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Note della parola chiave

La Vergine Maria

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EMR 54.7

L’Evangelo come mi è stato rivelato

Citazione

«Cana era la gioia di mia Madre da farsi. Cana è l’anticipo che si deve a mia Madre. Ella è l’Anticipatrice della Grazia. Qui do onore alla Città santa, facendo di essa, pubblicamente, l’iniziatrice del mio potere di Messia. Ma là, a Cana, Io davo onore alla Santa di Dio, alla Tutta Santa. Il mondo mi ha per Essa. È giusto che ad Essa vada il mio primo prodigio nel mondo».

EMR 56.3

L’Evangelo come mi è stato rivelato

Citazione

56.3 «Sei sempre stato con Lui?».

«Sempre. Da quando tornò a Nazaret fu con me buon compagno. Sempre insieme. Siamo della stessa età, io di poco più anziano. E poi io ero il preferito dal padre di Lui, fratello a mio padre. Anche la Madre mi voleva molto bene. Sono cresciuto più con Lei che con mia madre».

Dettaglio

Simone lo Zelota chiese a Giuda se avesse sempre accompagnato Cristo.

EMR 56.5

L’Evangelo come mi è stato rivelato

Citazione

« (...) È Colui che ti ha mandato che parla qui, in mezzo al mio cuore, e mi dice: “Va’ da Lui!”. È Colei che ti ha generato e che mi è stata maestra soave, che col suo sguardo di colomba mi dice, senza usar parole: “Sii di Gesù!”. Posso io non tener conto di quella voce eccelsa che mi trivella il cuore? Di questa preghiera di santa che certo mi supplica per il mio bene? Sol perché sono cugino per parte di Giuseppe, non devo conoscerti per quello che sei, mentre il Battezzatore ti ha conosciuto, lui che non ti aveva mai visto, qui, sulle sponde di questo fiume, e ti ha salutato: “Agnello di Dio”? Ed io, io che sono cresciuto con Te, io che mi sono fatto buono seguendo Te, io che sono divenuto figlio della Legge per merito di tua Madre e da Lei ho aspirato non i seicentotredici precetti dei rabbini, oltre la Scrittura e le preghiere, ma l’anima di esse tutte, io non dovrei esser capace di nulla?».

«E tuo padre?».

«Mio padre? Non gli manca pane e assistenza, e poi… Tu mi dài l’esempio. Tu hai avuto pensiero al bene del popolo più che al piccolo bene di Maria. E Lei è sola. Dimmi Tu, Maestro mio, non è lecito forse, senza mancare di rispetto, dire ad un padre: “Padre, io ti amo. Ma sopra te è Dio, e Lui seguo”?».

«Giuda, parente e amico, Io te lo dico: tu sei molto avanti nella via della Luce. Vieni. È lecito dire al padre così quando è Dio che chiama. Nulla è sopra Dio. Anche le leggi del sangue cessano, ossia si sublimano, perché con le nostre lacrime noi diamo ai padri, alle madri, più vasto aiuto, e per più eterna cosa che non la giornata del mondo. Seconoi li traiamo al Cielo e, per la stessa via di sacrificio degli affetti, a Dio. Resta, dunque, Giuda. Ti ho atteso e sono felice di riaverti, amico della mia vita nazarena».

Dettaglio

Giuda parlò a Gesù e disse:

EMR 57

L’Evangelo come mi è stato rivelato

Dettaglio

Gesù arriva a Nazareth con i suoi apostoli. Invita i suoi discepoli ad accompagnarlo a casa per incontrare sua Madre. Al suo arrivo, Cristo viene accolto da uno stuolo di bambini. Risponde alle loro domande e poi arriva a casa sua. Sua Madre è naturalmente felice di vederlo, ma è anche angosciata, perché i suoi parenti le hanno raccontato ciò che egli ha fatto nel Tempio. Dopo il loro incontro, i discepoli fanno conoscenza con lui (tranne Giovanni, che l'ha già incontrata) e si siedono tutti a tavola. Maria di Alfeo è in casa e Giuda le comunica la sua decisione di seguire Gesù. Lei ne è felice e il gruppo condivide aneddoti sulla vita di Gesù. La visione termina qui.

EMR 57.1

L’Evangelo come mi è stato rivelato

Citazione

57.1 Gesù giunge con il cugino e i sei discepoli nelle prossimità di Nazaret. Dall’alto del poggio dove si trovano si vede la cittadina, bianca fra il verde, salire e scendere per le chine su cui è costruita, un dolce ondulare di chine, dove appena sentito, dove più marcato.

«Siamo giunti, amici. Ecco là la mia casa. Mia Madre è in essa, perché fumo si eleva dalla casa. Forse fa il pane. Io non vi dico: “Restate”, perché penso che avrete ansia di giungere a casa. Ma se volete spezzare con Me il pane e conoscere Quella che già Giovanni conosce, vi dico: “Venite”».

I sei, che erano già tristi per l’imminente separazione, tornano tutti lieti e accettano di cuore.

«Andiamo, dunque».

Scendono sveltamente la collinetta e prendono la via maestra. È verso sera. Fa ancora caldo, ma già le ombre scendono sulla campagna in cui le biade tendono a maturare.

Entrano in paese. Donne che vanno e vengono dalla fonte, uomini sulle soglie delle minuscole officine o negli orti, salutano Gesù e Giuda.

Dettaglio

Gesù invita i discepoli a incontrare per la prima volta sua Madre (tranne Giovanni, che la conosce già).

EMR 57.3.4

L’Evangelo come mi è stato rivelato

Citazione

57.3 Poi dice: «Ebbene, vedi? Io sono qui, e non solo. Ho con Me i discepoli primi, e altri sono in Giudea. E anche il cugino Giuda è con Me e mi segue…».

«Giuda?».

«Sì, Giuda. So perché sei stupita. Certo, fra coloro che hanno parlato del fatto erano Alfeo coi figli… e non erro dicendo che mi hanno criticato. Ma non avere paura. Oggi così, domani non così. L’uomo va coltivato come la terra, e dove sono triboli escono rose. Giuda, che tu ami, è già con Me».

«Dove è ora?».

«Lì fuori con gli altri. Hai pane per tutti?».

«Sì, Figlio. Maria d’Alfeo è nel forno che lo sforna. Molto buona è Maria con me, e specie ora».

«Dio le darà gloria». Si fa sulla porta e chiama: «Giuda! Qui è tua madre! Amici, venite!».(...)

Accorre Maria d’Alfeo, rossa e infarinata, e saluta Gesù che la benedice, e poi conduce i sei nell’orto, alla vasca, e torna felice. «Oh! Maria!», dice alla Vergine. «Giuda mi ha detto. Come sono contenta! Per Giuda e per te, cognata mia. So che gli altri mi grideranno. Ma non mi importa. Sarò felice il giorno che li saprò tutti di Gesù. Noi mamme sappiamo… sentiamo quello che è bene per i figli. E io sento che il bene delle mie creature sei Tu, Gesù».

Gesù la carezza sul capo, sorridendole.

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Gesù ha ritrovato sua Madre. Ascolta e poi è il suo turno di parlare.

EMR 57.3-6

L’Evangelo come mi è stato rivelato

Citazione

«Amici, venite!».

Entrano e salutano. Ma Giuda bacia Maria. E poi corre in cerca di sua madre.

Gesù nomina i cinque: Pietro, Andrea, Giacomo, Natanaele, Filippo; perché Giovanni, già noto a Maria, l’ha salutata subito dopo Giuda, inchinandosi e ricevendone benedizione.

57.4 Maria li saluta e li invita a sedersi. È la padrona di casa e, pur adorando con lo sguardo il suo Gesù — pare che l’anima continui a parlare, per gli occhi, col Figlio — si occupa degli ospiti. Vorrebbe portare l’acqua per ristorarli. Ma Pietro scatta: «No, Donna. Non posso permetterlo. Tu siedi presso tuo Figlio, Madre santa. Io andrò, andremo nell’orto per rinfrescarci».

Accorre Maria d’Alfeo, rossa e infarinata, e saluta Gesù che la benedice, e poi conduce i sei nell’orto, alla vasca, e torna felice. «Oh! Maria!», dice alla Vergine. «Giuda mi ha detto. Come sono contenta! Per Giuda e per te, cognata mia. So che gli altri mi grideranno. Ma non mi importa. Sarò felice il giorno che li saprò tutti di Gesù. Noi mamme sappiamo… sentiamo quello che è bene per i figli. E io sento che il bene delle mie creature sei Tu, Gesù».

Gesù la carezza sul capo, sorridendole.

Tornano i discepoli, e Maria di Alfeo serve pane fragrante, ulive e formaggio. E porta un’anforetta di vinetto rosso, che Gesù mesce ai suoi amici. È sempre Gesù che offre e poi distribuisce.

57.5 575.5 Un poco impacciati sulle prime, i discepoli dopo si fanno più sicuri, e raccontano delle loro case, del viaggio a Gerusalemme, dei miracoli avvenuti. Sono pieni di zelo e di affetto, e Pietro cerca di farsi di Maria un’alleata per ottenere di essere subito presi da Gesù senza attese a Betsaida.

«Fate quanto Egli dice», esorta Lei con un sorriso soave. «Questa attesa vi gioverà più di una unione immediata. Il mio Gesù fa tutto bene quanto fa».

La speranza di Pietro muore. Ma egli si rassegna con buon garbo. Chiede solo: «Durerà molto l’attesa?».

Gesù lo guarda con un sorriso, ma non dice altro.

Maria interpreta quel sorriso come un segno benevolo e dice: «Simone di Giona, Egli sorride… perciò io ti dico: rapido come volo di rondine sul lago sarà il tempo del tuo attendere ubbidiente».

«Grazie, Donna».

57.6 «Non parli, Giuda? E tu, Giovanni?».

«Ti guardo, Maria».

«Ed io pure».

«Anche io vi guardo e… sapete? Mi torna in mente un’ora lontana. Anche allora avevo sempre tre paia d’occhi fissi al mio viso con amore. Ricordi, Maria, i miei tre scolari?».

«Oh! se ricordo! È vero! Anche ora tre, di un’età quasi uguale, ti guardano con tutto l’amore che è loro. E costui, Giovanni, credo, mi pare il Gesù d’allora, così biondo e roseo, e più giovane di tutti».

Gli altri vogliono sapere, e ricordi e aneddoti scorrono nelle parole, col tempo. Viene la sera.

«Amici, Io non ho ambienti. Ma lì vi è il laboratorio dove lavoravo. Se volete trovare rifugio lì… Ma non vi sono che i banconi».

«Letto comodo per pescatori usi a dormire su strette assi. Grazie, Maestro. Dormire sotto il tuo tetto è onore e santificazione».

Si ritirano con molti saluti. Anche Giuda si ritira con sua madre; vanno alla loro casa.

In questa stanza restano Gesù e Maria, seduti sulla cassapanca, al lume della lucernetta, un braccio intorno alle spalle dell’altro, e Gesù racconta, e Maria ascolta, beata, trepida, felice…

La visione cessa così.

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Maria discute con Pietro e gli dà un consiglio simile a quello di Cana: "Fai quello che ti dirà".

EMR 70.2

L’Evangelo come mi è stato rivelato

Citazione

70.2 Sono giunti alla casetta. Entrano nella cucina bassa e fumosa. Il padrone li saluta: «La pace sia con Te».

Risponde Gesù: «Pace a questa casa e a te e chi con te vive. Ho con Me un discepolo».

«Vi sarà pane e olio anche per lui».

«Ho portato pesce secco che mi han dato Giacomo e Pietro. E, passando da Nazaret, tua Madre mi ha dato pane e miele per Te. Ho camminato senza soste, ma ora sarà duro».

«Non importa, Giovanni. Avrà sempre il sapore delle mani della Mamma».

Giovanni estrae i suoi tesori dalla bisaccia che aveva in un canto. E vedo preparare il pesce secco in una maniera strana. Lo bagnano per pochi attimi in acqua calda, poi lo ungono e lo fanno arrostire sulla fiamma.

Gesù benedice il cibo e col discepolo si siede alla tavola. Sono anche alla stessa il padrone, che sento chiamare Giona, e il figlio. La madre va e viene portando il pesce, delle ulive nere, delle verdure lessate e condite con olio. Gesù offre anche del miele. E lo offre alla madre stendendolo sul pane. «È del mio alveare», dice. «Le api le cura mia Madre. Mangialo. È buono. Sei tanto buona con Me, tu, Maria, che meriti questo e altro», dice poi, perché la donna non vorrebbe privarlo del dolce miele.

La cena termina sollecita fra brevi discorsi comuni. Appena finita, e dopo aver ringraziato del cibo preso, Gesù dice a Giovanni: «Vieni. Usciamo un poco nell’uliveto. La notte è tiepida e chiara. Sarà dolce stare un poco là fuori».

Il padrone dice: «Maestro, io ti saluto. Sono stanco, e stanco è mio figlio. Noi andiamo al riposo. Lascio la porta accostata e la lucerna sul tavolo. Sai come fare».

«Vai pure, Giona. E spegni anche la lucerna. Vi è un lume di luna così chiaro che ci vedremo anche senza lume».

«Ma il tuo discepolo dove dormirà?».

«Con Me. Sulla mia stuoia vi è posto anche per lui. Vero, Giovanni?».

Giovanni, all’idea di dormire al fianco di Gesù, va in estasi.

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Gesù è con Giovanni e si recano in una casa amica, l'oliveto del Getsemani, di proprietà di Giona e Marco, suo figlio.

EMR 70.8

L’Evangelo come mi è stato rivelato

Citazione

Io e la Madre siamo le Ostie eccelse. Raggiungerci è difficile, impossibile anzi, perché il nostro sacrificio fu di una asprezza totale. Ma il mio Giovanni! È l’ostia imitabile da tutte le classi di miei amatori: vergine, martire, confessore, evangelizzatore, servo di Dio e della Madre di Dio, attivo e contemplativo, ha un esempio per tutti. È colui che ama.