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Tema: Attributi di Gesù Cristo · Pagina 1 di 2

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EMR 1.3 · Volume 1

L’Evangelo come mi è stato rivelato

Citazione

Anche Eva era stata creata senza macchia. Ma spontaneamente volle corrompersi. Maria, vissuta in un mondo corrotto — Eva era invece in un mondo puro — non volle ledere il suo candore neppure con un pensiero volto al peccato. Conobbe che il peccato esiste. Ne vide i volti diversi e orribili. Tutti li vide. Anche il più orrendo: il deicidio. Ma li conobbe per espiarli e per essere, in eterno, Colei che ha pietà dei peccatori e prega per la loro redenzione.

EMR 4.5-7

L’Evangelo come mi è stato rivelato

Citazione

4.5Dice Gesù:

«La Sapienza, dopo averli illuminati coi sogni della notte, scese, Essa, “vapore[10] della virtù di Dio, certa emanazione della gloria dell’Onnipotente”, e divenne Parola per la sterile. Colui che ormai vedeva prossimo il suo tempo di redimere, Io, il Cristo, nipote di Anna, quasi cinquant’anni dopo, mediante la Parola, opererà miracoli sulle sterili e le malate, sulle ossesse, sulle desolate, su tutte le miserie della Terra.

Ma intanto, per la gioia di avere una Madre, ecco che mormoro arcana Parola nell’ombra del Tempio che conteneva le speranze d’Israele, del Tempio ormai al limitare della sua vita, perché nuovo e vero Tempio, non più contenente speranze di un popolo, ma certezza di Paradiso per il popolo di tutta la Terra, e per i secoli dei secoli sino alla fine del mondo, sta per essere sulla Terra. E questa Parola opera il miracolo di render fecondo ciò che infecondo era. E di darmi una Madre, la quale non ebbe soltanto ottimo naturale, come era sorte lo avesse nascendo da due santi; e, non avendo soltanto un’anima buona come molti ancor l’hanno, non avendo soltanto continuo accrescimento di questa bontà per il suo buon volere, non avendo soltanto un corpo immacolato, ebbe, unica fra le creature, immacolato lo spirito.

4.6Tu hai visto[11] la generazione continua delle anime da Dio.

Ora pensa quale dovette esser la bellezza di quest’anima che il Padre aveva vagheggiata da prima che il tempo fosse, di quest’anima che costituiva le delizie della Trinità, la quale Trinità ardeva di ornarla dei suoi doni per farne dono a Se stessa. O Tutta Santa, che Dio creò per Sé e poi per salute agli uomini! Portatrice del Salvatore, la prima salvezza tu fosti. Vivente Paradiso, hai col tuo sorriso cominciato a santificare la Terra.

L’anima creata per esser anima della Madre di Dio! Quando, da un più vivo palpito del Trino Amore, scaturì questa scintilla vitale, ne giubilarono gli angeli, ché luce più viva mai aveva visto il Paradiso. Come petalo di empirea rosa, un petalo immateriale e prezioso che era gemma e fiamma, che era alito di Dio[12] che scendeva ad animare una carne ben diversamente che per le altre, che scendeva tanto potente nel suo fuoco che la Colpa non poté contaminarla, essa valicò gli spazi e si chiuse in un seno santo.

La Terra aveva, e non lo sapeva ancora, il suo Fiore. Il vero, unico Fiore che fiorisce eterno: giglio e rosa, mammola e gelsomino, elianto e ciclamino insieme fusi, e con essi tutti i fiori della terra in un Fiore solo, Maria, nella quale ogni virtù e grazia si aduna.

Nell’aprile la terra di Palestina pareva un enorme giardino, e fragranze e colori davano delizia al cuore degli uomini. Ma ancora ignota era la più bella Rosa. Ella era già fiorente a Dio nel secreto dell’alvo materno, poiché mia Madre amò da quando fu concepita, ma solo quando la vite dà il suo sangue per farne vino, e l’odor dei mosti, zuccherino e forte, empie le aie e le nari, Ella avrebbe sorriso prima a Dio e poi al mondo, dicendo col suo superinnocente sorriso: “Ecco, la Vite che vi darà il Grappolo da esser premuto nello strettoio per divenire Medicina eterna al vostro male, è fra voi”.

Ho detto: “Maria amò da quando fu concepita”. Cosa è che dà allo spirito luce e conoscenza? La Grazia. Cosa è che leva la Grazia? Il peccato d’origine e il peccato mortale. Maria, la Senza Macchia, non fu mai priva del ricordo di Dio, della sua vicinanza, del suo amore, della sua luce, della sua sapienza. Ella poté perciò comprendere e amare quando non era che una carne che si condensava intorno ad un’anima immacolata che continuava ad amare.

4.7Più avanti ti farò contemplare mentalmente la profondità delle verginità in Maria. Ne avrai una vertigine celeste come quando ti ho fatto considerare la nostra eternità. Intanto considera come il portare in seno una creatura esente dalla Macchia, che priva di Dio, dia alla madre, che pure l’ha concepita naturalmente, umanamente, una intelligenza superiore e ne faccia un profeta. Il profeta della figlia sua, che ella chiama: “Figlia di Dio”. E pensa cosa sarebbe stato se dai Primigenitori innocenti fossero nati innocenti figli, come Dio voleva.

Questo, o uomini che dite di avviarvi al “superuomo”, e coi vostri vizi vi avviate unicamente al superdemone, sarebbe stato il mezzo per portare al “superuomo”. Saper rimanere senza contaminazione di Satana per lasciare a Dio l’amministrazione della vita, della conoscenza, del bene, non desiderando più di quanto — ed era poco meno che infinito — Dio non vi avesse dato, per poter generare, in una continua evoluzione verso il perfetto, dei figli che fossero uomini nel corpo e figli dell’Intelligenza nello spirito, ossia trionfatori, ossia forti, ossia giganti su Satana, che sarebbe stato atterrato tante migliaia di secoli avanti l’ora in cui lo sarà, e con lui tutto il suo male».

Annotazione

"Dopo averli illuminati attraverso i sogni della notte, la Sapienza stessa scese come "effluvio della potenza di Dio, pura emanazione della gloria dell'Onnipotente" e divenne la Parola per la donna sterile. Estratto dal libro della Sapienza.

Libro della Sapienza 7, 25

Sap 7, 25 : Ella è il soffio della potenza di Dio, una pura emanazione della gloria dell'Onnipotente; perciò nulla di impuro può cadere su di lei.

Sola tra tutte le creature, aveva un'anima immacolata. Cfr. il dogma dell'Immacolata Concezione proclamato l'8 dicembre 1854 da Papa Pio IX nella Costituzione Apostolica Ineffabilis Deus. La proclamazione dogmatica si trova alla fine del documento

Avete visto la continua generazione di anime da parte di Dio. Nella visione del 25 maggio 1944. Si vedano i Quaderni del 1944.

Come un petalo di rosa celeste, un petalo immateriale e prezioso che era un gioiello e una fiamma, che scendeva ad animare la carne in modo molto diverso dalle altre carni. Nella vecchia edizione è scritto: Come un petalo di rosa celeste, un petalo immateriale e prezioso che era un gioiello e una fiamma, che era il soffio di Dio, che scese ad animare la carne in un modo diverso da quello degli altri. A proposito della parte "soffio di Dio" (alito di Dio). L'espressione è stata corretta da Maria Valtorta su una copia dattiloscritta. Inizialmente aveva scritto "Parte di Dio".

Maria, nella quale si uniscono tutte le virtù e le grazie. "Maria, pianura delle grazie". Da confrontare con quanto dice sant'Alfonso de' Liguori: "Secondo san Bernardino, tutti i doni, tutte le virtù e tutte le grazie sono dispensate dalle mani di Maria, a chi vuole, quando vuole e come vuole"(sant'Alfonso Maria de' Liguori, Le glorie di Maria, capitolo 5).

In aprile, la terra di Palestina assomigliava a un immenso giardino dove profumi e colori deliziavano il cuore degli uomini. Ma la rosa più bella era ancora sconosciuta. Sbocciava già per Dio nel segreto del grembo materno. In aprile, Maria era stata concepita da 4 mesi.

Solo nel momento in cui la vite dà il suo sangue per essere trasformata in vino, quando l'odore dolce e forte del mosto riempie le aie e le narici, ella sorriderà, prima a Dio e poi al mondo, la conferma che la nascita di Maria avvenne in settembre (cfr. EMV 5).

EMR 21.5

L’Evangelo come mi è stato rivelato

Citazione

21.5 Invece di Sara, spunta sul sommo di una scala, che fiancheggia un lato della casa, una donna molto vecchiotta, già tutta rugosa e brizzolata intensamente nei capelli, che prima dovevano essere nerissimi perché ha nerissime anche le ciglia e le sopracciglia, e che fosse bruna lo denuncia il colore del volto. Contrasto strano con la sua palese vecchiezza è il suo stato già molto palese, nonostante le vesti ampie e sciolte. Guarda facendosi solecchio con la mano. Riconosce Maria. Alza le braccia al cielo in un : «Oh!» stupito e gioioso, e si precipita, per quanto può, incontro a Maria. Anche Maria, che è sempre pacata nel muoversi, corre, ora, svelta come un cerbiatto, e giunge ai piedi della scala quando vi giunge anche Elisabetta, e Maria riceve sul cuore con viva espansione la sua cugina, che piange di gioia vedendola.

Stanno abbracciate un attimo e poi Elisabetta si stacca con un: «Ah!» misto di dolore e di gioia, e si porta le mani sul ventre ingrossato. China il viso impallidendo e arrossendo alternativamente. Maria e il servo stendono le mani per sostenerla, perché ella vacilla come si sentisse male.

Ma Elisabetta, dopo esser stata un minuto come raccolta in sé, alza un volto talmente radioso che pare ringiovanito, guarda Maria sorridendo con venerazione come vedesse un angelo, e poi si inchina in un profondo saluto dicendo: «Benedetta tu fra tutte le donne! Benedetto il Frutto del tuo seno! (dice così: due frasi ben staccate). Come ho meritato che venga a me, tua serva, la Madre del mio Signore? Ecco, al suono della tua voce il bambino m’è balzato in seno come per giubilo e quando t’ho abbracciata lo Spirito del Signore mi ha detto altissima verità al cuore. Te beata, perché hai creduto che a Dio fosse possibile anche ciò che non appare possibile ad umana mente! Te benedetta, che per la tua fede farai compiere le cose a te predette dal Signore e predette ai Profeti per questo tempo! Te benedetta, per la Salute che generi alla stirpe di Giacobbe! Te benedetta, per aver portato la Santità al figlio mio che, lo sento, balza, come capretto festante, di giubilo nel mio seno, perché si sente liberato dal peso della colpa, chiamato ad esser colui che precede, santificato prima della Redenzione dal Santo che cresce in te!».

Maria, con due lacrime che scendono come perle dagli occhi che ridono alla bocca che sorride, col volto levato al cielo e le braccia pure levate, nella posa che poi tante volte avrà il suo Gesù, esclama: «L’anima mia magnifica il suo Signore», e continua il cantico così come ci è tramandato. Alla fine, al versetto: «Ha soccorso Israele suo servo, ecc.», raccoglie le mani sul petto e si inginocchia molto curva a terra, adorando Dio.

Dettaglio

Un vecchio fece entrare Maria nella casa di Elisabetta e Zaccaria e chiamò sua moglie Sara.

EMR 22.2

L’Evangelo come mi è stato rivelato

Citazione

«Ho molto sofferto. Tu non soffri…».

«Io no. Non sono mai stata tanto bene».

«Eh! già! Tu… in te non c’è macchia, se Dio ti ha scelta per Madre sua. E perciò non sei soggetta alle sofferenze d’Eva. Il tuo Portato è santo».

«Mi par di avere un’ala in cuore e non un peso. Mi par di avere dentro tutti i fiori e tutti gli uccellini che cantano a primavera, e tutto il miele e tutto il sole… Oh! sono felice!».

Dettaglio

Elisabeth parla della sua gravidanza.

EMR 44.13

L’Evangelo come mi è stato rivelato

Citazione

44.13 Maria prega. Non si rifiuta di pregare perché Dio le dà un dolore. Ricordatelo. Prega insieme a Gesù. Prega il Padre. Nostro e vostro.

Il primo “Pater noster” è stato pronunciato nell’orto di Nazareth per consolare la pena di Maria, per offrire le “nostre” volontà all’Eterno nel momento che si iniziava per queste volontà il periodo di sempre crescente rinunzia, culminante a quella della vita per Me e della morte di un Figlio per Maria.

E, per quanto noi non avessimo nulla da farci perdonare dal Padre, pure per umiltà noi, i Senza Colpa, abbiamo chiesto il perdono del Padre per andare perdonati, assolti anche di un sospiro, incontro alla nostra missione degnamente. Per insegnarvi che più si è in grazia di Dio e più la missione è benedetta e fruttuosa. Per insegnarvi il rispetto a Dio e l’umiltà. Davanti a Dio Padre anche le nostre due perfezioni di Uomo e di Donna si sono sentite nulla e hanno chiesto perdono. Come hanno chiesto il “pane quotidiano”.

Quale era il nostro pane? Oh! non quello impastato dalle pure mani di Maria e cotto nel piccolo forno, per il quale tante volte avevo formato fastelli e fascine. Anche quello necessario finché si è sulla Terra. Ma il “nostro” pane quotidiano era quello di fare giorno per giorno la nostra parte di missione. Che Dio ce la desse ogni giorno, perché fare la missione che Dio dà è la gioia del “nostro” giorno, non è vero, piccolo Giovanni? Non lo dici anche tu che ti par vuoto il giorno, ti pare non stato, se la bontà del Signore ti lascia un giorno senza la tua missione di dolore?

EMR 45.6

L’Evangelo come mi è stato rivelato

Citazione

(...) Giovanni, il mio cugino Giovanni, era stato mondato dalla colpa quando la Piena di Grazia s’era curvata amorosa ad abbracciare la già sterile ed allora feconda Elisabetta. Il fanciullino nel suo seno era balzato di giubilo, sentendo cadere la scaglia della colpa dalla sua anima come crosta che cade da una piaga che guarisce. Lo Spirito Santo, che aveva fatto di Maria la Madre del Salvatore, iniziò la sua opera di salvazione, attraverso Maria, vivo Ciborio della Salvezza incarnata, su questo nascituro, destinato ad esser a Me unito non tanto per il sangue quanto per la missione, che fece di noi come le labbra che formano la parola. Giovanni le labbra, Io la Parola. Egli il Precursore nell’Evangelo e nella sorte di martirio. Io, Colui che perfeziona della mia divina perfezione l’Evangelo iniziato da Giovanni ed il martirio per la difesa della Legge di Dio.