EMR 174.20 · Volume 3
L’Evangelo come mi è stato rivelato
Citazione
Avete una ragione, e se sarete giusti Dio vi darà tutte le sue luci per guidare ancora meglio la vostra ragione.
Note del tema
Comfort di lettura
EMR 174.20 · Volume 3
Avete una ragione, e se sarete giusti Dio vi darà tutte le sue luci per guidare ancora meglio la vostra ragione.
EMR 174.21 · Volume 3
Molto vi ho detto, figli miei. Ascoltate le mie parole; chi le ascolta e le mette in pratica è paragonabile ad un uomo riflessivo che, volendo costruire una casa, scelse un luogo roccioso. Certo faticò a costruire le basi. Dovette lavorare di piccone e scalpello, incallirsi le mani e stancarsi le reni. Ma poi poté colare le sue calcine negli spacchi della roccia e mettervi i mattoni serrati come in una muraglia di fortezza, e la casa crebbe solida come un monte. Vennero le intemperie, i nubifragi, le piogge fecero traboccare i fiumi, i venti fischiarono, le onde percossero, ma la casa resistette a tutto. Così è colui che ha una ben fondata fede. Invece chi ascolta con superficialità e non si sforza di incidersi nel cuore le mie parole, perché sa che per fare ciò dovrebbe fare fatica, provare dolore, estirpare troppe cose, è simile a chi per pigrizia e stoltezza edifica la sua casa sulla rena. Non appena vengono le intemperie, la casa, presto costruita, presto cade, e lo stolto si guarda desolato le sue macerie e la rovina del suo capitale. E qui è più che una rovina, riparabile ancora con spesa e fatica. Qui, crollato l’edificio mal costruito di uno spirito, nulla più vi resta per riedificarlo. Nell’altra vita non si edifica. Guai a presentarsi là con delle macerie!
EMR 175.1 · Volume 3
Alza il tuo volto e guardami. L’uomo deve sapere guardare il Cielo quando crede in esso. E tu credi, poiché chiedi.
Gesù dice questo a qualcuno che è prostrato a terra, implorandolo di essere guarito.
EMR 175.3-5 · Volume 3
La gente si stringe al Maestro, un cerchio che non si vuole aprire a nessun costo. Ma intanto il sole è calato e si inizia il riposo del sabato. I paesi sono lontani. Ma la gente non rimpiange paesi, non cibi, nulla. Se ne preoccupano però gli apostoli e lo dicono a Gesù. Anche i discepoli anziani sono in pensiero. Ci sono le donne e i bambini, e se la notte è tiepida, e soffice è l’erba dei prati, le stelle non sono pane, né si fanno cibarie i sassi delle prode.
Gesù è l’unico che non se la prende. La gente intanto mangia i suoi avanzi come nulla fosse, e Gesù lo fa notare ai suoi:
«In verità vi dico che costoro sono da più di voi! Guardate con che spensieratezza dànno fine a tutto. Ho detto loro: “Chi non può credere che domani Dio darà cibo ai suoi figli si ritiri”, ed essi sono rimasti. Dio non smentirà il suo Messia e non deluderà chi spera in Lui».
Gli apostoli si stringono nelle spalle e non si occupano d’altro.
La sera scende dopo un gran rosso di tramonto, placida e bella, e il silenzio della campagna si distende su tutte le cose, dopo l’ultimo coro degli uccelli. Qualche fruscio di vento e poi un primo volo muto di uccello notturno insieme alla prima stella e al primo gracidare di un ranocchio.
I bambini dormono già. Gli adulti parlano fra loro e ogni tanto qualcuno va dal Maestro a chiedere qualche schiarimento.
175.4
Di modo che non fa stupore quando, attraverso ad un sentiero fra due campi di grano, si vede venire una persona imponente d’aspetto, di abiti e di età. Dietro di lui sono degli uomini. Tutti si volgono a guardarlo e se lo indicano bisbigliando. Il sussurro corre da gruppo a gruppo, si riaccende e si spegne. I gruppi più lontani si accostano attirati dalla curiosità.
L’uomo di nobile aspetto raggiunge Gesù, che seduto ai piedi di un albero ascolta degli uomini, e lo saluta profondamente. Gesù si alza subito e risponde con pari rispetto al saluto. I presenti sono tutta attenzione.
«Ero sul monte e forse Tu hai pensato che io non avessi fede perché me ne andavo per tema di un digiuno. Ma io me ne andavo per altro motivo. Volevo essere fratello fra i fratelli, il fratello maggiore. Vorrei dirti il mio pensiero in disparte. Puoi udirmi? Non ti sono nemico, per quanto io sia uno scriba».
«Andiamo un poco lungi…», e se ne vanno in mezzo ai grani.
«Volevo provvedere al cibo dei pellegrini e sono sceso per ordinare di panificare per una moltitudine. Vedi che sono nello spazio legale, poiché questi campi mi appartengono e da qui alla vetta si può fare in sabato. Sarei venuto domani coi servi. Ma ho saputo che Tu sei qui con la folla. Ti prego di permettermi di provvedere nel sabato. Altrimenti troppo mi spiacerebbe avere rinunciato alle tue parole per nulla».
«Per nulla mai, perché il Padre ti avrebbe compensato con le sue luci. Ma Io ti ringrazio e non ti deludo. Solo ti faccio osservare che la folla è molta».
«Ho fatto accendere tutti i forni, anche quelli usati per essiccare derrate, e riuscirò ad avere pane per tutti».
«Non è per questo. Dico per la quantità di pane…».
«Oh! Non mi scomoda. Lo scorso anno ebbi molto grano.
Quest’anno Tu vedi che spighe. Lasciami fare. Sarà la migliore sicurezza sulla mia campagna. E poi, Maestro… Tu mi hai dato un tal pane oggi… Tu sì che sei Pane dello spirito!…».
«Sia allora come tu vuoi. Vieni che lo diremo ai pellegrini».
«No. Tu lo hai detto».
«E sei scriba?».
«Sì. Lo sono».
«Il Signore ti porti dove il tuo cuore merita».
«Comprendo ciò che non dici. Vuoi dire: alla Verità. Perché in noi è molto errore e… e molto malanimo».
«Chi sei?».
«Un figlio di Dio. Prega il Padre per me. Addio».
«La pace sia con te».
175.5
Gesù ritorna lentamente verso i suoi mentre l’uomo se ne va coi suoi servi.
«Chi era? Che voleva? Ti ha detto qualcosa di spiacevole?
Ha malati?». Le domande assalgono Gesù.
«Chi sia non so. Ossia so che è un animo buono e questo mi…».
«È Giovanni lo scriba», dice uno della folla.
«Ebbene, Io lo so ora perché tu lo dici. Egli voleva semplicemente essere il servo di Dio presso i suoi figli. Pregate per lui, perché domani noi tutti mangeremo per sua bontà».
«È un giusto veramente», dice uno.
«Sì. Non so neppure come possa essere amico di altri», commenta un altro.
«Fasciato di scrupoli e di regole come un neonato, ma non è cattivo», termina un terzo.
«Sono i suoi campi questi?», chiedono in molti non della zona.
«Sì. Credo che il lebbroso fosse uno dei suoi servi o contadini. Ma lo sopportava nelle vicinanze, e credo lo sfamasse anche».
La cronaca continua e Gesù se ne astrae chiamando vicino i suoi dodici, ai quali chiede: «Ed ora che vi devo dire per la vostra incredulità? Non ha messo il Padre un pane per noi tutti nelle mani di uno che, per casta, mi è nemico? Oh! uomini di poca fede!… Ma andate fra i soffici fieni e dormite. Io vado a pregare il Padre perché vi apra i cuori e a ringraziarlo per la sua bontà. La pace a voi».
E se ne va alle prime pendici del monte. Là si siede e si raccoglie nella sua orazione. Alzando gli occhi vede il gregge delle stelle che gremiscono il cielo, abbassandoli vede il gregge dei dormienti stesi sui prati. Nient’altro. Ma è tale la gioia che ha nel cuore, che pare trasfigurarsi in luce…
Gesù è sceso dal Monte delle Beatitudini e una folla lo segue. Gli apostoli sono preoccupati di come verranno sfamati. Questo capitolo mostra un caso pratico di fiducia nella Provvidenza e nella bontà del Padre.
Nel frattempo, il sole è tramontato. È l'inizio del riposo sabbatico. Il riposo sabbatico inizia alle 18 del venerdì. Dai corni di Hattin alla pianura, percorsero dai 5 ai 6 km, ovvero circa un'ora e mezza di cammino. Come abbiamo visto nel capitolo precedente, partirono verso le 15.00/15.30. Quindi sono circa le 17.00.
Ho detto loro: "Chi non può credere che domani Dio darà da mangiare ai suoi figli, deve andarsene", ed essi sono rimasti. Dio non rinnegherà il suo Messia e non deluderà coloro che sperano in lui. Cfr. il capitolo precedente. Maria Valtorta nota addirittura che solo una cinquantina di persone se ne andarono in quel momento.
Non vi sono ostile, anche se sono uno scriba. Gli scribi che non sono ostili a Gesù sono rari. Dei 24 membri di questo collegio, solo 5 erano segretamente favorevoli a Gesù. La maggior parte degli altri 19 era ostile o indifferente.
Si vede che sono nello spazio legale perché questi campi mi appartengono, e da qui alla cima è un percorso che si può fare di sabato. Quindi sono proprio all'ingresso della pianura, a circa 1 km dalla cima di Arbel. Le regole pratiche per l'applicazione della distanza del sabato erano e restano complesse. Tuttavia, la condizione di base, stabilita ai tempi di Salomone, rimane il divieto di allontanarsi più di 2.000 cubiti (circa 900 metri) dai limiti della propria proprietà o di una città. Come sottolinea Maria Valtorta, la vetta è l'ultimo limite accettabile per lo scriba.
EMR 175.4 · Volume 3
Maestro… Tu mi hai dato un tal pane oggi… Tu sì che sei Pane dello spirito!…»
EMR 176.1 · Volume 3
La mia forza si nutre di preghiera e la mia gioia di fare ciò che vuole il Padre mio.
EMR 176.1 · Volume 3
« Dillo, e se c’è cosa che si possa fare per sollevarlo noi lo faremo», dice il cugino Giuda.
Pietro parla con Bartolomeo e Filippo, ma non capisco ciò che dicono.
Gesù risponde: «Essere buoni, sforzatevi ad essere buoni e fedeli. Ecco il sollievo. Non ce ne è nessun altro, Pietro. Hai inteso? Deponi il sospetto. Vogliatemi e vogliatevi bene, non vi fate sedurre da chi mi odia, vogliate soprattutto bene alla volontà di Dio».
EMR 176.1 · Volume 3
« Vogliate soprattutto bene alla volontà di Dio».
«Eh! ma se tutto viene da quella, anche i nostri errori verranno da quella!», esclama Tommaso con aria di filosofo.
«Lo credi? Non è così.»
Gesù evita di rispondere a Tommaso, perché poi ne fa un argomento di meditazione per tutti. Spiega questo punto in 176,4-5.
EMR 176.1 · Volume 3
«Sforzatevi ad essere buoni e fedeli. Ecco il sollievo. (...) Vogliatemi e vogliatevi bene, non vi fate sedurre da chi mi odia, vogliate soprattutto bene alla volontà di Dio».
EMR 176.3 · Volume 3
Possiamo pregare e possiamo meritare il Cielo in ogni luogo. Lo meritiamo quando facciamo la volontà del Padre.