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Note della parola chiave

I miracoli degli apostoli

Tema: Bibbia, tradizione e testi sacri - Antico e Nuovo Testamento

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EMR 72.3-6

L’Evangelo come mi è stato rivelato

Citazione

72.3 Mi rattrista solo constatare quanto l’uomo è corrotto da Satana, che gli travia il pensiero. Tutti, sapete? Tutti avete il pensiero turbato da lui! Ma verrà, oh! verrà il giorno in cui avrete in voi la Forza di Dio, la Grazia; avrete la Sapienza col suo Spirito… Allora avrete tutto per giudicare giustamente».

«E giudicheremo tutti giustamente?».

«No, Giuda».

«Ma parli per noi, discepoli, o per tutti gli uomini?».

«Parlo alludendo prima a voi, poi agli altri tutti. Quando sarà l’ora, il Maestro creerà i suoi operai e li manderà per il mondo…».

«Non lo fai già?».

«Per ora non vi uso che per dire: “C’è il Messia. Venite a Lui”. Allora vi farò capaci di predicare in mio nome, di compiere miracoli in mio nome…».

«Oh! anche miracoli?».

«Sì, sui corpi e sulle anime».

«Oh! come saremo ammirati, allora!». Giuda è gongolante a quest’idea.

72.4 «Non saremo più col Maestro allora, però… e io avrò sempre paura di fare quel che è da Dio con capacità di uomo», dice Giovanni e guarda Gesù pensierosamente e un poco triste anche.

«Giovanni, se il Maestro permette, vorrei dirti il mio pensiero», dice Simone.

«Dillo a Giovanni, desidero che vi consigliate a vicenda».

«Sai già che è un consiglio?».

Gesù sorride e tace.

«Ebbene, allora io ti dico, Giovanni, che non devi, non dobbiamo temere. Appoggiamoci alla sua sapienza di Maestro santo e alla sua promessa. Se Egli dice: “Vi manderò”, segno è che sa di poterci mandare senza che noi si nuoccia a Lui e a noi, ossia alla causa di Dio, che tutti abbiamo cara come sposa testé sposata. Se Egli ci promette di vestire la nostra miseria intellettuale e spirituale con i fulgori della potenza che il Padre gli dà per noi, dobbiamo esser certi che lo farà e noi potremo, non per noi, ma per sua misericordia. Certamente però tutto questo avverrà se noi non metteremo orgoglio, desiderio umano nel nostro operare. Io penso che se corromperemo la nostra missione, che è tutta spirituale, con elementi che sono terrestri, allora verrà meno anche la promessa del Cristo. Non per incapacità sua, ma perché noi strozzeremo questa capacità col laccio della superbia.

72.5 Non so se mi spiego bene».

«Ti spieghi molto bene. Ho avuto torto io. Ma sai… penso che, in fondo, desiderare di essere ammirati come discepoli del Messia, tanto suoi da aver meritato di fare ciò che Lui fa, sia desiderio di aumentare ancora la potente figura del Cristo presso le genti. Lode al Maestro che ha tali discepoli, ecco ciò che voglio dire io», gli risponde Giuda.

«Non è tutto errore nel tuo dire. Ma… vedi, Giuda. Io vengo da una casta che è perseguitata per… per avere male capito cosa e come deve essere il Messia. Sì. Se noi lo avessimo atteso con giusta visione del suo essere, non avremmo potuto cadere in errori che sono bestemmia alla Verità e ribellione alla legge di Roma, per cui e da Dio e da Roma fummo puniti. Abbiamo voluto nel Cristo vedere un conquistatore e un liberatore d’Israele, un Maccabeo novello, e più grande del grande Giuda… Questo solo. E perché? Perché, più degli interessi di Dio, abbiamo curato gli interessi nostri: della patria e dei cittadini. Oh! santo anche l’interesse della patria. Ma che è davanti al Cielo eterno? Quanto — nelle lunghe ore di persecuzione prima e di segregazione poi, quando fuggiasco mi nascondevo nelle tane delle bestie selvatiche, condividendo con esse letto e cibo, per sfuggire alla forza romana e soprattutto alle delazioni dei falsi amici; oppure quando, attendendo la morte, già gustavo l’odore del sepolcro nella mia spelonca di lebbroso — ho pensato e ho visto: ho visto la figura vera del Messia… la tua, Maestro umile e buono, la tua, Maestro e Re dello spirito, la tua, o Cristo, Figlio del Padre che al Padre conduci, e non alle regge di polvere, non alle deità di fango. Tu… oh! mi è facile seguirti… Perché, perdona il mio ardire che si proclama giusto, perché ti vedo come ti ho pensato, ti riconosco, subito ti ho riconosciuto. Sì, non è stato un conoscimento di Te, ma un riconoscere Uno che già l’anima aveva conosciuto…».

«Per questo ti ho chiamato… e per questo ti porto con Me, ora, in questo mio primo viaggio in Giudea.

72.6 Voglio che tu completi il riconoscimento… e voglio che anche questi, che l’età fa meno capaci di giungere al vero per meditazione severa, sappiano come il loro Maestro è giunto a quest’ora… Capirete poi.»