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Note del tema

Antico Testamento

Pagina 12 di 63

Comfort di lettura

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EMR 42.5-7

L’Evangelo come mi è stato rivelato

Citazione

42.5 Poi Gesù, curvandosi sul morente, gli mormora un salmo. So che è un salmo, ma ora non posso dirle quale. Comincia così:

«“Proteggimi, o Signore, perché in Te ho posto la mia speranza…

A pro dei santi che sono nella terra di lui ha compiuto mirabilmente tutti i miei desideri…

Benedirò il Signore che mi dà consiglio…

Io tengo sempre dinnanzi a me il Signore. Egli mi sta alla destra perché io non vacilli.

Per questo si rallegra il mio cuore ed esulta la mia lingua, anche il mio corpo riposerà nella speranza.

Perché Tu non abbandonerai l’anima mia nel soggiorno dei morti, né permetterai che il tuo santo veda la corruzione.

Mi farai conoscere le vie della vita, mi colmerai di gioia colla tua faccia”».

Giuseppe si rianima tutto e con uno sguardo più vivo sorride a Gesù e gli stringe le dita.

Giuseppe si rianima tutto e con uno sguardo più vivo sorride a Gesù e gli stringe le dita.

Gesù risponde con un sorriso al sorriso e con una carezza alla stretta, e continua dolcemente, curvo sul suo padre putativo:

«“Quanto sono amabili i tuoi Tabernacoli, o Signore.

L’anima mia si consuma di desiderio verso gli atrii del Signore.

Anche il passero si trova una casa e la tortorella un nido per i suoi nati. Io desidero i tuoi altari, Signore.

Beati coloro che abitano la tua casa… Beato l’uomo che trova in Te la sua forza. Egli ha disposte nel suo cuore le ascensioni dalla valle delle lacrime al luogo eletto.

O Signore, ascolta la mia preghiera…

O Dio, volgi il tuo sguardo e mira la faccia del tuo Cri­sto…”».

Giuseppe con un singhiozzo guarda Gesù e fa il moto di parlare come per benedirlo. Ma non può. Si comprende che capisce, ma ha la parola impedita. È però felice e guarda con vivacità e fiducia il suo Gesù.

«“O Signore”», continua Gesù. «“Tu sei stato propizio alla tua terra, hai liberato dalla schiavitù Giacobbe…

Mostraci, o Signore, la tua misericordia e donaci il tuo Salvatore.

Voglio sentire quel che dice dentro di me il Signore Iddio. Certo Egli parlerà di pace al suo popolo per i suoi santi e per chi di cuore torna a Lui.

Sì, la tua salute è vicina… e la gloria abiterà sulla Terra… La bontà e la verità si sono incontrate, la giustizia e la pace si sono baciate. La verità è spuntata dalla Terra e la giustizia ha guardato dal Cielo.

Sì, il Signore si mostrerà benigno e la nostra terra darà il suo frutto. La giustizia camminerà dinnanzi a Lui e lascerà nella via le sue impronte”.

Tu l’hai vista quest’ora, padre, e per essa ti sei affaticato. Tu hai aiutato quest’ora a formarsi, e il Signore te ne darà premio. Io te lo dico», aggiunge Gesù asciugando una lacrima di gioia che scende lenta sulla guancia di Giuseppe.

Poi riprende:

«“O Signore, ricordati di Davide e di tutta la sua mansuetudine.

Come egli giurò al Signore: io non entrerò dentro alla mia casa, non salirò sul letto del mio riposo, non concederò sonno agli occhi miei, non riposo alle mie palpebre, non requie alle mie tempie finché non ho trovato un posto al Signore, una dimora per il Dio di Giacobbe…

Sorgi, o Signore, e vieni al tuo riposo, Tu e l’Arca della tua santità (Maria comprende e ha uno scoppio di pianto).

Sian rivestiti di giustizia i tuoi sacerdoti e faccian festa i tuoi santi.

Per amore di Davide tuo servo non negarci il volto del tuo Cristo.

Il Signore ha giurato a Davide la promessa e la manterrà: ‘Porrò sul tuo trono il frutto del tuo seno’.

Il Signore l’ha scelta a sua dimora…

Io farò fiorire la potenza di Davide preparando una fiaccola accesa per il mio Cristo”.

42.6

Grazie, padre mio, per Me e per la Madre. Tu mi sei stato padre giusto, e te ha posto l’Eterno a custodia del suo Cristo e della sua Arca. Tu fosti la fiaccola accesa per Lui, e per il Frutto del seno santo hai avuto viscere di carità. Va’ in pace, padre. La Vedova non sarà senza aiuto. Il Signore ha predisposto perché sola non sia. Vai sereno al tuo riposo. Io te lo dico».

Maria piange col volto curvo sulle coperte (sembrano mantelli) stese sul corpo di Giuseppe, che si raffredda. Gesù affretta i suoi conforti, perché l’anelito si fa più affannoso e lo sguardo torna a velarsi.

«“Felice l’uomo che teme il Signore e pone nei suoi comandamenti ogni diletto…

La giustizia di lui rimane nei secoli dei secoli.

Fra gli uomini retti sorge fra le tenebre come luce il misericordioso, il benigno, il giusto…

Il giusto sarà ricordato in eterno… La sua giustizia è eterna, la sua potenza si alzerà fino alla gloria…”.

Tu l’avrai questa gloria, padre. Presto verrò a trarti, coi Patriarchi che ti hanno preceduto, alla gloria che ti attende. Esulti il tuo spirito nella mia parola.

“Chi riposa nell’aiuto dell’Altissimo vive sotto la protezione del Dio del Cielo”.

Tu vi sei, padre mio.

“Egli mi liberò dal laccio dei cacciatori e dalle aspre parole.

Ti coprirà colle sue ali e sotto alle sue penne troverai rifugio.

La sua verità ti circonderà come scudo, non temerai i notturni spaventi…

Non si avvicinerà a te il male… perché ai suoi angeli ha dato l’ordine di custodirti in tutte le tue vie.

Ti porteranno sulle loro palme, affinché il tuo piede non urti nei sassi.

Camminerai sopra l’aspide e il basilisco e calpesterai il dragone e il leone.

Perché hai sperato nel Signore, Egli ti dice, o padre, che ti libererà e ti proteggerà.

Perché hai alzato a Lui la tua voce ti esaudirà, sarà teco nella tribolazione ultima, ti glorificherà dopo questa vita, facendoti vedere già da questa la sua Salvezza”, e nell’altra facendoti entrare, per la Salvezza che ora ti conforta e che presto, oh!, presto verrà, te lo ripeto, a cingerti di un abbraccio divino e a portarti Seco, alla testa di tutti i Patriarchi, là dove è preparata la dimora del Giusto di Dio che mi fu padre benedetto.

Precedimi per dire ai Patriarchi che la Salvezza è nel mondo e il Regno dei Cieli presto sarà a loro aperto. Va’, padre. La mia benedizione ti accompagni».

42.7

La voce di Gesù si è elevata per giungere alla mente di Giuseppe, che sprofonda nelle nebbie della morte. La fine è imminente. Il vecchio ansima a fatica. Maria lo carezza, Gesù si siede sulla sponda del lettuccio e cinge e attira a Sé il morente, che si accascia e si spegne senza sussulti.

La scena è piena di una pace solenne. Gesù riadagia il Patriarca e abbraccia Maria, che in ultimo si era avvicinata a Gesù nello strazio che la angosciava.

Annotazione

Salmo 16 (15): Custodiscimi, mio Dio: ho fatto di te il mio rifugio.

Ho detto al Signore: "Tu sei il mio Dio! Non ho altra felicità che te.

Tutti gli idoli del paese, gli dèi che prima amavo, continuano a fare scempio e la gente corre dietro a loro. Non offrirò loro il sangue dei sacrifici; * il loro nome non sarà sulle mie labbra!

Signore, mia porzione e mio calice: la mia sorte dipende da te. La mia porzione è la mia delizia; ho persino l'eredità più bella!

Benedico il Signore che mi consiglia: anche di notte il mio cuore mi avverte.

Tengo sempre il Signore davanti a me; egli è alla mia destra: io sono saldo.

09 Il mio cuore è lieto, la mia anima esulta, la mia carne è piena di fiducia:

10 Tu non puoi abbandonarmi alla morte né lasciare che il tuo amico veda la corruzione.

Tu mi insegni la via della vita: davanti al tuo volto, gioia traboccante! Alla tua destra, eterna gioia!

Salmo 84 (83): O Signore, tu hai amato questa terra; hai ricondotto i reietti di Giacobbe; hai tolto il peccato del tuo popolo; hai coperto tutta la loro iniquità; hai posto fine a tutta la tua ira; sei tornato dalla tua grande collera.

Riportaci indietro, Dio, la nostra salvezza; dimentica il tuo risentimento contro di noi. Sarai sempre adirato con noi? La tua ira continuerà di età in età? Non tornerai per darci la vita e per essere la gioia del tuo popolo?

Mostraci, o Signore, il tuo amore e donaci la tua salvezza.

Sono in ascolto: cosa dirà il Signore Dio? Dice la pace per il suo popolo e per i suoi fedeli; che non tornino mai più alla loro follia!

La sua salvezza è vicina a coloro che lo temono e la gloria abiterà la nostra terra.

Amore e verità si incontreranno, giustizia e pace si abbracceranno; la verità sgorgherà dalla terra e la giustizia dal cielo.

Il Signore elargirà le sue benedizioni e la nostra terra darà i suoi frutti.

La giustizia lo precederà e i suoi passi tracceranno la via.

Salmo 85 (84): Tu, o Signore, hai amato questa terra; hai ricondotto i reietti di Giacobbe; hai tolto il peccato del tuo popolo, hai coperto tutta la sua iniquità; hai posto fine a tutta la tua ira, sei tornato dalla tua grande collera.

Riportaci indietro, Dio, la nostra salvezza; dimentica il tuo risentimento contro di noi.

Sarai sempre adirato con noi? La tua ira continuerà di età in età? Non tornerai per darci la vita e per essere la gioia del tuo popolo?

Mostraci, o Signore, il tuo amore e donaci la tua salvezza.

Sto ascoltando: che cosa dirà il Signore Dio? + Quello che dice è pace per il suo popolo e per i suoi fedeli; che non tornino mai più alla loro follia!

La sua salvezza è vicina a coloro che lo temono e la gloria abiterà la nostra terra. Amore e verità si incontreranno, giustizia e pace si abbracceranno; la verità sgorgherà dalla terra e la giustizia dal cielo.

Il Signore darà le sue benedizioni e la nostra terra darà i suoi frutti. La giustizia lo precederà e i suoi passi tracceranno la via.

Salmo 132 (131):

Ricordati, Signore, di Davide e della sua grande sottomissione quando fece un giuramento al Signore, una promessa al Potente di Giacobbe: "Non entrerò mai nella mia tenda e non mi coricherò mai sul mio letto; proibirò ai miei occhi di dormire e alle mie palpebre di riposare,

finché non avrò trovato un luogo per il Signore, una dimora per il Potente di Giacobbe".

Ecco, ci è stato annunciato in Efrata; l'abbiamo trovato vicino a Yagar.

Entriamo nella dimora di Dio e adoriamo ai piedi del suo trono.

Sali, Signore, nel luogo del tuo riposo, tu e l'arca della tua forza!

I tuoi sacerdoti siano rivestiti di giustizia, i tuoi fedeli gridino di gioia!

Per amore di Davide, tuo servo, non distogliere lo sguardo dal volto del tuo Messia.

Il Signore ha giurato a Davide, e non si rimangerà mai la parola: "Metterò sul tuo trono un uomo che viene da te".

"Se i tuoi figli osserveranno la mia alleanza, la volontà che ho fatto loro conoscere, anche i loro figli siederanno sul trono che è stato eretto per te per sempre.

Perché il Signore ha scelto Sion; è la dimora che desidera:

Questa è la mia dimora per sempre, questa è la dimora che ho desiderato".

"Io benedirò, benedirò i suoi raccolti per saziare di pane i suoi poveri.

Rivestirò di gloria i suoi sacerdoti e i suoi fedeli grideranno e grideranno di gioia.

"Farò germogliare là la forza di Davide; ho acceso una lampada per il mio Messia.

18 Rivestirò di vergogna i suoi nemici, ma su di lui fiorirà la corona".

Salmi 112 (111): Alleluia! Lodate, servi del Signore, lodate il nome del Signore!

Sia benedetto il nome del Signore, ora e sempre!

Dal sorgere del sole al suo tramonto, lodate il nome del Signore!

Il Signore domina su tutti i popoli, la sua gloria domina i cieli.

Chi è come il Signore, nostro Dio? Egli siede in alto. Ma abbassa lo sguardo verso il cielo e la terra.

Dalla polvere solleva il debole, dalle ceneri innalza il povero per farlo sedere tra i principi, tra i principi del suo popolo.

Egli pone la donna sterile nella sua casa, una madre felice tra i suoi figli.

Salmo 90: Quando sto al riparo dell'Altissimo e riposo all'ombra del Potente, dico al Signore: "Mio rifugio, mio baluardo, mio Dio, di cui sono sicuro!".

È lui che ti salva dalle reti dei cacciatori e dalla piaga del male; ti copre e ti protegge. La sua fedeltà è la vostra armatura e il vostro scudo.

Non temerai i terrori della notte, né la freccia che vola in pieno giorno, né la peste che si aggira nelle tenebre, né il flagello che colpisce a mezzogiorno.

Se mille cadono al tuo fianco o diecimila alla tua destra, tu resterai fuori dalla loro portata.

Apri gli occhi e vedrai il salario dei malvagi. Sì, il Signore è il tuo rifugio; hai fatto dell'Altissimo la tua fortezza.

La sventura non ti toccherà, né il pericolo si avvicinerà alla tua dimora: ha dato ai suoi angeli il compito di custodirti in tutte le tue vie.

Ti porteranno sulle loro mani perché il tuo piede non urti le pietre; calpesterai la vipera e lo scorpione; schiaccerai il leone e il drago.

"Perché si aggrappa a me, io lo libero; lo difendo, perché conosce il mio nome. Mi chiama e io gli rispondo; sono con lui nella sua prova. "Lo libererò e lo glorificherò; lo sazierò per molti giorni e gli farò vedere la mia salvezza.

EMR 42.9

L’Evangelo come mi è stato rivelato

Citazione

Imparate, voi che morite, a meritare d’aver Gesù vicino, a vostro conforto. E, se anche non l’avete meritato, osate ugualmente di chiamarmi vicino. Io verrò. Le mani piene di grazie e di conforti, il cuore pieno di perdono e d’amore, le labbra piene di parole di assoluzione e di incoraggiamento.

EMR 44.9-12

L’Evangelo come mi è stato rivelato

Citazione

L’insegnamento che viene dalla contemplazione del mio distacco va specialmente ai genitori e ai figli, che la volontà di Dio chiama alla rinuncia reciproca per un più alto amore. In secondo luogo va a tutti coloro che si trovano di fronte ad una rinuncia penosa.

Quante ne trovate nella vita! Esse sono spine sulla Terra e trafiggenti il cuore, lo so. Ma a chi le accoglie con rassegnazione — badate, non dico: “a chi le desidera e le accoglie con gioia” (ciò è già perfezione); dico: “con rassegnazione” — si mutano in eterne rose. Ma pochi le accolgono con rassegnazione. Come asinelli restii, recalcitrate al volere del Padre e vi impuntate, se pur non cercate colpire con spirituali calci e morsi, ossia con ribellione e bestemmie al buon Dio.

44.10 E non dite: “Ma io non avevo che questo bene e Dio me l’ha tolto. Ma io non avevo che questo affetto e Dio me l’ha strappato”. Anche Maria, donna gentile, amorosa alla perfezione, perché nella Tutta Grazia anche le forme affettive e sensitive erano perfette, non aveva che un bene e un amore sulla Terra: il Figlio suo. Non le rimaneva che Quello. I genitori morti da tempo, Giuseppe morto da qualche anno. Non c’ero che Io per amarla e farle sentire che non era sola. I parenti, per cagione di Me, di cui non sapevano l’origine divina, le erano un poco ostili, come verso una mamma che non sa imporsi al figlio che esce dal comune buon senso, che rifiuta le nozze proposte, le quali potrebbero dare lustro alla famiglia, e aiuto anche.

I parenti, voce del senso comune, del senso umano — voi lo chiamate buon senso, ma non è che senso umano, ossia egoismo — avrebbero voluto queste pratiche svolte nella mia vita. In fondo c’era sempre la paura di dovere un giorno passare delle noie per causa mia, che già osavo mettere fuori delle idee troppo idealiste, secondo loro, le quali potevano urtare la sinagoga. La storia ebraica era piena di insegnamenti sulla sorte dei profeti. Non era una facile missione quella del profeta, e dava sovente morte allo stesso e noie al parentado. In fondo c’era sempre il pensiero di dovere, un giorno, occuparsi di mia Madre.

Perciò il vedere che Ella non mi ostacolava in nulla e pareva in continua adorazione davanti al Figlio, li urtava. Questo urto sarebbe poi cresciuto nei tre anni di ministero, sino a culminare nei rimproveri aperti quando mi raggiungevano in mezzo alle folle e si vergognavano della mia, secondo loro, mania di urtare le caste potenti. Rimprovero a Me e a Lei, povera Mamma!

44.11 Eppure Maria, che sapeva l’umore dei parenti — non tutti furono come Giacomo e Giuda e Simone, né come la loro madre Maria di Cleofa — e che prevedeva l’umore futuro, Maria, che sapeva la sua sorte durante quei tre anni e quella che l’attendeva alla fine degli stessi e la sorte mia, non recalcitrò come voi fate. Pianse. E chi non avrebbe pianto davanti ad una separazione da un figlio che l’amava come Io l’amavo, davanti alla prospettiva dei lunghi giorni, vuoti della mia presenza, nella casa solitaria, davanti al futuro del Figlio destinato a dare di cozzo contro il malanimo di chi era colpevole e che si vendicava d’esser colpevole offendendo l’Incolpevole sino ad ucciderlo?

Pianse perché era la Corredentrice e la Madre del genere umano rinato a Dio, e doveva piangere per tutte le mamme che non sanno fare, del loro dolore di madri, una corona di gloria eterna.

Quante madri nel mondo, a cui la morte svelle dalle braccia una creatura! Quante madri a cui un soprannaturale volere strappa dal fianco un figlio! Per tutte le sue figlie, come Madre dei cristiani, per tutte le sue sorelle, nel dolore di madre orbata, ha pianto Maria. E per tutti i figli che, nati da donna, sono destinati a divenire apostoli di Dio o martiri per amore di Dio, per fedeltà a Dio, o per ferocia umana.

44.12 Il mio Sangue e il pianto di mia Madre sono la mistura che fortifica questi segnati a eroica sorte, quella che annulla in loro le imperfezioni, o anche le colpe commesse dalla loro debolezza, dando, oltre al martirio, comunque subìto, la pace di Dio e, se sofferto per Dio, la gloria del Cielo.

Le trovano i missionari come fiamma che scalda nelle regioni dove la neve impera, le trovano come rugiada là dove il sole arde. Sono spremute dalla carità di Maria e sono sgorgate da un cuore di giglio. Hanno perciò, della carità verginale sposata all’Amore, il fuoco, e della verginale purezza la profumata frescura, simile a quella dell’acqua raccolta nel calice di un giglio dopo una notte rugiadosa.

Le trovano i consacrati in quel deserto che è la vita monastica bene intesa: deserto, perché non vive che l’unione con Dio, e ogni altro affetto cade divenendo unicamente carità soprannaturale: per i parenti, gli amici, i superiori, gli inferiori.

Le trovano i consacrati a Dio nel mondo, nel mondo che non li capisce e non li ama, deserto anche per questi, in cui essi vivono come fossero soli, tanto sono incompresi e derisi per amor mio.

Le trovano le mie care “vittime”, perché Maria è la prima delle vittime per amore di Gesù, ed alle sue seguaci Ella dà, con mano di Madre e di Medico, le sue lacrime che ristorano e inebbriano a più alto sacrificio.

Santo pianto della Madre mia!

Dettaglio

Gesù lascia Nazareth per iniziare la sua vita pubblica.

EMR 45.6

L’Evangelo come mi è stato rivelato

Citazione

Se l’uomo fosse rimasto in grazia, in innocenza, in fedeltà col suo Creatore, avrebbe visto Dio attraverso le apparenze esterne. Nella Genesi è detto che il Signore Iddio parlava familiarmente con l’uomo innocente e che l’uomo non tramortiva a quella voce, non si ingannava nel discernerla. Così era la sorte dell’uomo: vedere e capire Iddio, proprio come un figlio fa col genitore. Poi è venuta la colpa, e l’uomo non ha più osato guardare Dio, non ha più saputo vedere e comprendere Iddio. E sempre meno lo sa.

EMR 46.5

L’Evangelo come mi è stato rivelato

Citazione

Sei giovane e bello. Comincia dalla donna. È sempre da essa che si deve incominciare. Io ho sbagliato inducendo la donna alla disubbidienza. Dovevo consigliarla per altro modo. Ne avrei fatto uno strumento migliore e avrei vinto Dio. Ho avuto fretta. Ma Tu! Io t’insegno, perché c’è stato un giorno che ho guardato a Te con giubilo angelico, e un resto di quell’amore è rimasto, ma Tu ascoltami ed usa della mia esperienza. Fàtti una compagna. Dove non riuscirai Tu, essa riuscirà. Sei il nuovo Adamo: devi avere la tua Eva.

E poi, come puoi comprendere e guarire le malattie del senso se non sai che cosa sono? Non sai che è lì il nocciolo da cui nasce la pianta della cupidità e della prepotenza? Perché l’uomo vuole regnare? Perché vuole essere ricco, potente? Per possedere la donna. Questa è come l’allodola. Ha bisogno del luccichio per essere attirata. L’oro e la potenza sono le due facce dello specchio che attirano le donne e le cause del male nel mondo. Guarda: dietro a mille delitti dai volti diversi ce ne sono novecento almeno che hanno radice nella fame del possesso della donna o nella volontà di una donna, arsa da un desiderio che l’uomo non soddisfa ancora o non soddisfa più. Vai dalla donna se vuoi sapere cosa è la vita. E solo dopo saprai curare e guarire i morbi della umanità.

È bella, sai, la donna! Non c’è nulla di più bello nel mondo. L’uomo ha il pensiero e la forza. Ma la donna! Il suo pensiero è un profumo, il suo contatto è carezza di fiori, la sua grazia è come vino che scende, la sua debolezza è come matassa di seta o ricciolo di bambino nelle mani dell’uomo, la sua carezza è forza che si rovescia sulla nostra e la accende. Si annulla il dolore, la fatica, il cruccio quando si posa presso una donna, ed essa è fra le nostre braccia come un fascio di fiori.

Dettaglio

Nel deserto, Satana tenta Cristo e gli parla della donna. La usa come mezzo di seduzione per tentare Gesù, ma non funziona.

EMR 46.6-9

L’Evangelo come mi è stato rivelato

Citazione

46.6 Ma che stolto che sono! Tu hai fame e ti parlo della donna. La tua vigoria è esausta. Per questo, questa fragranza della terra, questo fiore del creato, questo frutto che dà e suscita amore, ti pare senza valore. Ma guarda queste pietre. Come sono tonde e levigate, dorate sotto al sole che scende. Non sembrano pani? Tu, Figlio di Dio, non hai che dire: “Voglio”, perché esse divengano pane fragrante come quello che ora le massaie levano dal forno per la cena dei loro familiari. E queste acacie così aride, se Tu vuoi, non possono empirsi di dolci pomi, di datteri di miele? Satollati, o Figlio di Dio! Tu sei il Padrone della Terra. Essa si inchina per mettere ai tuoi piedi se stessa e sfamare la tua fame.

Lo vedi che impallidisci e vacilli solo a sentir nominare il pane? Povero Gesù! Sei tanto debole da non potere più neppure comandare al miracolo? Vuoi che lo faccia io per Te? Non ti sono a pari. Ma qualcosa posso. Starò privo per un anno della mia forza, la radunerò tutta, ma ti voglio servire, perché Tu sei buono ed io sempre mi ricordo che sei il mio Dio, anche se ora ho demeritato di chiamarti tale. Aiutami con la tua preghiera perché io possa…».

«Taci. “Non di solo pane vive l’uomo, ma di ogni parola che viene da Dio”».

Il demonio ha un sussulto di rabbia. Digrigna i denti e stringe i pugni. Ma si contiene e volge il digrigno in sorriso.

«Comprendo. Tu sei sopra le necessità della Terra e hai ribrezzo a servirti di me. L’ho meritato.

46.7 Ma vieni, allora, e vedi cosa è nella Casa di Dio. Vedi come anche i sacerdoti non ricusano di venire a transazioni fra lo spirito e la carne. Perché infine sono uomini e non angeli. Compi un miracolo spirituale. Io ti porto sul pinnacolo del Tempio e Tu trasfigurati in bellezza lassù, e poi chiama le coorti di angeli e di’ che facciano delle loro ali intrecciate pedana al tuo piede e ti calino così nel cortile principale. Che ti vedano e si ricordino che Dio è. Ogni tanto è necessario manifestarsi, perché l’uomo ha una memoria tanto labile, specie in ciò che è spirituale. Sai come gli angeli saranno beati di far riparo al tuo piede e scala a Te che scendi!».

«“Non tentare il Signore Iddio tuo”, è detto».

«Comprendi che anche la tua apparizione non muterebbe le cose, e il Tempio continuerebbe ad esser mercato e corruzione. La tua divina sapienza lo sa che i cuori dei ministri del Tempio sono un nido di vipere, che si sbranano e sbranano pur di predominare. Non sono domati che dalla potenza umana.

46.8 E allora, vieni. Adorami. Io ti darò la Terra. Alessandro, Ciro, Cesare, tutti i più grandi dominatori passati o viventi saranno simili a capi di meschine carovane rispetto a Te, che avrai tutti i regni della Terra sotto il tuo scettro. E, coi regni, tutte le ricchezze, tutte le bellezze della Terra, e donne, e cavalli, e armati e templi. Potrai alzare dovunque il tuo Segno, quando sarai Re dei re e Signore del mondo. Allora sarai ubbidito e venerato dal popolo e dal sacerdozio. Tutte le caste ti onoreranno e ti serviranno, perché sarai il Potente, l’Unico, il Signore.

Adorami un attimo solo! Levami questa sete che ho d’esser adorato! È quella che mi ha perduto. Ma è rimasta in me e mi brucia. Le vampe dell’inferno sono fresca aria del mattino rispetto a questo ardore che mi brucia l’interno. È il mio inferno, questa sete. Un attimo, un attimo solo, o Cristo, Tu che sei buono! Un attimo di gioia all’eterno Tormentato! Fàmmi sentire cosa voglia dire essere dio e mi avrai devoto, ubbidiente come servo per tutta la vita, per tutte le tue imprese. Un attimo! Un solo attimo, e non ti tormenterò più!».

E Satana si butta in ginocchio, supplicando.

46.9 Gesù si è alzato, invece. Divenuto più magro in questi giorni di digiuno, sembra ancora più alto. Il suo volto è terribile di severità e potenza. I suoi occhi sono due zaffiri che bruciano. La sua voce è un tuono, che si ripercuote contro l’incavo del masso e si sparge sulla sassaia e la piana desolata, quando dice: «Va’ via, Satana. È scritto: “Adorerai il Signore Iddio tuo e servirai Lui solo”!».

Satana, con un urlo di strazio dannato e di odio indescrivibile, scatta in piedi, tremendo a vedersi nella sua furente, fumante persona. E poi scompare con un nuovo urlo di maledizione.

Dettaglio

Satana tenta Gesù nel deserto.

Annotazione

Deuteronomio 6, 13.16: Temerai il Signore tuo Dio, lo servirai e giurerai sul suo nome. Non seguirai altri dèi, gli dèi delle nazioni che ti circondano, perché il Signore tuo Dio è un Dio geloso in mezzo a te. L'ira del Signore tuo Dio si accenderà contro di te e ti cancellerà dalla faccia della terra. 16. Non metterai alla prova il Signore tuo Dio, come hai fatto a Massah.

Deuteronomio 8, 3: Vi ha fatto passare attraverso la povertà, vi ha fatto sentire la fame e vi ha dato da mangiare la manna - un cibo che né voi né i vostri padri avevate conosciuto - perché sappiate che l'uomo non vive di solo pane, ma di tutto ciò che esce dalla bocca del Signore.

EMR 46.7

L’Evangelo come mi è stato rivelato

Citazione

(...) vieni, allora, e vedi cosa è nella Casa di Dio. Vedi come anche i sacerdoti non ricusano di venire a transazioni fra lo spirito e la carne. Perché infine sono uomini e non angeli. Compi un miracolo spirituale. Io ti porto sul pinnacolo del Tempio e Tu trasfigurati in bellezza lassù, e poi chiama le coorti di angeli e di’ che facciano delle loro ali intrecciate pedana al tuo piede e ti calino così nel cortile principale. Che ti vedano e si ricordino che Dio è. Ogni tanto è necessario manifestarsi, perché l’uomo ha una memoria tanto labile, specie in ciò che è spirituale. Sai come gli angeli saranno beati di far riparo al tuo piede e scala a Te che scendi!».

«“Non tentare il Signore Iddio tuo”, è detto».

«Comprendi che anche la tua apparizione non muterebbe le cose, e il Tempio continuerebbe ad esser mercato e corruzione. La tua divina sapienza lo sa che i cuori dei ministri del Tempio sono un nido di vipere, che si sbranano e sbranano pur di predominare.

Dettaglio

Nel deserto, Satana tenta Cristo. Dopo avergli parlato della donna e avergli offerto di soddisfare la sua fame, lo tenta proponendogli di andare al Tempio.

EMR 46.8

L’Evangelo come mi è stato rivelato

Citazione

«Adorami. Io ti darò la Terra. Alessandro, Ciro, Cesare, tutti i più grandi dominatori passati o viventi saranno simili a capi di meschine carovane rispetto a Te, che avrai tutti i regni della Terra sotto il tuo scettro. E, coi regni, tutte le ricchezze, tutte le bellezze della Terra, e donne, e cavalli, e armati e templi. Potrai alzare dovunque il tuo Segno, quando sarai Re dei re e Signore del mondo. Allora sarai ubbidito e venerato dal popolo e dal sacerdozio. Tutte le caste ti onoreranno e ti serviranno, perché sarai il Potente, l’Unico, il Signore.

Adorami un attimo solo! Levami questa sete che ho d’esser adorato! È quella che mi ha perduto. Ma è rimasta in me e mi brucia. Le vampe dell’inferno sono fresca aria del mattino rispetto a questo ardore che mi brucia l’interno. È il mio inferno, questa sete. Un attimo, un attimo solo, o Cristo, Tu che sei buono! Un attimo di gioia all’eterno Tormentato! Fàmmi sentire cosa voglia dire essere dio e mi avrai devoto, ubbidiente come servo per tutta la vita, per tutte le tue imprese. Un attimo! Un solo attimo, e non ti tormenterò più!».

E Satana si butta in ginocchio, supplicando.

46.9 Gesù si è alzato, invece. Divenuto più magro in questi giorni di digiuno, sembra ancora più alto. Il suo volto è terribile di severità e potenza. I suoi occhi sono due zaffiri che bruciano. La sua voce è un tuono, che si ripercuote contro l’incavo del masso e si sparge sulla sassaia e la piana desolata, quando dice: «Va’ via, Satana. È scritto: “Adorerai il Signore Iddio tuo e servirai Lui solo”!».

Satana, con un urlo di strazio dannato e di odio indescrivibile, scatta in piedi, tremendo a vedersi nella sua furente, fumante persona. E poi scompare con un nuovo urlo di maledizione.

Dettaglio

Nel deserto, Satana tentò Cristo. Dopo avergli parlato della donna e avergli offerto di soddisfare la sua fame, gli parlò del Tempio, ma Gesù gli disse che non doveva tentare il Signore Dio. Allora Satana si offrì di adorarlo.

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EMR 46.13

L’Evangelo come mi è stato rivelato

Citazione

46.13 Le due vie più comuni prese da Satana per giungere alle anime sono il senso e la gola. Comincia sempre dalla materia. Smantellata e asservita questa, dà l’attacco alla parte superiore. Prima il morale: il pensiero con le sue superbie e cupidigie; poi lo spirito, levandogli non solo l’amore — quello non esiste già più quando l’uomo ha sostituito l’amore divino con altri amori umani — ma anche il timore di Dio. È allora che l’uomo si abbandona in anima e corpo a Satana, pur di arrivare a godere ciò che vuole, godere sempre più.

EMR 46.14

L’Evangelo come mi è stato rivelato

Citazione

È inutile discutere con Satana. Vincerebbe lui, perché è forte nella sua dialettica. Non c’è che Dio che lo vinca. E allora ricorrere a Dio, che parli per noi, attraverso a noi. Mostrare a Satana quel Nome e quel Segno, non tanto scritti su una carta o incisi su un legno, quanto scritti e incisi nel cuore. Il mio Nome, il mio Segno. Ribattere a Satana, unicamente quando insinua che egli è come Dio, usando la parola di Dio. Egli non la sopporta.