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Note del tema

Insegnamenti legati al Magistero della Chiesa

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EMR 10.9

L’Evangelo come mi è stato rivelato

Citazione

I santi si ricordano di Dio. Delle parole udite nella Mente creatrice e che la Bontà risuscita nel loro cuore per innalzarli come aquile nella contemplazione del Vero, nella conoscenza del Tempo.

Parole chiave

EMR 11.3 · Volume 1

L’Evangelo come mi è stato rivelato

Citazione

La stirpe di Davide è troppo percossa e dispersa per permettere che i diversi rami si riuniscano come fronda a far chioma alla palma regale

EMR 13.10

L’Evangelo come mi è stato rivelato

Citazione

13.10 Cosa si legge nel Levitico? “Di’ ad Aronne tuo fratello di non entrare in ogni tempo nel santuario che è dietro al Velo dinanzi al propiziatorio che copre l’Arca, per non morire — ché Io apparirò nella nuvola sopra l’oracolo — se prima non avrà fatto queste cose: offrirà un vitello per il peccato e un montone in olocausto, indosserà la tunica di lino e con brache di lino coprirà la sua nudità”.

E veramente Giuseppe entra, quando Dio vuole e quanto Dio vuole, nel santuario di Dio, oltre il velo che cela l’Arca sulla quale si libra lo Spirito di Dio, e offre sé e offrirà l’Agnello, olocausto per il peccato del mondo e l’espiazione di esso peccato. E questo fa, vestito di lino e con mortificate le membra virili per abolirne il senso, che una volta, al principio dei tempi, ha trionfato ledendo il diritto di Dio sull’uomo, e che ora sarà conculcato nel Figlio, nella Madre e nel padre putativo, per tornare gli uomini alla Grazia e rendere a Dio il suo diritto sull’uomo. Fa questo con la sua castità perpetua.

Dettaglio

Dopo aver dato la visione del fidanzamento di Giuseppe e Maria, Gesù parla del suo padre putativo e dice:

Annotazione

Libro del Levitico

Lev 16, 2-4 : Il Signore disse a Mosè: "Parla a tuo fratello Aronne: non farlo entrare in nessun momento nel santuario, al di là della cortina, davanti al seggio della misericordia sull'Arca. Così non morirà quando apparirò nella nube sopra il seggio della misericordia". Così Aronne entrerà nel santuario: con un toro per l'oblazione e un ariete per l'olocausto. Indosserà una tunica di lino consacrata e una veste di lino intorno alla vita; si cingerà con una fascia di lino e indosserà un turbante di lino. Indosserà queste vesti sacre dopo aver bagnato il suo corpo nell'acqua.

EMR 13.10-11

L’Evangelo come mi è stato rivelato

Citazione

Non vi era Giuseppe sul Golgota? Vi pare non sia fra i corredentori? In verità vi dico che egli ne fu il primo e che grande è perciò agli occhi di Dio. Grande per il sacrificio, la pazienza, la costanza e la fede. Quale fede più grande di questa, che credette senza aver visto i miracoli del Messia?

13.11 Sia lode al mio padre putativo, esempio a voi di ciò che in voi più manca: purezza, fedeltà e perfetto amore. Al magnifico lettore del Libro sigillato, istruito dalla Sapienza a saper comprendere i misteri della Grazia ed eletto a tutelare la Salvezza del mondo contro le insidie di ogni nemico».

EMR 15.3

L’Evangelo come mi è stato rivelato

Citazione

Grazie, benedetta. Ma continua ancora. Ho molto bisogno di salvare la Terra. Di ricomprare la Terra. Le monete siete voi, vittime.

Dettaglio

Gesù ringrazia Maria per il suo olocausto come anima-vittima.

EMR 15.5

L’Evangelo come mi è stato rivelato

Citazione

Non abbiamo cura solo dello spirito, ma sappiamo averne anche per la materia, che non è regina ma ancella utile allo spirito, perché compia la sua missione.

EMR 16

L’Evangelo come mi è stato rivelato

Dettaglio

Titolo del capitolo : L'Annunciazione

Data della visione: mercoledì 8 marzo 1944

Calendario: mercoledì 21 febbraio 5 d.C. (15 Adar I 3756).

Luogo (mappa) : Nazareth

Ciclo: Nascita e infanzia di Gesù Cristo

Sommario: Questo capitolo racconta l'Annunciazione. Maria sta pregando a Nazaret: sta pregando Dio per la venuta del suo Messia. Proprio mentre lo fa, arriva l'arcangelo Gabriele. Tutto avviene come raccontano i Vangeli.

Contenuto del capitolo: 16,1: Maria corre via con il sorriso sulle labbra. 16,2: canta e prega per la venuta del Messia. 16.3: Appare l'arcangelo Gabriele. 16.4: Il dialogo tra Gabriele e Maria.

EMR 16.3-4

L’Evangelo come mi è stato rivelato

Citazione

La tenda palpita più forte, come se qualcuno dietro ad essa ventilasse con qualcosa o la scuotesse per scostarla. E una luce bianca di perla fusa ad argento puro fa più chiare le pareti lievemente gialline, più vivi i colori delle stoffe, più spirituale il volto sollevato di Maria. Nella luce, e senza che la tenda sia scostata sul mistero che si compie — anzi non palpita più, pende ben rigida contro gli stipiti, come fosse parete che isola l’interno dall’esterno — si prosterna l’Arcangelo.

Deve necessariamente assumere aspetto umano. Ma è un aspetto trasumanato. Di quale carne è composta questa figura bellissima e folgorante? Di quale sostanza l’ha materializzata Iddio per renderla sensibile ai sensi della Vergine? Solo Dio può possedere queste sostanze e usarle in tal maniera perfetta. È un volto, è un corpo, sono occhi, bocca, capelli e mani come le nostre. Ma non sono la nostra opaca materia. È una luce che ha preso colore di carne, di occhi, di chioma, di labbra, una luce che si muove e sorride e guarda e parla.

16.4 «Ave, Maria, piena di Grazia, ave!». La voce è un dolce arpeggio come di perle gettate su un metallo prezioso.

Maria trasale e abbassa lo sguardo. E più trasale quando vede la fulgida creatura inginocchiata ad un metro circa di distanza da Lei e che, con le mani incrociate sul petto, la guarda con una venerazione infinita.

Maria balza in piedi e si stringe alla parete. Diviene pallida e rossa alternativamente. Il suo viso esprime stupore e sgomento. Si stringe inconsciamente le mani sul seno nascondendole sotto le larghe maniche, si curva quasi per nascondere il più possibile il suo corpo. Un atto di pudore soave.

«No. Non temere. Il Signore è teco! Tu sei benedetta fra tutte le donne».

Ma Maria continua a temere. Da dove è venuto quell’essere straordinario? È un messo di Dio o dell’Ingannatore?

«Non temere, Maria!», ripete l’Arcangelo. «Io sono Gabriele, l’Angelo di Dio. Il mio Signore mi ha mandato a te. Non temere, perché tu hai trovato grazia presso Dio. Ed ora tu concepirai nel seno e partorirai un Figlio e gli porrai nome “Gesù”. Questi sarà grande, sarà chiamato Figlio dell’Altissimo (e tale sarà in vero) e il Signore Iddio gli darà il trono di Davide suo padre e regnerà in eterno sulla casa di Giacobbe, e il suo Regno non avrà mai fine. Comprendi, o santa Vergine amata dal Signore, Figlia benedetta di Lui, chiamata ad esser Madre del suo Figlio, quale Figlio tu genererai».

«Come può avvenire questo se io non conosco uomo? Forse che il Signore Iddio più non accoglie l’offerta della sua serva e non mi vuole vergine per amor di Lui?».

«Non per opera di uomo sarai Madre, o Maria. Tu sei l’eterna Vergine, la Santa di Dio. Lo Spirito Santo scenderà in te e la potenza dell’Altissimo ti adombrerà. Perciò Santo si chiamerà Colui che nascerà da te, e Figlio di Dio. Tutto può il Signore Iddio nostro. Elisabetta, la sterile, nella sua vecchiaia ha concepito un figlio che sarà il Profeta del tuo Figlio, colui che ne prepara le vie. Il Signore ha levato a questa il suo obbrobrio, e la sua memoria resterà nelle genti congiunta al nome tuo, come il nome della sua creatura a quello del tuo Santo, e fino alla fine dei secoli le genti vi chiameranno beate per la Grazia del Signore venuta a voi ed a te specialmente; venuta alle genti per mezzo tuo. Elisabetta è nel suo sesto mese ed il suo peso la solleva al gaudio, e più la solleverà quando conoscerà la tua gioia. Nulla è impossibile a Dio, Maria, piena di Grazia. Che devo dire al mio Signore? Non ti turbi pensiero di sorta. Egli tutelerà gli interessi tuoi se a Lui ti affidi. Il mondo, il Cielo, l’Eterno attendono la tua parola!».

Maria, incrociando a sua volta le mani sul petto e curvandosi in un profondo inchino, dice: «Ecco l’ancella di Dio. Si faccia di me secondo la sua parola».

L’Angelo sfavilla nella gioia. Adora, poiché certo egli vede lo Spirito di Dio abbassarsi sulla Vergine curva nell’adesione, e poi scompare senza smuover tenda, ma lasciandola ben tirata sul Mistero santo.