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Note della parola chiave

Dolore e sofferenza

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Comfort di lettura

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EMR 80.9

L’Evangelo come mi è stato rivelato

Citazione

Qui ho sentito la stanchezza dell’eroe e dell’asceta, che in un’ora di premonizione si rende cognito dell’inutilità del suo sforzo… Ho pianto… La tristezza… richiamo magico per Satana. Non è peccato esser tristi se l’ora è penosa. È peccato cedere oltre alla tristezza e cadere in inerzia o in disperazione.

Dettaglio

Gesù parla della sua tentazione nel deserto.

EMR 83

L’Evangelo come mi è stato rivelato

Dettaglio

Gesù è in campagna. Sta parlando con un contadino che gli confida il bene che gli viene dall'ascolto di Gesù (è esattamente lo stesso per noi che leggiamo l'Opera). Gesù parla della benedizione di Dio e della sofferenza, del fatto che è espiazione e che è grazia. Poi Giovanni parte e Giuda chiede di andare a Gerusalemme per incontrare un amico. Gesù è depresso da Giuda e piange in silenzio in un boschetto. Ha pregato. Infine, viene raggiunto da Simone lo Zelota, che percepisce il suo dolore. Parlano di Giuda... E Simone esprime anche il desiderio che egli incontri Lazzaro.

EMR 83.2

L’Evangelo come mi è stato rivelato

Citazione

«Non è sempre male il dolore?».

«No, amico. È un male dal lato umano, ma dal sovrumano è un bene. Aumenta i meriti dei giusti che lo subiscono senza disperazione e ribellione e lo offrono, offrendosi con la loro rassegnazione, come sacrificio di espiazione per le proprie manchevolezze e le colpe del mondo, ed è redenzione per coloro che giusti non sono».

«È tanto difficile soffrire!», dice il contadino, al quale si sono uniti i famigliari, una decina fra adulti e bambini.

«Lo so che l’uomo lo trova difficile. E, sapendo come lo avrebbe trovato tale, il Padre non aveva dato il dolore ai suoi figli. Venne per la colpa. Ma quanto dura il dolore sulla Terra? Nella vita di un uomo? Poco tempo. Sempre poco, anche se dura tutta la vita. Ora Io dico: non è meglio soffrire per poco che per sempre? Non è meglio soffrire qui che nel Purgatorio? Pensate che il tempo là è moltiplicato per uno a mille. Oh! che in verità vi dico che non maledire, ma benedire il soffrire si dovrebbe, e chiamarlo “grazia”, e chiamarlo “pietà”».