EMR 48.3-4
L’Evangelo come mi è stato rivelato
Citazione
48.3 È proprio Lui. Se sentissi che parole!… Siamo stati con Lui tutto il giorno e la notte sino a tardi. Ora siamo venuti a dirvi: “Venite”».
«È proprio Lui? Ne sei certo? Lo abbiamo appena visto allora, quando ce lo indicò il Battista».
«È Lui. Non lo ha negato».
«Chiunque può dire ciò che gli fa comodo per imporsi ai creduloni. Non è la prima volta…», borbotta Pietro malcontento.
«Oh! Simone! Non dire così! È il Messia! Sa tutto! Ti sente!». Giovanni è addolorato e costernato dalle parole di Simon Pietro.
«Già! Il Messia! E si mostra proprio a te, a Giacomo e ad Andrea! Tre poveri ignoranti! Vorrà ben altro il Messia! E mi sente! Ma, povero ragazzo! I primi soli di primavera ti hanno fatto male. Via, vieni a lavorare. Sarà meglio. E lascia le favole».
«È il Messia, ti dico. Giovanni diceva cose sante, ma questo parla da Dio. Non può, chi non è il Cristo, dire simili parole».
48.4 «Simone, io non sono un ragazzo. Ho i miei anni e sono calmo e riflessivo. Lo sai. Poco ho parlato, ma ho molto ascoltato in queste ore che siamo stati con l’Agnello di Dio, e ti dico che veramente non può essere che il Messia. Perché non credere? Perché non volerlo credere? Tu lo puoi fare, perché non lo hai ascoltato. Ma io credo. Siamo poveri e ignoranti? Egli ben dice che è venuto per annunciare la Buona Novella del Regno di Dio, del Regno di Pace ai poveri, agli umili, ai piccoli prima che ai grandi. Ha detto: “I grandi hanno già le loro delizie. Non invidiabili delizie rispetto a quelle che Io vengo a portare. I grandi hanno già modo di giungere a comprendere per sola forza di coltura. Ma Io vengo ai ‘piccoli’ di Israele e del mondo, a coloro che piangono e sperano, a coloro che cercano la Luce ed hanno fame della vera Manna, né vien dai dotti data a loro luce e cibo, ma solo pesi, oscurità, catene e sprezzo. E chiamo i ‘piccoli’. Io sono venuto a capovolgere il mondo. Perché abbasserò ciò che ora è in alto tenuto ed alzerò ciò che ora è sprezzato. Chi vuole verità e pace, chi vuole vita eterna venga a Me. Chi ama la Luce venga. Io sono la Luce del mondo”. Non ha detto così, Giovanni?». Giacomo ha parlato con pacata ma commossa maniera.
«Sì. E ha detto: “Il mondo non mi amerà. Il gran mondo, perché si è corrotto con vizi e idolatrici commerci. Il mondo anzi non mi vorrà. Perché, figlio della Tenebra, non ama la Luce. Ma la Terra non è fatta solo del gran mondo. Vi sono in essa coloro che, pur essendo mischiati nel mondo, del mondo non sono. Vi sono alcuni che sono del mondo perché vi sono stati imprigionati come pesci nella rete”, ha detto proprio così, perché parlavamo sulla riva del lago ed Egli accennava a delle reti che venivano trascinate a riva coi loro pesci. Ha detto, anzi: “Vedete. Nessuno di quei pesci voleva cadere nella rete. Anche gli uomini, intenzionalmente, non vorrebbero cadere preda di Mammona. Neppure i più malvagi, perché questi, per la superbia che li accieca, non credono di non avere diritto di fare ciò che fanno. Il loro vero peccato è la superbia. Su esso nascono tutti gli altri. Ma coloro, poi, che non sono completamente malvagi, ancor più non vorrebbero essere di Mammona. Ma vi cascano per leggerezza e per un peso che li trascina in fondo, e che è la colpa d’Adamo. Io sono venuto a levare quella colpa e a dare, in attesa dell’ora della Redenzione, una tale forza, a chi crederà in Me, capace di liberarli dal laccio che li tiene e renderli liberi di seguire Me, Luce del mondo”».
Dettaglio
Giacomo e Giovanni di Zebedeo sono vicini a Pietro e Andrea e annunciano il Messia. Non è una vera e propria predicazione, ma un po' c'è...
Giovanni prende la parola, parla di Gesù e dice: