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Note della parola chiave

La morte

Tema: Il destino dell'uomo · Pagina 5 di 5

Comfort di lettura

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EMR 209.7 · Volume 3

L’Evangelo come mi è stato rivelato

Citazione

«Il dolore è croce, ma è anche ala. Il lutto spoglia ma per rivestire. Sorgete, voi che piangete! Aprite gli occhi, uscite dagli incubi, dalle tenebre, dagli egoismi! Guardate… Il mondo è la landa dove si piange e muore. E grida: “aiuto!” il mondo, per le bocche degli orfani, dei malati, dei soli, dei dubbiosi, per le bocche di quelli che un tradimento, che una crudeltà fanno prigionieri del rancore. Andate a questi che gridano. Dimenticatevi fra i dimenticati! Guarite fra i malati! Sperate fra i disperati! Il mondo è aperto alle buone volontà di servire Dio nel prossimo e di conquistarsi il Cielo: l’unione con Dio e la riunione con coloro che piangiamo. Qui è la palestra. Là è il trionfo.

Venite. Imitate Rut presso tutti i dolori. Dite voi pure: “Io sarò con voi fino alla morte”. E se anche vi risponderanno, queste sventure che si credono insanabili: “Non chiamatemi più Noemi, ma chiamatemi Mara perché Dio mi ha colmata d’amarezze”, persistete. Ed Io in verità vi dico che un giorno, per il vostro persistere, queste sventure esclameranno: “Sia benedetto il Signore che mi ha levata dall’amarezza, dalla desolazione, dalla solitudine, per opera di una creatura che ha saputo far fruttificare il suo dolore in bene. Dio la benedica in eterno perché ella è la mia salvatrice”.

Annotazione

Se queste persone sfortunate che si credono incurabili vi dicono: "Non chiamatemi più Naomi, ma Mara, perché Dio mi ha riempito di amarezza", persistete. Cfr. Ruth 1, 1-22.

Libro di Ruth 1, 1-22

Ruth 1, 1-22 : Ai tempi in cui governavano i Giudici, c'era una carestia nel paese. Un uomo di Betlemme, in Giuda, andò con la moglie e i due figli a vivere nei campi di Moab. L'uomo si chiamava Elimelech, sua moglie si chiamava Naomi e i suoi due figli si chiamavano Mahalon e Chelon; erano Efratiti di Betlemme di Giuda. Andarono nei campi di Moab e vi si stabilirono.

Quando Elimelech, il marito di Naomi, morì, lei rimase sola con i suoi due figli; essi presero delle mogli moabite, una delle quali si chiamava Orfa e l'altra Ruth, e vissero lì per circa dieci anni. Anche Mahalon e Cheljon morirono entrambi e la donna rimase senza i suoi due figli e il marito. Allora lei e le sue nuore si alzarono e lasciarono i campi di Moab, perché aveva sentito dire nel paese di Moab che Yahweh aveva visitato il suo popolo e aveva dato loro del pane. Così lei e le sue due nuore uscirono dal luogo in cui si erano stabilite e si misero in cammino per tornare nella terra di Giuda. Naomi disse alle due nuore: "Andate e tornate, ognuna a casa sua. Che Yahweh sia gentile con voi, come lo è stato con quelli che sono morti e con me! Che Yahweh vi faccia trovare riposo nella casa di un marito! E li baciò. Esse alzarono la voce, piansero e le dissero: "No, torneremo con te nel tuo popolo". Naomi disse: "Tornate indietro, figlie mie; perché dovreste venire con me? Ho ancora dei figli nel mio grembo che possono diventare vostri mariti? Tornate indietro, figlie mie, andate. Sono troppo vecchia per risposarmi. E quando dico: ho una speranza; quando questa notte stessa prenderò marito e partorirò dei figli, aspettereste che siano cresciuti? Vi asterreste per questo dal risposarvi? No, figlie mie. È molto amaro per me, a causa vostra, che la mano di Jahvè si sia abbattuta su di me". E, alzando la voce, piansero di nuovo. Allora Orfa baciò la suocera, ma Ruth si strinse a lei.

Naomi disse a Ruth: "Ecco, tua cognata è tornata al suo popolo e al suo dio; torna da tua cognata". Ruth rispose: "Non mi costringere a lasciarti quando mi allontanerò da te. Dove andrai tu, andrò io; dove abiterai tu, abiterò io; il tuo popolo sarà il mio popolo e il tuo Dio sarà il mio Dio; dove morirai tu, morirò io e sarò sepolta lì. Che Yahweh si comporti duramente con me se qualcosa, se non la morte, mi separa da te! Vedendo che Ruth era decisa ad andare con lei, Naomi smise di supplicarla.

Le due proseguirono il loro cammino fino a Betlemme. Quando entrarono a Betlemme, tutta la città si commosse e le donne dissero: "È questa Naomi?" 20Disse loro: "Non chiamatemi Naomi, ma Marah, perché l'Onnipotente mi ha amareggiata: sono partita a mani piene e Yahweh mi riporta a mani vuote. Perché chiamarmi Naomi, dopo che Yahweh ha testimoniato contro di me e l'Onnipotente mi ha afflitta?".

Naomi tornò e con lei la nuora Ruth, la Moabita, che veniva dai campi di Moab. Arrivarono a Betlemme all'inizio della raccolta dell'orzo.

EMR 214.5 · Volume 3

L’Evangelo come mi è stato rivelato

Citazione

Separarti dal figlio ti è dolore. Noi madri vorremmo sempre essere con i figli. Ma noi li diamo per una ben grande ragione e non li perdiamo. Neppure la morte ce li leva i figli, se sono loro, e se siamo noi, in grazia agli occhi di Dio. Ma noi li abbiamo ancora sulla Terra, anche se la volontà di Dio li strappa al nostro seno per darli al mondo per il suo bene. Possiamo sempre raggiungerli, e anche l’eco delle loro opere ci dà come una carezza al cuore, perché le loro opere sono il profumo della loro anima.

EMR 215.4 · Volume 3

L’Evangelo come mi è stato rivelato

Citazione

«Egli, il Maestro nostro, è il Santo fra i santi. La sua giornata passa nelle fatiche dell’ammaestramento. Instancabile va di luogo in luogo, cercando i cuori. La sua notte la passa pregando per noi. Non sdegna la tavola e l’amicizia, ma non per utile proprio bensì per avvicinare chi altrimenti sarebbe non accostabile. Non respinge pubblicani e meretrici. Ma solo per redimerli. Segna la sua via di miracoli di redenzioni e di miracoli sulle malattie. Gli ubbidiscono i venti ed il mare. Ma non ha bisogno di alcuno per operare prodigi, né di evocare spiriti per conoscere i cuori».

«E come può?… Hai detto che gli ubbidiscono i venti ed il mare. Ma sono cose senza ragione. Come può comandare loro?», chiede l’oste.

«Rispondimi, uomo: secondo te è più difficile comandare al vento e al mare, o alla morte?».

«Per Geové! Ma alla morte non si comanda! Al mare si può buttare dell’olio, si può opporre le vele, si può, saggiamente, non andare su esso. Al vento si possono opporre i serrami delle porte. Ma la morte non si comanda. Non c’è olio che la calmi. Non c’è vela che, messa alla nostra navicella, la faccia tanto rapida da distanziare la morte. E non ci sono serrami per essa. Quando vuol venire passa, anche se son dati i chiavistelli. Eh! nessuno comanda a questa regina!».

«Eppure il Maestro nostro la comanda. Non solo quando è vicina. Ma anche quando ha già preso. Un giovane di Naim era per essere messo nella bocca orrenda del sepolcro, ed Egli disse: “Io te lo dico: alzati!” e il giovane tornò vivo. Naim non è fra gli iperborei. Potete andare e vedere».

«Ma così? Alla presenza di tutti?».

«Sulla via, alla presenza di tutta Naim».

EMR 217.2 · Volume 3

L’Evangelo come mi è stato rivelato

Citazione

Io non chiedo nulla. Compio la mia missione, insegno ad amare Dio e torno a ripetere il Decalogo perché è troppo dimenticato e, ancor di più, è male applicato. Io voglio dare la Vita. Quella eterna. Io non auguro morte corporale, né, meno ancora, morte spirituale. La vita che ti domandavo se non ti premeva di perdere, era quella dell’anima tua, perché Io la tua anima l’amo, anche se essa non mi ama. E mi addoloro vedendo che tu la uccidi coll’offendere il Signore spregiando il suo Messia.

Dettaglio

Gesù parla con un fariseo che gli è ostile.

EMR 519.2

L’Evangelo come mi è stato rivelato

Traduzione in corso

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