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Luoghi del Vangelo come mi è stato rivelato

Pagina 11 di 51

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EMR 50.1-2

L’Evangelo come mi è stato rivelato

Citazione

50.1 Più tardi (ore 9,30) devo descrivere questo.

Giovanni bussa alla porta della casa dove è ospitato Gesù. Si affaccia una donna e, vedendo chi è, chiama Gesù.

Si salutano con saluto di pace. E poi: «Sei venuto sollecito, Giovanni», dice Gesù.

«Sono venuto a dirti che Simon Pietro ti prega di passare da Betsaida. Ha parlato di Te a molti… Non abbiamo pescato questa notte. Abbiamo pregato, come sappiamo farlo, e abbiamo rinunciato al lucro perché… il sabato ancora non era finito. E questa mattina siamo andati per le vie dicendo di Te. Vi è gente che vorrebbe udirti… Vieni, Maestro?».

«Vengo. Per quanto Io debba andare a Nazareth prima che a Gerusalemme».

«Ti porterà da Betsaida a Tiberiade Pietro con la sua barca. Farai anche più presto».

«Andiamo, dunque».

Gesù prende mantello e bisaccia. Ma Giovanni gli prende quest’ultima. E se ne vanno dopo aver salutato la padrona di casa.

50.2 La visione mi mostra l’uscita dal paese e il principio del viaggio verso Betsaida. Ma non odo discorsi, anzi la visione ha una interruzione e riprende all’entrata di Betsaida. Comprendo che è questa città perché vedo Pietro, Andrea e Giacomo, e con loro delle donne, che attendono Gesù all’inizio dell’abitato.

«La pace sia con voi. Eccomi».

«Grazie, Maestro, per noi e per chi attende. Non è sabato, ma non le dirai le tue parole a chi aspetta di udirti?».

«Sì, Pietro. Le dirò. Nella tua casa».

Pietro è gongolante: «Vieni, allora. Questa è la moglie mia e questa la madre di Giovanni e queste amiche loro. Ma anche altri ti attendono: parenti e amici nostri».

«Avvertili che partirò a sera e prima parlerò loro».

Ho lasciato di dire che, partiti da Cafarnao al tramonto, li ho visti giungere a Betsaida al mattino.

EMR 50.2

L’Evangelo come mi è stato rivelato

Citazione

50.2 La visione mi mostra l’uscita dal paese e il principio del viaggio verso Betsaida. Ma non odo discorsi, anzi la visione ha una interruzione e riprende all’entrata di Betsaida. Comprendo che è questa città perché vedo Pietro, Andrea e Giacomo, e con loro delle donne, che attendono Gesù all’inizio dell’abitato.

«La pace sia con voi. Eccomi».

«Grazie, Maestro, per noi e per chi attende. Non è sabato, ma non le dirai le tue parole a chi aspetta di udirti?».

«Sì, Pietro. Le dirò. Nella tua casa».

Pietro è gongolante: «Vieni, allora. Questa è la moglie mia e questa la madre di Giovanni e queste amiche loro. Ma anche altri ti attendono: parenti e amici nostri».

«Avvertili che partirò a sera e prima parlerò loro».

Ho lasciato di dire che, partiti da Cafarnao al tramonto, li ho visti giungere a Betsaida al mattino.

«Maestro… io ti prego. Sosta una notte nella mia casa. Lungo il cammino per Gerusalemme, anche se io te lo abbrevio sino a Tiberiade con la barca. Povera la casa mia, ma onesta e amica. Resta con noi questa notte».

Gesù guarda Pietro e gli altri, che sono tutti in attesa. Li guarda scrutatore. Poi sorride e dice: «Sì».

Nuova gioia di Pietro.

Della gente guarda dalle porte e ammicca. Un uomo chiama a nome Giacomo e gli parla piano additando Gesù. Giacomo annuisce e l’uomo va a confabulare con altri fermi su un crocevia.

Entrano nella casa di Pietro. Una cucina vasta e fumosa. In un angolo, reti e canapi e ceste da pesca. In mezzo, il focolare largo e basso, per ora spento. Dalle due porte opposte si vede la via e l’orticello col fico e la vite. Oltre la via, il cerulo muovere del lago. Oltre l’orticello, il muretto scuro di un’altra casa.

«Ti offro quanto ho, Maestro, e come so…».

«Meglio e più non potresti, perché mi offri con amore».

Dànno a Gesù acqua per rinfrescarsi e poi pane e ulive. Gesù gusta pochi bocconi, tanto per mostrare che accetta, poi respinge ringraziando.

Dei bambini curiosano dall’orto e dalla via. Ma non so se siano figli di Pietro. So solo che lui fa gli occhiacci per tenere indietro i piccoli invadenti. Gesù sorride e dice: «Lasciali fare».

«Maestro, vuoi riposare? Lì vi è la mia stanza, là quella di Andrea. Scegli. Non faremo rumore mentre riposi».

«Avrai pure una terrazza?».

«Sì, e la vite, per quanto sia ancor quasi nuda, vi fa un poco d’ombra».

«Conducimi in essa. Preferisco riposare lassù. Penserò e pregherò».

«Come vuoi. Vieni».

Dall’orticello una scaletta sale al tetto, che è una terrazza limitata da un basso muretto. Anche qui, reti e canapi. Ma quanta luce di cielo e quanto azzurro di lago!

Gesù siede su uno sgabello con le spalle appoggiate al muretto. Pietro armeggia con una vela, che stende sopra e a fianco della vite per fare un riparo al sole. Vi è brezza e silenzio. Gesù visibilmente ne gode.

«Io vado, Maestro».

«Va’. Tu e Giovanni andate a dire che al tramonto, qui, parlerò».

Gesù resta solo e prega a lungo. Fuor che due coppie di colombi, che vanno e vengono dai nidi, e un cinguettio di passeri, non c’è rumore o vivente intorno a Gesù che prega. Le ore passano calme e serene.

EMR 51

L’Evangelo come mi è stato rivelato

Dettaglio

Gesù è a casa di Pietro con Simone di Giona, Giacomo, Giovanni e Porfirio. Arriva Andrea, indicando che Giuda è lì per lui, e suo cugino entra in casa. Maria aveva invitato il Figlio alle nozze di Cana e anche i loro parenti volevano che ci andasse. Gesù acconsente alla richiesta della Madre e poi intuisce che Giuda ha qualcosa che non va. Lo interrogò e Giuda disse a mezza voce che Gesù doveva stare attento, a causa delle caste potenti che avrebbero potuto essere disturbate dal suo insegnamento. Cita il Battista, ma si intuisce che sta rendendo un servizio a parole. Inoltre, Gesù ipotizza che siano stati i loro parenti a dirglielo, cosa che Giuda conferma. Ma Gesù afferma che al di sopra della terra c'è il cielo e gli interessi di Dio. Quanto a sua Madre, solo lei potrebbe ricordargli i suoi doveri di Figlio, ma non lo fa. Ha rinunciato alla sua creaturalità fin dall'inizio e Gesù ricorda la sua vita nel Tempio, lodando il suo distacco e il suo dono di sé a Dio. Il Signore predice anche che verrà un giorno in cui tutti lo abbandoneranno, ma non lei, ed è grazie a Maria che gli apostoli torneranno da Gesù. Vuole farci capire quanto Maria sia potente nel cuore di Dio.

In seguito, Giuda chiede di accompagnarla alle nozze di Cana. Gli consegna una veste disegnata dall'Onnipotente, che Gesù indosserà a Gerusalemme, al Tempio.

EMR 52

L’Evangelo come mi è stato rivelato

Dettaglio

Maria vede la casa delle nozze di Cana e vede Maria arrivare sulla scena. Sta aiutando a preparare il luogo per la festa. Finalmente arriva la sposa e c'è un cambiamento nella visione: la mistica vede Gesù, che si dirige verso Cana. Egli parte per accontentare sua Madre e arriva alla casa. Saluta gli sposi e gli invitati e si siede con Giovanni e Giuda di Alfeo. Lui e Maria mangiarono e dissero poco. Poi la Vergine si accorse che avevano finito il vino e tutto accadde come nel Vangelo. Gesù compie il suo primo miracolo e poi, quando l'attenzione si rivolge a lui, dice a tutti di ringraziare Maria.

Ci vengono poi dati due dettati. Uno riguarda la famosa frase: "Madre, che c'è ora tra me e te?" e l'altro riguarda il fatto che è stata Maria a ottenere il primo miracolo di Cristo. Il Signore ci chiede di ringraziarla per tutte le grazie che ci ottiene. Per quanto riguarda il famoso "d'ora in poi", Gesù spiega che prima era tutto di Maria, ma ora è tutto del Padre, come Servo di Dio. I legami tra Madre e Figlio si spezzano per diventare ancora più forti e, dopo la sua missione, il Salvatore sarà di nuovo tutto per sua Madre.

EMR 52.1

L’Evangelo come mi è stato rivelato

Citazione

Una caratteristica casa orientale — un cubo bianco, più largo che alto, con rade aperture — sormontata da una terrazza che fa da tetto, recinta da un muretto alto circa un metro e ombreggiata da una pergola di vite, che si arrampica fin là e stende i suoi rami su oltre metà di questa assolata terrazza. Una scala esterna sale lungo la facciata sino all’altezza di una porta, che si apre a metà altezza della facciata. Sotto ci sono, al terreno, delle porte basse e rade, non più di due per lato, che mettono in stanze basse e scure. La casa sorge in mezzo ad una specie di aia, più spiazzo erboso che aia, che ha al centro un pozzo. Vi sono delle piante di fico e di melo. La casa guarda verso la strada, ma non è sulla strada. È un poco in dentro, e un viottolo fra l’erba l’unisce alla via che sembra una via maestra.

Si direbbe che la casa è alla periferia di Cana: casa di proprietari contadini, i quali vivono in mezzo al loro poderetto. La campagna si stende oltre la casa con le sue lontananze verdi e placide. Vi è un bel sole e un azzurro tersissimo di cielo. In principio non vedo altro. La casa è sola.

EMR 52.3

L’Evangelo come mi è stato rivelato

Citazione

Mi pare di capire che gli ambienti al terreno sono le vere e proprie stanze di abitazione, le dispense, i ripostigli e le cantine, e questa sia l’ambiente riservato a usi speciali, come feste eccezionali, o a lavori che richiedano molto spazio, o anche a distensione di derrate agricole. Nelle feste lo svuotano da ogni impiccio e lo ornano, come è oggi, di rami verdi, di stuoie, di tavole imbandite. Al centro ve ne è una molto ricca, con sopra già delle anfore e piatti colmi di frutta. Lungo la parete di destra, rispetto a me che guardo, un’altra tavola imbandita, ma meno riccamente. Lungo quella di sinistra, una specie di lunga credenza, con sopra piatti con formaggi e altri cibi che mi paiono focacce coperte di miele e dolciumi. In terra, sempre presso questa parete, altre anfore e tre grossi vasi in forma di brocca di rame (su per giù). Le chiamerei giare.

EMR 53

L’Evangelo come mi è stato rivelato

Dettaglio

Gesù, Giacomo, Giovanni, Andrea, Pietro, Filippo e Bartolomeo si recano al Tempio. Ma è una vera e propria fiera, dove i mercanti del Tempio sono usurai dei più poveri. Una coppia di anziani viene maltrattata da un negoziante e Gesù dice loro che il loro comportamento non è corretto: il negoziante deve dare loro un agnello migliore. L'uomo non ascolta e Gesù, di fronte a tutto il trambusto del Tempio, diventa terribile. Costruisce una frusta e rovescia i tavoli e il denaro su di essi. Arrivano i sacerdoti e gli chiedono chi sia e perché stia facendo questo. Gesù risponde che lui è Colui che può e che se il vero Tempio viene distrutto, lui lo farà risorgere. Promette che lo conosceranno e che conosceranno la sua provenienza. Poi il Maestro tiene un discorso nel Tempio, ricordando le parole del Deuteronomio. Ci ricorda che dobbiamo essere giusti con i poveri e che i sacerdoti devono avere come ricchezza la purezza e la carità, non la ricchezza puramente materiale. Dio Padre è la loro eredità. Infine, invita tutti a seguirlo, perché è giunta l'ora della grazia.

EMR 53.1

L’Evangelo come mi è stato rivelato

Citazione

Vedo Gesù che entra con Pietro, Andrea, Giovanni e Giacomo, Filippo e Bartolomeo, nel recinto del Tempio.

Vi è grandissima folla entro e fuori di esso. Pellegrini che giungono a frotte da ogni parte della città. Dall’alto del colle, su cui il Tempio è costruito, si vedono le vie cittadine, strette e contorte, formicolare di gente. Pare che fra il bianco crudo delle case si sia steso un nastro semovente dai mille colori. Sì, la città ha l’aspetto di un bizzarro giocattolo, fatto di nastri variopinti fra due fili bianchi e tutti convergenti al punto dove splendono le cupole della Casa del Signore.

Nell’interno poi è… una vera fiera. Ogni raccoglimento di luogo sacro è annullato. Chi corre e chi chiama, chi contratta gli agnelli e urla e maledice per il prezzo esoso, chi spinge le povere bestie belanti nei recinti (sono rudimentali divisioni di corde o di pioli, al cui ingresso sta il mercante, o proprietario che sia, in attesa dei compratori). Legnate, belati, bestemmie, richiami, insulti ai garzoni non solleciti nelle operazioni di adunata e di cernita delle bestie e ai compratori che lesinano sul prezzo o che se ne vanno, maggiori insulti a quelli che, previdenti, hanno portato, di loro, l’agnello.

Intorno ai banchi dei cambiavalute, altro vocìo. Si capisce che, non so se in ogni momento o in questo pasquale, si capisce che il Tempio funzionava da… Borsa, e borsa nera. Il valore delle monete non era fisso. Vi era quello legale, di certo vi sarà stato, ma i cambiavalute ne imponevano un altro, appropriandosi di un tanto, messo a capriccio, per il cambio delle monete. E le assicuro che non scherzavano nelle operazioni di strozzinaggio!… Più uno era povero e veniva da lontano, e più era pelato. I vecchi più dei giovani, quelli provenienti da oltre Palestina più dei vecchi.

Dei poveri vecchierelli guardavano e riguardavano il loro peculio, messo da parte con chissà che fatica in tutta l’annata, se lo levavano e se lo rimettevano in seno cento volte, girando dall’uno all’altro cambiavalute, e finivano magari per tornare dal primo, che si vendicava della loro iniziale diserzione aumentando l’aggio del cambio… e le grosse monete lasciavano, tra dei sospiri, le mani del proprietario e passavano fra le grinfie dell’usuraio e venivano mutate in monete più spicciole. Poi altra tragedia di scelte, di conti e di sospiri davanti ai venditori di agnelli, i quali, ai vecchietti mezzi ciechi, appioppavano gli agnelli più grami.

EMR 54

L’Evangelo come mi è stato rivelato

Dettaglio

Gesù si trova nell'oliveto del Getsemani. Il padrone di casa - Giona - dice a Cristo che tre uomini lo stanno aspettando, tra cui uno probabilmente malato e un lebbroso. Gesù si reca per primo da quest'ultimo: è Simone lo Zelota che gli chiede la guarigione. Il Salvatore esaudisce il suo desiderio e il futuro apostolo guarisce completamente. Poi si rivolge ai due nuovi arrivati: Giuda di Keroth e Tommaso. Il primo voleva ardentemente seguire il Salvatore, per partecipare alla sua gloria "secondo il cielo". Ma Gesù gli chiede di pensarci bene e rifiuta di prenderlo subito con sé. Pensava di essere impulsivo e non credeva alla sua costanza. Allora Gesù lo invita a discernere con attenzione e gli dice che sarà nel Tempio per la Pentecoste. Anche Tommaso, da parte sua, vuole seguirlo, ma è spaventato dalle parole dette a Giuda. Gesù lo rassicura, dicendo che la presunzione porta alla rovina, ma che la paura unita all'umiltà può essere un aiuto. Gli suggerisce di riflettere e poi, quando il discepolo se n'è andato, Gesù spiega a Giovanni e agli altri perché ha fatto la differenza tra i due discepoli. In questo senso, Tommaso è più perfetto, perché vuole seguirlo per amore e non per desiderio di gloria umana. Tutti i discepoli presenti affermano poi di amare Gesù e, alla domanda se sono perfetti, Gesù spiega che solo Dio è perfetto, ma che loro lo diventeranno se persevereranno nella loro volontà di amare.

Dopo aver parlato della sua natura di Verbo di Dio e della sua perfezione di Uomo-Dio, Gesù si descrive come Figlio dell'uomo. Poi risponde alla domanda di Pietro sull'assenza di Giuda e risponde alla domanda di Andrea sul perché abbia compiuto un miracolo a Cana e non nella sua patria. Il Signore menziona anche sua Madre.

Infine, Cristo accoglie Didimo, che è tornato sui suoi passi, e quindi accoglie Tommaso tra i suoi discepoli.

EMR 54.1

L’Evangelo come mi è stato rivelato

Citazione

Anche Gesù va verso la casa dove è ospitato. Non è la casa del Cenacolo. Quella è più nella città, per quanto prossima ai confini di essa. Questa è una vera casa già di campagna, fra folti ulivi. Dal rustico piazzaletto che ha sul davanti si vedono le piante scendere a balzi giù dal colle, fermandosi là dove è un torrentello poco ricco d’acque, che se ne va fra l’insenatura che è fra due colli, poco alti: sulla cima di un colle è il Tempio, sull’altro colle solo ulivi e ulivi. Gesù è alle prime pendici di questo morbido colle, che sale senza asprezza, tutto mite di piante pacifiche.