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Note del tema

Vita quotidiana e fatti di società

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EMR 70.5

L’Evangelo come mi è stato rivelato

Citazione

Ti chiedo di evangelizzarlo con la tua fede e la tua carità, con la tua purezza, (...). È una terra inquinata da acque morte. Va prosciugata col sole dell’amore, purificata con l’onestà di pensieri, desideri e opere, coltivata con la fede. Puoi farlo.

Dettaglio

Gesù parla a Giovanni di Giuda. Le sue parole possono potenzialmente applicarsi a tutti gli evangelizzatori e a tutti i cristiani.

EMR 70.5

L’Evangelo come mi è stato rivelato

Citazione

L’amore non va in ragione della istruzione, e neppure la formazione. Un vergine ama con tutta la forza del suo primo amore. Questo anche per le verginità del pensiero. E l’amato penetra e si imprime più in un cuore e in un pensiero vergine che in uno in cui già altri amori furono.

EMR 70.6

L’Evangelo come mi è stato rivelato

Citazione

«Voglio vi amiate senza preferenze, aiutandovi scambievolmente, compatendovi l’un l’altro. Nessuno è perfetto, Giovanni. Non i giovani e non i vecchi. Ma, se avrete buona volontà, giungerete alla perfezione e quanto mancherà in voi lo metterò Io. Voi siete come i figli di una santa famiglia. Fra essa vi sono molti caratteri dissimili. Chi è forte, chi è dolce, chi è coraggioso, chi è timido, chi impulsivo e chi molto cauto. Se tutti foste uguali, sareste una forza in un carattere e delle deficienze in tutti gli altri. Mentre così formate un’unione perfetta, perché si completa a vicenda. L’amore vi unisce, vi deve unire, l’amore per la causa di Dio».

«E per Te, Gesù».

«Prima la causa di Dio e poi l’amore per il suo Cristo».

EMR 70.8

L’Evangelo come mi è stato rivelato

Citazione

Egli è colui che si spoglia anche del suo modo di pensare e di giudicare per essere “il discepolo”. È colui che si dona senza volere di sé — del se stesso antecedente all’elezione — neppure una molecola. Giuda è colui che non si vuole spogliare di se stesso. E la sua è perciò una donazione irreale. Porta con sé il suo io malato di superbia, di sensualità, di cupidigia. Conserva il suo modo di pensare. Neutralizza perciò gli effetti della donazione e della Grazia.

Giuda: capostipite di tutti gli apostoli mancati. E sono tanti! Giovanni: il capostipite di quelli che si fanno ostie per mio amore. Il tuo capostipite.

Io e la Madre siamo le Ostie eccelse. Raggiungerci è difficile, impossibile anzi, perché il nostro sacrificio fu di una asprezza totale. Ma il mio Giovanni! È l’ostia imitabile da tutte le classi di miei amatori: vergine, martire, confessore, evangelizzatore, servo di Dio e della Madre di Dio, attivo e contemplativo, ha un esempio per tutti. È colui che ama.

Osserva i diversi modi di ragionare. Giuda investiga, cavilla, si impunta e, se anche mostra di cedere, in realtà conserva la sua forma mentale. Giovanni si sente un nulla, accetta tutto, non chiede le ragioni, è pago di farmi felice. Ecco l’esempio.

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Gesù racconta a Maria di Giovanni e dice:

EMR 72.3

L’Evangelo come mi è stato rivelato

Citazione

Mi rattrista solo constatare quanto l’uomo è corrotto da Satana, che gli travia il pensiero. Tutti, sapete? Tutti avete il pensiero turbato da lui! Ma verrà, oh! verrà il giorno in cui avrete in voi la Forza di Dio, la Grazia; avrete la Sapienza col suo Spirito… Allora avrete tutto per giudicare giustamente.

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Gesù disse a Giovanni, Giuda e Simone lo Zelota:

EMR 72.5-6

L’Evangelo come mi è stato rivelato

Citazione

«Vedi, Giuda. Io vengo da una casta che è perseguitata per… per avere male capito cosa e come deve essere il Messia. Sì. Se noi lo avessimo atteso con giusta visione del suo essere, non avremmo potuto cadere in errori che sono bestemmia alla Verità e ribellione alla legge di Roma, per cui e da Dio e da Roma fummo puniti. Abbiamo voluto nel Cristo vedere un conquistatore e un liberatore d’Israele, un Maccabeo novello[2], e più grande del grande Giuda… Questo solo. E perché? Perché, più degli interessi di Dio, abbiamo curato gli interessi nostri: della patria e dei cittadini. Oh! santo anche l’interesse della patria. Ma che è davanti al Cielo eterno? Quanto — nelle lunghe ore di persecuzione prima e di segregazione poi, quando fuggiasco mi nascondevo nelle tane delle bestie selvatiche, condividendo con esse letto e cibo, per sfuggire alla forza romana e soprattutto alle delazioni dei falsi amici; oppure quando, attendendo la morte, già gustavo l’odore del sepolcro nella mia spelonca di lebbroso — ho pensato e ho visto: ho visto la figura vera del Messia… la tua, Maestro umile e buono, la tua, Maestro e Re dello spirito, la tua, o Cristo, Figlio del Padre che al Padre conduci, e non alle regge di polvere, non alle deità di fango. Tu… oh! mi è facile seguirti… Perché, perdona il mio ardire che si proclama giusto, perché ti vedo come ti ho pensato, ti riconosco, subito ti ho riconosciuto. Sì, non è stato un conoscimento di Te, ma un riconoscere Uno che già l’anima aveva conosciuto…».

«Per questo ti ho chiamato… e per questo ti porto con Me, ora, in questo mio primo viaggio in Giudea. 72.6 Voglio che tu completi il riconoscimento… e voglio che anche questi, che l’età fa meno capaci di giungere al vero per meditazione severa, sappiano come il loro Maestro è giunto a quest’ora… Capirete poi.»

Dettaglio

Simone lo Zelota parla a Giuda.

Annotazione

Primo libro dei Maccabei, 3, 1-26 :

1 M 3, 1-26 : Dopo la morte di Mattia, al suo posto sorse il figlio Giuda, chiamato Maccabeo. Tutti i suoi fratelli e tutti i seguaci del padre vennero in suo aiuto e combatterono volentieri per Israele.

Giuda accrebbe la gloriosa reputazione del suo popolo. Vestito della sua armatura come un eroe e armato delle sue armi da guerra, combatteva le battaglie, proteggendo l'accampamento con la sua spada. Come un leone in azione, come un cucciolo che ruggisce verso la preda, dava la caccia agli uomini infedeli alla Legge, inseguendoli e consegnando al fuoco coloro che turbavano il suo popolo.

Grazie al timore che incuteva, gli uomini infedeli alla Legge venivano abbattuti e tutti i malfattori erano presi dal panico. Attraverso la sua mano arrivò la salvezza. Egli rese amara la vita di molti re e Giacobbe si rallegrò delle sue azioni. La sua memoria è benedetta per sempre.

Attraversò le città di Giuda e spazzò via gli empi. Allontanò l'ira che gravava su Israele. Il suo nome fu udito fino alle estremità della terra ed egli radunò coloro che stavano per morire.

Allora Apollonio radunò i pagani e un grande esercito dalla Samaria per combattere Israele. Giuda ne fu informato. Gli andò incontro, lo picchiò e lo uccise. Le vittime furono molte e i sopravvissuti fuggirono. Il bottino fu raccolto e Giuda prese la spada di Apollonio per usarla ogni giorno in battaglia.

Seronio, comandante dell'esercito siriano, venne a sapere che Giuda aveva riunito intorno a sé un gruppo, un'assemblea di fedeli, per marciare in battaglia. Disse a se stesso: "Mi farò un nome e porterò gloria a me stesso nel regno. Combatterò Giuda e i suoi compagni, che disprezzano gli ordini del re". Così partì a sua volta, accompagnato da un folto gruppo di empi, per vendicarsi dei figli di Israele.

Mentre si avvicinava alla salita di Bethoron, Giuda gli uscì incontro con un manipolo di uomini. Quando i suoi uomini videro il drappello che veniva verso di loro, dissero a Giuda: "Come possono pochi di noi combattere contro una folla così grande e forte? Per di più, siamo esausti, perché oggi non abbiamo mangiato nulla!". Giuda rispose: "È facile che i molti cadano nelle mani dei pochi. Al cielo non importa se la salvezza si ottiene con molti uomini o con pochi. La vittoria in battaglia non dipende dalla grandezza dell'esercito: la forza viene dal Cielo.

Vengono da noi pieni di orgoglio e di disprezzo per la Legge, per distruggere noi, le nostre mogli e i nostri figli, e spogliarci dei nostri beni. Noi stiamo combattendo per le nostre vite e per le nostre leggi. Il Cielo stesso li schiaccerà davanti a noi. Non temeteli, dunque!

Con queste parole, si precipitò su di loro inaspettatamente. Serona e la sua truppa furono schiacciati davanti a lui. Furono inseguiti per tutta la discesa da Bethorone alla pianura. Circa ottocento uomini caddero; gli altri fuggirono nel paese dei Filistei. Giuda e i suoi fratelli cominciarono a incutere timore e il panico si impadronì delle nazioni pagane intorno a loro. Il nome di Giuda giunse alle orecchie del re e tutti i pagani commentarono le sue azioni di guerra.