EMR 198.1 · Volume 3
L’Evangelo come mi è stato rivelato
Citazione
Attraverso alla ombrosa strada che congiunge il monte degli Ulivi a Betania – e potrei dire che il monte giunge con le sue propaggini verdi sino alle campagne di Betania – Gesù coi suoi cammina sollecito verso la città di Lazzaro.
E non vi è ancora entrato che viene riconosciuto, e volontarie staffette corrono in tutti i sensi ad avvertire della sua venuta. Per cui ecco accorrere Lazzaro e Massimino da un lato, Isacco con Timoneo e Giuseppe dall’altro, terza viene Marta con Marcella che alza il suo velo per curvarsi a baciare la veste di Gesù, e subito dopo accorrono Maria d’Alfeo e Maria Salome che venerano il Maestro e poi si abbracciano i figli; e mentre il piccolo Jabé, sempre per mano di Gesù, sballottato da tutti questi irruenti arrivi, osserva stupefatto, e Giovanni di Endor, sentendosi estraneo, si ritira in fondo al gruppo, in disparte, ecco farsi avanti, sul sentiero che conduce alla casa di Simone, la Madre.
Gesù abbandona la mano di Jabé e dolcemente respinge gli amici per affrettarsi verso di Lei. Le note parole rompono l’aria, squillando come un assolo d’amore sul brusio della folla:
«Figlio!», «Mamma!». Si baciano, e nel bacio di Maria è l’affanno di chi ha temuto per tanto tempo ed ora, nello sciogliersi del terrore che l’ha tenuto, sente la stanchezza dello sforzo fatto, misura in tutta l’estensione il pericolo in cui è incorso… Gesù la carezza, Lui che comprende, e dice: «Oltre il mio angelo avevo il tuo, Madre, a vegliarmi. Non poteva accadermi nulla di male».