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Note della parola chiave

Lode a Dio

Tema: Il rapporto con Dio · Pagina 1 di 3

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EMR 7.4

L’Evangelo come mi è stato rivelato

Citazione

7.4 «E allora io pregherò e mi farò vergine per questo».

«Ma sai tu che vuol dire tal cosa?».

«Vuol dire non conoscere amore d’uomo ma solo di Dio. Vuol dire non aver altro pensiero che per il Signore. Vuol dire rimanere bambine nella carne e angeli nel cuore. Vuol dire non avere occhi altro che per guardare Dio, orecchie per udirlo, bocca per lodarlo, mani per offrirsi ostie, piedi per seguirlo veloci, e cuore e vita per darli a Lui».

Dettaglio

Maria parla della venuta del Messia. Dichiara che rimarrà vergine per questo scopo e definisce lei stessa il significato di verginità consacrata.

EMR 20.6

L’Evangelo come mi è stato rivelato

Citazione

La santità più alta non esime dal sentirsi un nulla rispetto a Dio e dal­l’umiliare questo nulla, poiché Egli ce lo permette, in un continuo osanna alla sua gloria.

EMR 22.11

L’Evangelo come mi è stato rivelato

Citazione

Elisabetta, donna di fede intrepida e di fiducioso abbandono al volere di Dio, merita di comprendere il mistero chiuso in me. Lo Spirito le parla attraverso il balzare del suo seno. Il Battista ha pronunciato il suo primo discorso di Annunziatore del Verbo attraverso i veli e i diaframmi di vene e di carne, che lo separano e insieme lo uniscono alla sua santa genitrice.

Né io nego, a lei che ne è degna e alla quale la Luce si svela, la mia qualità di Madre del Signore. Negarla sarebbe stato negare a Dio la lode che era giusto dargli, la lode che portavo in me e che, non potendola dire ad alcuno, dicevo alle erbe, ai fiori, alle stelle, al sole, ai canori uccelli e alle pazienti pecore, alle acque canterine e alla luce d’oro che mi baciava scendendo dal cielo. Ma pregare in due è più dolce che dire da sole la nostra preghiera. Avrei voluto che tutto il mondo sapesse la mia sorte, non per me, ma perché a me si unisse per lodare il mio Signore.

La prudenza mi ha vietato di rivelare a Zaccaria la verità. Sarebbe stato andare oltre l’opera di Dio. E se io ero la sua Sposa e Madre, ero sempre la sua Serva e non dovevo, perché Egli mi aveva amata oltre misura, permettermi di sostituirmi a Lui e di superarlo in un decreto.

Elisabetta, nella sua santità, comprende e tace. Perché chi è santo è sempre remissivo e umile.

Parole chiave

EMR 24.5

L’Evangelo come mi è stato rivelato

Citazione

Lode al Signore. A Lui solo. Da Lui, non da me viene ogni grazia. Ed Egli te la largisce perché tu lo ami e serva in perfezione, nei restanti anni, per meritare il suo Regno che il Figlio mio aprirà ai Patriarchi, ai Profeti, ai giusti del Signore.

Dettaglio

Quando vogliamo ringraziare Maria, lei potrebbe dire quanto segue. Questo è ciò che disse a Zaccaria.

EMR 26.8

L’Evangelo come mi è stato rivelato

Citazione

(...) L’ancor più difficile umiltà: quella che sa tacere le meraviglie di Dio in noi, quando non è necessario proclamarle per dargliene lode, per non avvilire il prossimo che non ha tali doni speciali da Dio. Se vuole, oh! se vuole, Dio disvela Se stesso nel suo servo!

EMR 34.10

L’Evangelo come mi è stato rivelato

Citazione

34.10 Dice Gesù:

(...) Quei Savi d’oriente non avevano nulla che li assicurasse della verità. Nulla di soprannaturale. Solo il calcolo astronomico e la loro riflessione che una vita integra faceva perfetta. Eppure hanno avuto fede. Fede in tutto: fede nella scienza, fede nella coscienza, fede nella bontà divina.

Per la scienza hanno creduto al segno della stella nuova, che non poteva che esser “quella”, attesa da secoli dall’umanità: il Messia. Per la coscienza hanno avuto fede nella voce della stessa che, ricevendo “voci” celesti, diceva loro: “È quella stella che segna l’avvento del Messia”. Per la bontà hanno avuto fede che Dio non li avrebbe ingannati e, poiché la loro intenzione era retta, li avrebbe aiutati in ogni modo per giungere allo scopo.

E sono riusciti. Essi soli, fra tanti studiosi dei segni, hanno compreso quel segno, perché essi soli avevano nell’anima l’ansia di conoscere le parole di Dio con un fine retto, che aveva a principale pensiero quello di dare subito a Dio lode ed onore.

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Cristo parla della fede dei Magi. Vedi EMV 34,1-9.

EMR 34.13

L’Evangelo come mi è stato rivelato

Citazione

[I Magi] si sentono nulla rispetto al Dio altissimo, che ha creato il pianeta su cui vivono e lo ha fatto variato mettendo, Scultore infinito d’opere sconfinate, qua, con una ditata del suo pollice, una corona di dolci colline, e là un’ossatura di gioghi e di picchi, simili a vertebre della Terra, di questo corpo smisurato a cui sono vene i fiumi, bacini i laghi, cuori gli oceani, veste le foreste, veli le nubi, decorazioni i ghiacciai di cristallo, gemme le turchesi e gli smeraldi, gli opali e i berilli di tutte le acque che cantano, con le selve e i venti, il grande coro di laude al loro Signore.

Parole chiave

EMR 41.6

L’Evangelo come mi è stato rivelato

Citazione

Ma sibbene per merito del Messia verrà reso libero l’uomo dalla schiavitù del Male che lo separa da Dio, e il segno del Cristo sarà sugli spiriti, liberati da ogni giogo e fatti sudditi dell’eterno Regno. Tutte le nazioni curveranno il capo, o stirpe di Davide, davanti al Germoglio nato da te e divenuto albero che copre tutta la Terra e si alza al Cielo. E in Cielo e in Terra ogni bocca loderà il suo Nome e piegherà il ginocchio davanti all’Unto di Dio, al Principe della Pace, al Condottiero, a Colui che con Se stesso avrà inebriato ogni anima stanca e saziato ogni anima affamata, al Santo che stipulerà una alleanza fra Terra e Cielo. Non come quella stipulata coi Padri d’Israele quando Dio li trasse d’Egitto trattandoli ancora da servi, ma imprimendo la paternità celeste nello spirito degli uomini con la Grazia nuovamente infusa per i meriti del Redentore, per il quale tutti i buoni conosceranno il Signore e il Santuario di Dio non sarà più abbattuto e distrutto.

Parole chiave

EMR 49.10

L’Evangelo come mi è stato rivelato

Citazione

Quando riuscite nel bene, non gloriatevene come di un merito tutto vostro. Date lode a Dio, padrone degli apostolici operai, e abbiate occhio limpido e cuor sincero per vedere e dare ad ognuno il plauso che gli spetta. Occhio limpido a discernere gli apostoli che compiono olocausto, e sono le prime, vere leve nel lavoro degli altri. Solo Dio li vede questi che, timidi, paiono nulla fare e sono invece i rapitori al Cielo del fuoco che investe gli audaci. Cuor sincero nel dire: “Io opero. Ma costui ama più di me, prega meglio di me, si immola come io non so fare e come Gesù ha detto: ‘…entro la propria camera con uscio chiuso per orare in segreto’. Io, che intuisco la sua umile e santa virtù, voglio farla nota e dire: ‘Io, strumento attivo; costui, forza che mi dà moto, perché, innestato come è a Dio, m’è canale di celeste forza’”.

E la benedizione del Padre, che scende a ricompensare l’umile che in silenzio si immola per dar forza agli apostoli, scenderà anche sull’apostolo che sinceramente riconosce il soprannaturale e silenzioso aiuto, che a lui viene dall’umile, e il suo merito che la superficialità degli uomini non nota.

Imparate tutti.

Dettaglio

Gesù ci dice: