Vai al contenuto

Note del tema

Nuovo Testamento

Pagina 163 di 189

Comfort di lettura

Aa

EMR 203.6 · Volume 3

L’Evangelo come mi è stato rivelato

Citazione

“Padre nostro”.

Io lo chiamo: “Padre”. Padre è del Verbo, Padre è dell’Incarnato. Così voglio lo chiamiate voi, perché voi siete uni con Me se voi in Me permanete. Un tempo era che l’uomo doveva gettarsi volto a terra per sospirare, fra i tremori dello spavento: “Dio!”. Chi non crede in Me e nella mia parola ancora è in questo tremore paralizzante… Osservate nel Tempio. Non Dio, ma anche il ricordo di Dio è celato dietro triplice velo agli occhi dei fedeli. Separazioni di distanze, separazioni di velami, tutto è stato preso e applicato per dire a chi prega: “Tu sei fango. Egli è Luce. Tu sei abbietto. Egli è Santo. Tu sei schiavo. Egli è Re”. Ma ora!… Alzatevi! Accostatevi! Io sono il Sacerdote eterno. Io posso prendervi per mano e dire: “Venite”. Io posso afferrare le tende del velario e aprirle, spalancando l’inaccessibile luogo chiuso fino ad ora. Chiuso? Perché? Chiuso per la Colpa, sì. Ma ancor più serrato dall’avvilito pensiero degli uomini. Perché chiuso, se Dio è Amore, se Dio è Padre? Io posso, Io devo, Io voglio portarvi non nella polvere, ma nell’azzurro; non lontani, ma vicini; non in veste di schiavi, ma di figli sul cuore di Dio.

“Padre! Padre!”, dite. E non stancatevi di dire questa parola. Non sapete che ogni volta che la dite il Cielo sfavilla per la gioia di Dio? Non diceste che questa, e con vero amore, fareste già orazione gradita al Signore. “Padre! Padre mio!”, dicono i piccoli al padre loro. È la parola che dicono per prima: “Madre, padre”. Voi siete i pargoli di Dio. Io vi ho generati dal vecchio uomo che eravate e che Io ho distrutto col mio amore per far nascere l’uomo nuovo, il cristiano. Chiamate dunque con la parola che per prima conoscono i pargoli, il Padre Ss. che è nei Cieli.

EMR 203.6 · Volume 3

L’Evangelo come mi è stato rivelato

Citazione

“Padre! Padre mio!”, dicono i piccoli al padre loro. È la parola che dicono per prima: “Madre, padre”. Voi siete i pargoli di Dio. Io vi ho generati dal vecchio uomo che eravate e che Io ho distrutto col mio amore per far nascere l’uomo nuovo, il cristiano. Chiamate dunque con la parola che per prima conoscono i pargoli, il Padre Ss. che è nei Cieli.

Dettaglio

Gesù ci ha insegnato a chiamare Dio "Padre".

EMR 203.8 · Volume 3

L’Evangelo come mi è stato rivelato

Citazione

“Venga il Regno tuo in Terra come in Cielo”.

Desideratelo con tutte le vostre forze questo avvento. Sarebbe la gioia sulla Terra se esso venisse. Il Regno di Dio nei cuori, nelle famiglie, fra i cittadini, fra le nazioni. Soffrite, faticate, sacrificatevi per questo Regno. Sia la Terra uno specchio che riflette nei singoli la vita dei Cieli. Verrà. Un giorno tutto questo verrà. Secoli e secoli di lacrime e sangue, di errori, di persecuzioni, di caligine rotta da sprazzi di luce irraggianti dal Faro mistico della mia Chiesa – che, se barca è, e non verrà sommersa, è anche scogliera incrollabile ad ogni maroso, e alta terrà la Luce, la mia Luce, la Luce di Dio – precederanno il momento in cui la Terra possederà il Regno di Dio. E sarà allora come il fiammeggiare intenso di un astro che, raggiunto il perfetto del suo esistere, si disgrega, fiore smisurato dei giardini eterei, per esalare in un rutilante palpito la sua esistenza e il suo amore ai piedi del suo Creatore. Ma venire verrà. E poi sarà il Regno perfetto, beato, eterno del Cielo.

EMR 203.9 · Volume 3

L’Evangelo come mi è stato rivelato

Citazione

“E in Terra come in Cielo sia fatta la tua Volontà”.

L’annullamento della volontà propria in quella di un altro si può fare solamente quando si è raggiunto il perfetto amore verso quella creatura. L’annullamento della volontà propria in quella di Dio si può fare solo quando si è raggiunto il possesso delle teologali virtù in forma eroica. In Cielo, dove tutto è senza difetti, si fa la volontà di Dio. Sappiate, voi, figli del Cielo, fare ciò che in Cielo si fa.

EMR 203.10 · Volume 3

L’Evangelo come mi è stato rivelato

Citazione

“Dacci il nostro pane quotidiano”.

Quando sarete nel Cielo vi nutrirete soltanto di Dio. La beatitudine sarà il vostro cibo. Ma qui ancora abbisognate di pane. E siete i pargoli di Dio. Giusto dunque dire: “Padre, dacci il pane”.

Avete timore di non essere ascoltati? Oh, no! Considerate. Se uno di voi ha un amico e, accorgendosi di essere privo di pane per sfamare un altro amico o un parente, giunto da lui sulla fine della seconda vigilia, va ad esso dicendo: “Amico, prestami tre pani perché m’è venuto un ospite e non ho che dargli da mangiare”, può mai sentirsi rispondere dal di dentro della casa: “Non mi dare noia perché ho già chiuso l’uscio e assicurati i battenti e i miei figli dormono già al mio fianco. Non posso alzarmi e darti quanto vuoi”? No. Se egli si è rivolto ad un vero amico e se insiste, avrà ciò che chiede. L’avrebbe anche se colui a cui si è rivolto fosse un amico poco buono. Lo avrebbe per la sua insistenza, perché il richiesto di tal favore, pur di non essere più importunato, si affretterà a dargliene quanti ne vuole. Ma voi, pregando il Padre, non vi rivolgete ad un amico della Terra, ma vi rivolgete all’Amico perfetto che è il Padre del Cielo. Perciò Io vi dico: “Chiedete e vi sarà dato, cercate e troverete, picchiate e vi sarà aperto”. Infatti a chi chiede viene dato, chi cerca finisce col trovare, e a chi bussa si apre la porta.

Chi fra i figli degli uomini si vede porre in mano un sasso se chiede al proprio padre un pane? E chi si vede dare un serpente al posto di un pesce arrostito? Delinquente sarebbe quel padre se così facesse alla propria prole. Già l’ho detto[4] e lo ripeto per persuadervi a sensi di bontà e di fiducia. Come dunque uno di sana mente non darebbe uno scorpione al posto di un uovo, con quale maggiore bontà non vi darà Dio ciò che chiedete! Poiché Egli è buono, mentre voi, più o meno, malvagi siete. Chiedete dunque con amore umile e figliale il vostro pane al Padre.

Annotazione

L'ho già detto: in EMV 172.7.

Vangelo di Matteo 7, 7-11

Mt 7, 7-11 : "Chiedete e vi sarà dato; cercate e troverete; bussate e vi sarà aperto. Perché chiunque chiede riceve; chi cerca trova; a chi bussa sarà aperto. O ancora: Chi di voi darà a suo figlio una pietra quando chiede un pane? O gli darà un serpente quando chiede un pesce? Se dunque voi, che siete cattivi, sapete dare buoni doni ai vostri figli, quanto più il Padre vostro che è nei cieli darà buoni doni a coloro che glieli chiedono!

Vangelo di Luca 11, 1-13

Lc 11, 1-13 : Accadde che Gesù stesse pregando in un certo luogo. Quando ebbe finito, uno dei suoi discepoli gli chiese: "Signore, insegnaci a pregare, come Giovanni Battista ha insegnato ai suoi discepoli".

Egli rispose: "Quando pregate, dite: Padre, sia santificato il tuo nome, venga il tuo regno. Dacci il pane di cui abbiamo bisogno ogni giorno. Perdona i nostri peccati, perché noi stessi perdoniamo i nostri debitori. E non ci indurre in tentazione".

Gesù disse loro di nuovo: "Immaginate che uno di voi abbia un amico e che vada da lui nel cuore della notte per chiedergli: "Amico, prestami tre pani, perché un mio amico è arrivato a casa mia da un viaggio e io non ho nulla da offrirgli"". E se, dall'interno, l'altro risponde: "Non venire a disturbarmi! La porta è già chiusa; io e i miei figli siamo a letto. Non posso alzarmi per darle qualcosa". Ebbene, vi dico che anche se non si alza per dare per amicizia, si alzerà per la sfacciataggine di questo amico e gli darà tutto ciò di cui ha bisogno.

Vi dico: chiedete e vi sarà dato; cercate e troverete; bussate e vi sarà aperto. Perché chiunque chiede riceve; chi cerca trova; a chi bussa sarà aperto. Quale padre tra voi, quando suo figlio chiede un pesce, gli darà un serpente invece di un pesce? O gli darà uno scorpione quando chiede un uovo? Se dunque voi, che siete cattivi, sapete dare buoni doni ai vostri figli, quanto più il Padre che è nei cieli darà lo Spirito Santo a coloro che glielo chiedono!

EMR 203.11 · Volume 3

L’Evangelo come mi è stato rivelato

Citazione

“Rimetti a noi i nostri debiti come noi li rimettiamo ai nostri debitori”.

Vi sono i debiti materiali e quelli spirituali. Vi sono anche i debiti morali. È debito materiale la moneta o la merce che avuta in prestito va restituita. È debito morale la stima carpita e non resa e l’amore voluto e non dato. È debito spirituale l’ubbidienza a Dio dal quale molto si esigerebbe salvo dare ben poco, e l’amore verso di Lui. Egli ci ama e va amato, così come va amata una madre, una moglie, un figlio da cui si esigono tante cose. L’egoista vuole avere e non dà. Ma l’egoista è agli antipodi del Cielo. Abbiamo debiti con tutti. Da Dio al parente, da questo all’amico, dall’amico al prossimo, dal prossimo al servo e allo schiavo, essendo tutti esseri come noi. Guai a chi non perdona! Non sarà perdonato. Dio non può, per giustizia, condonare il debito dell’uomo a Lui Ss. se l’uomo non perdona al suo simile.

EMR 203.11 · Volume 3

L’Evangelo come mi è stato rivelato

Citazione

L’egoista vuole avere e non dà. Ma l’egoista è agli antipodi del Cielo.

EMR 203.12 · Volume 3

L’Evangelo come mi è stato rivelato

Citazione

“Non ci indurre in tentazione, ma liberaci dal Maligno”.

L’uomo che non ha sentito il bisogno di spartire con noi la cena di Pasqua mi ha chiesto, or è men di un anno: “Come? Tu hai chiesto di non essere tentato e di essere aiutato, nella tentazione, contro la stessa?”. Eravamo noi due soli… e ho risposto[5]. Eravamo poi in quattro, in una solitaria plaga, ed ho risposto ancora. Ma non è ancora servito, perché in uno spirito tetragono occorre fare breccia demolendo la mala fortezza della sua caparbietà. E perciò lo dirò ancora una, dieci, cento volte, fino a che tutto sarà compiuto.

Ma voi, non corazzati di infelici dottrine e di ancora più infelici passioni, vogliate pregare così. Pregate con umiltà perché Dio impedisca le tentazioni. Oh! l’umiltà! Conoscersi per quello che si è! Senza avvilirsi, ma conoscersi. Dire: “Potrei cedere anche se non mi sembra poterlo fare, perché io sono un giudice imperfetto di me stesso. Perciò, Padre mio, dàmmi, possibilmente, libertà dalle tentazioni col tenermi tanto vicino a Te da non permettere al Maligno di nuocermi”. Perché, ricordatelo, non è Dio che tenta al Male, ma è il Male che tenta. Pregate il Padre perché sorregga la vostra debolezza al punto che essa non possa essere indotta in tentazione dal Maligno.

Annotazione

L'uomo (...) mi ha chiesto meno di un anno fa: "Come? Hai chiesto di non essere tentato e di essere aiutato nella tentazione contro se stesso? " Maria Valtorta annota: "Nota: questo argomento ha suscitato stupore e un... diciamo strano per non dire calcolato scandalo verso l'autore di quest'opera, come se dicendo questo avesse bestemmiato Cristo... Li rimandiamo a pagina 229 di "Così sìa" del Rev. Padre (Luigi) Pazzaglia O.S.M., libro approvato..." (1946, L.I.C.E. Berruti Torino).

Eravamo solo noi due... e ho risposto. In EMV 69.5 a Giuda.

Un'altra volta, eravamo in quattro in un luogo solitario, e ho risposto di nuovo. In EMV 80,8/10 a Simone e Giovanni.