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Note del tema

Profeti minori

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EMR 31.5

L’Evangelo come mi è stato rivelato

Citazione

Dice il Profeta: “E tu, Betlem Efrata, sarai la più grande perché da te uscirà il Salvatore”.

Annotazione

Libro di Michea

Mi 5, 1-4: E tu, Betlemme Efrata, il più piccolo dei clan di Giuda, da te verrà per me colui che dovrà governare Israele. Le sue origini risalgono ai tempi antichi, ai tempi del passato. Ma Dio consegnerà il suo popolo fino al giorno in cui colei che deve partorire partorirà e i suoi fratelli rimasti si uniranno ai figli di Israele.

Egli si alzerà e sarà il loro pastore per la potenza del Signore, per la maestà del nome del Signore, suo Dio. Abiteranno al sicuro, perché d'ora in poi egli sarà grande anche negli angoli più remoti della terra, ed egli stesso sarà la pace!

EMR 41.6-7

L’Evangelo come mi è stato rivelato

Citazione

Gesù: « (...) Il Santuario di Dio non sarà più abbattuto e distrutto».

Sciammai: «Ma non bestemmiare, fanciullo! Ricorda Daniele. Egli dice che, dopo l’uccisione del Cristo, il Tempio e la Città saranno distrutti da un popolo e da un condottiero che verrà. E Tu sostieni che il Santuario di Dio non sarà più abbattuto! Rispetta i Profeti!».

Gesù: «In verità ti dico che vi è Qualcuno che è da più dei Profeti, e tu non lo conosci e non lo conoscerai, perché te ne manca la voglia. E ti dico che quanto ho detto è vero. Non conoscerà più morte il Santuario vero. Ma, come il suo Santificatore, risorgerà a vita eterna e alla fine dei giorni del mondo vivrà in Cielo».

Hillel: «Ascolta me, fanciullo. Aggeo dice: “… Verrà il Desiderato delle genti… Grande sarà allora la gloria di questa casa, e di quest’ultima più della prima”. Vuol forse parlare del Santuario di cui Tu parli?».

Gesù: «Sì, maestro. Questo vuol dire. La tua rettezza ti porta verso la Luce ed Io te lo dico: quando il Sacrificio del Cristo sarà compiuto, a te verrà pace, poiché sei un israelita senza malizia».

Annotazione

Aggeo 2, 7-9: Metterò in moto tutte le nazioni, i loro tesori affluiranno qui e riempirò questa Casa di gloria - dichiara il Signore dell'universo. L'argento è mio, l'oro è mio - dichiara il Signore dell'universo. La gloria futura di questa Casa supererà la prima, dichiara il Signore dell'universo, e in questo luogo vi farò dono della pace, dichiara il Signore dell'universo.

EMR 41.8

L’Evangelo come mi è stato rivelato

Citazione

Sciammai: «La tua bocca sa insieme di latte e di bestemmia, nazareno. Rispondi: e dove è il Precursore? Quando lo avemmo?».

Gesù: «Egli è. Non dice Malachia: “Ecco, io mando il mio angelo a preparare davanti a Me la strada; e subito verrà al suo Tempio il Dominatore da voi cercato e l’Angelo del Testamento, da voi bramato”? Dunque il Precursore precede immediatamente il Cristo. Egli già è, come è il Cristo. Se anni passassero fra colui che prepara le vie al Signore e il Cristo, tutte le vie tornerebbero ingombre e contorte. Dio lo sa e predispone che il Precursore anticipi di un’ora sola il Maestro. Quando vedrete questo Precursore, potrete dire: “La missione del Cristo ha inizio”. A te dico: il Cristo aprirà molti occhi e molti orecchi quando verrà a queste vie. Ma non le tue e quelle dei tuoi pari, che gli darete morte per la Vita che vi porta. Ma quando più alto di questo Tempio, più alto del Tabernacolo chiuso nel Santo dei santi, più alto della Gloria sostenuta dai Cherubini, il Redentore sarà sul suo trono e sul suo altare, maledizione ai deicidi e vita ai gentili fluiranno dalle sue mille e mille ferite, perché Egli, o maestro che non sai, non è, lo ripeto, Re di un regno umano, ma di un Regno spirituale, e suoi sudditi saranno unicamente coloro che per suo amore sapranno rigenerarsi nello spirito e, come Giona, dopo esser già nati, rinascere, su altri lidi: “quelli di Dio”, attraverso la spirituale generazione che avverrà per Cristo, il quale darà all’umanità la Vita vera».

Annotazione

Libro di Malachia 3, 1:

Ecco, io mando il mio messaggero a preparare la via davanti a me; e all'improvviso il Signore che cercate verrà nel suo Tempio. Il messaggero dell'Alleanza che desiderate, ecco, viene, dice il Signore dell'universo".

EMR 49.7

L’Evangelo come mi è stato rivelato

Citazione

Sai un poco la Scrittura? Sì? Ebbene, pensa al profeta Michea. Dio da te vuole quello che dice Michea. Non ti chiede di strapparti il cuore, né di sacrificare gli affetti più santi. Per ora non te lo chiede. Un giorno tu, senza richiesta da Dio, darai a Dio anche te stesso. Ma Egli attende che un sole e una rugiada, di te, filo di erba, abbiano fatto palma robusta e gloriosa. Per ora Egli ti chiede questo: praticare giustizia, amare la misericordia, mettere ogni cura nel seguire il tuo Dio. Sforzati a fare questo (...) e tu diverrai l’uomo nuovo, l’amico di Dio e del suo Cristo.

Dettaglio

Contesto: Gesù parla a Pietro, che non sa come seguire le sue parole e i suoi insegnamenti.

Annotazione

Libro di Michea 6, 8

Mi 6, 8: "Uomo, sei stato fatto per conoscere ciò che è buono, ciò che il Signore richiede da te: nient'altro che rispettare ciò che è giusto, amare ciò che è fedele e applicarti a camminare con il tuo Dio".

EMR 50.4

L’Evangelo come mi è stato rivelato

Citazione

«Chi è il più bravo?».

«Lui». È il gracilino che non vuol fare alla guerra.

«Come ti chiami?».

«Gioele».

«Grande nome! Egli dice: “… il debole dica: ‘Son forte!’”. Ma in che: forte? Nella legge del Dio vero, per essere fra quelli che Egli nella valle della Decisione giudicherà come santi di Lui. Ma già il giudizio è vicino. Non nella valle della Decisione, ma sul monte della Redenzione. Là, fra sole e luna oscurati di orrore, e stelle tremanti pianto di pietà, saranno giudicati i figli della Luce dai figli delle Tenebre. E tutto Israele saprà che il suo Dio è venuto. Felici quelli che l’avranno riconosciuto. A loro miele e latte e acque chiare scenderanno in cuore e le spine diverranno eterne rose. Chi di voi vuole esser fra quelli che saranno giudicati santi da Dio?».

«Io! Io! Io!».

«Amerete allora il Messia?».

«Sì! Sì! Te! Te! Te amiamo! Lo sappiamo chi sei! Lo hanno detto Simone e Giacomo, e le mamme nostre l’han detto. Pigliaci con Te!».

«In verità vi prenderò se sarete buoni. Mai più parole brutte, mai più prepotenze, mai più risse, mai più male risposte ai genitori. Preghiera, studio, lavoro, ubbidienza. E Io vi amerò e verrò con voi».

I bambini sono tutti a cerchio intorno a Gesù. Pare una corolla variopinta, stretta intorno ad un lungo pistillo azzurro cupo.

Dettaglio

Contesto: Gesù è con alcuni bambini e pone loro delle domande.

Annotazione

Libro di Gioele

Gioele 4,10-18: "Fate delle spade dei vostri vomeri e dei giavellotti dei vostri ganci da potatura; il debole dica: "Io sono coraggioso"" Affrettatevi a venire, tutte le nazioni intorno, radunatevi qui. Signore, fai scendere i tuoi prodi!

Le nazioni si sveglino e salgano alla valle di Giosafat (il cui nome significa "Il Signore giudica"), perché lì mi siederò per giudicare tutti i popoli intorno a voi. Gettate la falce: la messe è matura; venite a pestare la vendemmia: il torchio è pieno e i tini traboccano di tutto il male che hanno fatto! Ecco moltitudini e ancora moltitudini nella valle del Giudizio; il giorno del Signore è vicino nella valle del Giudizio! Il sole e la luna si sono oscurati, le stelle hanno ritirato il loro splendore.

Il Signore ruggirà da Sion e darà voce da Gerusalemme. Il cielo e la terra sono scossi, ma il Signore è un rifugio per il suo popolo, una fortezza per i figli di Israele. Saprete che io sono il Signore vostro Dio, che abita in Sion, il suo monte santo. Gerusalemme sarà un luogo santo; gli stranieri non passeranno più.

In quel giorno, il vino nuovo sgorgherà dai monti e il latte dalle colline. Tutti i ruscelli di Giuda saranno pieni d'acqua; una sorgente sgorgherà dalla Casa del Signore e bagnerà il burrone delle Acacie.

EMR 74.7-9

L’Evangelo come mi è stato rivelato

Citazione

«Uomini di Giuda! Uomini di Betlemme, udite! Udite o voi, donne della terra sacra a Rachele! Udite un che da Davide viene, che perseguitato ha sofferto, che fatto degno di parlare parla per darvi luce e conforto. Udite».

La gente cessa di vociare, litigare, comperare, e si affolla.

«È un rabbi!».

«Viene da Gerusalemme certo».

«Chi è?».

«Che bell’uomo!».

«Che voce!».

«Che modi!».

«Eh! se è progenie di Davide!».

«Nostro, allora!».

«Udiamo, udiamo!».

Tutta la piazza è ora contro la scaletta, che pare un pulpito.

«Nella Genesi è detto: “Io porrò inimicizia fra te e la donna… essa ti schiaccerà il capo e tu la insidierai nel calcagno”. E ancora è detto: “Io moltiplicherò i tuoi affanni e le tue gravidanze… e la terra produrrà triboli e spine”. Questa la condanna dell’uomo, della donna e del serpente.

Venuto da lontano a venerare la tomba di Rachele, ho udito nel vento della sera, nella rugiada della notte, nel pianto dell’usignolo al mattino, ripetersi il singhiozzo di Rachele antica, ripetuto da bocche e bocche di madri di Betlemme nel chiuso dei sepolcri, o nel chiuso dei cuori. Ed ho sentito ruggire il dolore di Giacobbe nel dolore dei vedovi consorti, senza più sposa perché il dolore l’ha uccisa… Piango con voi. Ma udite, fratelli della mia terra. Betlem, terra benedetta, la più piccola delle città di Giuda, ma la più grande agli occhi di Dio e dell’umanità perché culla del Salvatore, come dice Michea, appunto perché tale, perché destinata ad esser il tabernacolo su cui si sarebbe posata la Gloria di Dio, il Fuoco di Dio, il suo incarnato Amore, ha scatenato l’odio di Satana.

“Porrò inimicizia fra te e la donna. Essa ti terrà sotto il suo piede e tu insidierai il suo calcagno”. Quale inimicizia più grande di quella che ha per mèta i figli, il cuore del cuore della donna? E quale più forte piede di quello della Madre del Salvatore? Ecco perciò che naturale fu la vendetta di Satana vinto, il quale, no, non al calcagno, ma al cuore delle madri, per la Madre, avventò la sua insidia.

Oh! moltiplicati affanni del perdere i figli dopo averli partoriti! Oh! tremendi triboli dell’aver seminato e sudato per la prole, ed esser padre senza più prole! Ma giubila, Betlemme! Il tuo sangue più puro, il sangue degli innocenti, ha fatto via di fiamma e porpora al Messia…».

74.8 La folla, che è andata sempre più rumoreggiando da quando Gesù ha nominato il Salvatore, e poi la Madre dello Stesso, ora ha un più chiaro indizio di agitazione.

«Taci, Maestro», dice Giuda. «E andiamo».

Ma Gesù non lo ascolta. Continua: «…al Messia che la Grazia del Padre-Dio salvò dai tiranni per conservarlo al popolo per sua salvezza e…».

Una stridula voce di donna grida: «Cinque, cinque ne avevo partoriti, e più nessuno è nella mia casa! Misera me!», e urla istericamente.

È l’inizio della gazzarra.

Un’altra si voltola nella polvere, si lacera le vesti, mostra una mammella mutilata nel capezzolo, e urla: «Qui, qui, su questa poppa me l’hanno sgozzato il mio primogenito! La spada gli ha reciso la faccia insieme al capezzolo mio. Oh! il mio Eliseo!».

«E io? E io? Ecco là la mia reggia! Tre tombe in una, vegliate dal padre. Marito e figli insieme. Ecco, ecco!… Se c’è il Salvatore, mi renda i figli, mi renda lo sposo, mi salvi dalla disperazione, da Belzebù mi salvi».

Urlano tutti: «I nostri figli, i mariti, i padri! Li renda, se c’è!».

Gesù agita le braccia imponendo silenzio. «Fratelli della mia terra, Io vorrei rendervi alla carne, anche alla carne, i figli. Ma Io ve lo dico: siate buoni, rassegnati, perdonate, sperate, gioite in una speranza, in una certezza giubilate. Presto riavrete i vostri figli, angeli nel Cielo, perché il Messia sta per aprire le porte dei Cieli e, se giusti sarete, la morte sarà Vita che viene e Amore che torna…».

«Ah! sei Tu il Messia? In nome di Dio, dillo».

Gesù abbassa le braccia col suo gesto così dolce, mansueto, che pare un abbraccio, e dice: «Lo sono».

«Via! Via! Per tua colpa, allora!».

Vola un sasso fra fischi e dileggi.

74.9 Giuda ha uno scatto bello… oh! fosse stato sempre così! Si butta davanti al Maestro, ritto sul muretto del poggiolo, a manto spiegato, e riceve imperterrito i colpi di pietra, ne sanguina anche, e urla a Giovanni e Simone: «Portate via Gesù. Dietro quelle piante. Io verrò. Andate, in nome del Cielo!». E alla folla: «Idrofobi cani! Sono del Tempio, e al Tempio e a Roma vi denuncerò».

La folla ha un attimo di paura. Ma poi riprende la sassaiola, per fortuna, maldestra. E Giuda imperterrito la riceve, rispondendo con contumelie alle maledizioni della folla. Anzi, afferra a volo un sasso e lo spedisce sulla testa di un vecchietto urlante come una gazza spennata viva. E, siccome tentano di dar la scalata al suo piedistallo, svelto raccoglie un ramo secco che è al suolo (ora è sceso dal muretto) e lo rotea sulle schiene, teste, mani, senza pietà.

Accorrono delle milizie e con le lance si fanno largo. «Chi sei? Perché questa rissa?».

«Un giudeo assalito da questi plebei. Era con me un rabbi noto ai sacerdoti. Parlava a questi cani. Si sono scatenati e ci hanno assaliti».

«Chi sei?».

«Giuda di Keriot, già del Tempio, ora discepolo di Rabbi Jesù di Galilea. Amico del fariseo Simone, del sadduceo Giocana, del consigliere del Sinedrio Giuseppe di Arimatea, e infine, ciò lo puoi confrontare, di Eleazar ben Anna, il grande amico del Proconsole».

«Verificherò. Dove vai?».

«Col mio amico a Keriot, e poi a Gerusalemme».

«Vai. Noi ti difenderemo le spalle».

Giuda allunga delle monete al soldato. Deve essere cosa illecita… ma usuale, perché il milite prende, svelto e guardingo, saluta e sorride. Giuda balza giù dal suo podio. Va a salti per il campo incolto, raggiunge i compagni.

«Sei molto ferito?».

«Roba da niente, Maestro. Poi! Per Te!… Le ho anche date, però. Devo essere tutto sporco di sangue…».

«Sì, sulla guancia. Qui vi è un filo d’acqua».

Giovanni bagna un piccolo telo e lava la guancia di Giuda.

«Mi spiace, Giuda… Ma vedi… anche a dir loro che si era giudei, secondo il tuo senso pratico…».

«Bestie sono. Credo che ti sarai persuaso, Maestro. E che non insisterai».

«Oh! no! Non per paura. Ma perché è inutile, per ora. Quando non ci vogliono, non si maledice, ma ci si ritira pregando per i poveri folli che muoiono di fame e non vedono il Pane. Andiamo per questa via remota. Credo si possa prendere la strada di Ebron… Dai pastori, se li troveremo».

«A prendere altre sassate?».

«No. A dir loro: “Son Io”».

«Eh! allora!… Certo ci bastonano. Soffrono da trenta anni per causa tua!…».

«Vedremo».

Vanno per un folto boschetto, ombroso, fresco, e li perdo di vista.

Dettaglio

Riassunto Gesù giunge alle rovine della casa di Anna. Decide di parlare alla gente di Betlemme, che ha perso i propri figli nella strage degli Innocenti.

Annotazione

Libro della Genesi 3, 14-19

Gn 3, 14-19 : Il Signore Dio disse al serpente: "Poiché hai fatto questo, sarai maledetto tra tutti gli animali e le bestie dei campi. Striscerai sul tuo ventre e mangerai polvere per tutti i giorni della tua vita. E porrò inimicizia tra te e la donna, e tra la tua discendenza e la sua discendenza: essa ti schiaccerà la testa e tu le schiaccerai il calcagno".

Poi il Signore Dio disse alla donna: "Moltiplicherò il dolore delle tue gravidanze; nel dolore partorirai figli. Il tuo desiderio sarà per tuo marito ed egli dominerà su di te".

Poi disse all'uomo: "Poiché hai dato ascolto alla voce di tua moglie e hai mangiato il frutto dell'albero che ti avevo proibito, maledici il suolo per causa tua! Ne mangerai con dolore per tutti i giorni della tua vita. Essa vi darà spine e cardi di sua iniziativa, ma il vostro cibo verrà dalla lavorazione dei campi. Con il sudore del tuo volto ti guadagnerai il pane, finché non ritornerai alla terra da cui sei venuto; perché tu sei polvere e in polvere ritornerai".

Libro di Geremia 31, 15

Ger 31,15: Così dice il Signore: C'è un grido a Rama, un lamento e un pianto amaro. È Rachele che piange i suoi figli; rifiuta di essere consolata, perché i suoi figli non ci sono più.

Libro di Michea 5, 1

Mi 5, 1 : E tu, Betlemme Efrata, il più piccolo dei clan di Giuda, da te verrà per me colui che dovrà governare Israele. Le sue origini risalgono ai tempi antichi, ai tempi del passato.

EMR 176.3 · Volume 3

L’Evangelo come mi è stato rivelato

Citazione

«La volontà di Dio ci ha trattenuti in questo luogo perché andare oltre, dopo il già fatto cammino, sarebbe stato ledere i precetti e dare scandalo. E ciò mai non sia finché il nuovo Patto non sarà scritto.

È giusto santificare le feste e lodare il Signore nei luoghi della preghiera. Ma tutto il creato può essere luogo di preghiera se la creatura sa farlo tale con la sua elevazione al Padre. Fu luogo di preghiera l’arca di Noè alla deriva sui flutti, e luogo di preghiera il ventre della balena di Giona. Fu luogo di preghiera la casa del Faraone quando Giuseppe vi visse[1] e la tenda di Oloferne per la casta Giuditta. E non era tanto sacro al Signore il luogo corrotto dove viveva schiavo il profeta Daniele, sacro per la santità del suo servo che santificava il luogo, da meritare le alte profezie[2] del Cristo e dell’Anticristo, chiave dei tempi d’ora e dei tempi ultimi? Con più ragione santo è questo luogo che coi colori, coi profumi, con la purezza dell’aria, la ricchezza dei grani, le perle delle rugiade, parla di Dio Padre e Creatore, e dice: “Credo. E voi vogliate credere perché noi testimoniamo Iddio”. Sia dunque la sinagoga di questo sabato, e leggiamovi le pagine eterne sopra le corolle e le spighe, avendo a lampada sacra il sole.

Vi ho nominato Daniele. Vi ho detto: “Sia questo luogo la nostra sinagoga”. Ciò richiama il gioioso “benedicite” dei tre santi fanciulli fra le fiamme della fornace: “Cieli ed acque, rugiade e brine, ghiacci e nevi, fuochi e colori, luci e tenebre, folgori e nuvole, monti e colline, tutte le cose germinate, uccelli, pesci e bestie, lodate e benedite il Signore, insieme agli uomini di umile e santo cuore”. Questo il riassunto del cantico santo che tanto insegna agli umili e santi. Possiamo pregare e possiamo meritare il Cielo in ogni luogo. Lo meritiamo quando facciamo la volontà del Padre.

Dettaglio

Era l'alba, la mattina del sabato (EMV 176,1). Gesù si reca dai dormienti che si stanno svegliando e dalla folla che lo ha seguito, perché vuole santificare "questo giorno santo con la parola di Dio" (EMV 176,2).

Annotazione

Arrivati a questo punto, andare oltre avrebbe significato violare i precetti e scandalizzare. Per rispetto del precetto che limita i viaggi sabbatici, basato su Esodo 16,29.

L'arca di Noè alla deriva sulle onde era un luogo di preghiera, così come il ventre della balena di Giona. Cfr. Genesi 7, 7 e Giona 2, 2.

Gen 7, 7: "Noè entrò nell'arca con i suoi figli, sua moglie e le mogli dei suoi figli per sfuggire alle acque del diluvio".

Giona 2, 2: " E dalle viscere del pesce Giona pregò Yahweh, il suo Dio".

Anche la casa del faraone era così quando Giuseppe vi abitava, così come la tenda di Oloferne lo era per la casta Giuditta. Cfr. Genesi 39, 2 e 41, 40, nonché Giuditta 12, 5 e Giuditta 13, 4-5.

Gen 39, 2: Yahweh era con Giuseppe, che faceva prosperare ogni cosa; egli abitava nella casa del suo padrone, l'egiziano.

Gen 41, 40: Il faraone disse a Giuseppe: "Ecco, ti ho costituito capo di tutto il paese d'Egitto". "

Gdt 12, 5: entrando, chiese di poter uscire di notte e prima del giorno per pregare e invocare il Signore.

Gdt 13, 4-5: Oloferne giaceva sul suo letto in stato di ubriachezza. Giuditta aveva detto alla sua serva di stare fuori dalla stanza e di fare la guardia.

E non era forse veramente sacro al Signore il luogo corrotto in cui il profeta Daniele viveva come schiavo, sacro per la santità della sua serva che lo santificò al punto da meritare le alte profezie di Cristo e dell'Anticristo, chiavi del presente e degli ultimi tempi? Daniele 1, 21 | Daniele 7, 2-14 | Daniele 9, 24-27 | Daniele 12, 5-12.

Dan 1, 21: Daniele rimase lì fino al primo anno del re Ciro.

Dan 7, 2-14: Daniele parlò e disse: "Vidi di notte nella mia visione, ed ecco che i quattro venti del cielo spazzavano il grande mare e quattro grandi bestie uscivano dal mare, diverse l'una dall'altra. La prima era simile a un leone e aveva ali d'aquila. Io vidi, finché non gli furono strappate le ali, fu sollevata da terra, si alzò in piedi come un uomo e gli fu dato un cuore d'uomo. Ed ecco un'altra bestia, una seconda bestia, simile a un orso, con uno dei fianchi eretto e tre costole nella bocca tra i denti; e le dissero: "Alzati, mangia molta carne". Dopo questo guardai, ed ecco un'altra bestia simile a un leopardo; aveva sul dorso quattro ali come un uccello, e la bestia aveva quattro teste; e le fu dato il dominio. Poi guardai nelle visioni notturne ed ecco una quarta bestia, terribile e spaventosa e molto forte; aveva grandi denti di ferro; divorava e faceva a pezzi e il resto lo calpestava; era diversa da tutte le bestie che l'avevano preceduta e aveva dieci corna. Guardai le corna ed ecco che un altro piccolo corno sorse in mezzo a loro e tre delle prime corna furono strappate da esso; ed ecco che questo corno aveva occhi come quelli di un uomo e una bocca che diceva grandi cose.

Guardai finché non furono posti dei troni e si sedette un vecchio. La sua veste era bianca come la neve e i capelli del suo capo erano come lana pura. Il suo trono era di fiamme di fuoco; le ruote erano di fuoco ardente. Un fiume di fuoco scorreva davanti a lui; migliaia di migliaia lo servivano e miriadi di miriadi stavano davanti a lui. Il Giudice si sedette e i libri furono aperti. Guardai finché la bestia fu uccisa e il suo corpo fu distrutto e dato alle fiamme del fuoco. Anche al resto delle bestie fu tolto il dominio e la durata della loro vita fu fissata a un tempo e a un momento.

Guardai nelle visioni notturne, ed ecco che venne come nelle nubi un Figlio d'uomo, che si avvicinò al vegliardo e lo condussero davanti a lui. Gli fu dato il dominio, la gloria e il regno, e tutti i popoli, nazioni e lingue lo servivano. Il suo dominio è un dominio eterno che non passerà e il suo regno non sarà mai distrutto.

Dn 9, 24-27: Settanta settimane sono state stabilite per il tuo popolo e per la tua città santa, per sigillare la prevaricazione, per sigillare i peccati e per espiare l'iniquità, per introdurre la giustizia eterna, per sigillare la visione e il profeta e per ungere il Santo dei Santi. Sappiate dunque e comprendete: dall'inizio della parola di costruire Gerusalemme fino a un unto, un sovrano, ci sono sette settimane e sessantadue settimane; ed essa sarà costruita, in piedi e incinta, nell'afflizione dei tempi. E dopo sessantadue settimane, un unto sarà tagliato fuori e non ci sarà nessuno per lui. E il popolo di un principe che verrà distruggerà la città e il santuario, e la sua fine sarà nel diluvio, e fino alla fine ci sarà la guerra, che è decretata per la devastazione. Egli stringerà un'alleanza solida con un gran numero di persone per una settimana, e a metà della settimana interromperà il sacrificio e l'oblazione, e un distruttore verrà sull'ala delle abominazioni, finché la distruzione e le cose decretate si riverseranno sui devastati.

Dan 12,5-12: Io, Daniele, guardai ed ecco che altri due uomini stavano in piedi, uno su una riva del fiume e l'altro sull'altra riva del fiume. 6Uno di loro parlò all'uomo vestito di lino, che stava sopra le acque del fiume: "Fino a quando finiranno queste cose meravigliose? "E udii che l'uomo vestito di lino, che era sopra le acque, alzava la mano destra e la sinistra verso il cielo e giurava, per colui che vive in eterno, che sarà per un tempo e un tempo e mezzo e che quando la forza del popolo santo sarà stata spezzata, allora tutte queste cose avverranno. Io udii, ma non capii e dissi: "Signore, quale sarà la fine di queste cose? "Ed egli disse: "Va', Daniele, perché le parole sono sigillate fino al tempo della fine. Ci saranno molti che saranno purificati, puliti e messi alla prova; i malvagi faranno il male e nessun malvagio capirà; ma gli intelligenti capiranno. Dal momento in cui il sacrificio continuo sarà interrotto e l'abominio del distruttore sarà eretto, ci saranno milleduecentonovanta giorni. Beato chi aspetta e arriva a milletrecentotrentacinque giorni!".

Ti ho chiamato Daniele. Ti ho detto: "Questo luogo sia la nostra sinagoga". "Egli ci ricorda il gioioso "Benedite" dei tre bambini santi in mezzo alle fiamme della fornace: cfr. Daniele 3, 52-90.

Dn 3, 52-90 : Benedetto sei tu, Signore, Dio dei nostri padri, degno di essere lodato, glorificato ed esaltato in eterno. Benedetto il tuo nome santo e glorioso, degno di essere lodato ed esaltato per sempre. Benedetto sei tu nel tempio della tua santa gloria, degno di suprema lode e gloria per sempre. Benedetto sei tu sul trono del tuo regno, degno di suprema lode ed esaltazione per sempre. Benedetto sei tu, il cui sguardo penetra negli abissi e che siedi sui Cherubini, degno di suprema lode ed esaltazione per sempre. Benedetti voi nel firmamento del cielo, degni di lode e gloria in eterno.

Benedite il Signore, voi tutte opere del Signore; lodatelo ed esaltatelo per sempre. Angeli del Signore, benedite il Signore, lodatelo ed esaltatelo per sempre. Cieli, benedite il Signore, lodatelo ed esaltatelo per sempre. Acque e tutto ciò che è sopra i cieli, benedite il Signore; lodatelo ed esaltatelo per sempre. Potenze del Signore, benedite il Signore; lodatelo ed esaltatelo per sempre.

Sole e luna, benedite il Signore, lodatelo ed esaltatelo per sempre. O stelle del cielo, benedite il Signore; lodatelo ed esaltatelo per sempre. Pioggia e rugiada, benedite il Signore, lodatelo ed esaltatelo per sempre. Venti di Dio, benedite il Signore, lodatelo ed esaltatelo per sempre.

Fuoco e calore, benedite il Signore; lodatelo ed esaltatelo per sempre. Freddo e calore, benedite il Signore; lodatelo ed esaltatelo per sempre. Rugiada e gelo, benedite il Signore; lodatelo ed esaltatelo per sempre. Gelo e brina, benedite il Signore; lodatelo ed esaltatelo per sempre. Ghiaccio e neve, benedite il Signore, lodatelo ed esaltatelo per sempre.

Notte e giorno, benedite il Signore, lodatelo ed esaltatelo per sempre. Luce e tenebre, benedite il Signore; lodatelo ed esaltatelo per sempre. Lampi e nubi oscure, benedite il Signore; lodatelo ed esaltatelo per sempre. La terra benedica il Signore, lo lodi e lo esalti per sempre!

Montagne e colline, benedite il Signore; lodatelo ed esaltatelo per sempre. Le piante che crescono sulla terra benedicano il Signore, lo lodino e lo esaltino per sempre. Fontane, benedite il Signore; lodatelo ed esaltatelo per sempre. Mari e fiumi, benedite il Signore; lodatelo ed esaltatelo per sempre.

Mostri e tutto ciò che si muove nelle acque, benedite il Signore; lodatelo ed esaltatelo per sempre. Uccelli dell'aria, benedite il Signore, lodatelo ed esaltatelo per sempre. Bestie selvatiche e greggi, benedite il Signore; lodatelo ed esaltatelo per sempre. Figli degli uomini, benedite il Signore, lodatelo ed esaltatelo in eterno. Israele, benedite il Signore, lodatelo ed esaltatelo per sempre!

Sacerdoti del Signore, benedite il Signore, lodatelo ed esaltatelo per sempre. Servi del Signore, benedite il Signore, lodatelo ed esaltatelo per sempre. Spiriti e anime dei giusti, benedite il Signore, lodatelo ed esaltatelo per sempre. Santi e umili di cuore, benedite il Signore, lodatelo ed esaltatelo per sempre. Anania, Azaria e Misael, benedite il Signore, lodatelo ed esaltatelo in eterno.

Perché ci ha fatti uscire dagli inferi e ci ha liberati dal potere della morte; ci ha salvati dal mezzo della fornace ardente e ci ha tratti dal mezzo del fuoco. Lodate il Signore, perché è buono, perché la sua misericordia dura per sempre. Voi tutti, uomini pii, benedite il Signore, il Dio degli dei; lodatelo e celebratelo, perché la sua misericordia dura in eterno.