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Note del tema

Antico Testamento

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EMR 4.4

L’Evangelo come mi è stato rivelato

Citazione

« Come la chiameremo la creatura nostra, che dolce come canto d’acque sento parlarmi in seno col suo piccolo cuore che batte e batte come quello di una tortorina presa fra il cavo delle mani?».

«Se sarà maschio, la chiameremo Samuele.»

Annotazione

Samuele è il figlio nato da Hannah da Elkanah (1 Sa 1,20: Elkanah conosceva Hannah sua moglie e Yahweh si ricordava di lei. Allo scadere del tempo, Hannah concepì e partorì un figlio, che chiamò Samuele, "perché", disse, "l'ho chiesto a Yahweh"). Questa scelta riecheggia anche il destino di Hannah Elkanah, di cui i coniugi hanno già parlato in EMV 3 e 4.

EMR 4.7

L’Evangelo come mi è stato rivelato

Citazione

4.7 Più avanti ti farò contemplare mentalmente la profondità delle verginità in Maria. Ne avrai una vertigine celeste come quando ti ho fatto considerare la nostra eternità. Intanto considera come il portare in seno una creatura esente dalla Macchia, che priva di Dio, dia alla madre, che pure l’ha concepita naturalmente, umanamente, una intelligenza superiore e ne faccia un profeta. Il profeta della figlia sua, che ella chiama: “Figlia di Dio”. E pensa cosa sarebbe stato se dai Primigenitori innocenti fossero nati innocenti figli, come Dio voleva.

Questo, o uomini che dite di avviarvi al “superuomo”, e coi vostri vizi vi avviate unicamente al superdemone, sarebbe stato il mezzo per portare al “superuomo”. Saper rimanere senza contaminazione di Satana per lasciare a Dio l’amministrazione della vita, della conoscenza, del bene, non desiderando più di quanto — ed era poco meno che infinito — Dio non vi avesse dato, per poter generare, in una continua evoluzione verso il perfetto, dei figli che fossero uomini nel corpo e figli dell’Intelligenza nello spirito, ossia trionfatori, ossia forti, ossia giganti su Satana, che sarebbe stato atterrato tante migliaia di secoli avanti l’ora in cui lo sarà, e con lui tutto il suo male».

Dettaglio

Gesù parla di Anna che porta Maria nel suo grembo.

EMR 5.2

L’Evangelo come mi è stato rivelato

Citazione

5.2«Soffri?».

«No. Ma sento quella gran pace che ho sentito nel Tempio quando mi fu fatta grazia, e che ho sentito ancora quando seppi d’esser madre. È come un’estasi. Un dolce sonno del corpo, mentre lo spirito giubila e si placa in una pace senza paragone umano. Ti ho amato, Gioacchino, e quando sono entrata nella tua casa e mi sono detta: “Sono sposa di un giusto”, ho avuto pace, e così tutte le volte che il tuo provvido amore aveva cure per la tua Anna. Ma questa pace è diversa. Vedi, io credo che è una pace come quella che dovette invadere, come olio che si spande e molce, lo spirito di Giacobbe, nostro padre, dopo il suo sogno[13] d’angeli; e, meglio ancora, simile alla pace gioiosa dei Tobia dopo che Raffaele si manifestò loro. Se mi vi sprofondo, nel gustarla essa sempre più cresce. È come io salissi per gli spazi azzurri del cielo… e, non so perché, da quando io ho in me questa gioia pacifica, io ho un cantico in cuore, quello del vecchio Tobia. Mi pare sia stato scritto per quest’ora… per questa gioia… per la terra d’Israele che la riceve… per Gerusalemme peccatrice e ora perdonata… ma… — ma non ridete dei deliri di una madre… — ma quando dico: “Ringrazia il Signore per i tuoi beni e benedici il Dio dei secoli, affinché riedifichi in te il suo Tabernacolo”, io penso che colui che riedificherà nella Gerusalemme il Tabernacolo del Dio vero sarà questo che sta per nascere…, e penso ancora che non più della Città santa, ma della mia creatura sia profetizzata la sorte quando il cantico dice: “Tu brillerai di luce splendida, tutti i popoli della Terra a te si prostreranno, le nazioni verranno a te portando doni, adoreranno in te il Signore e terranno come santa la tua terra, perché dentro di te invocheranno il Grande Nome. Tu sarai felice nei tuoi figli, perché tutti saranno benedetti e si riuniranno presso il Signore. Beati quelli che ti amano e gioiscono della tua pace!…”

Dettaglio

Anne sta per partorire.

Annotazione

Libro della Genesi 28, 12

Gen 28, 12: Sognò un sogno ed ecco che una scala era posta sulla terra e la sua cima arrivava fino al cielo; ed ecco che su di essa salivano e scendevano gli angeli di Dio e in cima ad essa stava Yahweh.

Libro di Tobit 12, 15-21

Tob 12, 15-21 : "Io sono l'angelo Raffaele, uno dei sette che stanno davanti al Signore. "Quando udirono queste parole, furono terrorizzati e caddero a terra con il volto tremante. E l'angelo disse loro: "La pace sia con voi! Non abbiate paura. Perché quando ero con voi, ero lì per volontà di Dio; perciò beneditelo e cantate le sue lodi. Vi è sembrato che io abbia mangiato e bevuto con voi, ma mi sono nutrito di un cibo invisibile e di una bevanda che l'occhio dell'uomo non può raggiungere. È giunta dunque l'ora che io ritorni a colui che mi ha mandato; ma voi, benedite Dio e proclamate tutte le sue meraviglie". "Quando ebbe detto questo, fu nascosto alla loro vista e non lo videro più. Allora si prostrarono con la faccia a terra per tre ore e benedissero Dio, poi si alzarono e raccontarono tutte le sue meraviglie".

Libro di Tobit 13, 1-18

Tb 13, 1-18 : Il vecchio Tobia aprì la bocca e benedisse il Signore, dicendo: "Tu sei grande, o Signore, in tutta l'eternità e il tuo regno si estende per tutti i secoli. Perché tu punisci e salvi, conduci alla tomba e ne riporti indietro, e non c'è nessuno che possa sfuggire alla tua mano. Rendete grazie al Signore, figli di Israele, e lodatelo davanti alle nazioni. Perché vi ha dispersi tra le nazioni che non lo conoscono, perché raccontiate loro le sue meraviglie e facciate loro conoscere che non c'è altro Dio che lui solo, Dio onnipotente. Egli ci ha puniti a causa delle nostre iniquità e ci salverà a causa della sua misericordia. Considerate come ci ha trattato, beneditelo con timore e tremore e glorificate il Re dei secoli con le vostre azioni.

Quanto a me, voglio benedirlo in questo Paese dove sono prigioniero, perché ha fatto risplendere la sua gloria su una nazione criminale. Pentitevi dunque, peccatori, e fate giustizia davanti a Dio, confidando che egli avrà misericordia di voi! Quanto a me, mi rallegrerò in lui con tutta l'anima. Benedite il Signore, popolo eletto, celebrate giorni di gioia e cantate le sue lodi!

Gerusalemme, città di Dio, il Signore ti ha punito per le opere delle tue mani. Glorifica il Signore con le tue opere buone e benedici il Dio dei secoli, perché costruisca in te il suo santuario, perché richiami a te tutti i prigionieri e perché tu possa gioire nei secoli dei secoli. Risplenderai di una luce splendente e tutte le nazioni della terra ti adoreranno. Le nazioni verranno a te da terre lontane, portando doni; adoreranno il Signore tra le tue mura e considereranno la tua terra come un santuario, perché invocheranno il grande Nome che è in mezzo a te. Maledetti saranno quelli che ti disprezzano, condannati quelli che ti bestemmiano; benedetti quelli che ti edificano. E gioirete dei vostri figli, perché saranno tutti benedetti e riuniti al Signore. Beati tutti coloro che ti amano e si rallegrano della tua pace.

Benedici il Signore, o anima mia, perché egli, il Signore nostro Dio, ha liberato la sua città, Gerusalemme, da tutti i suoi problemi. Sarò felice se ci sarà ancora una discendenza della mia razza che vedrà lo splendore di Gerusalemme! Le porte di Gerusalemme saranno costruite con zaffiri e smeraldi, e tutto il muro delle sue mura con pietre preziose. Pietre bianche e immacolate formeranno il selciato delle sue piazze e nelle sue strade si canterà: Alleluia! Sia benedetto il Signore che ha dato a Gerusalemme questa gloria e che regni su di lei nei secoli dei secoli! Amen! "

EMR 5.7

L’Evangelo come mi è stato rivelato

Citazione

Vieni e leggi[3] le glorie di Lei nel Libro dell’Avo: “Dio mi possedette all’inizio delle sue opere, fin dal principio, avanti la creazione. Ab aeterno fui stabilita, al principio, avanti che fosse fatta la Terra, non erano ancora gli abissi ed io ero già concepita. Non ancora le sorgenti dell’acque rigurgitavano ed i monti s’erano eretti nella loro grave mole, né le colline eran monili al sole, che io ero partorita. Dio non aveva ancora fatto la Terra, i fiumi e i cardini del mondo, ed io ero. Quando preparava i cieli io ero presente, quando con legge immutabile chiuse sotto la volta l’abisso, quando rese stabile in alto la volta celeste e vi sospese le fonti delle acque, quando fissava al mare i suoi confini e dava leggi alle acque, quando dava legge alle acque di non passare il loro termine, quando gettava i fondamenti della Terra, io ero con Lui a ordinare tutte le cose. Sempre nella gioia scherzavo dinanzi a Lui continuamente, scherzavo nell’universo…”. Le avete applicate alla Sapienza, ma parlan di Lei: la bella Madre, la santa Madre, la vergine Madre della Sapienza che Io sono che ti parlo.

Annotazione

Leggete le glorie di Maria nel libro dei Proverbi. Nella Septuaginta, la Bibbia del tempo di Gesù, il libro dei Proverbi è chiamato "Proverbi di Salomone". Questi era figlio di Davide e antenato di Gesù (cfr. Matteo 1,6: "Davide, dalla sua unione con la moglie di Uria, generò Salomone").

EMR 5.8-9.11-12

L’Evangelo come mi è stato rivelato

Citazione

5.8 Vieni e leggi[15] le glorie di Lei nel Libro dell’Avo: “Dio mi possedette all’inizio delle sue opere, fin dal principio, avanti la creazione. Ab aeterno fui stabilita, al principio, avanti che fosse fatta la Terra, non erano ancora gli abissi ed io ero già concepita. Non ancora le sorgenti dell’acque rigurgitavano ed i monti s’erano eretti nella loro grave mole, né le colline eran monili al sole, che io ero partorita. Dio non aveva ancora fatto la Terra, i fiumi e i cardini del mondo, ed io ero. Quando preparava i cieli io ero presente, quando con legge immutabile chiuse sotto la volta l’abisso, quando rese stabile in alto la volta celeste e vi sospese le fonti delle acque, quando fissava al mare i suoi confini e dava leggi alle acque, quando dava legge alle acque di non passare il loro termine, quando gettava i fondamenti della Terra, io ero con Lui a ordinare tutte le cose. Sempre nella gioia scherzavo dinanzi a Lui continuamente, scherzavo nell’universo…”. Le avete applicate alla Sapienza, ma parlan di Lei: la bella Madre, la santa Madre, la vergine Madre della Sapienza che Io sono che ti parlo.

5.9 Ho voluto che tu scrivessi il primo verso di questo inno in capo al libro che parla di Lei, perché fosse confessata e nota la consolazione e la gioia di Dio; la ragione della sua costante, perfetta, intima letizia di questo Dio uno e trino, che vi regge e ama e che dall’uomo ebbe tante ragioni di tristezza; la ragione per cui perpetuò la razza anche quando, alla prima prova[16], s’era meritata d’esser distrutta; la ragione del perdono che avete avuto.

Aver Maria che lo amasse. Oh! ben meritava creare l’uomo, e lasciarlo vivere, e decretare di perdonarlo, per avere la Vergine bella, la Vergine santa, la Vergine immacolata, la Vergine innamorata, la Figlia diletta, la Madre purissima, la Sposa amorosa! Tanto e più ancora vi ha dato e vi avrebbe dato Iddio pur di possedere la Creatura delle sue delizie, il Sole del suo sole, il Fiore del suo giardino. E tanto vi continua a dare per Lei, a richiesta di Lei, per la gioia di Lei, perché la sua gioia si riversa nella gioia di Dio e l’aumenta a bagliori che empiono di sfavillii la luce, la gran luce del Paradiso, ed ogni sfavillio è una grazia all’universo, alla razza dell’uomo, ai beati stessi, che rispondono con un loro sfavillante grido di alleluia ad ogni generazione di miracolo divino, creato dal desiderio del Dio trino di vedere lo sfavillante riso di gioia della Vergine.

Annotazione

Libro dei Proverbi, 8, 22-31

Pr 8, 22-31: Il Signore mi ha fatto per sé, l'inizio della sua opera, la prima delle sue opere, da sempre.

Prima dei secoli sono stato formato, dal principio, prima che la terra fosse formata. Quando ancora non esistevano gli abissi, io fui partorito, quando non c'erano sorgenti. Prima che le montagne fossero fissate, prima delle colline, io sono nato, prima che il Signore avesse fatto la terra e lo spazio, gli elementi primitivi del mondo.

Quando stabilì i cieli, io ero lì, quando tracciò l'orizzonte sulla superficie degli abissi, quando radunò le nubi nelle alture e controllò le sorgenti degli abissi, quando impose i suoi limiti al mare perché le acque non potessero violare il suo comando, quando gettò le fondamenta della terra. E io sono cresciuta accanto a lui. Ero la sua gioia giorno dopo giorno, giocavo davanti a lui in ogni momento, giocavo nell'universo, sulla sua terra, e trovavo la mia gioia con i figli degli uomini.

Leggete le glorie di Maria nel libro dell'Antenato. Nella Septuaginta, la Bibbia del tempo di Gesù, il libro dei Proverbi è chiamato "Proverbi di Salomone". Questi era figlio di Davide e antenato di Gesù (cfr. Matteo 1,6: "Davide, dalla sua unione con la moglie di Uria, generò Salomone").

Questo testo, applicato a Maria, è commentato nel Libro di Azarias, l'8 dicembre, festa dell'Immacolata Concezione (cfr. nota 13). Di fatto, è stato mantenuto dalla liturgia come applicabile all'Immacolata Concezione. Questa relazione - da sempre - tra Cristo e la Vergine Maria, nella quale si incarna, è sviluppata e documentata da P. G.M. Roschini in La Vergine Maria nelle opere di Maria Valtorta, sintesi della teologia mariana valtortiana, Parte prima, Maria nell'eternità, pp. 66-71. Egli fa riferimento anche a Siracide (Ecclesiastico), 24,3ss.

Molti teologi ritengono che le parole di Proverbi 8,22-31 si riferiscano sia a Gesù che a Maria. La liturgia dell'8 dicembre, festa dell'Immacolata Concezione, ha utilizzato questo testo , che non può essere applicato solo a Gesù (il Verbo di Dio attraverso il quale sono state fatte tutte le cose). Infatti, il testo descrive un'altra persona femminile (soprattutto i versetti 27-31) accanto al Creatore. Alcuni hanno visto questa attribuzione alla Vergine Maria come un'eresia, ma può la Liturgia essere eretica? In questo testo possiamo vedere la prescienza di Dio, in cui tutto esiste (cfr. ad esempio Efesini 1,4 : "Egli ci ha scelti in Cristo prima della fondazione del mondo, perché fossimo santi e irreprensibili davanti a lui nell'amore"). Anche la prescienza della Passione esiste nella Bibbia, molto prima della sua realizzazione al momento stabilito, per non parlare della fine dei tempi. Lo stesso vale per la creazione immacolata dell'anima di Maria infusa in un pulpito umano al momento stabilito.

Gesù ne parla di nuovo in EMV 196,7.

Sant'Alberto Magno (1200-1280), dice: "Dio ebbe estrema cura di preservare da ogni contaminazione la donna che aveva predestinato da tutta l'eternità a essere sua madre nel tempo" (Sermones de sanctis 38).

EMR 5.9

L’Evangelo come mi è stato rivelato

Citazione

5.9 Ho voluto che tu scrivessi il primo verso di questo inno in capo al libro che parla di Lei, perché fosse confessata e nota la consolazione e la gioia di Dio; la ragione della sua costante, perfetta, intima letizia di questo Dio uno e trino, che vi regge e ama e che dall’uomo ebbe tante ragioni di tristezza; la ragione per cui perpetuò la razza anche quando, alla prima prova, s’era meritata d’esser distrutta; la ragione del perdono che avete avuto.

Aver Maria che lo amasse. Oh! ben meritava creare l’uomo, e lasciarlo vivere, e decretare di perdonarlo, per avere la Vergine bella, la Vergine santa, la Vergine immacolata, la Vergine innamorata, la Figlia diletta, la Madre purissima, la Sposa amorosa! Tanto e più ancora vi ha dato e vi avrebbe dato Iddio pur di possedere la Creatura delle sue delizie, il Sole del suo sole, il Fiore del suo giardino. E tanto vi continua a dare per Lei, a richiesta di Lei, per la gioia di Lei, perché la sua gioia si riversa nella gioia di Dio e l’aumenta a bagliori che empiono di sfavillii la luce, la gran luce del Paradiso, ed ogni sfavillio è una grazia all’universo, alla razza dell’uomo, ai beati stessi, che rispondono con un loro sfavillante grido di alleluia ad ogni generazione di miracolo divino, creato dal desiderio del Dio trino di vedere lo sfavillante riso di gioia della Vergine.

Dettaglio

In questo passo, il Signore viene definito "Dio, uno e trino due volte". Gesù fece copiare a Maria una parte del capitolo 8 del libro dei Proverbi.

Annotazione

Alla prima prova, ha meritato la distruzione. Allusione al diluvio, Genesi 6,13: "Allora Dio disse a Noè: "La fine di ogni carne è venuta davanti a me, perché la terra è piena di violenza a causa loro; io distruggerò loro e la terra"" Può anche riferirsi alla tentazione di Adamo ed Eva da parte di Satana.

EMR 5.10-11

L’Evangelo come mi è stato rivelato

Citazione

Dio volle mettere un re nell’universo che Egli aveva creato dal nulla. Un re che, per natura della materia, fosse il primo tra tutte le creature create con materia e dotate di materia. Un re che, per natura dello spirito, fosse poco men che divino, fuso alla Grazia come era nella sua innocente prima giornata. Ma la Mente suprema, a cui sono noti tutti gli avvenimenti più lontani nei secoli, la cui vista vede incessantemente tutto quanto era, è, e sarà; e che, mentre contempla il passato e osserva il presente, ecco che sprofonda lo sguardo nell’ultimo futuro e non ignora come sarà il morire dell’ultimo uomo, senza confusione né discontinuità, non ha mai ignorato che il re da Lui creato per esser semidivino al suo fianco in Cielo, erede del Padre, giunto adulto al suo Regno dopo aver vissuto nella casa della madre — la terra con cui fu fatto — durante la sua puerizia di pargolo dell’Eterno per la sua giornata sulla Terra, avrebbe commesso verso se stesso il delitto di uccidersi nella Grazia e il ladrocinio di derubarsi del Cielo.

[...]

5.11 La Mente suprema, che nulla ignora, prima che l’uomo fosse sapeva che l’uomo sarebbe stato di se stesso ladro e omicida. E poiché la Bontà eterna non ha limiti nel suo esser buona, prima che la Colpa fosse pensò il mezzo per annullare la Colpa. Il mezzo: Io. Lo strumento per fare del mezzo uno strumento operante: Maria. E la Vergine fu creata nel Pensiero sublime di Dio.

EMR 5.10

L’Evangelo come mi è stato rivelato

Citazione

[La Mente suprema] non ha mai ignorato che il re da Lui creato per esser semidivino al suo fianco in Cielo, erede del Padre, giunto adulto al suo Regno dopo aver vissuto nella casa della madre — la terra con cui fu fatto — durante la sua puerizia di pargolo dell’Eterno per la sua giornata sulla Terra, avrebbe commesso verso se stesso il delitto di uccidersi nella Grazia e il ladrocinio di derubarsi del Cielo.

EMR 5.10

L’Evangelo come mi è stato rivelato

Citazione

Nonostante (...) siate tuttora singolarmente, prevaricatori, superbi, lussuriosi, omicidi, Dio vi concede ancora di godere del bello dell’universo, del buono dell’universo, e vi tratta come foste dei buoni, dei figli buoni a cui tutto è insegnato e concesso per rendere loro più dolce e sana la vita. Quanto sapete, lo sapete per lume di Dio.

EMR 5.13

L’Evangelo come mi è stato rivelato

Citazione

5.13 Dio, Padre Creatore, aveva creato l’uomo e la donna con una legge d’amore tanto perfetta che voi non ne potete più nemmeno comprendere le perfezioni. E vi smarrite nel pensare a come sarebbe venuta la specie se l’uomo non l’avesse ottenuta con l’insegnamento di Satana.
Guardate le piante da frutto e da seme. Ottengono seme e frutto mediante fornicazione, mediante una fecondazione su cento coniugi? No. Dal fiore maschio esce il polline e, guidato da un complesso di leggi meteoriche e magnetiche, va all’ovario del fiore femmina. Questo si apre e lo riceve e produce. Non si sporca e lo rifiuta poi, come voi fate, per gustare il giorno dopo la stessa sensazione. Produce, e sino alla nuova stagione non si infiora, e quando s’infiora è per riprodurre.
Guardate gli animali. Tutti. Avete mai visto un animale maschio ed uno femmina andare l’un verso l’altro per sterile abbraccio e lascivo commercio? No. Da vicino o da lontano, volando, strisciando, balzando o correndo, essi vanno, quando è l’ora, al rito fecondativo, né vi si sottraggono fermandosi al godimento, ma vanno oltre, alle conseguenze serie e sante della prole, unico scopo che nell’uomo, semidio per l’origine di Grazia che Io ho resa intera, dovrebbe fare accettare l’animalità dell’atto, necessario da quando siete discesi di un grado verso l’animale.
Voi non fate come le piante e gli animali. Voi avete avuto a maestro Satana, lo avete voluto a maestro e lo volete. E le opere che fate sono degne del maestro che avete voluto. Ma, se foste stati fedeli a Dio, avreste avuto la gioia dei figli, santamente, senza dolore, senza spossarvi in copule oscene, indegne, che ignorano anche le bestie, le bestie senz’anima ragionevole e spi­rituale.