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Note del tema

Regione della Galilea

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Comfort di lettura

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EMR 174.11 · Volume 3

L’Evangelo come mi è stato rivelato

Citazione

Gesù in piedi su un masso parla a molta folla. Il luogo è alpestre. Una collina solitaria, fra due valli. La collina ha la vetta in forma di giogo, anzi, è più chiaro, in forma di gobba di cammello, di modo che a pochi metri dalla cima ha un naturale anfiteatro in cui la voce rimbomba netta come in una sala da concerti, molto ben costruita. La collina è tutta in fiore. Deve esser buona stagione. Le messi delle pianure tendono ad imbiondire e a farsi pronte per la falce. A nord un alto monte splende col suo nevaio al sole. Immediatamente sotto, ad oriente, il mare di Galilea pare uno specchio spezzato in innumeri scaglie di cui ognuna è uno zaffiro acceso dal sole. Abbacina col suo tremolio azzurro e oro, su cui non si riflette che qualche nuvola fioccosa che veleggia in un cielo purissimo e l’ombra fuggente di qualche vela. Oltre il lago di Genezaret vi è un lontanare di pianure che, per una lieve nebbia terra a terra, forse vaporare di rugiade – perché deve essere ancor mattina e in sulle prime ore, dato che l’erba montana ha ancora qualche diamante rugiadoso sperso fra i suoi steli – paiono continuare il lago, ma con tinte quasi d’opale venato di verde, e oltre ancora una catena montana dalla costa molto capricciosa che fa pensare ad un disegno di nuvole sul cielo sereno.

EMR 174.15 · Volume 3

L’Evangelo come mi è stato rivelato

Citazione

Gesù riprende: «Voi siete sdegnati dell’avvenuto. Sono due giorni che il nostro rifugio, ben alto sul fango, è turbato dal sibilo di Satana. Non è più dunque un rifugio e noi lo lasceremo. Ma voglio ultimarvi questo codice del “più perfetto” in quest’ampiezza di luci e di orizzonti. Qui realmente Dio appare nella sua maestà di Creatore, e vedendo le sue meraviglie noi possiamo giungere a credere fermamente che il Padrone è Lui e non Satana. Non potrebbe il Maligno creare neppure uno stelo d’erba. Ma Dio tutto può. Questo ci conforti. Ma voi siete tutti al sole ormai. E ciò vi nuoce. Spargetevi allora su per le pendici. Vi è ombra e frescura. Prendete il vostro pasto, se volete. Io vi parlerò sullo stesso argomento. Molti motivi hanno protratto l’ora. Ma non vi rincresca di ciò. Qui siete con Dio».

La folla grida: «Sì, sì. Con Te», e si sposta sotto i boschetti sparsi sul lato orientale, di modo che la parete e le frasche fanno riparo al sole già troppo caldo.

Dettaglio

Maria Maddalena interruppe spudoratamente uno dei discorsi di Gesù. Era una grande peccatrice e Cristo riprese a parlare.

Annotazione

Da due giorni il nostro rifugio sopra il fango è disturbato dai fischi di Satana. Ieri era l'interruzione di uno scriba, oggi è Maria Maddalena.

Sparpagliati sui pendii. C'è ombra e fresco. Consistente: è quasi mezzogiorno, il sole è a sud. I pendii all'interno de "la selle des cornes d'Hattin" sono ora al sole. I pendii a nord-est cominciano a essere in ombra.

EMR 174.22 · Volume 3

L’Evangelo come mi è stato rivelato

Citazione

«Ho finito. Ora Io scendo verso il lago e vi benedico nel nome di Dio uno e trino. La mia pace sia con voi».

Ma la folla urla: «Veniamo con Te. Lasciaci venire! Nessuno ha le tue parole!». E si dànno a seguire Gesù, che scende non dalla parte presa nel salire ma da quella opposta e che va in direzione diretta di Cafarnao.

La discesa è più ripida, ma è molto più svelta, e presto giungono ai piedi del monte che si adagia in una pianura verde e fiorita.

EMR 175

L’Evangelo come mi è stato rivelato

Dettaglio

Titolo del capitolo : Il lebbroso guarito ai piedi della montagna. La generosità dello scriba Giovanni.

Data della visione: mercoledì 30 maggio 1945

Calendario: venerdì 18 febbraio 28 (5 Adar)

Luogo (mappa) :Corni di Hattin

Ciclo: Discorso della montagna

Sommario: Un lebbroso si avvicina alla folla e a Gesù mentre scendono dalla montagna. La folla è terrorizzata, ma Gesù la tranquillizza e il malato implora Cristo di avere pietà. Egli lo guarisce e, poiché il povero non ha nulla, la folla gli offre alcuni dei propri beni: sandali, mantello... L'uomo miracolato va poi a presentarsi al sacerdote e Gesù gli chiede di non dire al sacerdote che è stato lui a guarirlo.

Inizia il sabato e gli apostoli sono preoccupati perché non hanno nulla da dare da mangiare alla folla. Ma Gesù è calmo e fiducioso e assicura loro che il Padre non mancherà di aiutare il suo Messia. Lo scriba Giovanni viene a trovare il Maestro e gli dice che il giorno prima era uscito per preparare il pane per la folla. Il Signore accettò il suo dono e Giovanni si ritirò senza dirgli chi era. Fu qualcuno della folla a darglielo più tardi. Terminata la conversazione con la gente, Gesù prende in disparte i Dodici e li rimprovera per la loro mancanza di fede. Poi va a pregare il Padre per ringraziarlo della sua bontà.

Contenuto del capitolo: 175,1: Guarigione di un lebbroso perso tra i fiori. 175.2: La folla mostra carità verso il lebbroso. 175.3: cala la sera e la folla rimasta non ha più di che mangiare. 175.4: Lo scriba Giovanni si offre di sfamare la folla da solo. 175.5: Gesù rimprovera gli apostoli per la loro incredulità e si ritira a pregare.

Edizione precedente: Volume 3, capitolo 35

EMR 176

L’Evangelo come mi è stato rivelato

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Titolo del capitolo : Durante la pausa del sabato, l'ultimo Discorso della Montagna: amare la volontà di Dio.

Data della visione: venerdì 1 giugno 1945

Calendario: sabato 19 febbraio 28

Luogo (mappa) : Piana di Gennesaret (vicino ai Corni di Hattin)

Ciclo: Discorso della montagna

Riassunto: Gesù è andato a pregare e gli apostoli lo raggiungono. Quando lo interrogano, il Maestro dice loro che la sua forza è alimentata dalla preghiera e che ha pregato per Giovanni e per i discepoli del Precursore. I suoi amici volevano consolarlo, perché Gesù era angosciato, ed egli chiese loro di amarlo, e soprattutto di amare la volontà di Dio. Tommaso fa notare che se tutto viene da lei, gli errori stessi verranno da lei, e Gesù risponde che non è così. Ma vanno incontro a Giovanni, lo scriba, che sta sfamando la folla e poi, su sua richiesta, parla alla gente presente.

Dopo aver dichiarato che è giusto santificare il sabato, Gesù sottolinea che tutta la creazione può essere un luogo di preghiera. Poi torna sull'osservazione di Tommaso e dichiara che un padre non può volere che il figlio sbagli e sia colpevole. Se il padre è giusto e indica il bene da seguire e il male da evitare, non è responsabile se i figli non lo ascoltano e sbagliano. Così è per Dio, che consiglia ma non obbliga. Chi conosce la volontà di Dio, ma agisce in modo contrario, non fa ciò che il Padre desidera.

Gesù torna poi sul Regno di Dio e afferma che non tutti vi entreranno. Non tutti quelli che dicono "Signore! Signore!" che entreranno nel Regno dei Cieli, e per dare seguito alle sue parole, Cristo parla della fine del mondo. Egli sarà allora un Giudice, che raccoglierà le pecore intrise di verità, quelle che hanno mescolato verità ed errore e quelle che hanno volontariamente voluto l'errore. E quando gli si dirà: "Ma Signore, non abbiamo forse profetizzato e agito nel tuo nome?", egli risponderà che hanno osato tornare al suo nome per apparire santi, ma che in realtà sono stati satanici. I suoi veri servitori non sono così, ma portano Dio alle anime e fanno la volontà del Padre, essendo umili, miti, pacifici e ordinati. Perciò manderà via questi servi dell'iniquità.

Il suo discorso termina, con Giovanni lo scriba al suo fianco, e il ciclo sul monte è quindi concluso.

Capitolo contenuto: 176,1: Gesù pregò tutta la notte per i suoi discepoli... e per se stesso. 176,2: I bambini gli svolazzano intorno. Arriva lo scriba Giovanni con il suo cibo. 176.3: La creazione è anche un luogo di preghiera dove possiamo lodare Dio. 176.4: Non sono quelli che mi dicono: "Signore! Signore!" entreranno nel Regno dei Cieli, ma quelli che fanno la volontà del Padre mio. 176.5: Verrà il giorno in cui sarò giudice. 176.6 : Il ciclo del Discorso della montagna è terminato.

Edizione precedente: Volume 3, capitolo 36

EMR 176.3 · Volume 3

L’Evangelo come mi è stato rivelato

Citazione

Con più ragione santo è questo luogo che coi colori, coi profumi, con la purezza dell’aria, la ricchezza dei grani, le perle delle rugiade, parla di Dio Padre e Creatore, e dice: “Credo. E voi vogliate credere perché noi testimoniamo Iddio”. Sia dunque la sinagoga di questo sabato, e leggiamovi le pagine eterne sopra le corolle e le spighe, avendo a lampada sacra il sole.

Vi ho nominato Daniele. Vi ho detto: “Sia questo luogo la nostra sinagoga”. Ciò richiama il gioioso “benedicite” dei tre santi fanciulli fra le fiamme della fornace: “Cieli ed acque, rugiade e brine, ghiacci e nevi, fuochi e colori, luci e tenebre, folgori e nuvole, monti e colline, tutte le cose germinate, uccelli, pesci e bestie, lodate e benedite il Signore, insieme agli uomini di umile e santo cuore”. Questo il riassunto del cantico santo che tanto insegna agli umili e santi. Possiamo pregare e possiamo meritare il Cielo in ogni luogo. Lo meritiamo quando facciamo la volontà del Padre.

Dettaglio

Gesù parla del fatto che "tutta la creazione può essere un luogo di preghiera se la creatura sa renderla tale innalzando la sua anima al Padre" e torna ai Corni di Hattin.

EMR 177

L’Evangelo come mi è stato rivelato

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Titolo del capitolo : La guarigione del servo del centurione.

Data della visione: sabato 2 giugno 1945.

Calendario: domenica 20 febbraio 28 (7 Adar I 3788).

Luogo (mappa): Cafarnao

Ciclo: Apostolato in Galilea

Riassunto: Gesù arriva a Cafarnao e incontra il centurione romano. Il romano gli chiede di guarirlo, ma ha una fede tale che Gesù può, secondo lui, guarirlo a distanza. I notabili di Cafarnao chiedono al Maestro di esaudire la sua richiesta e Gesù ripete l'offerta di andare a casa sua. Il centurione confessò che se avesse detto una sola parola, il suo servo sarebbe stato guarito. Tutto accadde come egli aveva desiderato: Gesù compì il miracolo e dichiarò ai Giudei che tutte le nazioni sarebbero venute a lui, come aveva profetizzato Isaia. Meglio ancora, i pagani avrebbero superato Israele. Gesù partì quindi per la sua casa di Cafarnao.

Capitolo contenuto: 177,1: Il centurione romano si avvicina a Gesù, che ha sentito predicare. 177,2: chiede la guarigione di un servo. 177,3: I notabili del luogo apprezzano questo romano. Gesù guarisce il servo da lontano. 177,4: Discorso: verranno le nazioni. 177,5: Qualcuno va dal centurione per verificare la guarigione.

Edizione precedente: Volume 3, capitolo 37

EMR 178

L’Evangelo come mi è stato rivelato

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Titolo del capitolo: Tre uomini che vogliono seguire Gesù.

Data della visione: Domenica 3 giugno 1945

Calendario: lunedì 21 febbraio 28 (8 Adar I 3788) secondo maria-valtorta.org o mercoledì 1 marzo 28 secondo Valtorta.fr

Luogo (mappa) :Cafarnao

Ciclo: Apostolato in Galilea

Sommario: Gesù si dirige con difficoltà verso la riva del lago di Tiberiade, perché la folla lo trattiene. Ma Cristo è di tutti e molti devono averlo. Così promette che tornerà. Quando raggiunge la barca di Pietro, tre uomini lo avvicinano. Il primo, poiché era stato conquistato dalle parole del Signore, promise di seguirlo. Gli chiese quale strada intendesse percorrere e non si accontentò della prima risposta di Gesù, che gli disse che avrebbe preso la strada del Paradiso. Quando chiede in quali case si fermerà, Gesù risponde che il Figlio dell'uomo non ha dove posare il capo, e l'uomo capisce che la sua casa è ovunque. Il Maestro ci ricorda allora che dobbiamo essere sacrificali, obbedienti, caritatevoli con tutti e curare le ferite dei nostri fratelli e sorelle, senza allontanarci da loro perché sono nel fango. Il suo interlocutore gli chiede di provare a seguire il suo cammino e Gesù lo incoraggia a farlo.

Il secondo uomo viene sfidato dal Salvatore. Cristo lo esorta a seguirlo, ma Elia ha perso il padre e Gesù gli dice di "lasciare che i morti seppelliscano i loro morti". Egli insegna che la mutilazione degli affetti può servire a mettere le ali al servo di Dio. Mentre l'uomo riflette, fa pregare ad alta voce un bambino e il giovane si decide. Gesù lo sostiene nei suoi sforzi.

Infine, un terzo bambino gli chiede di seguirlo dopo aver salutato i genitori. Ma c'è ancora troppa umanità in lui. Deve sradicare le radici ancora troppo profonde dell'umanità e, se non ci riesce, deve estirparle. Perché per essere discepoli bisogna essere totalmente liberi nello spirito, e Dio è esigente. Quindi bisogna saper portare la propria croce e mettere mano all'aratro senza voltarsi indietro. Gesù invita il discepolo a lavorare su se stesso prima di seguirlo. Poi il Maestro sale sulla barca di Pietro.

Contenuti del capitolo: 178.1: Gesù cammina a fatica tra la folla fino alla riva. 178.2: Uno scriba che esita a seguire Gesù risponde: Le volpi hanno le loro tane, ma il Figlio dell'uomo non ha dove posare il capo. 178.3: Un giovane si decide a lasciare che i morti seppelliscano i morti. 178.4: Un terzo uomo verrà più tardi: Nessuno che abbia messo mano all'aratro può guardare indietro a ciò che ha lasciato.

Edizione precedente: Tomo 3, capitolo 38

EMR 179

L’Evangelo come mi è stato rivelato

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Titolo del capitolo : La parabola del seminatore. A Chorazen con Elia, il nuovo discepolo.

Data della visione: lunedì 4 giugno 1945

Calendario: lunedì 21 febbraio 28 (8 Adar I 3788) secondo maria-valtorta.org o mercoledì 1 marzo 28 secondo Valtorta.fr

Luogo (mappa):Betsaida poi Chorazeïn. Gesù torna a Betsaida, a casa di Pietro.

Ciclo: Apostolato in Galilea

Sommario: Gesù fa un piccolo dettato per spiegare perché la città non sembra più essere sulle rive del lago ma nell'entroterra. Ciò si spiega con i venti secoli di depositi alluvionali portati dal fiume e con i detriti scesi dalle colline di Betsaida. Poi inizia la visione e Maria vede Gesù e i Dodici sbarcare a Betsaida. Vanno a casa sua a Betsaida, che non è la casa della suocera a Cafarnao. C'è anche Porfidia.

Pietro è molto contento, ma molto scontroso, perché chiedono del Maestro e l'apostolo vorrebbe averlo tutto per sé. Alla fine confessa che gli sembra di non aver conservato nulla degli insegnamenti di Gesù. Quando lo ascolta, capisce tutto, ma dopo non ricorda nulla e pensa con terrore al momento in cui Cristo li lascerà. Gli altri apostoli lo appoggiano. Gesù testimonia poi che un giorno, ogni parola ha piantato un seme. Poco dopo, evoca persino la futura Pentecoste e lo Spirito eterno. Nel frattempo, chiede al gruppo apostolico di approfittare del loro momento privato per interrogarlo, in modo da poter spiegare loro la sua Parola. Poi si congeda, saluta Porfirio e va a parlare con coloro che lo stanno aspettando.

Gesù torna poi brevemente sui tre uomini che si erano avvicinati a lui, nella EMV 178, dicendo che chi aveva il cuore veramente preparato era colui che aveva perso il padre. L'eroismo spiega una forte preparazione spirituale: i più preparati, di qualsiasi casta o cultura, si avvicinano al Salvatore con assoluta disponibilità e fede; i meno preparati osservano Cristo come qualcosa di fuori dal comune; altri ancora lo denigrano con varie accuse. Il popolo eletto dovrebbe accogliere il Messia, poiché è stato preparato dai profeti e poiché vede i miracoli del Redentore. Ma, purtroppo, lo combattono e alla fine sono i pagani ad accoglierlo. Perché gli israeliti sono saturi della propria sapienza e non sanno accogliere la sapienza di Cristo, accettando ciò che è necessario. Gli altri non hanno ancore, ma solo fardelli di errore e di peccato, che abbandonano volentieri. Per spiegare i diversi frutti dello stesso lavoro, Gesù fa la parabola del seminatore raccontata nel Vangelo.

Gesù poi se ne andò con Pietro. Poi parla con Elia di Cafarnao, l'uomo il cui padre non era stato sepolto. Elia gli dice che sua madre sta piangendo per il marito e Gesù decide di andare a Chorazen, dove si trova la famiglia del suo nuovo discepolo. Passando di lì, va a trovare Isacco l'Adulto, che aveva predicato Gesù a Elia, e il Signore lo ringrazia per il suo apostolato. Poi esorta i fratelli di Elia a fare pace con il loro fratello minore e la madre aiuta il Signore a farlo. Poi tutti se ne andarono e il giovane seguì il suo Salvatore.

Contenuto del capitolo: 179,1: Commento di Gesù: Situazione a Betsaida in quel momento. 179,2: Arrivo a casa di Pietro, che si rammarica di non avere Gesù per sé. 179,3: Si lamenta di ascoltare volentieri ciò che Gesù dice, ma di non trattenere nulla. 179.4: Salendo su una barca, Gesù commenta alla folla i diversi modi in cui sono stati accolti coloro che volevano seguirlo. 179.5: La parabola del seminatore: il seme caduto su un terreno buono. 179.6: Il seme caduto su altri tipi di terreno. 179.7: Gesù cammina verso la famiglia in lutto del nuovo discepolo, a Chorazeïn. 179.8: Gesù ringrazia Isacco di Chorazeïn che informa Elia che sua madre ha capito la sua partenza. 179,9: Gesù prega sulla tomba del padre di Elia. Giustifica il comportamento di Elia che torna con lui a Betsaida.

Vecchia edizione: Volume 3, capitolo 39

EMR 179.1 · Volume 3

L’Evangelo come mi è stato rivelato

Citazione

Mi dice Gesù mostrandomi il corso del Giordano, meglio, lo sbocco del Giordano nel lago di Tiberiade, là dove è stesa la città di Betsaida sulla riva destra del fiume, rispetto a chi guarda il nord: «Ora la città non sembra più sulle rive del lago, ma un poco in dentro nel retroterra. E ciò sconcerta gli studiosi. La spiegazione si deve cercare nell’interramento del lago da questa parte, dovuto a venti secoli di terriccio depositato dal fiume e ad alluvioni e frane scese dai colli di Betsaida. Allora la città era proprio all’imbocco del fiume nel lago, e anzi le barche più piccole, e nelle stagioni più ricche d’acque, risalivano per un buon tratto, fino a quasi l’altezza di Corozim, il fiume stesso, che serviva però sempre da porto e ricovero sulle sue rive alle barche di Betsaida nei giorni di burrasca del lago. Questo non per te, alla quale poco importa, ma per i dottori difficili. E ora va’ avanti».