già incontrata) e si siedono tutti a tavola. Maria di Alfeo è in casa e Giuda le comunica la sua decisione di seguire Gesù. Lei ne è felice e il gruppo condivide aneddoti sulla vita di Gesù. La visione termina qui.

EMR 57.1

L’Evangelo come mi è stato rivelato

Citazione

I bambini, poi, si affollano intorno a Gesù.

«Sei tornato?».

«Adesso resti qui?».

«Mi si è rotta di nuovo la ruota del carrettino».

«Sai, Gesù? Mi è nata una sorella e l’hanno chiamata Ma­ria».

«Il maestro mi ha detto che so tutto e che sono un vero figlio della Legge».

«Sara non c’è perché ha la mamma malata forte. Piange, perché ha paura».

«Mio fratello Isacco ha preso moglie. C’è stata gran festa».

Gesù ascolta, carezza, encomia, promette aiuto.

EMR 57.2

L’Evangelo come mi è stato rivelato

Citazione

Giungono a casa così. E sulla soglia è già Maria, avvisata da un ragazzetto premuroso.

«Figlio mio!».

«Mamma!».

I due sono uno fra le braccia dell’altra. Maria, molto più bassa di Gesù, ha il capo appoggiato sul sommo del petto del Figlio, chiusa fra il cerchio delle sue braccia. Egli la bacia sui capelli biondi. Entrano in casa.

I discepoli, Giuda compreso, restano fuori, per lasciare liberi i due nelle loro prime espansioni.

«Gesù! Figlio mio!». La voce di Maria è trepida come quella di chi ha le lacrime in gola.

«Perché, Mamma, così?».

«O Figlio! Mi hanno detto… Nel Tempio c’erano dei galilei, dei nazareni, quel giorno… Sono tornati… e hanno raccontato… O Figlio!…».

«Ma tu lo vedi, Mamma! Io sto bene. Nessun male m’è venuto. Solo è venuta gloria a Dio nella sua Casa».

«Sì. Lo so, Figlio del mio cuore. So che è stato come lo squillo che evoca i dormienti. E per la gloria di Dio io ne sono felice… felice che questo mio popolo si svegli a Dio… Io non ti rimprovero… io non ti ostacolo… ti comprendo… e… e son felice… ma ti ho generato, io, Figlio mio!…».

Maria sta ancora fra il cerchio delle braccia di Gesù ed ha parlato tenendo le manine aperte e appoggiate sul petto del Figlio, colla testa alzata verso di Lui, l’occhio più lucido per il pianto che è pronto a scendere, e ora tace, riappoggiando la testa sul petto di Lui. Pare una tortorina grigia, così vestita di bigiognolo come è, fra il riparo di due forti ali di candore, perché Gesù è ancora col suo abito e manto bianco.

«Mamma! Povera Mamma! Cara Mamma!…». Gesù la bacia ancora.

Dettaglio

Gesù e i suoi discepoli arrivano a Nazareth e si recano a casa della Sacra Famiglia.

EMR 57.3.4

L’Evangelo come mi è stato rivelato

Citazione

57.3 Poi dice: «Ebbene, vedi? Io sono qui, e non solo. Ho con Me i discepoli primi, e altri sono in Giudea. E anche il cugino Giuda è con Me e mi segue…».

«Giuda?».

«Sì, Giuda. So perché sei stupita. Certo, fra coloro che hanno parlato del fatto erano Alfeo coi figli… e non erro dicendo che mi hanno criticato. Ma non avere paura. Oggi così, domani non così. L’uomo va coltivato come la terra, e dove sono triboli escono rose. Giuda, che tu ami, è già con Me».

«Dove è ora?».

«Lì fuori con gli altri. Hai pane per tutti?».

«Sì, Figlio. Maria d’Alfeo è nel forno che lo sforna. Molto buona è Maria con me, e specie ora».

«Dio le darà gloria». Si fa sulla porta e chiama: «Giuda! Qui è tua madre! Amici, venite!».(...)

Accorre Maria d’Alfeo, rossa e infarinata, e saluta Gesù che la benedice, e poi conduce i sei nell’orto, alla vasca, e torna felice. «Oh! Maria!», dice alla Vergine. «Giuda mi ha detto. Come sono contenta! Per Giuda e per te, cognata mia. So che gli altri mi grideranno. Ma non mi importa. Sarò felice il giorno che li saprò tutti di Gesù. Noi mamme sappiamo… sentiamo quello che è bene per i figli. E io sento che il bene delle mie creature sei Tu, Gesù».

Gesù la carezza sul capo, sorridendole.

Dettaglio

Gesù ha ritrovato sua Madre. Ascolta e poi è il suo turno di parlare.

EMR 58

L’Evangelo come mi è stato rivelato

Dettaglio

Gesù è a Cafarnao: va a pescare con Pietro e Andrea. Giovanni e Giacomo sono nell'altra barca.

Pietro spiega il suo lavoro a Cristo, che fa un'analogia con le anime. Spiega che un difetto non è di per sé irreparabile, ma che l'accumulo di difetti può diventare un'abitudine e persino un vizio capitale. Dobbiamo sempre vigilare per evitare di cadere nel peccato.

Simone di Giona chiede se il Padre non sarà troppo severo con lui e Gesù gli assicura che non sarà troppo severo con Pietro, l'uomo nuovo. Assicura anche ad Andrea il suo amore e parla di tutti i discepoli che verranno dopo di loro, menzionando il Regno dei Cieli e l'abbondante pesca che il Salvatore farà. Inoltre, incoraggia il suo apostolo a non essere geloso, perché tutti hanno un posto nel suo cuore. Pietro si commuove alle sue parole; quanto ad Andrea, Gesù gli parla della sua morte benedetta.

Nel frattempo arriva Giovanni e rivela che un cieco è venuto a farsi guarire da Cristo. Gesù vuole guarirlo subito e, in risposta ai pensieri di Pietro, che si rattrista all'idea di non avere una buona presa, gli assicura l'aiuto di Dio ogni volta che è caritatevole.

Infine, il Signore guarisce il cieco. E fu una guarigione molto bella.

EMR 58.3-4

L’Evangelo come mi è stato rivelato

Citazione

58.3 Gesù interpella il suo apostolo: «Sarà buona pesca?».

«È il tempo propizio. Calma l’acqua, e chiara sarà la luna. I pesci affioreranno dal profondo e la mia rete li trascinerà seco».

«Andiamo soli?».

«Oh! Maestro! Ma come vuoi fare, con questo sistema di reti, ad esser soli?».

«Non ho mai pescato e aspetto che tu mi insegni». Gesù scende piano piano verso il lago e si ferma sulla riva di rena grossa e ciottolosa, presso la barca.

«Vedi, Maestro, si fa così. Io esco a fianco della barca di Giacomo di Zebedeo e si va sino al punto buono, così a pariglia. Poi si cala la rete. Un capo lo teniamo noi. Tu lo vuoi tenere, mi hai detto».

«Sì, se mi dici che devo fare».

«Oh! non c’è che da sorvegliare la discesa. Che la rete scenda adagio e senza far nodi. Adagio, perché saremo su acque di pescagione e un movimento troppo brusco può allontanare i pesci. E senza nodi per non rendere chiusa la rete, che si deve aprire come una borsa, o un velo, se più ti piace, gonfiato dal vento. Poi, quando la rete è tutta discesa, noi remeremo piano o andremo con la vela, a seconda del bisogno, facendo un semicerchio sul lago, e quando il vibrare del cavicchio di sicurezza ci dirà che la pesca è buona, dirigeremo a terra e là, quasi a riva — non prima per non risicare di veder sfuggire la preda, non dopo per non rovinare pesci e rete sui sassi — isseremo la rete. E qui ci vuole occhio, perché le barche devono venire tanto vicine che da una si possa ritirare l’estremo della rete dato all’altra, ma non urtarsi per non schiacciare la sacca piena di pesce.

58.4 Mi raccomando, Maestro, è il nostro pane. Occhio alla rete, che non si scavicchi con le scosse. I pesci difendono la loro libertà con forti colpi di coda, e se sono molti… Tu capisci… Sono piccole bestie, ma messe in dieci, in cento, in mille, diventano forti come Leviatan».

«Come avviene delle colpe, Pietro. In fondo, una non è irreparabile. Ma se uno non cura di limitarsi a quell’una e accumula, accumula, accumula, finisce che la piccola colpa, forse una semplice omissione, una semplice debolezza, diviene sempre più grossa, diviene abitudine, diviene vizio capitale. Delle volte si comincia da uno sguardo concupiscente e si finisce ad un adulterio consumato. Delle volte da una mancanza di carità di parola verso un parente, e si finisce a una violenza contro un prossimo. Guai a incominciare e a lasciare che le colpe aumentino di peso col loro numero! Diventano pericolose e prepotenti come il Serpente infernale stesso, e trascinano nell’abisso della Geenna».

«Dici bene, Maestro… Ma siamo tanto deboli!».

«Avvertenza e preghiera per esser forti e avere aiuto, e ferma volontà di non peccare. Poi una grande fiducia nell’amorosa giustizia del Padre».

EMR 58.5

L’Evangelo come mi è stato rivelato

Citazione

«Ma saremo noi soli i tuoi apostoli?».

«Geloso, Pietro? No. Non lo essere. Altri verranno, e nel mio cuore ci sarà amore per tutti. Non essere avaro, Pietro. Tu non sai ancora Chi ti ama. Hai mai contato le stelle? E le pietre di questo fondale? No. Non potresti. Ma ancor meno potresti contare i palpiti d’amore di cui è capace il mio cuore. Hai mai potuto tener conto di quante volte questo mare baci la sponda col suo bacio d’onda nel corso di dodici lune? No. Non potresti. Ma ancor meno potresti contare le onde d’amore che da questo cuore si riversano a baciare gli uomini. Sta’ sicuro, Pietro, del mio amore».