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Note del tema

Fatti sulla Passione di Gesù Cristo

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Comfort di lettura

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EMR 49.2

L’Evangelo come mi è stato rivelato

Citazione

«E quel giorno che Io avessi a morire…».

«No! Sei giovane, Maestro… Perché morire?».

«Perché il Messia è venuto per predicare la Legge nella sua verità e per compiere la Redenzione. E il mondo abborre la Legge né vuole redenzione. Perciò perseguita i messi di Dio».

«Oh! ciò non sia! Non lo dire a chi ti ama, questo pronostico di morte!… Ma se Tu avessi a morire, amerò ancora Te. Lascia che io ti ami». Giovanni ha sguardo supplice. Più chinato che mai, cammina a fianco di Gesù e par che mendichi amore.

Gesù si ferma. Lo guarda, lo trapana collo sguardo del suo occhio profondo, e poi gli pone la mano sul capo chino. «Voglio che tu mi ami».

«Oh! Maestro!». Giovanni è felice. Per quanto la sua pupilla sia lucida di pianto, ride con la giovane bocca ben disegnata, e prende la mano divina e la bacia sul dorso e se la stringe al cuore.

Dettaglio

Gesù parla a Giovanni.

EMR 49.3

L’Evangelo come mi è stato rivelato

Citazione

«Non paura di Me! Sono venuto per i buoni e più per chi è in errore. Io voglio salvare. Non condannare. Con gli onesti sarò tutto misericordia».

«E coi peccatori?».

«Anche. Per disonesti intendo quelli che hanno la disonestà spirituale e ipocritamente si fingono buoni mentre fanno opere malvagie. E tali cose fanno e in tal modo per avere utile proprio e ricavare utile dal prossimo. Con questi sarò severo».

EMR 50.7

L’Evangelo come mi è stato rivelato

Citazione

Oh! come vi amerà l’Altissimo che tanto ama l’uomo, divenuto a Lui nemico per la colpa d’origine e per i peccati individuali, da mandare ad esso il Redentore, l’Agnello che è il Figlio suo, Io che vi parlo, il Messia promesso per redimervi da ogni colpa, se voi saprete amare come Lui.

EMR 50.9

L’Evangelo come mi è stato rivelato

Citazione

«Adesso pregheremo e poi ognuno andrà alle sue mansioni».

«Che farai Tu, Maestro?».

«Pregherò ancora. Sono la Luce del mondo, ma sono anche il Figlio dell’uomo. Devo perciò sempre attingere alla Luce per esser l’Uomo che redime l’uomo. Preghiamo».

Dettaglio

Gesù disse ai discepoli:

EMR 52.7

L’Evangelo come mi è stato rivelato

Citazione

52.7 Gesù mi spiega il significato della frase.

«Quel “più”, che molti traduttori omettono, è la chiave della frase e la spiega nel suo vero significato.

Ero il Figlio soggetto alla Madre sino al momento in cui la volontà del Padre mio mi indicò esser venuta l’ora di essere il Maestro. Dal momento che la mia missione ebbe inizio, non ero più il Figlio soggetto alla Madre, ma il Servo di Dio. Rotti i legami morali verso la mia Genitrice. Essi si erano mutati in altri più alti, si erano rifugiati tutti nello spirito. Quello chiamava sempre “Mamma” Maria, la mia Santa. L’amore non conobbe soste, né intiepidimento, anzi non fu mai tanto perfetto come quando, separato da Lei come per una seconda figliazione, Ella mi dette al mondo per il mondo, come Messia, come Evangelizzatore. La sua terza sublime mistica maternità fu quando, nello strazio del Golgota, mi partorì alla Croce facendo di Me il Redentore del mondo.

“Che vi è più fra Me e te?”. Prima ero tuo, unicamente tuo. Tu mi comandavi, Io ti ubbidivo. Ti ero “soggetto”. Ora sono della mia missione.

Non l’ho forse detto? “Chi, messa la mano all’aratro, si volge indietro a salutare chi resta, non è adatto al Regno di Dio”. Io avevo posto la mano all’aratro per aprire col vomere non le glebe, ma i cuori, e seminarvi la parola di Dio. Avrei levato quella mano solo quando me l’avrebbero strappata di là per inchiodarmela alla croce ed aprire con il mio torturante chiodo il cuore del Padre mio, facendone uscire il perdono per l’umanità.

Quel “più”, dimenticato dai più, voleva dire questo: “Tutto mi sei stata, o Madre, finché fui unicamente il Gesù di Maria di Nazareth, e tutto mi sei nel mio spirito; ma, da quando sono il Messia atteso, sono del Padre mio. Attendi un poco ancora e, finita la missione, sarò da capo tutto tuo; mi riavrai ancora sulle braccia come quand’ero bambino, e nessuno te lo contenderà più, questo tuo Figlio, considerato un obbrobrio dell’umanità, che te ne getterà la spoglia per coprire te pure dell’obbrobrio d’esser madre di un reo. E poi mi avrai di nuovo, trionfante, e poi mi avrai per sempre, trionfante tu pure in Cielo. Ma ora sono di tutti questi uomini. E sono del Padre che mi ha mandato ad essi”.

Ecco quel che vuol dire quel piccolo e così denso di significato “più”».

Dettaglio

Obiezione sollevata: Il "d'ora in poi" non si trova nel Vangelo.

Note della seconda edizione sul passo *Questo d'ora in poi che molti traduttori passano sotto silenzio: nel tradurre le parole che si leggono in Gv 2,4.

EMR 54.5

L’Evangelo come mi è stato rivelato

Citazione

Io voglio esser chiamato il Figlio dell’uomo, perché annichilo Me stesso addossandomi dell’uomo tutte le miserie, per portarle, mio primo patibolo, e annullarle dopo averle portate, ma non avute. Che peso, amici! Ma lo porto con gioia. È la mia gioia il portarlo perché, essendo il Figlio dell’umanità, renderò l’umanità figlia di Dio.

EMR 55.4

L’Evangelo come mi è stato rivelato

Citazione

«Vi prego tutti: non discutete mai sui meriti e sui posti. Avrei potuto nascere re. Sono nato povero, in una stalla. Avrei potuto esser ricco. Ho vissuto di lavoro e ora di carità. Eppure, credetelo amici, non c’è alcuno grande agli occhi di Dio più di Me. Di Me che sono qui: servo dell’uomo».

«Servo Tu? Non mai!».

«Perché, Pietro?».

«Perché io ti servirò».

«Anche tu mi servissi come una madre serve l’infante, Io sono venuto per servire l’uomo. Per lui sarò Salvatore. Che servizio pari a questo?».

«Oh!

EMR 59.6

L’Evangelo come mi è stato rivelato

Citazione

59.6 «Non trovi di essere audace nel professarti rappresentante di Dio? Nessuno dei profeti osò tanto, e Tu… Chi sei, Tu che parli? E per ordine di chi parli?».

«Non potevano i profeti dire di loro stessi ciò che Io di Me stesso dico. Chi sono? L’Atteso, il Promesso, il Redentore. Già avete udito colui che lo precorre dire: “Preparate la via del Signore… Ecco il Signore Iddio che viene… Come un pastore pascerà il suo gregge, pure essendo l’Agnello della Pasqua vera”. Fra voi sono quelli che hanno udito dal Precursore queste parole e hanno visto balenare il cielo per una luce che scendeva in forma di colomba, e udito una voce che parlava dicendo chi ero. Per ordine di chi parlo? Di Colui che è e che mi manda».

«Tu lo puoi dire, ma puoi esser anche un mentitore o un illuso. Le tue parole sono sante, ma talora Satana ha parole di inganno tinte di santità per trarre in errore. Noi non ti conosciamo».

«Io sono Gesù di Giuseppe della stirpe di Davide, nato a Betlem Efrata, secondo le promesse, detto nazareno perché a Nazaret ho casa. Questo secondo il mondo. Secondo Dio sono il suo Messo.»

EMR 66.2-3

L’Evangelo come mi è stato rivelato

Citazione

Il mio Regno non è di questo mondo, Giuda. Dissuaditene. Ad Israele Io vengo a portare la Luce e la Gloria. Ma non la luce e la gloria della Terra. Io vengo per chiamare i giusti d’Israele al Regno. Perché è da Israele e con Israele che deve formarsi e venire la pianta di vita eterna la cui linfa sarà il Sangue del Signore, la pianta che si estenderà per tutta la Terra, sino alla fine dei secoli. I miei seguaci primi da Israele. I miei confessori primi da Israele. Ma anche i miei persecutori da Israele. Anche i miei carnefici da Israele. Ma anche il mio traditore da Israele…»

«No, Maestro. Questo non sarà mai. Tutti ti tradissero, io ti resterò e ti difenderò».

«Tu, Giuda? E su che fondi questa tua sicurezza?».

«Sul mio onore di uomo».

«Cosa più fragile di tela di ragno, Giuda. È da Dio che dobbiamo chiedere la forza d’esser onesti e fedeli. L’uomo!… L’uomo compie opere di uomo. Per compiere opere dello spirito — e seguire il Messia in verità e giustizia vuol dire compiere opera di spirito — occorre uccidere l’uomo e farlo rinascere. Sei tu capace di tanto?».

«Sì, Maestro. E poi… Non tutto Israele ti amerà. Ma carnefici e traditori al suo Messia non ne darà Israele. Ti attende da secoli!».

«Me li darà. Ricorda i Profeti. Le loro parole… e la loro fine. Io sono destinato a deludere molti. E tu ne sei uno. Giuda, tu hai qui di fronte un mite, un pacifico, un povero che povero vuol rimanere. Io non sono venuto per impormi e per fare guerra. Io non contendo ai forti e ai potenti nessun regno, nessun potere. Io non contendo che a Satana le anime e vengo a spezzare le catene di Satana col fuoco del mio amore. Io vengo per insegnare misericordia, sacrificio, umiltà, continenza. Io ti dico, ed a tutti dico: “Non abbiate sete di umane ricchezze, ma lavorate per le monete eterne”. Disilluditi, Giuda, se mi credi un trionfatore su Roma e sulle caste che imperano. Gli Erodi come i Cesari possono dormire tranquilli mentre Io parlo alle turbe. Non sono venuto per strappare scettri a nessuno… ed il mio scettro, eterno, è già pronto. Ma nessuno che non fosse amore, come Io sono, lo vorrebbe impugnare. 66.3 Vai, Giuda, e medita…