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Note del tema

Nuovo Testamento

Pagina 15 di 189

Comfort di lettura

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EMR 23.10

L’Evangelo come mi è stato rivelato

Citazione

Io prego per voi. Ricordatevelo. La beatitudine d’esser nel Cielo, vivente nel raggio di Dio, non mi smemora dei miei figli che soffrono sulla Terra. Ed io prego. Tutto il Cielo prega. Poiché il Cielo ama. Il Cielo è carità che vive. E la carità ha pietà di voi. Ma, non ci fossi che io, vi sarebbe già sufficiente preghiera per i bisogni di chi spera in Dio. Poiché io non cesso di pregare per voi tutti, santi e malvagi, per dare ai santi la gioia, per dare ai malvagi il pentimento che salva.

Dettaglio

È Maria che parla, ma possiamo credere che qualsiasi santo in Paradiso direbbe la stessa cosa a noi, considerandoci fratelli e sorelle.

EMR 24.1-5

L’Evangelo come mi è stato rivelato

Citazione

24.1 Vedo la casa in festa. È il giorno della circoncisione.

Maria ha curato che tutto sia bello e in ordine. Le stanze splendono di luce, e le stoffe più belle, i più begli arredi splendono per ogni dove. Vi è molta gente. Maria si muove agile fra i gruppi, tutta bella nella sua più bella veste bianca.

Elisabetta, riverita come una matrona, gode felice la sua festa. Il bambino le posa in grembo, sazio di latte.

24.2 Viene l’ora della circoncisione.

«Zaccaria lo chiameremo. Tu sei vecchio. È bene che il tuo nome sia dato al bambino», dicono degli uomini.

«No davvero!», esclama la madre. «Il suo nome è Giovanni. Deve testimoniare, il suo nome, della potenza di Dio».

«Ma quando mai vi fu un Giovanni nella nostra parente­la?».

«Non importa. Egli deve chiamarsi Giovanni».

«Che dici, Zaccaria? Vuoi il tuo nome, non è vero?».

Zaccaria fa cenni di diniego. Prende la tavoletta e scrive: «Il suo nome è Giovanni» e, appena finito di scrivere, aggiunge con la sua lingua liberata: «poiché Dio ha fatto grande grazia a me suo padre e alla madre sua e a questo suo novello servo, che consumerà la sua vita per la gloria del Signore e grande sarà chiamato nei secoli e agli occhi di Dio, perché passerà convertendo i cuori al Signore altissimo. L’angelo l’ha detto ed io non l’ho creduto. Ma ora credo e la Luce si fa in me. Ella è fra noi e voi non la vedete. La sua sorte sarà di non esser veduta, perché gli uomini hanno lo spirito ingombro e pigro. Ma il figlio mio la vedrà e parlerà di Lei e a Lei volgerà i cuori dei giusti d’Israele. Oh! beati coloro che ad essa crederanno e crederanno sempre alla Parola del Signore. E Tu benedetto Signore eterno, Dio d’Israele, perché hai visitato e redento il tuo popolo suscitandoci un potente Salvatore nella casa di Davide suo servo. Come promettesti per bocca dei santi Profeti, fin dai tempi antichi, di liberarci dai nostri nemici e dalle mani di quelli che ci odiano, per esercitare la tua misericordia verso i nostri padri e mostrarti memore della tua santa alleanza. Questo è il giuramento che facesti ad Abramo nostro padre: di concederci che senza timore, liberi dalle mani dei nostri nemici, noi serviamo Te con santità e giustizia nel tuo cospetto per tutta la vita», e continua fino alla fine. (Ho scritto fin qui perché, come lei vede, Zaccaria si volge direttamente a Dio).

I presenti stupiscono. E del nome, e del miracolo, e delle parole di Zaccaria.

Elisabetta, che alla prima parola di Zaccaria ha avuto un urlo di gioia, ora piange tenendosi abbracciata a Maria, che la carezza felice.

24.3 Non vedo la circoncisione. Vedo solo riportare Giovanni strillante disperato. Neppure il latte della mamma lo calma. Scalcia come un puledrino. Ma Maria lo prende e lo ninna, ed egli tace e si mette buono.

«Ma guardate!», dice Sara. «Egli non tace altro che quando Ella lo piglia!».

La gente se ne va lentamente. Nella stanza restano unicamente Maria col piccino fra le braccia e Elisabetta beata.

24.4 Entra Zaccaria e chiude la porta. Guarda Maria con le lacrime agli occhi. Vuol parlare. Poi tace. Si avanza. Si inginocchia davanti a Maria. «Benedici il misero servo del Signore», le dice. «Benedicilo poiché tu lo puoi fare, tu che lo porti in seno. La parola di Dio mi ha parlato quando io ho riconosciuto il mio errore ed ho creduto a tutto quanto m’era stato detto. Io vedo te e la tua felice sorte. Io adoro in te il Dio di Giacobbe. Tu, mio primo Tempio, dove il ritornato sacerdote può novellamente pregare l’Eterno. Te benedetta, che hai ottenuto grazia per il mondo e porti ad esso il Salvatore. Perdona al tuo servo se non ha visto prima la tua maestà. Tutte le grazie tu ci hai portato con la tua venuta, ché dove tu vai, o Piena di Grazia, Dio opera i suoi prodigi, e sante son quelle mura in cui tu entri, sante si fan le orecchie che intendono la tua voce e le carni che tu tocchi. Santi i cuori, poiché tu dài Grazia, Madre del­l’Altissimo, Vergine profetizzata e attesa per dare al popolo di Dio il Salvatore».

24.5 Maria sorride, accesa da umiltà. E parla: «Lode al Signore. A Lui solo. Da Lui, non da me viene ogni grazia. Ed Egli te la largisce perché tu lo ami e serva in perfezione, nei restanti anni, per meritare il suo Regno che il Figlio mio aprirà ai Patriarchi, ai Profeti, ai giusti del Signore. E tu, ora che puoi pregare davanti al Santo, prega per la serva dell’Altissimo. Ché esser Madre del Figlio di Dio è sorte beata, esser Madre del Redentore deve esser sorte di dolore atroce. Prega per me, che ora per ora sento crescere il mio peso di dolore. E tutta una vita dovrò portarlo. E, se anche non ne vedo i particolari, sento che sarà più peso che se su queste mie spalle di donna si posasse il mondo ed io lo avessi ad offrire al Cielo. Io, io sola, povera donna! Il mio Bambino! Il Figlio mio! Ah! che ora il tuo non piange se io lo cullo. Ma potrò io cullare il mio per calmargli il dolore?… Prega per me, sacerdote di Dio. Il mio cuore trema come fiore sotto la bufera. Guardo gli uomini e li amo. Ma vedo dietro i loro volti apparire il Nemico e farli nemici a Dio, a Gesù Figlio mio…».

E la visione cessa col pallore di Maria e le sue lacrime che le fanno lucido lo sguardo.

Annotazione

Luca 1, 59-79:

L'ottavo giorno vennero a circoncidere il bambino. Volevano chiamarlo Zaccaria, come suo padre. Ma sua madre disse: "No, si chiamerà Giovanni". Le dissero: "Non c'è nessuno nella tua famiglia con questo nome! Al padre fu chiesto per segni come voleva chiamarlo. Si fece dare una tavoletta e vi scrisse sopra: "Giovanni è il suo nome". E tutti rimasero stupiti. Immediatamente la sua bocca si aprì, la sua lingua si sciolse: parlò e benedisse Dio. La paura colse tutti i vicini e tutti questi fatti furono raccontati in tutta la regione montuosa della Giudea. Tutti quelli che ne avevano sentito parlare li tenevano nel cuore e dicevano: "Che cosa sarà mai questo bambino? In effetti, la mano del Signore era con lui.

Zaccaria, suo padre, fu riempito di Spirito Santo e pronunciò queste parole profetiche:

"Benedetto sia il Signore, Dio d'Israele, che visita e redime il suo popolo. Nella casa del suo servo Davide ha fatto nascere la forza che ci salva, come ha detto per bocca dei santi, per mezzo dei suoi profeti, fin dai tempi antichi: la salvezza che ci strappa al nemico, alla mano di tutti i nostri oppressori, l'amore che mostra verso i nostri padri, il ricordo della sua santa alleanza, il giuramento fatto ad Abramo, nostro padre, per renderci impavidi, affinché, liberati dalla mano dei nostri nemici, possiamo servirlo in giustizia e santità, alla sua presenza, per tutti i nostri giorni. Anche tu, figliola, sarai chiamata profeta dell'Altissimo; camminerai davanti al volto del Signore e preparerai i suoi sentieri perché il suo popolo conosca la salvezza attraverso il perdono dei suoi peccati, grazie alla tenerezza e all'amore del nostro Dio, quando visiteremo la stella dall'alto, per illuminare coloro che abitano nelle tenebre e nell'ombra della morte, per guidare i nostri piedi sulla via della pace".

EMR 24.5

L’Evangelo come mi è stato rivelato

Citazione

E tu, ora che puoi pregare davanti al Santo, prega per la serva dell’Altissimo. Ché esser Madre del Figlio di Dio è sorte beata, esser Madre del Redentore deve esser sorte di dolore atroce. Prega per me, che ora per ora sento crescere il mio peso di dolore. E tutta una vita dovrò portarlo. E, se anche non ne vedo i particolari, sento che sarà più peso che se su queste mie spalle di donna si posasse il mondo ed io lo avessi ad offrire al Cielo. Io, io sola, povera donna! Il mio Bambino! Il Figlio mio! Ah! che ora il tuo non piange se io lo cullo. Ma potrò io cullare il mio per calmargli il dolore?… Prega per me, sacerdote di Dio. Il mio cuore trema come fiore sotto la bufera. Guardo gli uomini e li amo. Ma vedo dietro i loro volti apparire il Nemico e farli nemici a Dio, a Gesù Figlio mio…

Dettaglio

Maria parla a Zaccaria, che ha appena scoperto di portare in grembo Cristo.

EMR 24.7

L’Evangelo come mi è stato rivelato

Citazione

Amicizia con Dio, beatitudine dei suoi fedeli, ricchezza che nessuna altra cosa uguaglia, chi ti possiede non è mai solo né sente l’amaro della disperazione. Non annulli il dolore, santa amicizia, perché il dolore fu sorte di un Dio incarnato e può esser sorte dell’uomo. Ma rendi questo dolore dolce nel suo amaro e vi mescoli una luce e una carezza che, come tocco celeste, sollevano la croce.

EMR 24.9

L’Evangelo come mi è stato rivelato

Citazione

Il grande mistero del Venerdì santo si approssima. Tutto nei templi lo ricorda e celebra. Ma occorre celebrarlo e ricordarlo nei vostri cuori e battersi il petto, come coloro che scendevano dal Golgota, e dire: “Costui è realmente il Figlio di Dio, il Salvatore”, e dire: “Gesù, per il tuo Nome, salvaci”, e dire: “Padre, perdonaci”. E dire infine: “Signore, io non son degno. Ma se Tu mi perdoni e vieni a me, la mia anima sarà guarita, ed io non voglio, no, non voglio più peccare, per non tornare ammalato e in odio a Te”.

Pregate, figli, con le parole del Figlio mio. Dite al Padre pei vostri nemici: “Padre, perdona loro”. Chiamate il Padre che si è ritirato sdegnato dei vostri errori: “Padre, Padre, perché mi hai Tu abbandonato? Io sono peccatore. Ma se Tu mi abbandoni, perirò. Torna, Padre santo, che io mi salvi”. Affidate, all’Unico che lo può conservare illeso dal demonio, il vostro eterno bene, lo spirito vostro: “Padre, nelle tue mani confido lo spirito mio”. Oh! che se umilmente e amorosamente cedete il vostro spirito a Dio, Egli ve lo conduce come un padre il suo piccino, né permette che nulla allo spirito vostro faccia male.

Gesù, nelle sue agonie, ha pregato per insegnarvi a pregare. Io ve lo ricordo in questi giorni di Passione.

Dettaglio

Quando Maria diede questo dettato, si avvicinava il Venerdì Santo.

EMR 24.9

L’Evangelo come mi è stato rivelato

Citazione

Pregate, figli, con le parole del Figlio mio.

EMR 24.10

L’Evangelo come mi è stato rivelato

Citazione

24.10 E tu, Maria, tu che vedi la mia gioia di Madre e te ne estasi, pensa e ricorda che ho posseduto Dio attraverso ad un dolore sempre crescente. È sceso in me col Germe di Dio e come albero gigante è cresciuto sino a toccare il Cielo con la vetta e l’inferno con le radici, quando ricevetti nel grembo la spoglia esanime della Carne della mia carne, e ne vidi e numerai gli strazi e ne toccai il Cuore squarciato per consumare il Dolore sino all’ultima stilla».

Dettaglio

Maria si rivolge a Maria e dice:

EMR 25.1-2

L’Evangelo come mi è stato rivelato

Citazione

Nella notte fra il mercoledì e il giovedì della settimana santa vedo così.

Da un comodo carro, al quale è legato anche il somarello di Maria, vedo scendere Zaccaria, Elisabetta e Maria con in braccio il piccolo Giovanni, e Samuele con un agnello e una cesta col colombo. (Scendono davanti al solito stallaggio, che deve esser la tappa di tutti i pellegrini al Tempio, per depositare le loro cavalcature.

(...)

25.2 Zaccaria è ricevuto con onore dalle guardie e salutato e complimentato da altri sacerdoti. È tutto bello, oggi, Zaccaria nelle sue vesti sacerdotali e nella sua gioia di padre felice. Pare un patriarca. Penso che Abramo gli doveva somigliare quando gioiva di offrire Isacco al Signore.

Vedo la cerimonia della presentazione del nuovo israelita e la purificazione della madre. Ed è ancor più pomposa di quella di Maria, perché per il figlio di un sacerdote i sacerdoti fanno gran festa. Accorrono in massa e si dànno un gran da fare intorno al gruppetto delle donne e del neonato.

Anche della gente si è accostata curiosa e odo i commenti. Dato che Maria ha sulle braccia l’infante mentre si avviano al luogo stabilito, la gente la crede la madre.

Ma una donna dice: «Non può essere. Non vedete che Ella è incinta? Il bambino non ha più di pochi giorni ed Ella è già grossa».

«Eppure», dice un altro, «non può esser che Ella la madre. L’altra è vecchia. Sarà una parente. Ma madre a quell’età non può essere».

«Andiamo loro dietro e vedremo chi ha ragione».

E lo stupore diviene ben grande quando si vede che colei che compie il rito della purificazione è Elisabetta, la quale offre il suo agnellino belante per l’olocausto e il suo colombo per il peccato.

«La madre è quella. Hai visto?».

«No!».

«Sì».

La gente bisbiglia incredula ancora. Bisbiglia tanto che un «Ssst!» imperioso parte dal gruppo sacerdotale presente al rito. La gente tace un momento, ma bisbiglia più forte quando Elisabetta, raggiante di santo orgoglio, prende il bambino e si inoltra nel Tempio per farne la presentazione al Signore.

«È proprio quella».

«È sempre la madre che lo offre».

«Che miracolo è mai questo?».

«Che sarà quel bambino concesso in così tarda età a quella donna?».

«Qual segno è mai questo?».

«Non sapete?», dice uno che giunge trafelato. «È figlio del sacerdote Zaccaria della stirpe di Aronne, quello che divenne muto mentre offriva l’incenso nel Santuario».

«Mistero! Mistero! E ora parla di nuovo! La nascita del figlio gli ha slegata la lingua».

«Quale spirito gli avrà mai parlato e resa morta la sua lingua per abituarlo al silenzio sui segreti di Dio?».

«Mistero! Quale verità conoscerà Zaccaria?».

«Sia il figlio suo il Messia atteso da Israele?».

«In Giudea è nato. Ma non a Betlem e non da una vergine. Messia esser non può».

«Chi dunque mai?».

Ma la risposta resta nei silenzi di Dio, e la gente rimane con la sua curiosità.

Il cerimoniale è compiuto. I sacerdoti festeggiano, ora, anche la madre e il piccino. L’unica poco osservata, anzi schivata quasi con ribrezzo quando si accorgono del suo stato, è Maria.

Dettaglio

Luca 1, 65-66: Subito la sua bocca si aprì e la sua lingua si sciolse, ed egli [Zaccaria] parlò e benedisse Dio.

La paura colse tutta la gente dei dintorni e tutti questi avvenimenti furono raccontati in tutta la regione montuosa della Giudea. Tutti coloro che ne avevano sentito parlare li tenevano nel cuore e dicevano: "Che cosa sarà dunque questo bambino?". In effetti, la mano del Signore era con lui.

EMR 25.2

L’Evangelo come mi è stato rivelato

Citazione

«Non sapete?», dice uno che giunge trafelato. «È figlio del sacerdote Zaccaria della stirpe di Aronne, quello che divenne muto mentre offriva l’incenso nel Santuario».

«Mistero! Mistero! E ora parla di nuovo! La nascita del figlio gli ha slegata la lingua».

«Quale spirito gli avrà mai parlato e resa morta la sua lingua per abituarlo al silenzio sui segreti di Dio?».

«Mistero! Quale verità conoscerà Zaccaria?».

«Sia il figlio suo il Messia atteso da Israele?».

«In Giudea è nato. Ma non a Betlem e non da una vergine. Messia esser non può».

«Chi dunque mai?».

Annotazione

Luca 1, 8-11 e 21-22: Mentre Zaccaria svolgeva il suo servizio a Dio durante il tempo assegnato ai sacerdoti del suo gruppo, fu scelto a sorte, secondo l'usanza dei sacerdoti, per andare a offrire l'incenso nel santuario del Signore. Al momento dell'offerta dell'incenso, tutta la moltitudine del popolo stava pregando all'esterno. Gli apparve l'angelo del Signore, in piedi alla destra dell'altare dell'incenso (...) Il popolo aspettava Zaccaria e si stupiva che si attardasse nel santuario. Quando uscì, non riuscì a parlare con loro e capirono che aveva avuto una visione nel santuario. Fece loro dei segni e rimase in silenzio.

Luca 1, 65-66: Subito la sua bocca si aprì e la sua lingua si sciolse, ed egli [Zaccaria] parlò e benedisse Dio.

La paura colse tutta la gente dei dintorni e tutti questi avvenimenti furono raccontati in tutta la regione montuosa della Giudea. Tutti quelli che ne sentivano parlare li tenevano nel cuore e dicevano: "Come sarà questo bambino? Perché la mano del Signore era con lui".